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Il teatro più piccolo del mondo. Si ispira a Fiorello
A San Severo, l’iniziativa di una compagnia locale riqualifica un’edicola in disuso. La fonte di ispirazione dichiarata è Edicola Fiore.
di Daniele De Fusco
13/04/2026 - 17:37
© dal sito dell'ANSA
La vita imita l’arte, diceva Oscar Wilde. E non di rado capita anche che la vita imiti la tv. È successo, per esempio, a San Severo dove la compagnia locale Foyer ‘97 ha creato un teatro all’interno di un’edicola in disuso.
“L’idea nasce dall’edicola di Fiorello: Edicola Fiore. Noi a lui ci siamo ispirati per fare Edicola Teatro. Quindi Fiorello è stata la nostra fonte di ispirazione”, ha dichiarato Francesco Gravina, direttore della compagnia teatrale.
Dunque non un caso fortuito, ma un vero e proprio tributo a un’idea, quella dello showman siciliano, che ormai più di dieci anni fa – prima sui social, poi in radio e, infine, in tv – aveva dato nuova linfa al concetto di edicola. Da allora la riqualificazione di questi spazi, con il cambio totale o parziale della destinazione d’uso, è diventata un fenomeno molto diffuso.
Mai però si era pensato che un’edicola potesse addirittura diventare un teatro. Quello di San Severo è infatti il più piccolo del mondo, con soli sei posti.
“Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità e l’edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni”, ha continuato Gravina.
Un’idea che in parte ricorda quella dei cinema con pochi posti a sedere, ormai sempre più diffusi: dal Cinema dei Piccoli a Villa Borghese a Casa Cinema a Napoli, ma soprattutto U Cinemittu in provincia di Rieti. E ora questo format Gravina vuole portarlo anche in altri paesi, per far arrivare la cultura fuori dalle strutture convenzionali.
“La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. All’inizio curiosità, poi stupore e infine coinvolgimento totale. Essere in sei, così vicini agli attori, crea una connessione rarissima. Non si è più spettatori, ma parte viva della scena. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto”, ha concluso l’attore. E nell’epoca degli schermi questa non è una cosa da poco.