Ora in tendenza
X FACTOR 3: TUTTO PRONTO PER LA SECONDA PUNTATA MA PER UMBERTO TOZZI E’ UN VIVAIO DI DEPRESSI
di Pasquale Orlando
16/09/2009 - 18:24

La prima puntata di “X Factor“, come spesso accade alle “prime”, è stata lenta nei ritmi e poco incisiva per quel che riguarda le performances dei cantanti, ma stasera si gioca la rivincita e l’entourage del talent show ha molta voglia di riscattarsi dalle iniziali lacune e spostare lo share al di sopra del 12% raggiunto settimana scorsa. Il meccanismo delle “due manches” rimane invariato; i concorrenti in gara questa volta saranno 11 (orfani dell’ “over 24” Francesco) e vengono inoltre confermati i primi ospiti stranieri della stagione: trattasi dei Simple Minds, storica band scozzese che lo scorso 15 maggio ha pubblicato “Graffiti Soul” e che stasera interpreterà il nuovo singolo “Stars will lead the way“.
In settimana intanto abbiamo avuto modo di conoscere le canzoni assegnate dai giudici ai loro protetti, e da tanti piccoli indizi è facile intuire la strategia che ciascuno dei tre metterà in atto. La Maionchi (featuring Gaudi) ha scelto per i suoi Gruppi Vocali:
-
“The sound of silence” per gli A & K (e subito il ricordo corre alla prima esibizione del duo originario – Andrea e Chiara Rigoli – in cui eseguirono “Cecilia” proprio degli stessi Simon & Garfunkel;
-
“Torpedo blu” (Giorgio Gaber) per gli Horrible Porno Stuntmen
-
“Human” (The Killers) per i Luana Biz
-
“Teardrops” (Massive Attack) per le Yavanna.
Scelte nel complesso “facili” o comunque “discografiche”, che cercano di valorizzare e non snaturare le aspirazioni del quartetto.
Chiamato invece alla “prova del 9” il duo Claudia Mori e Roberto Vernetti, che nella prima puntata non hanno (forse) saputo valorizzare al meglio l’eliminato Francesco. La scaletta degli “over 24” prevede:
-
“Un senso” (Vasco Rossi) per Damiano
-
“Dammi solo un minuto” (Pooh) per Francesca
-
“Ma il cielo è sempre più blu” (Rino Gaetano) affidata a Sofia.
Anche in questo caso scelte piuttosto facili, giocate su canzoni belle ma estremamente conosciute al grande pubblico (ancora più conosciute di quelle della Maionchi) e forse in questo la Mori continua a venir meno alla promessa di “de-venturizzamento” del ruolo. La Mori ha infatti disatteso le aspettative di chi la voleva intrasigente, musicalmente colta e poco attenta all’immagine, mostrandosi nella prima puntata vezzosa (con la parrucca da Medusa), un pò distratta e spesso populista nei giudizi; vedremo stasera se sarà davvero questa la strategia oppure se, anche lei, ha pagato solo l’emozione dell’esordio.
Veniamo infine allo “spocchiosissimo” e “personaggissimo” Morgan e ai suoi giovani. Contrariamente alle sue abitudini, anche il Castoldi ha scelto per la prima puntata un atteggiamento nazional-popolare, ammettendo candidamente che questo era esattamente il suo obiettivo per far abituare il pubblico ai suoi pupilli. Ma il Castoldi è un ragazzo con le idee già chiare (non a caso ha vinto due edizioni su due del programma) e lo dimostrano i brani scelti per la puntata di stasera:
-
“L’amore si odia” (Noemi Feat. Fiorella Mannoia) per Marco;
-
“Faith” (George Michael) per Silver;
-
Ornella farà “Luce” di Elisa (dopo aver abdicato ad un brano sconosciuto di Fossati)
-
Chiara eseguirà “Forbidden Colors” (Sylvian/Sakamoto), canzone dal titolo sconosciuto ma con un accompagnamento musicale molto famoso.
Quattro canzoni, quattro modi di vivere e far vivere la musica, Morgan si conferma anche quest’anno “il custode del sacro fuoco della cultura musicale” e, messo da parte qualche svarione autocelebrativo (quale miglior consacrazione di una cover eseguita a soli 6 giorni di distanza, per la sua scoperta Noemi? Anche Morgan presto inizierà baudianamente a dire “Ti ho inventato io Noemi.. ti ho inventato io!”), è ancora lui il giudice più papabile alla vittoria.
Marchio di fabbrica del talent-show di Raidue è inoltre la fama di “programma amato e benedetto dagli addetti ai lavori” e se non vi basta una Fiorella Mannoia che duetta con la rossa Noemi, ecco che arriva (per bocca della figlia Benedetta Mazzini) il parere della regina assoluta della musica italiana: Mina. In un intervista al “Giornale” la Mazzini (parte integrante del “Processo a X-Factor”), afferma: “quando sono a Lugano, guardo il programma con mia madre. Anzi, a dirla tutta, è stata lei ad appassionarsi per prima: io sono arrivata solo qualche mese più tardi“. Mamma e figlia non danno giudizi sui giudici, ma Benedetta in compenso si lascia scappare il nome del “preferito” della “Tigre di Cremona“: trattasi del “Calimero” Damiano Fiorella, che sin da ora rimane uno dei concorrenti favoriti per la finalissima.
A fare da contraltare all’autorevole parere di Mina però, ecco che arriva Umberto Tozzi che con tempismo perfetto, in occasione del lancio del suo nuovo album (con tanto di versione live e rimasterizzata della sua hit “Ti Amo”), non trova niente di meglio che sparare a zero su un programma che, nel bene o nel male, è sulla bocca di tutti. In un’intervista al “Secolo XIX” Tozzi non le manda a dire e alla domanda “Cosa ne pensa di De Gregori ospite ad X factor?“, il calmo Umberto risponde: “Sono deluso da certi personaggi, vanno lì solo per promozione, non per comunicare il loro messaggio; ormai se non fai la tua marchetta nel reality del momento non esisti. Ma X Factor è solo un vivaio di depressi, il futuro di tanti giovani che cadranno in depressione! E Amici è ancora peggio, perchè accorpa più discipline“.
Celato ma non troppo il vero motivo di cotanto “rosicamento”: non è una questione di integralismo culturale nè una questione di “salvataggio della musica dal diabolico tubo catodico”, la verità è che a Tozzi “je rode” perchè le radio hanno boicottato il suo singolo “Superstar” in quanto “poco radiofonico” e poi, come vi abbiamo detto, perchè “parlare male di qualcosa o qualcuno” in fase di promozione, aiuta sempre a crear clamore.
Forse il signor Tozzi ignora il fatto che in realtà ci sono anche network che si sono palesemente schierati contro i “fenomeni da reality” (vedi Radio Deejay VS Marco Carta), e che essere stato un cantante famoso qualche anno fa (40 milioni di copie nel mondo), non è un “pass” per accedere automaticamente alle classifiche e ai gusti del pubblico. Forse il signor Tozzi, se fosse invitato a presentare il suo disco su Raidue, andrebbe senza troppe remore a far ascoltare la sua canzone, e forse non c’è bisogno di partecipare a talent show per ritrovarsi “depressi” per un album venuto male, lo show-business è così: un vortice veloce e instancabile, è facile salire la scala del successo ed è ancor più facile scenderla… Insomma signor Tozzi, non faccia come “la volpe e l’uva“, e guardi insieme a noi la puntata di stasera: vedrà che tanto male non è, anzi, magari può diventare una buona occasione per capire meglio quel pubblico che da un pò di tempo non le dà molte soddisfazioni.
Articoli che ti possono interessare
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.
Tostaky dice:
Lo facevo semplicemente perché mi piacevano entrambi: cioé gli U2 ancora adesso, e Tozzi prima. Dopo tutto, la musica è come il resto: puoi' avere accostamenti dinamici, strani, imprevisti ;)
Nuccio dice:
Si ok Tostaky, tuttavia non continuo a capire il tuoi continui paragoni tra Tozzi e gli U2. Io conosco poco la storia musicale di Tozzi, ma è evidente che parliamo di due situazioni completamente diverse.
Tostaky dice:
ciao Nuccio, la tua ultima frase è molto interessante.. Direi appunto che il periodo "achtung baby"-"Zooropa"-"Pop" mi piace perché era l'era della dismisura, dei personnaggi doppi creati da Bono, dall'umorismo megalomane, dalle canzoni secondo me più innovative. Per carità, amo anche i CD precedenti ma sembra un po' troppo che loro -o almeno Bono- si prendesse per il messia, per me era troppo serio ed austero. E poi, dai.. io non credo al concetto di "ribelli" o di "fuori del sistema" ad un certo spessore di successo, questo vale sia per gli U2 che per Tozzi o altri: per me un ribelle o una persona fuori del sistema lo è nei paesi non-democratici: qui mica si rischia niente, e poi non dimenticare che l'atteggiamento ribelle puo' essere anch'esso marketing.. E' vero che gli U2 ormai fanno mestiere, sembrano una multinazionale (forse lo sono), ma tutto sommato i dischi restano ad un livello decente con qualche buon spunto, e nella loro ultima tournée ho visto con piacere il ritorno alla megalomani ;-)
Nuccio dice:
Achtung Baby piace anche me, come album. Degli altri che hai citato qualche pezzo, ma in generale siamo già a livelli più modesti dei precedenti. Sono comunque più legato ai lavori degli anni '80. Gli U2 più autentici li trovo lì, successivamente sono troppo parte del sistema e con meno da dire, diciamo che l'arte ad un certo punto ha lasciato il posto al mestiere.
Tostaky dice:
(per me sono meglio "achtung baby", "zooropa" e "pop" di "the joshua tree) certo che sono le mie opinioni, mica mi esprimo a nome della mia vicina di casa, nè del pluralis maiestatis! e poi, diceva ponzio pilato "cos'è la verità?" quanto alla parola "inquisitore", lo so che è un'espressione, ma ti invito a guardare la parola "iperbole"
Nuccio dice:
Non puoi contestarmi i "se", qui tutto è relativo, anche quello che dici tu. Io chi sono per dire che gli ultimi dischi degli U2 sono modesti? Nessuno, però non posso certo dire che How to dismantle an atomic bomb mi sia piaciuto quanto The Joshua Three o Boy o War. Poi magari ha venduto milioni di copie ma l'equivalenza dischi venduti=qualità non vale sempre, anzi. Io non sono nessuno, dico soltanto la mia. Tu invece usi il tono da inquisitore. Anche quanto alle cose che dici su Tozzi, sono soltanto il tuo punto di vista, ci può stare che poi tu sia lontano anni luce dalla realtà.