Recensione



5
ottobre

PARTY PLANNERS: ATMOSFERE DA FIABA E IDEE INTELLIGENTI PER FESTE DIFFICILI DA RIFARE

Party Plannes

Le feste organizzate nel corso di Party Planners, programma di Real Time partito lo scorso 14 settembre, non sono solo feste. Ma trasposizioni nella realtà di fantasie infantili che vivono di boschi, gnomi e colori e desideri di norma irrealizzabili ma comuni un po’ a tutte le mamme. Uno su tutti quello di riuscire a dar da mangiare ai più piccoli qualcosa di sano durante un party (nonostante questo) ben riuscito.

Party Planners: Idee originali e spunti interessanti

Laura, pasticciera figlia d’arte dai capelli scuri e il volto minuto, si inventa ogni volta degli snack e dei dolciumi semplici ma che, chissà perché, non vengono in mente così facilmente. Tipo i pezzi di frutta ricoperti di cioccolato bianco fuso che, una volta sullo stecco, somigliano in tutto e per tutto a dei gelati. Oppure sandwich ripieni di verdure colorate che a prima vista sembrano di plastica ma in realtà non lo sono affatto e vengono divorati dai bambini.

Poi c’è Virginia, lunghi capelli biondi da principessa e grande propensione al dettaglio, capace di inventarsi degli alberi di popcorn e tendoni da circo in ogni dove, se il fortunato bambino per cui si sta dando da fare ama i clown. A lei il compito di importunare in cucina la precisissima collega mentre prepara torte e cupcakes, giocando insieme tra confetti e farina. Tutto bello, insomma. Ma la domanda sorge spontanea: queste festicciole costano quanto un ricevimento di nozze?




1
ottobre

PECHINO EXPRESS 2: ELIMINATI CORINNE CLERY E IL SUO (EX?) TOY BOY, GLI SPORTIVI VINCONO ANCORA. MARCO MADDALONI AL POSTO DELLA SENSINI

Pechino Express 2 - Gli Sportivi, Rosolino e Maddaloni, vincitori della quinta tappa

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. A voler applicare la massima a Pechino Express 2 ci sarebbero venuti in mente gli Sportivi, la coppia Padre e Figlio, e persino le (solo all’apparenza) delicate Modelle. Ma non avremmo di certo immaginato che, zitti zitti e buoni buoni, ad imporsi nella quinta tappa del reality itinerante di Rai 2 fossero gli ultimi arrivati.

Pechino Express 2: I Figli di vincono la prova immunità

E invece Costia e Giovanni Teodori, i Figli di, hanno vinto la prova immunità della serata e, ricomponendo il volto di un guardiano del tempio cambogiano, hanno scomposto gli equilibri del gioco passando di diritto alla prossima tappa e donando la penalità non agli storici nemici, Massimo e Paolo Ciavarro (che davvero non ne avevano bisogno, dopo la visibile umiliazione per essersi fatti battere da loro) ma ai Fidanzati (Corinne Clery e Angelo Costabile) perché “peccano sia nel pensiero che nelle azioni“.

Pechino Express 2, quinta tappa: vincono Massimiliano Rosolino e Marco Maddaloni (gli Sportivi)

Momento clou della serata è stato di sicuro l’arrivo del judoka Marco Maddaloni, nuovo compagno di squadra di Massimiliano Rosolino, arrivato da Napoli per sostituire Alessandra Sensini, infortunata e dunque costretta ad abbandonare il gioco. Il battesimo per Marco non è stato traumatico, vista la sintonia di vecchia data con il campione di nuoto, anche se vedere una mamma cambogiana che sfamava il figlioletto con degli scarafaggi privati di ali lo ha toccato. Ma non così tanto, visto che gli sportivi hanno vinto per la terza volta consecutiva, confermandosi campioni non solo nello sport d’appartenenza.

A loro il compito di decidere chi eliminare tra gli ultimi arrivati.

Pechino Express 2, quinta tappa: eliminati Corinne Clery e Angelo Costabile (i Fidanzati)

E la scelta è caduta proprio sui Fidanzati che, arrivati ultimi, si sono contesi la salvezza con la Marchesa e il Maggiordomo. Per Corinne Clery e Angelo Costabile la gara è dunque finita, così come la loro storia d’amore, probabilmente, che non ha retto agli urti e alla totale incompatibilità caratteriale mostrata nella gara, che ha tirato fuori il peggio di ognuno dei due.


27
settembre

X FACTOR 7: MIKA VI SIETE PERSI LA PRIMA PUNTATA?

XFactor 7 - i giudici

Mancano 1 minuto e 57 secondi. Allo “0″ partirà A E I O U e faremo il trenino. No, dai, è uno scherzo. Posate quella bottiglia di spumante, non è Capodanno. E’ il 26 settembre e siamo su Sky Uno. Parte XFactor 7. E la premessa è inquietante. Simona Ventura vuole trovare una star internazionale. E Mika ha una fetta di piede che ha fatto impallidire tutte le cotolette alla milanese di Brera e dintorni. Sullo stereotipo del presentatore italiano che arriva in macchina discriminato rispetto a quello straniero che arriva in elicottero interverrà domani l’onorevole Boldrini. Al commento sulle scarpe di Mika con le borchie ci penserà invece Guido Barilla che, nel prototipo di famiglia italiana, solo mocassini. Preferibilmente Tod’s.

L’atmosfera è quella a cui ormai Sky ci ha abituato, quando si tratta di XFactor. Lo show internazionale, il red carpet per i giudici, il bagno di folla, Cattelan con l’attacco di esaltazione compulsiva. Partono così le audizioni e un po’ già lo sappiamo quello che ci aspetta. I bravi, quelli che i giudici li fanno commuovere. I particolari, quelli che per uno sono bravissimi e per l’altro stonatissimi, le macchiette inconsapevoli, quelli che ci credono per applauso ricevuto (dalle nonne), le macchiette consapevoli, che a essere talento incompreso magari ci paghi le bollette per un paio di mesi. In questa fase Xfactor è Woodstock e i giudici vivono il momento hippy. Si scambiano occhiate complici, alzano al cielo le loro mani intrecciate per cantare tutti insieme “in magica armonia”, si baciano in bocca perchè loro fanno l’amore non la guerra. Ah no, non si sono baciati. Ci siamo lasciati trasportare dall’atmosfera peace & love.

E poi c’è lui, carismatico che parla con quell’italiano stentato ma corretto, capace di far andare il pubblico in ovazione e gli altri giudici in minoranza. Mika è, praticamente, il Papa Francesco di Xfactor 7. E’, come avevamo già intuito dal promo, lui il catalizzatore di questa edizione. Gli altri giudici gli ruotano attorno. Morgan che, per personalità, sarebbe il suo diretto competitor è furbo e, in questa prima fase, ha deciso di allearsi. Ma noi lo sappiamo. Lo sta studiando per capire quali armi usare per batterlo. Ricordare che lui ha vinto 6 edizioni di Xfactor su 7 ha il suono dell’avvertimento. Simona Ventura ostenta la sua personalità musicale. A ogni costo. Troppo costo. A Elio, invece, non gliene “può fregà de meno”. Lui ascolta, giudica e… chi sei tu? Mika? Piacere, Elio.

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17
settembre

PECHINO EXPRESS 2: LO SCOPPIO DELLA MARCHESA E DI CORINNE (S)CLERY E IL SAKARA DESNUDO (FOTO)

Alessio Sakara nudo

C’era una volta, in un Vietnam lontano lontano, una gentile e ossequiosa “Marchesa” e un’ex Bond girl in pensione. Le due donne, pacifiche e cordiali, trascorrevano le loro giornate raccogliendo chicchi di caffè, facendo jogging con un esercito di procioni e ghigliottinando qualsiasi suddito disobbediente. Tutto cambiò con l’arrivo di un maggiordomo dello Sri Lanka e di un avvenente ventottenne che portarono, nelle vite delle due donne, liti e distruzione. Potrebbe riassumersi così l’incipit della storia di Corinne Clery e della Marchesa Daniela Del Secco d’Aragona fino all’arrivo dei loro cavalieri Angelo Costabile e Gregory. Perché la terza puntata di Pechino Express non ha fatto altro che dimostrarci questo: l’equilibrio labile di queste due coppie.

Pechino Express 2: Corinne già ribattezzata Sclery

Se da una parte Corinne, già ribattezzata Sclery, ha avuto modo di palesare il suo caratterino già nelle puntate precedenti, facendo piangere il suo Angelo custode e lamentandosi continuamente delle condizioni del viaggio e della condotta del suo amante, la Marchesa d’Aragona è stata la vera sorpresa di questa tappa. Dapprima gentile, furba e previdente, la maschera nella quale la nobildonna aveva trovato rifugio inizia, pian piano, a sgretolarsi lasciando il posto a una masnada di sentimenti che vanno dal capriccio alla rivalsa. Ed è così che, stanca di dover fare tutto lei, si scaglia contro il suo fido valletto che si permette, addirittura, di alzare la voce con lei compromettendo (quasi) la loro amicizia ventennale. Certo, possiamo dire che la tappa a Buon Ma Thout, la capitale del caffè, non ha certo giovato ai nervi dei concorrenti che avrebbero sicuramente meritato più camomilla che caffeina, ma è andata così.

Pechino Express 2: foto terza puntata

Le altre coppie, dal canto loro, si sono difese bene dalla tensione della gara, seppur con qualche eccezione. Ne sono un esempio la coppia Padre e Figlio dei Ciavarro: nei primi minuti di questa puntata temevamo davvero che il parricidio fosse dietro l’angolo, così come lo scoppio dei Laureati e lo sfogo di Laura Caratelli, che preferirebbe che Daniel fosse più gentile e meno competitivo. Chi salviamo? Le new entry dei Figli Di, ansiosi di mettersi alla prova e risparmiati dalla busta nera; Le Modelle, sveglie e determinate a far ricredere il gruppo che, a inizio puntata, le ha bollate come “le più odiate” del programma; Gli Olimpionici, nonché vincitori della puntata, solari e disponibili e, naturalmente, gli Amici Stefano Venturini e Alessio Sakara.

Pechino Express 2: Alessio Sakara nudo

Leali, coraggiosi e sinceri, i due non si sono dati un attimo per vinti, affrontando le prove più dure e concedendosi, quali vincitori della prova immunità, un magnifico massaggio tonificante in un lussuoso resort che ha rivelato all’Italia intera il corpo nudo da legionario di Sakara.


16
settembre

QUELLI CHE… 10 AUTORI NON FANNO UN PROGRAMMA

Quelli che il Calcio recensione

Nicola Savino e Ubaldo Pantani

Tanto valeva tenersi la Cabello. L’esordio del nuovo Quelli che il Calcio targato Nicola Savino è senza sussulti e soprattutto non fa dimenticare il passato. Sarebbe riduttivo, però, attribuire ogni responsabilità al conduttore e autore, perchè a differenza della precedente gestione, dove l’anello debole era proprio la padrona di casa, in questo caso le falle cominciano da più lontano.

Il problema di Nicola Savino è la squadra. I comici sono pochi, male assortiti e integrati nella trasmissione. Dove sono finite, poi, le imitazioni? Già, perchè Ubaldo Pantani, se si esclude il breve intervento iniziale all’interno di “Quelli che aspettano” nei panni di Paolo del Debbio, è inspiegabilmente in borghese. E ci spiace dirlo ma l’alter ego di Lapo Elkann non ha nè la notorietà, nè il talento per reggere la postazione occupata ai tempi d’oro da Gene Gnocchi.

A proposito dei disturbatori, invece, sarebbe stato auspicabile riconfermare il Trio Medusa, ideale trait d’union con le ultime annate. Gli altri intermezzi, che dovrebbero far ridere, sembrano presi dal peggiore dei Colorado con la comicità che ha preso il posto della satira. Le new entry Nuzzo e Di Biase sono pure bravini ma non rappresentano una novità e, soprattutto, la loro vis comica non conferisce ritmo al programma. Sì, perchè nel nuovo Quelli che il calcio si ride poco e si sonnecchia. Se nell’era Ventura (soprattutto per le prime e indimenticabili annate) la velocità era l’anima del programma, in questo caso tutto è al rallentatore.

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15
settembre

UN CASO DI COSCIENZA 5: A TRIESTE E NELLO STUDIO TASCA IL TEMPO SEMBRA ESSERSI FERMATO

Un caso di coscienza 5 - Sebastiano Somma

Anche se sono passati quasi quattro anni dalla messa in onda di Un caso di coscienza 4, a vedere la prima puntata della nuova serie, andata in onda su Rai 1 domenica 8 settembre 2013, sembra quasi che il tempo non sia passato. Nelle tranquille strade di Trieste, città in cui è ambientata la fiction, e nelle stanze dello studio Tasca, sembra di esserci stati appena ieri perché tutto è rimasto come lo avevamo lasciato.

Un caso di coscienza 5: Ritmi e dinamiche note, una ripetitività che rassicura

Stesso clima, stesse dinamiche, personaggi che portano nuove esperienze ma che sono rimasti fedeli a se stessi e che, ogni volta, sembrano ripartire daccapo così da essere ai nostri occhi quasi fermi. Ancorati. Il che può deludere chi si aspettava una ventata di novità ma invece di sicuro accontenta chi la serie la amava com’era e, nel ritrovarla adesso, si sente rassicurato.

Rocco Tasca, a cui presta il volto Sebastiano Somma, è poi l’eroe che tutti vorremmo incontrare nella vita: un avvocato che agisce mai per soldi ma per dedizione e senso della giustizia, che mette le persone prima delle leggi e i sentimenti prima delle arringhe. Uno che ha sofferto ma che continua a sperare, un esempio positivo a tutto tondo che però non trova mai la serenità. E dire che ci prova, innamorandosi puntualmente delle donne più diverse che però, ad ogni inizio stagione, per varie ragioni non ci sono più.


14
settembre

TALE E QUALE: LO SHOW NASCE QUANDO FABRIZIO FRIZZI DIVENTA PIERO PELU’ ED E’ CREDIBILE

Tale e Quale show 3 - Fabrizio Frizzi

I talent ci hanno insegnato che, con un po’ d’impegno, si può imparare a cantare e ballare decentemente anche se prima non l’avevi mai fatto, ma imitare è un’altra cosa, almeno sembrerebbe. Ma con dei truccatori e parrucchieri bravi alle spalle, con dei costumi impeccabili e con un personaggio da imitare che abbia delle caratteristiche particolari, si può fare. E poi, se Fabrizio Frizzi è stato in grado di diventare Pero Pelù ieri sera su Rai 1 e vincere la prima puntata di Tale e Quale show 3, allora c’è speranza per tutti.

Fabrizio Frizzi/Pero Pelù vince la prima puntata di Tale e Quale show 3

La terza edizione di Tale e Quale show ha raccolto dieci artisti molto diversi tra loro che nella prima puntata si sono esibiti in ruoli ancor più diversi e diversi erano anche i gradi di difficoltà da affrontare. Prendete una Roberta Lanfranchi, per esempio, brava quanto vogliamo, che deve imitare Laura Pausini senza avere nessuna possibilità di avvicinarsi a quella voce così potente e senza avere nessuna caratteristica fisica a cui aggrapparsi, a parte i denti larghi. Sembrava spacciata ma un quarto posto l’ha portato a casa lo stesso.

Altra cosa quando invece il personaggio da proporre si fa notare per la propria fisicità, come il Demis Roussos di Riccardo Fogli che, anche solo per la sua tunica viola e dorata riempita a dovere per farne lievitare il corpo, poteva cavarsela (ma è finito comunque in fondo alla classifica). C’è poi chi come Fiordaliso ha finito quasi con l’essere posseduta dal suo alter ego, Loredana Bertè, tanto da non riuscire a smettere di farle il verso neanche ad esibizione finita; chi come Kaspar Capparoni, merito dell’impegno o della natura, sembrava proprio avere la fisionomia di David Bowie e chi, come Attilio Fontana, era meglio o quasi dell’originale Nek.


11
settembre

LE TRE ROSE DI EVA 2: ATMOSFERE NOIR PER IL SECONDO CAPITOLO DELLA FICTION

Le Tre Rose di Eva 2

Anna Safroncik e Roberto Farnese

La prima puntata de Le Tre rose di Eva 2, trasmessa mercoledì scorso (e strareplicata) con successo, è stata interamente incentrata sul rapimento della piccola Eva, la figlia di Aurora (Anna Safroncik) e Alessandro (Roberto Farnesi), sparita, ritrovata e poi nuovamente portata via dalla rediviva Viola Camerana (Victoria Larchenko).

Le Tre rose di Eva 2 – stasera la seconda puntata

Quindi anche la seconda puntata, in onda questa sera su Canale 5 (qui le anticipazioni), calcherà le orme delle prima. Con l’aggiunta di un’aggravante che rende ancor più drammatica la fiction finora nota soprattutto per le sue passioni e i suoi misteri: prima di fuggire con la piccola, Viola ha sparato a bruciapelo un colpo di pistola ad Aurora, che adesso rischia la vita.

Le Tre Rose di Eva 2: atmosfere noir per un melodramma moderno

A colpire nell’esordio del secondo capitolo, ambientato sempre nell’immaginario paese di Villalba, sono proprio le atmosfere noir, o semplicemente troppo cupe, nelle quali lo spettatore è immerso fin dall’inizio, quando un flash forward mostra Aurora che vaga nella notte tra gli alberi, disperata, chiamando a gran voce Eva. Lo spettatore sarebbe portato a pensare che chiami la madre morta, ma poi il filo della storia viene riavvolto e torna a qualche giorno prima, dove si assiste alla velocissima (fortunata Aurora) nascita della piccola Eva.

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