Sky



15
dicembre

SKY Show CHIAMA!

Sky Italia @ Davide Maggio .it

A gennaio partirà sul neonato canale di SKY, SkyShow, un nuovo talk show.

A questo riguardo sono stato contattato dalla società che produrrà il programma, NeoNetwork, che gradirebbe reperire anche tra i lettori di davidemaggio.it il “pubblico parlante” che prenderà parte alla trasmissione.

Per questo, qualora vogliate partecipare come pubblico al nuovo talk di Sky ed abbiate un’età compresa tra i 30 e i 50 anni

contattate la redazione (Silvia Trovato) tramite email

cliccando qui

  • AGGIORNAMENTO del 15 dicembre 2006, h. 17:03

Adnuntio vobis che la conduzione del talk show è stata affidata a Geppy Cucciari di Zelig.

Il programma si chiamerà GEPPY HOUR!




20
novembre

MAI DIRE … SKY

Sky TV - News Corp @ Davide Maggio .it

Che Sky fosse un’ottima, valida alternativa alla TV generalista penso sia fuori discussione.

L’idea di offrire i migliori contenuti televisivi nazionali ed internazionali viene quotidianamente assicurato dalla piattaforma digitale via satellite nata nel 2003.

Non è un caso che, ad oggi, si contino oltre 3 milioni e 830 mila abbonati.

Abbonati chiaramente esigenti che scelgono una tv di qualità sulla quale poter guardare, come e quando si vuole, ciò che si desidera e soprattutto SENZA ALCUNA INTERRUZIONE PUBBLICITARIA!

Fu questa peculiarità a decretare, anni addietro, il successo della PayTv.

Non riesco, però, a spiegarmi una cosa!

Sin dallo scorso ottobre, doveva vedere la luce un nuovo programma curato dalla Gialappa’s Band.

Una trasmissione sportiva che, come tutte le produzioni Sky, avrebbe dovuto rappresentare un’interessante alternativa a programmi ormai storici che ogni domenica soddisfano una delle passioni più forti e radicate nel belpaese : il calcio!

Nonostante la puntata di prova, lo show non è partito nemmeno la prima domenica di novembre, data scelta, dopo un primo rinvio, per la messa in onda.

Fin qui, nulla di strano : scelte commerciali e valutazioni che, di sicuro, non sono sindacabili nè da chi Vi scrive, nè da qualunque altro telespettatore.

Il punto, però, è un altro.

Secondo indiscrezioni giunte a questo blog, Sky avrebbe giustificato allo staff del programma che la mancata partenza della trasmissione era dovuta a RACCOLTA PUBBLICITARIA INSUFFICIENTE.

Una PayTv che non realizza un programma per “raccolta pubblicitaria insufficiente”?

E l’assenza di “consigli per gli acquisti” che caratterizza(va) un’emittente come Sky dove è andata a finire?

Che il crescente successo della piattaforma di Murdoch (si ritiene che nel 2008 la quota di Sky Italia nel mercato tv salirà al 29% e sarà solo due punti sotto quella della Rai) possa mettere a rischio quei punti fermi (come l’assenza di pubblicità all’interno dei programmi) che hanno conquistato una “platea” stimata in 12 milioni di telespettatori?

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6
ottobre

SKYTG24 IN CHIARO, PER TUTTI!

Sky TV @ Davide Maggio .it

Da ieri, è disponibile per tutti, abbonati e non, il telegiornale di SKYTV, SKYTG24.

La finestra informativa diretta da Emilio Carelli, trasmessa sul canale 500 di SKY, è, infatti, offerta gratuitamente in simulcast sul nuovo portale della tv satellitare all’indirizzo www.skylife.it

24 su 24, 7 giorni su 7, dall’Italia e dall’estero saranno, disponibili in chiaro e senza alcuna interruzione pubblicitaria, le news della paytv italiana di Rupert Murdoch.

Che il magnate australiano abbia voglia d’ “allargarsi” non è un mistero. Non a caso, infatti, SkyTg24 viene offerto sul neonato portale SkyLife (online da settembre) che si propone di avvicinare un pubblico sempre più vasto alle allettanti proposte della piattaforma digitale via satellite nata nel 2003.

Pensate che, secondo quanto scritto da Marco Mele in un articolo de Il Sole 24 ore, nel 2008 la quota di Sky Italia nel mercato tv salirà al 29% e sarà solo due punti sotto quella della Rai. Lo prevede un rapporto della ItMedia Consulting che stima in Italia per la fine del 2006 un mercato di 8 miliardi: + 8,2% sul 2005.

SkyTg24 Live @ Davide Maggio .it

[Cliccando sull'immagine si verrà reindirizzati su SkyLife]

[Le notizie sul citato articolo di Marco Mele sono state reperite via DagoSpia]





29
settembre

LA SOAP OPERA DEI PALINSESTI IMPAZZITI

Non ho mai scritto un post che si limitasse a riportare pedissequamente gli scritti di qualche altro autore.

Avete presente, però, quando, leggendo un giornale, un blog o qualsiasi altra fonte di notizie condividi un articolo al punto tale da dire a Te stesso : “Ecco. Esattamente ciò che avrei scritto io“?

Aldo Grasso @ Davide Maggio .itUna sensazione grazie alla quale Ti sembra che ciò che stai leggendo sia la materializzazione dei Tuoi pensieri!

Bene! A me è capitato con l’articolo di Aldo Grasso (nella foto) che sto per riportarVi, pubblicato ieri sul Corriere della Sera.

Lungi da me il paragonare i semplici scritti di questo blog ad una penna elegante qual è quella del noto critico televisivo! Ci mancherebbe altro!

Parlo, fondamentalmente, dei contenuti, non della forma e non Vi nascondo che l’aver trovato, nell’articolo di Grasso, delle affinità di interpretazioni e di vedute con quanto ho scritto alcuni giorni fa e con ciò che penso su questa ”scostumata” questione, mi ha inorgoglito un po’! 

Oggetto di analisi è  l’ormai infinita “soap opera dei palinsesti impazziti”.

Buona Lettura 

Un sinistro scricchiolio sta allarmando i custodi del palazzo televisivo. Da dove proviene? Chi l’ha provocato? Lo scricchiolio è causato dalla follia dei palinsesti. Che ormai oscillano come trottole, mappe impazzite. Da tempo, sui giornali, l’inizio della prima serata di Canale 5 e Raiuno è segnalato alle 21. In realtà, non inizia mai prima delle 21.20.
Perché questo inganno? La seconda serata non esiste più, è slittata a mezzanotte. Gli show finiscono all’ una di notte, con buona pace di chi la mattina deve alzarsi. Un telefilm di successo come Dr. House viene brutalmente spostato causando la ribellione dei telespettatori; il programma di Bonolis va in prima serata, poi in seconda, poi viene collocato nella fascia preserale; Reality circus dal lunedì passa alla domenica, dalla domenica al mercoledì: una giostra. Le anomalie non finiscono qui, anzi paiono ben più profonde. Joe Petrosino vince ampiamente la serata di domenica 24 settembre con quasi sei milioni di spettatori, favorito dal clamoroso flop del reality di Canale 5 (3.104.000 spettatori, 16,38% di share, 5/6 punti sotto gli obiettivi della rete). Lunedì 25 Petrosino perde duecentomila spettatori e quasi il 5% di share, andando contro una logica sempre rispettata: ovvero che la seconda puntata di una fiction di successo va meglio della prima, per l’effetto valanga e per l’effetto persistenza, degli spettatori che hanno visto la prima. Ma qui entra in gioco la contro- programmazione de L’Onore e il rispetto, coi suoi 5.656.000 spettatori (22%), già accumulati nelle 4 puntate precedenti. Altri flop da palinsesto. Le quattro serate di Miss Italia, a dimostrazione di come ormai la manifestazione non sia più vissuta come evento. O l’inatteso insuccesso di Luca Barbareschi: Giorni da Leone 2, il seguito di una fiction in onda nel 2002. Allora fece il 20% di share, ma il seguito non funziona. La prima puntata (5 settembre) ha uno share di appena il 12,16 per cento, ridicolo per Raiuno. Tanto che si decide di sfilarla subito per sostituirla con una replica di Bartali.

Ma la situazione più clamorosa riguarda Paolo Bonolis. Fattore C, un format così collaudato e sperimentato da sembrare un plagio, floppa clamorosamente in prima serata: domenica 10 settembre supera il 23% di share ma la domenica successiva crolla al 17,61. Spostato nel preserale non fa di meglio, meno del 18% di share.

Programmi dislocati, orari oltraggiati, soppressioni improvvise, sforamenti abituali. Il palinsesto (dal greco palímpsèstos, «raschiato di nuovo», a significare l’originale programmazione trimestrale fatta di tanti fogli sovrapposti) è ormai inattendibile. Rispetto ai corrispettivi francesi (grille) e inglesi (schedule), il termine italiano sottolinea l’incessante lavoro di perfezionamento, ridefinizione, correzione cui è sottoposta la programmazione. Che può essere infatti continuamente rielaborata in rapporto agli obiettivi della rete (proprio come le antiche pergamene venivano continuamente corrette e riutilizzate). Ma la sensazione è che la nostra programmazione venga raschiata ogni giorno, senza sosta, da una mano insensata. Ciò che vediamo sul piccolo schermo corrisponde raramente a ciò che è riportato dalle guide ufficiali.

«Il palinsesto è matematica», sostiene Alba Parietti. Ha ragione. Ma il suo reality sa contare solo fino al 7 (di share). Gli esempi si sprecano, giusto per fornire una sismografia del terremoto in atto. Per Raiuno e Canale 5, come detto, il ritardo è cronico, e francamente anche un po’ ridicolo.

Non va molto meglio sulle altri reti, la litania dello sforamento si ripete. Il telefilm su Raidue e The Oc su Italia 1 iniziano con cinque minuti di ritardo, il film su Retequattro con quindici. Raitre è in orario, e anche La7 non sgarra. Però il programma di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni sfora volentieri. Nel maggio scorso ha ceduto la linea a Gad Lerner solo alle 21.43. Che non l’ha mollata prima delle 24.00. Per la disperazione di Piero Chiambretti, previsto con Markette alle 23.30. Siccome non è un caso isolato, il conduttore ha pensato di ribattezzare il suo programma Uno mattina Markette.
L’altra sera ha bevuto il calice amaro anche Bruno Vespa battuto da Enrico Mentana che aveva in studio Luciano Moggi (Moggi è la variabile impazzita del palinsesto: una volta era chiamato per rispetto adesso per alzare l’audience). Ma Vespa è stato costretto dal film di Raiuno a partire molto tardi. Da cosa dipende questa debolezza intrinseca della tv generalista, questa assurda partita a scacchi che denota mancanza di rispetto nei confronti dello spettatore? Alcuni impazzimenti sono dovuti alle logiche perverse dei palinsesti.

Il ritardo della prima serata è stato «inventato» da Striscia la notizia per fare il pieno d’ascolto. Da questo «male» ne discende un altro ancora più grosso. Per non avere concorrenza in quell’ ora topica, Mediaset è stata costretta a riportare Bonolis all’ovile, a peso d’oro. Ma Bonolis è tornato con tutto il clan di Lucio Presta (Paola Perego, Amadeus, Panicucci) imponendo alcuni programmi rivelatisi poi dei fallimenti (Amadeus è già sparito dal video).

Visto che parliamo di clan, la disarticolazione dei palinsesti dipende anche dal fatto che in troppi ci mettono le mani. Ormai personaggi come Lucio Presta, Bibi Ballandi, Lele Mora, Beppe Caschetto contano più dei direttori di rete. Non a caso a dirigere Raiuno c’è Fabrizio Del Noce, un giornalista che non si era mai occupato di programmazione. A dirigere Canale 5 ci sarà Massimo Donelli (tanti auguri!), la cui unica esperienza tv consiste nell’ aver diretto Sorrisi e canzoni (dove spesso si è lamentato dell’infedeltà dei palinsesti!). Qualcuno imputa la follia della programmazione alla crisi imprevista dei reality (difficoltà che coinvolge persino un campione d’ascolti come L’isola dei famosi) o all’esplosione del satellite, di Sky (è il caso di Lost, laserie di culto, che in onda il lunedì regala share record a Fox). Qualcun altro, più addentro, la spiega con la difficoltà delle reti ammiraglie (specie Canale 5) a raggiungere gli obbiettivi promessi agli investitori pubblicitari; di qui gli spostamenti, le protezioni, i traslochi, le cancellazioni apparentemente inspiegabili. Tutto questo mina due meccanismi su cui si fonda, o si dovrebbe fondare, il patto comunicativo della tv: l’abitudine e la fedeltà. Il pubblico è consuetudinario e affezionato ai programmi preferiti. Perché svilire così il palinsesto? Gli orari dei treni non sono sufficienti per garantire a un Paese una rete efficiente di trasporti, ma senza orario i treni non si muovono, e se si muovono creano solo caos.


31
agosto

I TRONCHETTI DELLA FELICITA’ DI TELECOM ITALIA

Telecom Italia logo @ Davide Maggio .it     News Corporation logo @ Davide Maggio .it

Che l’ex monopolista della telefonia in Italia non navigasse nell’oro è cosa risaputa.

Che Marco Tronchetti Provera e il Suo staff abbiano deciso di rimboccarsi le maniche per risollevare le sorti di Telecom Italia lo si è appreso da poco!

Ho deciso di parlarVi delle (presunte) strategie del gruppo italiano poichè toccheranno da vicino ciò di cui si parla quotidianamente su questo blog : lo spettacolo e i Suoi derivati!

Il 7 settembre prossimo è previsto un incontro del boss di Telecom Italia, Tronchetti Provera, con il magnate australiano Rupert Murdoch.

L’incontro avrà ad oggetto (quanto meno ufficialmente) “solo” un’accordo tra i due gruppi che, qualora fosse concluso, consentirebbe ai clienti di Telecom Italia la fruizione di alcuni contenuti di News Corp.

Probabilmente News Corp Vi dirà poco. Forse, parlandoVi di SKY, potreste iniziare a meglio renderVi conto di ciò di cui si parla. Se, invece, Vi elencassi tutte le società che fanno capo a News Corp (e dunque a Murdoch) capireste certamente di che tipo di contenuti potrebbero beneficiare i clienti di TI, a partire dai servizi a banda larga di Alice, ivi compresa la IpTV, per arrivare ai servizi per la telefonia mobile, compresa la TIM TV.

Riuscendomi difficile darVi un quadro esaustivo, preferisco che diate un’occhiata a questa pagina (–> clicca qui) : osservando i loghi dei vari media di proprietà del magnate australiano, potrete farVi un’idea dell’entità e della quantità del patrimonio mediatico di cui disponde l’ “imperatore dei media”. –br[Continua a leggere I Tronchetti della Felicità di Telecom Italia]–

V’è di più!

Il secondo punto del piano strategico prevederebbe (secondo voci riferite da DagoSpia) la vendita di La7, emittente televisiva di Telecom Italia Media, a RCS Mediagroup.

Il terzo ed ultimo punto consisterebbe (sempre secondo rumors) nella rinazionalizzazione dell’ULTIMO MIGLIO, croce e delizia della liberalizzazione in fatto di telefonia. Un’operazione che, udite udite, farebbe entrare nelle casse del gruppo ben 13 MILIARDI DI EURO.

Inutile dire che qualora dovesse andare in porto quest’ultimo punto, l’impero di Tronchetti Provera sarebbe al sicuro!

[Fonti : Dagospia.com, ilsole24ore.it]





22
agosto

UN REALITY… DIVERSO : L’UOMO PER ME!

di Francesca Donati per davidemaggio.it


L'uomo per me (reality show) @ Davide Maggio .it

Dal 29 Agosto, alle 22.45, su FoxLife verrà trasmesso un nuovo reality, made in USA, dove certo non manca la fantasia per questo genere di intrattenimento.

Parliamo di Playing It Straight la cui versione italiana si chiamerà “L’uomo per me”. Dai brevi spot andati in onda, si capisce facilmente l’obiettivo del gioco : una ragazza dovrà scegliere il proprio boyfriend da un gruppo di 14 ragazzi. Qual è la novità? Di questi pretendenti  la metà è gay.

La ”cacciatrice” dovrà star bene attenta a scegliere il compagno tra gli etero; qualora fosse così brava, dividerebbe con il prescelto l’ingente somma del premio finale, qualora scegliesse un concorrente gay, sarebbe quest’ultimo a beccarsi il jackpot.

Gaydar mascotte Playing it Straight @ Davide Maggio .itImmagino già le lotte dei concorrenti che faranno di tutto per dar prova alla ragazza di essere il partner perfetto; mi viene in mente il film In&Out, in cui il protagonista si sforzava di non ballare sulle note di “I will survive” perchè questo avrebbe tradito inequivocabilmente la propria omosessualità. 

La cosa divertente è che il tutto è ambientato in una specie di ranch, sarà un sottile riferimento al recente film Brokeback Mountain?

E che dire di GayDar, il simpatico Chihuahua, mascotte del programma?

Un plauso, comunque, agli ideatori di questi format. Siamo partiti dal “Grande Fratello”, sei-sette anni fa, ed oggi abbiamo reality per tutti i gusti e per tutte le necessità. Non solo intrattenimento ma anche utilità sociale: pensiamo al reality in cui vince chi perde più peso, ma anche a Extreme Makeover, in cui non solo si risolvono problemi meramente estetici, ma anche problemi fisici più gravi. Insomma la scienza più all’avanguardia viene messa a disposizione di coloro che non hanno mezzi economici con l’unica richiesta: fare della propria esperienza uno show. Certo, ci sono mille aspetti negativi, ma cerchiamo di non fare i soliti snob e vediamo gli aspetti positivi. Ad esempio, la versione italiana de “L’uomo per me” potrebbe essere un modo per trattare un tema che da noi è sempre un pò nascosto, con un consiglio per l’eventuale concorrente: chiedi ai tuoi pretenderti di cantarti una canzone della Carrà, se uno è gay, difficile che si tiri indietro!

[Segnalato su libero.it, Davide ringrazia]