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The Unknown ha tutti i presupposti per una riconferma

Lo show si lascia guardare ma si sarebbe potuto puntare molto più in alto. Gli elementi per fare bene ci sono tutti.

di Daniele De Fusco

12/05/2026 - 12:11

The Unknown ha tutti i presupposti per una riconferma

3.8 /5

Niente di nuovo sotto il sole. Eppure un programma come The Unknown – Fino all’ultimo bivio mancava su Rai2 da troppo tempo. Almeno dal 2020, quando sul secondo canale andava in onda l’ultima edizione del Pechino Express targato Rai. 

Il format cerca di colmare quella lacuna, attingendo a piene mani da codici stilistici ben consolidati. C’è l’avventura, fatta di viaggio e sfida fisica, ma c’è anche la scelta costante tra noto e ignoto che ricorda, per certi versi, il meccanismo delle tentazioni di Money Road. E c’è, chiaramente, anche l’aspetto reality: la convivenza forzata e un sistema di eliminazione studiato appositamente per esasperare le dinamiche interpersonali premono, infatti, l’acceleratore sul fattore umano.

Il risultato è apprezzabile. The Unknown si lascia guardare ma si ha la perenne sensazione di una produzione che non ha avuto il coraggio (o il budget) di puntare davvero in alto.

Sul fronte casting il lavoro è promosso, con concorrenti ben centrati e funzionali al racconto. Spiccano tra tutti l’arrendevole Pino Strabioli e la pignola Costanza Caracciolo, ma anche la determinata Noemi e il lamentoso Lorenzo tra i non famosi. Personalità grazie a cui già la prima puntata è risultata appassionante.

Il problema principale, invece, risiede nella confezione. The Unknown emana un fastidioso odore di operazione low cost o, a voler essere indulgenti, di puntata zero registrata prima di fare sul serio. Le location non aiutano. In un territorio affascinante come la Calabria (lo show è finanziato dalla Calabria Film Commission), il potenziale paesaggistico non viene mai sfruttato: anzichè puntare sulla natura selvaggia, si opta per luoghi che appaiono desolati, quasi abbandonati anche e soprattutto quando la scrittura richiederebbe esattamente l’opposto.

Marginale la conduzione. Elettra Lamborghini appare contenuta, mentre Scintilla dimostra un’inedita vena istituzionale. Tuttavia, i due hanno pochissimo spazio e non vengono loro affidate nemmeno la narrazione delle gesta dei concorrenti o il racconto dei luoghi visitati. In questo contesto, la coppia risulta superflua: uno dei due è di troppo, non per mancanza di capacità, ma per assenza di mansioni.

I presupposti per fare bene, dunque, ci sono tutti. Con qualche accorgimento e una scrittura più navigata, The Unknown meriterebbe una riconferma in palinsesto.

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