Recensione



22
ottobre

UNA GRANDE FAMIGLIA 2: CON IL RITORNO DI EDOARDO NULLA E’ CAMBIATO, PERCHE’ TUTTO SI PUO’ ANCORA DISTRUGGERE

Una Grande Famiglia 2 - Alessandro Gassman (Edoardo Rengoni)

Quando ci si saluta con una domanda, e passa tempo prima di rivedersi, ci si aspetta che la risposta arrivi forte e chiara per sanare la distanza. Ma quando la risposta tanto attesa è una domanda, e un’altra ancora, come in un gioco di scatole cinesi, la curiosità potrebbe lasciare spazio alla stanchezza. Nelle serie televisive, però, spesso questo non accade: esempio supremo è Lost, che ha tenuto legati a sé milioni di appassionati per sei stagioni rimandando sempre al domani un chiarimento che alla fine non è mai davvero arrivato.

Una Grande Famiglia 2: una trama contorta che intrappola lo spettatore

La sensazione che il pubblico di Rai 1 ha provato nel vedere questa sera l’inizio della seconda stagione di Una Grande Famiglia 2 forse è proprio questa: finalmente Edoardo (Alessandro Gassman) è tornato, è vivo, spiega perché è stato costretto ad andare via, spiega qual è il pericolo che ancora incombe sui Rengoni, ma noi, come gran parte della sua famiglia, non gli crediamo. E quindi siamo punto e a capo.

La fiction ruota intorno a questo personaggio, come anche la prima serie, con la differenza che all’epoca lui non c’era davvero e di Edoardo vedevamo solo ciò che i suoi familiari ricordavano e le percezioni che erano in grado di fornire. Ora è tornato e il pubblico, nel conoscerlo davvero, paradossalmente non lo riconosce. Come fosse un altro, come fosse un Edoardo posticcio, perché non è quell’Edoardo che abbiamo aspettato.

La trama si infittisce e si ingarbuglia dandoci la sensazione che questo ritorno non segni la fine dell’incubo ma l’inizio di qualcos’altro che tanto bello non appare. La straordinaria capacità interpretativa degli attori protagonisti dà però risalto alle sensazioni che aleggiano tra i loro personaggi, distraendo il pubblico molto spesso da una sceneggiatura volutamente contorta che dà, dopo ogni pugno, una carezza lasciandoci sul più bello.

UNA GRANDE FAMIGLIA 2 PERSONAGGI

UNA GRANDE FAMIGLIA 2 ANTICIPAZIONI: UN MATRIMONIO E LA SCELTA DI CHIARA

UNA GRANDE FAMIGLIA 2: ANTICIPAZIONI SECONDA PUNTATA

Una Grande Famiglia 2: personaggi forti e concreti fanno da filo conduttore

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17
ottobre

PECHINO EXPRESS 2: EVVIVA LA MARCHESA D’ARAGONA!

Marchesa Daniela Del Secco D'Aragona

Fin dai primissimi minuti di Pechino Express eravamo convinti che la Marchesa Daniela Del Secco d’Aragona sarebbe stata la rivelazione del programma. Eccentrica, divertente, svampita e cortese, la Marchesa ha fatto subito breccia tanto nel cuore dei suoi compagni d’avventura, quanto in quello del telespettatore da casa, colpito dalla sua stravaganza e dalla sua voglia di mettersi alla prova e, ora che lei e il suo fido Gregory sono fuori dai giochi, siamo pronti a tirare le somme della loro partecipazione al reality on the road di Rai2.

Partiamo subito da un presupposto: quando abbiamo saputo della presenza di una Marchesa con tanto di maggiordomo a carico in questa edizione di Pechino, credevamo davvero di imbatterci in una dispettosa e viziata Lady Catherine De Bourgh in puro stile austiniano, magari con al seguito un valletto tuttofare oppresso dall’esaudire i suoi desideri e dall’obbligo di portare un ombrellino per ripararla dal sole. Ed è per questo che, quando ci siamo trovati di fronte a una donna forte, solare e divertente, la nostra simpatia non poteva che andare a lei, lei che ha saputo mescolare le sue arti oratorie e i suoi barlumi d’euforica libertà con magistrale sapienza, lei che non ha fatto pesare a Gregory la sua condizione di subalternità e lei che ha saputo creare un vero e proprio “personaggio”, anche se a tratti un po’ troppo esasperato.

E’ stato allora, quando le battute iniziavano ad essere ridondanti e la stanchezza iniziava a farsi sentire, che la montagna della Marchesa ha iniziato, pian piano, a sgretolarsi, arrendendoci a non aspettarci da lei niente di più se non quei tratti caratteristici sottolineati nelle prime puntate. Se però dovessimo individuare le note dolenti della sua avventura queste porterebbero un solo nome e avrebbero un solo volto: quello di Gregory. Il maggiordomo, che all’inizio faceva quasi tenerezza per via della sua timidezza e della mancata dimestichezza con l’italiano, si è dimostrato, in questa settima puntata, un servitore sleale.

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14
ottobre

LUCIGNOLO 2.0: L’ANTICO SPACCIATO PER MODERNO

Lucignolo 2.0

Cos’era Lucignolo un tempo? Una finestra inedita sul mondo nascosto e lascivo dei giovani, quello accuratamente arginato dalle cronache e dai telegiornali e illuminato, per l’occasione, da telecamere nascoste e luci psichedeliche. Cos’è Lucignolo 2.0 oggi? Una vetrina stanca e ridondante su quanto già sappiamo o immaginiamo di sapere. Perchè il mondo è rimasto lo stesso, ma ad essere cambiato è il linguaggio.

E i social network, quelle bestie nere tanto osannate dai programmi tv fino a diventare il termometro del loro successo (quando -ovviamente- a premiarli non ci sono interessanti dati auditel), hanno sì modificato il modo di pensare e d’interagire, ma sono capaci, anche, di svelare anzitempo curiosità e tendenze sul nostro mondo. Non occorre certo sintonizzarsi su Italia1 e ammirare un servizio sulle fan di Moreno per scoprire chi siano i nuovi idoli della musica italiana e quanto i propri seguaci tengano a loro, così come non occorre scoprire i segreti più reconditi dell’“autolesionismo” quando persino Checco Zalone li ha inseriti nel film “Cado dalle nubi”. Il pubblico, almeno quello giovane, è molto più informato della sua realtà e delle sue stranezze di quanto non fosse in passato, tanto che Lucignolo, più che un biscazziere che ci apre gli occhi, sembra una sorta di ripetizione di quanto appreso negli ultimi anni, negli ultimi post e negli ultimi tweet.

Ormai siamo i diretti protagonisti della nostra storia e della nostra pagina personale: commentiamo i programmi che guardiamo, le mode che indossiamo e i divi che ammiriamo, assurgendo -a volte impropriamente- al rango di giudici assoluti. E fin qui nulla da dire, d’altronde i social network sono stati creati per questo, ma vedere un Lucignolo privato di quel mordente e di quell’efficacia dei tempi che furono, un po’ rattrista e fa riflettere. Persino l’idea di creare un app apposita e di seguire le imprese impossibili di Miki, il più improponibile degli inviati, ci sembra una manovra retrò. Siamo cambiati noi o è cambiato Lucignolo?

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13
ottobre

ALTRI TEMPI: OTTIME INTERPRETI PER UNA STORIA CUPA CHE PARLA DI SESSO SENZA SESSO

Altri Tempi - Vittoria Puccini

Cominciare a raccontare una storia partendo da un (brutto) finale non è mai una scelta sicura. Perché l’espediente del flashback, o comunque del ripercorrere i fatti partendo dall’epilogo, toglie ogni speranza a coloro ai quali ci rivolgiamo e può levargli anche la voglia di restare ad ascoltarci.

Altri Tempi: un racconto veloce ma cupo con interpreti di livello

Altri Tempi, miniserie che gode della sofisticata regia di Marco Turco, ha sfidato questo pericolo, iniziando con la morte violenta della protagonista Maddalena (Vittoria Puccini) e affidando ad una sua lettera, scritta alla senatrice Lina Merlin, il compito di tornare indietro in quei tempi per raccontare la sua storia e il suo dolore. Il dolore di una ragazza rimasta sola al mondo, violentata dall’unica persona di cui poteva fidarsi e costretta a prostituirsi in una casa chiusa per assicurare un futuro alla figlia nata dallo stupro.

Ed è proprio un nutrito gruppo di personaggi subdoli e negativi, che di certo non aiutano ad intravedere la luce oltre il buio, quello che Maddalena incontrerà sulla sua infausta strada. Le uniche ad aiutarla davvero saranno le prostitute delle quali diventerà amica, a dispetto dei problemi che la sua presenza ingenua ed inesperta porterà nel bordello in cui sarà costretta a lavorare.

Una storia dai toni cupi e disperati, vibrante di frustrazione ed impotenza, rischiarata però dall’ottima interpretazione delle attrici protagoniste. Per prima la Puccini, attrice da sempre carica d’intensità che nella storia interpreta più ruoli in uno: quello della giovane sprovveduta, della madre disperata e poi della donna d’affari ormai risolta, che non teme più nulla.


10
ottobre

RADIO BELVA, CHE BORDELLO! CRUCIANI, PARENZO E L’INTRATTENIMENTO ALLA CRONACHE MARZIANE

Radio Belva

Video killed the radio star. Il celebre ritornello ci sembra una chiosa perfetta alla prima puntata di Radio Belva, il nuovo programma d’approfondimento condotto da Giuseppe CrucianiDavid Parenzo in prime time su Rete4. Annunciata come il primo anti-talk del piccolo schermo, la trasmissione si è invece rivelata una tragicomica trasposizione televisiva de La Zanzara, lo show radiofonico condotto dai due giornalisti. Ma la tv è una cosa seria, con dinamiche e linguaggi tutti suoi, e l’ambizioso esperimento ha sin da subito mostrato tutti i suoi punti deboli.

Dal principio, Radio Belva si è caratterizzata per la totale mancanza di una scaletta solida, e la diretta conseguenza è stato un esordio confusionario, anche sotto il profilo della regia. Classifiche, imitazioni, interviste, video, sondaggi, botta e risposta serrati, vignette: il format ha cercato di coniugare più elementi all’interno della sua narrazione, ma l’effetto è stato uno show improvvisato e per certi aspetti dilettantistico. Cruciani, da parte sua, è apparso una parodia di se stesso, inadeguato per la prima serata. In tv il suo stile non ha avuto la medesima resa radiofonica. Anche il tandem con Parenzo non ha funzionato e i due sono stati scoordinati, incapaci di imporre un ordine al caos del dibattito.

Nel confronto, più che i contenuti (in verità assenti) Radio Belva ha privilegiato la spettacolarizzazione dei suoi ospiti. In studio c’erano, tra gli altri, anche Mario Borghezio, Ilona Staller, Paolo Villaggio, Vittorio Sgarbi – con sfuriata trash d’ordinanza – e la signora Annarella, nota per le sue invettive sotto Montecitorio: un parterre da vero circo mediatico. Anzi, da circo e basta, vista l’imbarazzante evoluzione del programma. Come prevedibile, infatti, il dibattito è finito in caciara (con Sgarbi che voleva “pisciare in testa” al conduttore) e i momenti più curiosi della serata sono stati i collegamenti con l’inviato speciale Emilio Fede.





8
ottobre

MINUSCULE: LA SERIE ANIMATA DI RAI YOYO CHE SFIDA INUTILMENTE L’ENTOMOFOBIA

Minuscule

Tranne rarissimi casi, gli insetti danno fastidio. E, senza arrivare a livelli di fobia e intolleranza estrema, non c’è persona che non cerchi di scacciare una mosca o sfuggire ad un’ape potenzialmente molesta.

Minuscole: Su RaiYoyo una serie animata francese che indaga il mondo degli insetti

Gli animalisti e gli ambientalisti, che sottolineano da sempre l’importanza degli insetti nell’ecosistema, però non si arrendono e cercano di far prendere confidenza alla massa con l’idea, partendo dai bambini che hanno meno preconcetti. E dunque su Rai Yoyo, che già ospitava l’intramontabile Ape Maya ed ora anche La casa delle api, è possibile vedere – alle 17:45 – alcuni brevi episodi di Minuscule, serie animata francese in due stagioni, della quale dovrebbe a breve arrivare al cinema un lungometraggio in 3D.

Prodotto dalla Futurikon per France 2, il racconto in chiave comica della vita di formiche, coccinelle, bruchi e millepiedi è un gioiello di computer grafica, con gli ambienti ripresi dal vivo e a cui vengono poi aggiunti i personaggi. Ma, a dispetto dei vari premi già vinti in giro per il mondo (in Italia ha conquistato il Cartoons on the Bay nel 2006) possiamo affermare che la mission del progetto è fallita. Perché nel silenzio degli episodi totalmente muti e senza voce narrante, il ronzio assordante di api e zanzare farebbe venire voglia di usare uno spray omicida anche a Dominic Monaghan, il signore degli insetti.

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6
ottobre

LE AMICHE DEL SABATO: IL POMERIGGIO DAL “LATO UMANO”

Lorella Landi

Tutti, oggi, cercano l’emozione. La cerca l’adolescente, ansiosa di vedere Rush non tanto per ammirare la storica rivalità fra Lauda e Hunt, quanto il sorriso sprezzante di Chris Hemsworth. La cerca la directioner, disposta a sopportare ore di fila pur di accaparrarsi l’ultima copia della biografia di Harry Styles. La cerca Simona Ventura, interessata all’umiltà e alla pancia dalle esibizioni consumate sul palco di X Factor, e, naturalmente, la cercano i talk show del piccolo schermo, decisi ad abbandonare il linguaggio freddo e macchinoso dei telegiornali per arrivare dritti al cuore del telespettatore. E in questo, Le Amiche del Sabato non può che ritenersi vincente.

Il contenitore informativo del sabato pomeriggio condotto da Lorella Landi mira proprio a questo: a emozionare, nel bene o nel male, il pubblico della prima rete Rai confezionando servizi e raccogliendo testimonianze che vadano dritte nel segno. Sarà per questo che, dopo una brevissima parentesi dedicata alla tragedia di Lampedusa, si vira immediatamente all’argomento che, in questa settimana, ha più colpito il mondo dello spettacolo italiano: la scomparsa di Giuliano Gemma. L’intervista esclusiva alla figlia Vera non basta, ed è così che lo studio accoglie immediatamente un carosello di “amici” e, soprattutto, di “amiche”, accorse per ricordare la star degli spaghetti western prima di commuoversi per la morte del regista Carlo Lizzani, annunciata in diretta dalla conduttrice.

Ma l’emozione non può esaurirsi solo dietro gigli bianchi e pesanti catafalchi. La vita è fatta di lacrime e sorrisi e noi, in questo momento, vogliamo portare un sorriso sia qui in studio che a chi ci guarda da casa” sottolinea la Landi passando subito dalle lacrime per Gemma e Lizzani a quelle degli invidiosi delle coppie di quest’estate: Corradi e Santarelli, Boateng e Satta, Pellegrini e Magnini e, naturalmente, Belen e Stefano (mentre lui è ospite dal dirimpettaio Verissimo). Scopriamo, quindi, che, alle fantomatiche nozze dell’anno, la Santarelli non ha rinunciato al tacco e che la Canalis ha mangiato divinamente. E’ tutto molto bello, ma non sarà un tantino fuori tempo?

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5
ottobre

PARTY PLANNERS: ATMOSFERE DA FIABA E IDEE INTELLIGENTI PER FESTE DIFFICILI DA RIFARE

Party Plannes

Le feste organizzate nel corso di Party Planners, programma di Real Time partito lo scorso 14 settembre, non sono solo feste. Ma trasposizioni nella realtà di fantasie infantili che vivono di boschi, gnomi e colori e desideri di norma irrealizzabili ma comuni un po’ a tutte le mamme. Uno su tutti quello di riuscire a dar da mangiare ai più piccoli qualcosa di sano durante un party (nonostante questo) ben riuscito.

Party Planners: Idee originali e spunti interessanti

Laura, pasticciera figlia d’arte dai capelli scuri e il volto minuto, si inventa ogni volta degli snack e dei dolciumi semplici ma che, chissà perché, non vengono in mente così facilmente. Tipo i pezzi di frutta ricoperti di cioccolato bianco fuso che, una volta sullo stecco, somigliano in tutto e per tutto a dei gelati. Oppure sandwich ripieni di verdure colorate che a prima vista sembrano di plastica ma in realtà non lo sono affatto e vengono divorati dai bambini.

Poi c’è Virginia, lunghi capelli biondi da principessa e grande propensione al dettaglio, capace di inventarsi degli alberi di popcorn e tendoni da circo in ogni dove, se il fortunato bambino per cui si sta dando da fare ama i clown. A lei il compito di importunare in cucina la precisissima collega mentre prepara torte e cupcakes, giocando insieme tra confetti e farina. Tutto bello, insomma. Ma la domanda sorge spontanea: queste festicciole costano quanto un ricevimento di nozze?