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Buonvino, un poliziesco di classe
di Stefania Stefanelli
13/05/2026 - 12:25
©Instagram @palomarproduction
3.5 /5
Dimenticate i conflitti, i litigi, le rivalse e lo stress tipico dei polizieschi nostrani: per una volta in tv c’è un poliziotto risolto, serafico, che sa fare il suo lavoro e, udite udite, non ha neanche paura dei propri sentimenti. Si chiama Giovanni ed è il protagonista di Buonvino – Misteri a Villa Borghese.
La serie di Rai 1 è diversa, talmente semplice e pulita da poter sembrare a taluni quasi noiosa. Ma non lo è: i casi narrati sono complessi, ben articolati e ragionati e non c’è sempre bisogno di spettacolarizzarli per coinvolgere il pubblico. Così come non serve per forza un protagonista bello e dannato per lasciare il segno.
Giorgio Marchesi convince con il suo primo ruolo da protagonista assoluto
Giorgio Marchesi, alla sua prima prova da protagonista assoluto, non delude, portando in scena con convinzione quest’uomo pieno di grandi ideali. Che ama il cantautorato, sa cucinare, adotta gattini abbandonati e, pur pretendendo rispetto, rispetta a sua volta i sottoposti ascoltandoli e credendo in loro come nessuno ha mai fatto.
Buonvino racconta un altro modo di essere poliziotto, aiutato dalla pacifica cornice di Villa Borghese, che lo circonda e che contribuisce a dare all’insieme quell’immagine fuori dal tempo che lo stesso personaggio richiama. Del resto, è un uomo un po’ all’antica, che corteggia in modo romantico la sua eterna fiamma, ora collega, e che nel guardare alcuni posti di Roma rivede le scene di vecchi film e le fa rivedere anche al pubblico.
La fotografia è luminosa e ariosa, con inquadrature larghe e mai clausotrofobiche. Gli attori sorridono spesso ed ecco che la serie Palomar – che non a caso ha prodotto Il Commissario Montalbano, di tono affine – pur trattando argomenti difficili come gli omicidi o la pedofilia, intrattiene con classe e leggerezza.
Che ne siano state realizzate solo due puntate è un peccato, ma i romanzi scritti da Walter Veltroni su Buonvino sono tanti e confidiamo in un prosieguo.