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Alessandra Giudicessa, da ‘Come un gatto in tangenziale’ a Belve Crime: “Vorrei poter tornare indietro e cambiare tutto”

Nota insieme alla sorella Valentina per il ruolo delle gemelle cleptomani nel film di Riccardo Milani, è davvero una ladra. "Lo faccio per necessità", dice

Fabio Fabbretti

di Fabio Fabbretti

19/05/2026 - 19:50

Alessandra Giudicessa, da ‘Come un gatto in tangenziale’ a Belve Crime: “Vorrei poter tornare indietro e cambiare tutto”
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© US Belve

A Belve Crime arriva Alessandra Giudicessa, diventata popolare insieme alla sorella Valentina per il ruolo delle gemelle cleptomani in Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani. Un raro caso di perfetta aderenza tra finzione e realtà. Le sorelle, infatti, hanno davvero vissuto da professioniste del furto, con un padre che tirava avanti grazie alle rapine, e la fama derivante dai ruoli avuti al cinema non pare aver migliorato la vita delle gemelle.

I soldi sono finiti subito. Ci siamo ritrovate come prima, anzi, pure peggio. Perché alla fine ci sono arrivate tutte le denunce della gente che, guardando il film, poi si è ricordata che eravamo andate a rubare davvero

dichiara Alessandra Giudicessa a Francesca Fagnani. La sua è una sorta di amara constatazione:

Ormai dove entriamo ci vengono dietro le commesse. Magari vado ad accompagnare i miei figli a comprarsi una cosa e ci sono dieci commesse che mi vengono dietro. Lasciano perfino le casse libere e stanno tutte a seguire me. Che poi magari entra un altro e gli porta via tutto. A me viene da ridere ma intanto mi viene da piangere.

“Se le dicono ladra, che è un brutto termine, lei si offende oppure lo considera la cronaca dei fatti?”, domanda la conduttrice. E lei:

Mi offendo perché non mi sento una ladra, lo faccio per necessità. Ci rimango male se la gente mi dice che sono ladra, però lo sono.

Le due sorelle sono sempre accusate di furto con destrezza e il motivo, a detta della diretta interessata, è piuttosto semplice:

Perché siamo due, magari una distrae e l’altra prende, capito? Quindi per loro il reato di destrezza è quello. Una parla alla commessa e l’altra ruba.

Durante l’intervista, la Giudicessa ripercorre gli anni difficili dell’infanzia, con il padre “sempre in galera e mamma ci ha messo in collegio da bambine. Siamo cresciute io e mia sorella da sole”.

E a proposito della sorella, che era stata invitata da Belve Crime insieme a lei, spiega che in questo momento sta agli arresti domiciliari e quindi non è potuta venire.

Infine, il grande rimpianto per non aver vissuto un’altra vita:

Vorrei poter tornare indietro e cambiare tutto, mi taglierei le mani per avere una vita nuova.

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