
roberto faenza
30
luglio
VIA POMA: GIULIA BEVILACQUA SARA’ LA SORELLA DI SIMONETTA CESARONI
Il delitto di Via Poma è pronto a rivivere in tv, in una miniserie per Canale 5 la cui messa in onda è prevista in autunno inoltrato. L’omicidio di Simonetta Cesaroni, avvenuto più di venti anni fa, sarà il tema caldo della fiction firmata Taodue, diretta da Roberto Faenza.
Non sono ancora partite le riprese di Via Poma (che prenderanno il via il 7 agosto), mentre le polemiche sono già a buon punto (leggi qui), sappiamo che la sceneggiatura, scritta dal regista con Antonio Manzini e il produttore Pietro Valsecchi, avrà come protagonista Paola Cesaroni, sorella della vittima e prima a ritrovarne il corpo senza vita.
Sarà lei a ricostruire il delitto, a cercare una verità tenuta all’oscuro per due decenni, oltre a dover salvare una famiglia distrutta dal dolore. Il ruolo di Paola sarà interpretato da Giulia Bevilacqua, l’attrice romana reduce da Distretto di Polizia. Classe 1979, ha debuttato in tv ad Un Medico in Famiglia 3, per poi prendere parte anche a Don Matteo 4 e La Omicidi, prima di finire al X Tuscolano di Canale 5. Nel 2005 è stata tra i protagonisti di Grandi Domani, la serie tv di Italia 1 in stile Amici di Maria De Filippi.
21
luglio
VIA POMA: INIZIANO LE RIPRESE DELLA FICTION SU SIMONETTA CESARONI. MA E’ GIA’ POLEMICA

Astrid Meloni sarà Simonetta Cesaroni
Ci son voluti due decenni per identificare il colpevole del misterioso delitto di Via Poma, quando il 7 agosto 1990 venne ritrovato il corpo senza vita della giovane Simonetta Cesaroni. Ed ora, nella stessa triste data di 21 anni fa, iniziano le riprese della fiction targata Mediaset che, in una miniserie prevista per il prossimo autunno su Canale 5, vuole ripercorrere uno dei fatti di cronaca nera più trattati dal piccolo schermo.
“In un paese in cui tutto si insabbia e a nessuno interessa realmente la verità ma solo il clamore delle prime pagine, un ispettore caparbio vuole a tutti i costi scoprire chi ha ucciso Simonetta Cesaroni, una verità attesa dalla famiglia da oltre 20 anni”. Questo il concept della fiction, annunciata da Pietro Valsecchi della Taodue e diretta da Roberto Faenza. Ma sulla realizzazione del tv movie è già polemica, con il legale del condannato Raniero Busco (all’epoca fidanzato della vittima) intento a bloccarne le riprese:
“Non siamo stati contattati, lo abbiamo appreso dalle notizie di stampa e diremo di no. Se è nelle nostre possibilità, ne bloccheremo la messa in onda“.
Valsecchi, dal canto suo, si fa forte dell’appoggio della sorella della vittima: “Abbiamo l’avvallo e la collaborazione di Paola Cesaroni (…) una ragazza intelligente, riservata, che ha sofferto tanto in quei giorni e ancora di più dopo. Colonna di una famiglia distrutta anche dall’assenza di verità, con un padre morto senza sapere chi gli ha massacrato la figlia. Paola è serena nel racconto e ci sta dando un grande aiuto”. Chi, invece, ne è all’oscuro è la mamma di Simonetta, che “ancora non sa che si realizzerà una fiction su Via Poma, ma Paola glielo dirà piano piano, rassicurandola sul fatto che mai mancheremo di rispetto alla memoria della figlia” prosegue il produttore.
23
novembre
I VICERE’: L’ITALICA VOCAZIONE AL TRASFORMISMO

“Un film dedicato ai trasformisti di ieri e di oggi”: così Giancarlo Leone, vice direttore generale della Rai, parla, durante la conferenza stampa di presentazione, de “I vicerè”, in onda questa sera, domenica 23, e domani, lunedì 24 novembre, in prima serata, su Raiuno.
Prodotto da Jean Vigo Italia e Rai Fiction e diretto da Roberto Faenza, che lo scorso anno ne ha presentato anche una versione cinematografica, “I vicerè” è la storia tragica del finire di un secolo, di un’Italia in cui, in una fase di drammatica transizione, dominano, incontrastati, gretto trasformismo, cinico opportunismo e logiche di tracotante sopraffazione. Uno spaccato impietoso di una società costellata da personaggi equivoci e grotteschi: pseudorivoluzionari voltagabbana, aristocratici potenti e prepotenti, governanti corrotti e religiosi viziosi.
Il film, ispirato all’omonimo romanzo di De Roberto, narra la saga della famiglia Uzeda, nobile stirpe di origine spagnola, da secoli ai vertici del potere politico ed economico di Catania. È proprio attraverso il racconto del conflitto interno, aspro e dolorosamente lacerante di una famiglia, per così dire esemplare, che Faenza denuncia, con spietato realismo, il degrado morale, politico e sociale di un Paese, il nostro, intriso da una mentalità irrimediabilmente cinica ed egoistica secondo la quale: “ora che l’Italia è fatta, dobbiamo fare gli affari nostri”.














Martedi 13 Dicembre 2011 Davide Maggio sarà ospite di 



