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Chi è TonyPitony
Linguaggio scurrile, canzoni sboccate... TonyPitony ha fatto della lotta al sistema il suo manifesto. E' un 'personaggio' che canta benissimo e interpreta ancora meglio
di Daniele De Fusco
27/02/2026 - 23:18
© Salvo La Fata per mediaMai
TonyPitony ha ceduto al mainstream. O almeno questo è quello che si dice in rete da quando ne è stata annunciata la partecipazione al Festival di Sanremo – al fianco di Ditonellapiaga nella serata cover. Per i puristi è l’inizio della fine, per i detrattori è l’ennesima prova che le eccezioni a un certo punto diventano parte della regola.
Ma chi è TonyPitony? Artista indipendente in tutto e per tutto, TonyPitony ha fatto della lotta al sistema il suo manifesto. Dai testi provocatori alle invettive sul palco, ogni mossa è un invito a deragliare dai binari prestabiliti. Una coerenza che ha pagato: grazie alla spinta dei social e a concerti che sembrano veri e propri riti collettivi, la sua fanbase è esplosa, raggiungendo i 2 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Numeri che rendono il salto verso il grande pubblico non più una scelta, ma un passo inevitabile.
A dirla tutta però Tony col sistema ci ha sempre un po’ flirtato. Basti pensare che la prima apparizione pubblica risale a quando, nel 2020, si presentò alle audizioni di XFactor. Col senno di poi, la sua esibizione sgangherata sulle note di Hallelujah fu un modo per trollare il programma, ma anche la dimostrazione della rigidità e della superficialità di un’industria musicale che guarda più alla forma che al contenuto.
Da quel momento la terribile maschera di Elvis è diventata il suo aspetto stabile, le canzoni sboccate si sono trasformate nel suo marchio di fabbrica e il no sense si è dimostrato essere il suo modus operandi. Prima di essere un cantante, TonyPitony è un personaggio, ma ridurlo a provocatore sarebbe un errore grossolano. Dietro la maschera c’è un artista che canta benissimo ed interpreta ancora meglio. Un vero attore, uno che il teatro l’ha studiato e poi l’ha fatto davvero. Le sue esibizioni sono show allo stato puro: ironiche, suggestive, magnetiche. Insomma, perfette per la televisione.
D’altronde l’unica vera costante del personaggio è l’assenza di regole, anzi la voglia di sfidarle. Il linguaggio scurrile non è un limite invalicabile, ma un semplice ‘watch me’: un modo per costringerti a guardare. “Se facessi un disco lirico, i miei fan capirebbero” ha detto al Bsmt di Gianluca Gazzoli. Allora perché non dovrebbero capire un’esibizione all’Ariston o, più in generale, perché non dovrebbero godere del suo approdo in televisione?
Certo questo non vuol dire che valga tutto, ma quantomeno sarebbe il caso di sedersi in poltrona e aspettare di vedere ciò che ha preparato per noi. Forse a quel punto capiremo davvero se il personaggio TonyPitony può ancora funzionare. Ammesso e non concesso che, come dice furbamente lui, ogni idea diventa imperfetta nel momento esatto in cui la si realizza.