Ora in tendenza

Andrea Sempio a Quarto Grado: “Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un processo”

Sulla questione dell'errore dei RIS riguardante Alberto Stasi: "Se è successo davvero è una tragedia". Ecco le sue parole dopo la chiusura delle indagini a suo carico

Fabio Fabbretti

di Fabio Fabbretti

02/10/2026 - 21:05

Andrea Sempio a Quarto Grado: “Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un processo”

© US Mediaset

Andrea Sempio torna a parlare a Quarto Grado e lo fa per la prima volta dopo che la procura di Pavia ha comunicato la chiusura delle indagini a suo carico per l’omicidio di Chiara Poggi.

Ecco tutte le sue dichiarazioni rilasciate al programma di Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero e trasmesse nella puntata del 2 ottobre 2026.

Andrea Sempio torna a parlare a Quarto Grado. Ecco l’intervista

Di seguito, l’intervista ad Andrea Sempio realizzata da Guglielmo Mazzola.

Andrea, siamo arrivati alla chiusura delle indagini nei tuoi confronti. Che anno è stato? Come ti senti? Sei più sollevato o più preoccupato?

Sono più sollevato, sperando che effettivamente siamo arrivati alla chiusura, quantomeno di questa prima parte. Spero sia arrivato finalmente il momento di affrontare davvero tutte le questioni che ci saranno e levarsi un po’ da questo marasma di supposizioni, piste inventate, notizie che poi venivano smentite. Spero che adesso si vadano a vedere davvero i fatti concreti.

Credi che si arriverà a un rinvio a giudizio?

Credo che si potrebbe già risolvere tutto in udienza preliminare. Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Se capiterà di dover andare proprio a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l’affronteremo. Per quello che ho visto finora, credo sia tutto spiegabile e che facendo le dovute verifiche si possa acclarare tutto. Parlando con la mia difesa non c’è qualche argomento che ci preoccupa più di altri.

Uno degli elementi fondamentali per la Procura è l’impronta 33, quella che sarebbe della tua mano sul muro

Se guardiamo la 33, e l’abbiamo controllata, a noi quelle minuzie non risultano. Quindi per noi non solo non è attribuibile a me, ma non è attribuibile a nessuno in generale. Se comunque non sarà accettata la nostra visione e verrà acclarato che quella è una mia impronta, va bene. Però è un’impronta su un muro – fa scena dire vicino al cadavere – dove ci sono altre impronte di altre persone che scendendo la scala si appoggiavano lì, quindi c’è un motivo per cui è lì. Non è che deve essere per forza legato all’omicidio. Oltre al fatto che ai tempi hanno fatto i vari esami e non hanno trovato sangue. Oggi si può dire quello che si vuole. Per me tutta la storia del “abbiamo fatto sperimentazioni sul muro e in realtà non si potrebbe escludere che…”. A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere, cosa non si può escludere. Devi avere una certezza: c’era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C’era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io, la questione finisce lì.

Secondo la consulenza della professoressa Cattaneo è plausibile che il tuo piede calzasse con quello della famosa impronta.

Se tu avessi trovato a casa di Andrea Sempio una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, è un conto. Ma finché dici “è compatibile”, non hai un elemento vero che ti collega a quello.

Il tuo piede è cambiato nel tempo? Che misura avevi e che misura hai adesso?

Avevo il 44 ai tempi e ce l’ho ancora oggi.

Se fosse confermata la questione dell’errore dei RIS sul pedale, riguardante Alberto Stasi, sarebbe estremamente grave perché Stasi è in prigione da 11 anni. Tu ti sentiresti spaventato? Avresti, hai ancora fiducia nella giustizia?

La giustizia di per sé è suscettibile di errori. Ovvio che mi spaventa l’idea che ci possano essere degli errori che vadano a influire sulla mia situazione. Se è successo davvero e se questa cosa è stata davvero rilevante nel suo procedimento, se l’ha portato a una condanna – non so che peso ha avuto – e se c’è stato davvero un errore, ovviamente è una tragedia. Mi auguro non accada nulla in questo senso verso di me. Se ritengono che sia il caso di approfondire questa questione dei pedali, ben venga. Quello poi vedranno loro.

Andrea Sempio da una parte e Alberto Stasi dall’altra. Tu continui a credere che sia lui l’assassino di Chiara Poggi?

Sì. Credo sia stato Alberto Stasi. Credo che la condanna fosse fondata.

A Quarto Grado avevi detto che una volta che sarebbero usciti i tuoi diari, il contenuto del tuo computer, saresti stato definito un mostro.

Sapevo, come avevo già detto, che sarebbe uscita solo la parte negativa. Me lo aspettavo, perché trattandosi di diari magari li scrivi quando vuoi sfogare qualcosa. O quando mi han detto: “Perché ci sono appuntati dei sogni violenti?”, forse proprio perché dici: “Dio mio, ho sognato questa cosa qua!”. Anche tornando un attimo all’argomento del forum, io mi sono reso conto che quei messaggi dove si parla proprio dello stupro sono 3 su più di 3400, circa l’0.08%. Tutti gli altri messaggi in cui io difendo le donne, dico ai ragazzi di non dire delle balle per conquistarle, che dico di non seguirle, di non provare a minacciarle, quando c’è uno che ha scritto che ha delle immagini di una ragazza e vuol fare una roba del revenge porn gli dico di non farlo: tutti quei messaggi non escono mai. Andiamo a vedere pensieri, fantasie, convinti di poter interpretare pescando solo la parte negativa, e convinti che quello lì sia un riflesso di com’è la persona.

Per la Procura il movente è sessuale.

Se vogliamo pensare che Sempio fosse ossessionato da Chiara, va bene. Ci sono 3 chiamate che se le metti assieme non arrivano forse neanche a 30 secondi di chiamata. Non mi sembra una grande operazione di stalking, anche perché non c’è nessun collegamento con Chiara in nessun altro caso, non è stato riscontrato da nessuna parte. Lei non ha mai parlato di me e io non avevo il suo numero. Non c’è proprio la base per arrivare all’ossessione verso di lei. Qual è il collegamento con cui è stato chiuso il tutto? Il movente, che per Stasi non si era trovato, e invece con me dicono di averlo trovato che trova il suo punto principale in quell’intercettazione in macchina dove oggettivamente si sente un po’ sì e un po’ no e dove tecnici diversi non sentono le stesse parole. Quindi siamo arrivati all’elemento interpretabile fumoso. L’unica prova certa su questo elemento è sempre una consulenza della Procura, che è quella sui PC e, alla fine di tutto il loro tecnico, dice: i famosi filmati che si pensa io abbia visto, di cui secondo loro sono entrato in possesso, non sono mai stati né visti né copiati né trasferiti su supporti che non siano o il computer di Stasi o il computer di Chiara o la chiavetta di Chiara. Ogni volta che c’è un accesso a questi filmati è sempre riconducibile a un’azione di uno di loro due o ad attività automatiche del computer. Io dei video l’ho saputo dai media.

Tornando all’intercettazione, ti ricordi cosa stessi dicendo di preciso?

Io stavo commentando un video o un commento social, sull’idea che io avessi fatto queste chiamate perché invaghito di Chiara. E difatti in quel soliloquio dico: “Io non l’ho mai vista in questo modo”. Avevo visto un commento o un video che diceva questa cosa e cioè che probabilmente le chiamate erano brevi perché lei mi sbatteva giù il telefono e quel commento mi aveva colpito particolarmente.

Una cosa che mi ha colpito del soliloquio era il fatto che tu avresti imitato la voce di Chiara.

Potrebbe essere, ma in realtà penso che stessi scimmiottando la versione che ho sentito.

Tu per strada vieni additato come un assassino?

Sicuramente ricevo più solidarietà che attacchi. Ovviamente, ormai è normale che ti riconoscano. Negli ultimi giorni c’è stato qualche attacco un po’ più grave e abbiamo cominciato a denunciare. Una differenza che c’è stata questa volta rispetto al 2016 e rispetto al 2007 è l’effetto dei social, che hanno dato voce a tutti, spesso a persone che possono parlare per ore senza che nessuno chieda una prova di quello che stanno dicendo. Se fai un bel video dove dici una cosa, anche se non è supportata da alcuna evidenza, dal pubblico viene presa come una certezza. Ed è un meccanismo poi che si alimenta da solo e trova in sé stesso la forza di ribadire sempre di più gli stessi concetti, e a mano a mano che li ribadisci, per la persona comune diventano verità.

Lascia un commento