
BlogoSfera
28
aprile
DOMINI GRATIS PER I LETTORI DI DAVIDEMAGGIO.IT
Un regalo, in fondo, ve lo meritate.
Moviement (http://www.mvmnet.com) mette a disposizione per tutti gli utenti di DavideMaggio.it la possibilità di registrare gratis un dominio .INFO.
La procedura è semplice: basta cliccare sul link che segue, arrivato sulla pagina inserire il nome del dominio che si vuole registrare e seguire la normale procedura di registrazione. Una volta arrivati al basket di pagamento vi troverete costo zero, in quanto gratis. Ci sono a disposizione 1.000 Domini. Facile e veloce.
12
novembre
OGGI MI SENTO… LIBERO!

Non sono tutti disonesti! E per fortuna!
Sfogliando oggi il quotidiano Libero di Vittorio Feltri ho letto qualcosa di… “familiare”.
A pagina 32, sezione Spettacoli, si parla del preserale di Canale5 e si cita questo blog come fonte di indiscrezioni su Amadeus & Co.
A quanto pare, l’invito fatto in questo post con il quale invitavo i miei lettori ad “ammettere” la puntualità e la competenza di davidemaggio.it nel fornire anticipazioni e curiosità televisive non era poi così campato in aria.
Un grazie di cuore ad Alessandra Menzani e alla Sua stimatissima testata.
E che sia di esempio per chi usufruisce dei contenuti della blogosfera ma non cita!
[clicca sull'immagine per ingrandirla]
15
settembre
QUALCOSA (ma solo) QUALCOSA E’ CAMBIATO!
Mi fa notare Anija che adesso il mio nome e cognome possono comparire su Macchiaspocchia.
Tuttavia, rimane il problema relativo al mio URL (fondamentale per i blog awards) oltre che per permettere al sottoscritto di commentare (ma questo, non importa).
[clicca sull'immagine per ingrandirla]
Comunicazione di Servizio : e’ comparsa in questi giorni una mia intervista rilasciata ad Alessio di HoteLive [e pubblicata su 3 blog differenti : HoteLive, Ineditablog (patrocinato dalla RAI) e LiberoBlog] ma riportata in maniera leggermente distorta.
L’intervista originale è questa –> CLICCA QUI [.pdf , dimensione : 28 Kb]
P.S.: la correttezza rimane fortunatamente, per alcuni, ancora un valore da rispettare –> clicca qui
11
settembre
MACCHIANERA BLOG AWARDS 2006
Che i Macchianera Blog Awards fossero un stratagemma come un altro per incrementare il numero delle visite del boss della blogosfera, è risaputo!
Che i Macchianera Blog Awards siano taroccati, è, forse, un po’ meno noto!
Le mie non sono opinioni personali, ma, bensì, constatazioni di dati di fatto.
Per questo motivo, infatti, qualunque utente che abbia votato davidemaggio.it, in una qualunque delle categorie disponibili, avrà visto sparire nel nulla il proprio voto/commento.
Non solo… oltre ai soliti noti (cosa che, probabilmente, potrebbe essere anche giusta. Insomma, se uno è noto, un motivo deve pur esserci) troviamo tra i nominee anche dei blog che non hanno nemmeno 1000 visite all’attivo. Cosa che sinceramente pare un po’ strana ma facilmente spiegabile e riconducibile a queste brevi riflessioni.
C’è, però, un’ultima possibilità. Nella scheda per le votazioni c’è una sezione in cui si puo’ indicare un BLOG MANCANTE.
Qualora vogliate sostenere questo blog,
-
votate pure seguendo le indicazioni contenute in questo post ed indicate www.davidemaggio.it nella sezione innanzi citata (BLOG MANCANTE)
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inviate la scheda all’indirizzo ufficiale per le votazioni (indicato su macchianera)
-
inviate per conoscenza (qualora vogliate) la mail contenente la scheda di voto anche a blogawards@davidemaggio.it
Vediamo sino a che punto arriva Macchiaspocchia!
AGGIORNAMENTO DEL 11 settembre 2006
URGONO PRECISAZIONI!
Probabilmente questo post non e’ stato capito.
La mia non vuole essere una lamentela per non essere tra le nomination dei MBA, ci mancherebbe altro.E’ chiaro che essere presenti avrebbe fatto sicuramente piacere ma, di sicuro, il beccarsi una nomination non cambia la vita (soprattutto se l’ideatore è Macchiaspocchia).
Ciò che non ho gradito è stata l’impossibilità per questo blog di poter essere semplicemente votato o segnalato.
Probabilmente la maggior parte dei lettori ha omesso di cliccare sul primo link inserito nel post che, sicuramente, avrebbero chiarito la situazione.
Non è forse chiaro a tutti che qualora proviate a commentare i blog del circuito (rectius : corto circuito) BlogNation (di cui Macchianera è il "capobanda") inserendo una qualunque frase/url che richiami "Davide Maggio" vedrete magicamente scomparire il Vostro commento nel nulla poichè sarà automaticamente cestinato.
Conseguentemente qualora qualche lettore (magari nessuno ma il punto non e’ questo) avesse voluto votare o segnalare www.davidemaggio.it non l’avrebbe potuto fare e/o avrebbe sprecato invano il proprio tempo! Fate la prova e Ve ne renderete conto!
La questione è, dunque, di fondo e prescinde dai Macchianera Blog Awards che rappresentano soltanto l’ultimo (e il più fastidioso) risultato dell’atteggiamento del "simpatico boss della blogosfera".
10
settembre
IL FATTORE C(OPIA) DI MEDIASET!
Non ho mai nascosto d’avere una certa simpatia nei confronti di Mediaset.
Per quest’ultima, però, la stagione televisiva autunnale non s’è aperta nel migliore dei modi a causa di scelte che, a mio avviso, si sono rivelate sbagliate.
Innnanzitutto non ho approvato (seppur a posteriori) la fretta con cui s’e’ voluto… dar inizio alle danze!
L’avrei capita e approvata se i risultati fossero stati soddisfacenti e le produzioni apprezzabili.
Così, però, non è stato.
La "necessità" di anticipare i competitors e far partire la programmazione con una fretta che ha lasciato stupiti non pochi telespettatori, s’è rivelata fallimentare.
Di Unan1mous ne abbiamo parlato fin troppo. Un flop ormai consolidato che si spera possa essere di lezione per la "Premiata Ditta" dall’ormai inconfondibile brand MCS! (Se hai perso la Unan1mous story, clicca qui).
Stasera mi soffermerei su Formula Segreta e su Fattore C (la cui prima puntata è terminata da poco più di un quarto d’ora).
Questi due programmi, realizzati per la nuova stagione di Canale5, sono palesemente somiglianti (specialmente nel caso di Fattore C) a due produzioni made in Rai, L’Eredità e Affari Tuoi.
La cosa bella (e allo stesso tempo imbarazzante) è che i due programmi "clone" hanno in comune sia l’autore principale che la regia, rispettivamente Stefano Santucci e Stefano Vicario.
Se a ciò aggiungiamo che i presentatori (e lo stesso autore Santucci) sono gli stessi delle trasmissioni originali… viene spontaneo considerare i programmi di Mamma Rai oggetto di una voluta e, per di più, esplicita traslazione in casa Mediaset. –br[Continua a leggere IL FATTORE C(OPIA) DI MEDIASET]–
I risultati sono sotto gli occhi di tutti… sic et simpliciter, una minestra riscaldata!
Nel caso di Formula Segreta sono i dati auditel a parlar chiaro. Il programma non decolla e c’è chi già pensa ad una possibile chiusura anticipata.
Nel caso di Fattore C bisognerà aspettare le 11 (più o meno) di questa mattina per conoscere il numero di ascoltatori che ha scelto Bonolis e Laurenti nella serata di ieri.
Qualche considerazione, però, si può fare senz’altro.
Personalmente non ho gradito troppo. Oltre che per la citata assenza di originalità, ho trovato deludente e noiosa (oltre che vista e stravista) la comicità di una delle coppie più famose della tv. Una comicità che si è rivelata forzata : per tutta la durata del programma Bonolis e la Sua spalla sono andati alla ricerca spasmodica della battuta che potesse riecheggiare il glorioso vecchio Bonolis che, però, non è mai arrivato.
Volendo aggettivare alcune caratteristiche del programma oserei definire :
Piatta e lenta la conduzione;
Originale, seppur molto fredda, la scenografia dello studio (studio 9 degli Studios sulla Tiburtina);
Out la nuova immagine di Bonolis alla Alberto Castagna;
D’impatto ma superfluo il numero dei concorrenti (20) in considerazione del fatto che solo 2 (+ un terzo nelle veci di… gufo) possono sperare di portare a casa il bottino (sempre che ci sia);
Ridicolo l’alzarsi in piedi del concorrente per annunciare la propria scelta al notaio;
Gradevole il ritorno al passato con il "giudice di gara" in studio (mi torna in mente il grande Ludovico Peregrini nei quiz di Mike Bongiorno);
Lodevole ma fuori posto il rimprovero di Paolo Bonolis a Luca Laurenti che, in cerca di visibilità (vista la residualità della propria presenza nel programma), ha riproposto il "rito propiziatorio" dell’imposizione delle mani ("rito" che ha preso il posto della toccata del sedere di Bonolis) nei confronti di un concorrente ed escludendo, dunque, l’altro.
Vedremo cosa avranno scelto gli italiani e soprattutto vedremo se sceglieranno nuovamente Fattore C la prossima domenica.
18
agosto
A PUBLIC AFFAIR…tutto cinese!
Sti due ragazzi cinesi sono fenomenali.
Sul loro blog ne combinano di tutti i colori. Stavolta non ho resistito e ho deciso di dare un assaggio anche a Voi delle loro performances.
Nel video che sottopongo al Vostro insindacabile giudizio, interpretano, in un playback fa vo lo so, A Public Affair di Jessica Simpson.
Il loro “nome d’arte” è The Dormitory Boys. Su YouTube trovate una bella videografia.
12
agosto
NETWORK DI BLOG PROFESSIONALI : CHE BLOGO”PALLA”!
Ho letto, nel pomeriggio, un articolo del Sole24ore di alcuni mesi fa, ritagliato e conservato con l’intento di analizzarlo accuratamente in un secondo momento.
IlSole titolava : “I diari online conquistano le redazioni”.
Si parla dei risultati di una ricerca condotta negli States che ha ad oggetto la diffusione dei blog all’interno delle redazioni delle principali testate americane. Un fenomeno in rapidissima evoluzione grazie al quale i giornalisti, parallelamente alla propria attività ufficiale, si “divertono” ad approfondire e commentare gli articoli dei quotidiani.
Bene. Posso permettermi di criticare ed essere assolutamente contrario a questa complementarietà carta stampata/blog?
Per quanto mi riguarda, i blog rappresentano, come ho avuto modo di dire in più di un’occasione, un tipo di informazione DIVERSA e assolutamente preferibile a quella ufficiale. Non fosse altro che per un semplice motivo : la totale assenza di filtri la cui presenza distorce, nella carta stampata “ufficiale”, l’informazione stessa.
Un’informazione diretta, immediata e popolare, quella dei blog, che incontra fortemente il favore dei lettori ma che è meno gradita dalle testate “ufficiali” per le quali risulta difficile (se non impossibile) fare informazione allo stesso modo.
Un’impossibilità con cui si è costretti a fare i conti.
Se da una parte, infatti, il giornalismo tradizionale mal digerisce l’interferenza di “soggetti meno qualificati” (alias i blogger), dall’altra non può non riconoscere lo straordinario successo che questo modus informandi riscuote.
Non c’è, quindi, da meravigliarsi se, da un po’ di tempo a questa parte, ci si trovi di fronte ad una nascita capillare di blog che “accompagnano” le testate tradizionali.
A dirigere questi blog ”di supporto” troviamo, nella maggior parte dei casi, dei giornalisti. Gli stessi giornalisti, dunque, che non vedono di buon occhio i blog ne aprono uno.
Mi sembra che ci si trovi di fronte ad una semplice opera di ammodernamento alla base della quale c’è la profonda, seppur non riconosciuta, consapevolezza che i blog rappresentano la naturale evoluzione dell’informazione.
Un’opera di ammodernamento che si scontra, però, con l’ego dei giornalisti. Un confronto inaccettabile quello che i professionisti dell’informazione si trovano a sostenere con i blogger (che, molto spesso, giornalisti non sono) che hanno, però, in molti casi, un successo e una visibilità maggiori rispetto ai colleghi dei piani superiori.
La soluzione all’inaccettabile confronto sembra chiamarsi PROFESSIONALITA’. –br[Clicca qui per continuare a leggere il post]–
E’ questo il sostantivo che farebbe la differenza.
Il giornalista troverebbe nell’appellativo “professionale” (con il quale autoetichetta il proprio web-giornale) una legittimazione all’apertura del blog (che, altrimenti, non sarebbe degno del proprio titolare) e, al tempo stesso, lo eleverebbe rispetto agli altri.
V’è di più…
Questo tipo di blog ha una duplice fortuna : la notorietà del “proprietario” e/o la luce riflessa di cui godono grazie alla pubblicizzazione sulla carta stampata (o nelle relative versioni online). Peculiarità, queste, che consentono di raggiungere un’utenza decisamente vasta in brevissimo tempo.
Se a ciò s’aggiunge che i blogger/giornalisti tendono a creare una sorta di cerchia ristretta formata da pochi eletti con cui confrontarsi e/o scambiarsi informazioni… il quadretto che ne vien fuori è, a dir poco, nauseabondo.
Sono un esempio di quest’ultima tendenza i cosiddetti network “professionali”.
Qui non posso non essere leggermente più astioso.
Non siamo, infatti, in presenza di network che aggregano blog nè parliamo di network che offrono ospitalità su propri server rispettando l’originalità del blog aggregato/ospitato.
Ci si trova di fronte a piattaforme che offrono blog preconfezionati in cui l’autore può esclusivamente postare il suo articolo senza possibilità alcuna di far proprio lo spazio concessogli.
Qui si tratta, a mio giudizio, di un modo per emergere ed acquistare visibilità e, conseguentemente, “potere” all’interno della rete. Va da sè che alla base di tutto ci sono interessi economici. Non a caso all’interno di tutti i siti dei network ci si imbatte in link/banner pubblicitari che, a certi livelli, iniziano a dare guadagni interessanti.
Il meccanismo è molto semplice… uno scambio link interno tra i siti del network che vizia qualunque classifica di “gradimento” dei blog esistenti in rete.
Ne deriva che, accaparrandosi i vertici delle classifiche continueranno a fare nuovi “adepti” che, per semplice curiosità e/o inerzia, visiteranno i siti top della classifica.
Un circolo vizioso, insomma.
Prendiamone uno a caso : BLOGOSFERE.
Date un’occhiata ai blog del network… una standardizzazione che lascia inorriditi. Quella personalità che dovrebbe contraddistinguere ogni blog (a partire dalla grafica per arrivare all’organizzazione dei contenuti), qui è un optional. L’autore non ha addirittura la possibilità di inserire all’interno del proprio (proprio?) blog dei semplici link a blog amici o affini essendo gli unici link presenti riservati ai blog del (corto) circuito. Dispiace vedere che bravi blogger (quali ritengo, ad esempio, Matteo Failla o Elena Redaelli che leggo frequentemente) debbano essere limitati soltanto per aver scelto di far parte di un network di blog professionali.
Da Marco Montemagno, fondatore del network e esperto di internet, non m’aspettavo una scelta del genere, i cui intenti sono chiaramenti esposti –> QUI
V’è da dire che, quanto meno, Blogosfere ha dei nomi originali per i propri blog.
Vogliamo prendere invece BLOGO? Qui siamo all’apoteosi. I nomi dei blog?!? Date un’occhiata –>qui
Per non parlare, poi, dei blog che addirittura non prevedono i commenti… in effetti in questo caso è proprio il caso di non commentare!
Bene!
Sono questi i motivi per cui quest’opera di ammodernamento è condotta nel peggiore dei modi. E il rischio è quello di svuotare il blog delle sue caratteristiche fondamentali. La citata complementarietà (carta stampata/blog) rende il blog stesso un surrogato del giornale. Un’appendice, insomma, della testata in cui si approfondisce la notizia ma non la si produce!
Che ben vengano network che aggreghino e giornalisti che bloggino ma che vengano rispettate le caratteristiche del blog.
Che il blog rimanga blog e che una testata rimanga una testata!















Martedi 13 Dicembre 2011 Davide Maggio sarà ospite di 



