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Turisti per case è ancora in cerca di un’identità

Il format di Real Time prova a scimmiottare Casa a prima vista, ma resta intrappolato in un limbo tra viaggio e gara che non gli dà carattere

di Daniele De Fusco

08/05/2026 - 14:36

Turisti per case è ancora in cerca di un’identità

2.5 /5

Meno Cortesie per gli ospiti, più Casa a prima vista. Sì, perché la novità principale della nuova stagione di Turisti per case – in onda per cinque mercoledì in prima serata su Real Time – è che a vincere non è solo una struttura ricettiva, ma anche uno tra Gianluca Torre, Ida Di Filippo e Tommaso Zorzi

Se nella prima edizione il giudizio finale era corale, ora il format prevede una rotazione: a turno, uno dei tre valuta, mentre gli altri due si sfidano nella ricerca della struttura migliore da proporre. L’obiettivo autoriale è chiaro: aggiungere un pizzico di pepe alle dinamiche di gruppo. Un tentativo, tuttavia, riuscito solo a metà.

Tra i due sfidanti la scintilla della competizione non scocca mai davvero. Il motivo è strutturale: a sfidarsi sono personaggi televisivi fuori dalle logiche professionali proprie dei titolari delle attività. In Turisti per Case gli host delle strutture non si incontrano mai, privando il programma di quel faccia a faccia che è il reale motore del genere. Qui ci si affida, proprio come in Casa a prima vista, alla sfida tra i protagonisti, che però non decolla mai davvero.

Il programma era nato con l’ambizione di mostrare soluzioni di viaggio alternative, lasciando la gara sullo sfondo come semplice pretesto narrativo. Questo tentativo di mettere la competizione al centro appare timido e poco convincente. Il risultato è un ibrido che sembra ancora alla ricerca di una vera identità: non è piacevole come le storie di Cortesie per gli ospiti e non è nemmeno divertente come le sfide di Casa a prima vista. Lo guardi e un attimo dopo lo ha già dimenticato. 

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