Piersilvio Berlusconi



28
luglio

MARINA BERLUSCONI: LO SCANDALO MURDOCH E’ INQUIETANTE, MA IN ITALIA E’ PEGGIO

Marina e Silvio Berlusconi

Quando il mare è in burrasca e il Cavaliere sembra ormai con l’acqua alla gola, arrivano i rinforzi. Dal porticciolo di Segrate spunta nientemeno che la Marina (Berlusconi), con tutta la sua ‘flotta’ di energie. Fino a questo momento il pronto soccorso ha funzionato, permettendo a Silvio di levarsi da impicci che rischiavano di farlo sprofondare. Adesso, però, la situazione si è pericolosamente aggravata: dalla politica alla sua immagine mediatica e televisiva, il premier potrebbe soccombere tra i flutti. E così Marina, anche stavolta, ne condivide le grane, parlando come se fosse (già) l’ombra del padre.

In un’intervista esclusiva rilasciata al settimanale Oggi, la presidente di Mondadori si racconta con una grinta da leader. “Attaccano le nostre aziende per attaccare mio padre” afferma, dimostrandosi molto attenta a tutto l’universo di potere e di immagine che ruota attorno alla sua famiglia. Non a caso rivendica anche il fatto di aver consigliato, anni fa, a Silvio di non vendere a News Corp. E ha pure le idee molto chiare sullo scandalo londinese che ha coinvolto Rupert Murdoch, il patron della concorrente Sky. “Quanto sta venendo fuori ha dell’incredibile. Sta emergendo un sistema basato sulla costante violazione del rispetto, della dignità, della privacy delle persone, famose e non. Un sistema che definire inquietante è poco” dichiara.

Poi attacca: “Il caso Murdoch si fonda su comportamenti deviati, illeciti (…) mentre qui, al contrario, quegli stessi comportamenti sono in molti casi addirittura pienamente legalizzati“. Alla faccia, insomma, di coloro che si ostinano a dipingere Silvio Berlusconi come il grande Caimano, capace di influenzare tutto e tutti, persino i vertici della tv pubblica e l’Agcom. Marina lancia il sasso, poi un’altro e attende l’effetto desiderato nello stagno della comunicazione. Parla poco, e quando lo fa riserva stocccate ad hoc. Un atteggiamento opposto a quello del padre, e lo stesso che in parte sembra tenere anche il vicepresidente di Mediaset Piersilvio.




12
luglio

PIERSILVIO BERLUSCONI: “NON ESISTE AL MONDO UN’OFFERTA TANTO VARIA E ORIGINALE COME QUELLA DELLA TV ITALIANA”. E INTANTO ANNUNCIA: NEL 2012 SHOW PER PANARIELLO E LUCA E PAOLO

Piersilvio Berlusconi

L’arrivo di Panariello, uno show di Checco Zalone, la Champions League in diretta ed un canale all news. Ciumbia che roba: a sentire Piersilvio Berlusconi sembra che la Casa delle Libertà (televisive) si sia trasferita sotto il Biscione. In un’intervista pubblicata oggi da Tv Sorrisi e Canzoni il vicepresidente di Mediaset rispolvera infatti l’orgoglio aziendalista che (non) ti aspetti e annuncia grandi novità. Il gongolamento cresce se poi gli rammenti un complimento fatto addirittura dall’arcangelo Michele Santoro, che di recente ha ricordato le garanzie offertegli da Mediaset ai tempi del suo Moby Dick. “Quelle garanzie di libertà di espressione noi non le abbiamo date solo a Santoro, le offriamo a tutti quelli che lavorano a Mediaset” dice il Berlusca junior tutto orgoglioso.

In questi anni la tv del Biscione è cresciuta, espandendosi coi canali tematici del digitale terrestre e la pay, ed ora è in arrivo una nuova rete all news: TGCom24. “Sarà una grande opportunità“, scommette Piersilvio, il quale non sembra preoccuparsi nemmeno della crescita di La7, avvenuta proprio grazie a trasmissioni di approfondimento giornalistico. Anzi. “Con tutto il rispetto non è una crescita strutturale, fanno ascolto solo alcuni programmi di attualità politica e c’è il rischio che se la situazione dovesse raffreddarsi l’audience potrebbe scendere” chiosa.

Il vero pregio della tv generalista - prosegue il vicepresidente Mediaset - è quello di mandare in onda intrattenimento ‘caldo’, in diretta o comunque dal vivo. Per questo la sua emittente è pronta a sparare cannonate televisive a partire dalla prossima stagione autunnale. Ecco le principali. “Arriverà lo show di Checco Zalone, un talento davvero irresistibile“, rivela a Sorrisi e Canzoni, poi annuncia il ritorno in tv dopo 7 anni di Giorgio Panariello. “Lo vedremo all’inizio del 2012“. In cantiere anche uno spettacolo per Luca e Paolo, che “sono cresciuti” e – abbandonate Le Iene senza attriti - ora hanno “voglia di cambiamento“.


5
luglio

LE PAGELLE DELLA SETTIMANA TV (27-06/3-07). PROMOSSI PANARIELLO E I PROMO DI ITALIA2, BOCCIATI MEDIASET NIGHT E SANTORO

Piersilvio Berlusconi

10 ai primi tasselli del nuovo XFactor. La nuova edizione del talent show in the Sky rischiava di passare sotto silenzio e invece la mossa a sorpresa di riportare Simona Ventura in giuria è di quelle in grado di cambiare il destino della trasmissione.

9 a Mediaset che si aggiudica Giorgio Panariello. A Cologno Monzese hanno capito che il miglior modo per rifarsi l’immagine dopo 9 mesi di Grande Fratello, Panicucci e D’Urso varie, è puntare sul classico varietà. Il pubblico di Canale 5 sarà ricettivo nei confronti del comico toscano così come quello di Rai1?

8 a Ciao Darwin. Il format di Paolo Bonolis conferma la sua forza anche d’estate. Era prevedibile che le repliche sarebbero andate bene ma non al punto da superare il 21% e tante proposte autunno/inverno del prime time dell’ammiraglia Mediaset.

7 ai promo di Italia 2. Più o meno curati, più o meno accattivanti, ma l’importante è che gli spot del neonato canale in casa Mediaset abbiano raggiunto lo scopo di creare curiosità e attenzione attorno al prodotto.

6 a Piersilvio Berlusconi che accusa Sky di raschiare il fondo del barile puntando sull’intrattenimento. Non del tutto infondate le sue parole (la missione di una pay tv sarebbe un’altra) peccato che anche lasciarsi scappare Simona Ventura per la tv generalista non è sinonimo di buona salute.





30
giugno

PIERSILVIO BERLUSCONI: AVREI VOLUTO FLORIS MA NON SANTORO. SKY? FORSE CON L’INTRATTENIMENTO (VENTURA E XFACTOR) HA RASCHIATO IL FONDO DEL BARILE.

Piersilvio Berlusconi (Olycom)

La bufera che si è abbattuta ieri sera su Cologno Monzese avrà intimido le donzelle in procinto di sfilare sul red carpet ma non Piersilvio Berlusconi. A margine della presentazione dei palinsesti autunnali, il vice di Mediaset ha risposto alle domande dei giornalisti, spendendo più di una parola per la concorrenza e per il mancato ingaggio di Giovanni Floris a Mediaset.

Ha confermato, infatti, il tentativo di strappare alla Rai il conduttore di Ballarò, che con i suoi quasi 5 milioni di spettatori di media è diventata una spina nel fianco per le proposte delle altre reti. A questo proposito Piersilvio nega qualsiasi interesse per Michele Santoro, l’unico mattatore attualmente ancora sulla piazza:

A pensare a Santoro faccio veramente fatica. Dobbiamo essere aperti a tutte le voci, ci stavamo muovendo per Floris, ma Santoro proprio no. Ormai e’ un politico, che non e’ una cosa negativa perche’ in qualche modo e’ un fenomeno. Ma andarlo a prendere da un’altra azienda per portarlo da noi, francamente no“.


18
giugno

PIERSILVIO BERLUSCONI AVREBBE “PORTATO FLORIS A MEDIASET” MA IL CONDUTTORE E’ AD UN PASSO DAL RINNOVO. ANCHE FAZIO RIMANE IN RAI, PROBLEMI PER LA GABANELLI

Piersilvio Berlusconi

L’intesa c’è. Con qualche settimana di ritardo, ieri la Rai ha raggiunto un accordo per il rinnovo dei contratti di Fabio Fazio e Giovanni Floris. Lo ha annunciato Beppe Caschetto, il manager dei due conduttori. La conferma della notizia ha suscitato interesse e calamitato attenzioni, anche perchè i due conduttori risultavano nella rosa dei professionisti pronti a lasciare la Rai a partire dalla prossima stagione tv approdando su La7 e non solo. Secondo, infatti, quanto dichiarato a La Repubblica a sorpresa Piersilvio Berlusconi pare avesse deciso di portare il conduttore di Ballarò a Mediaset:

Peccato che Floris abbia firmato con la Rai (…) Mi ero mosso, ne avevo già parlato in azienda, avevo previsto il cosa, il come e il quando. Avrei portato Giovanni Floris a Mediaset. A noi manca un programma di approfondimento in prima serata. E un programma come Ballarò è perfetto. Un esempio di grande correttezza”.

Il numero due del Biscione assicura, però, che non si sarebbe trattatato di uno sgambetto al padre, che non ha mai fatto mistero di una poca simpatia nei confronti del conduttore che lui ha definito ”sbilanciato, fazioso, mistificatore“, nè tanto meno di un riposizionamento politico:

Il mio interesse per Floris non era una mossa contro mio padre. Non ho parlato con mio padre di questa idea. Ma lui sa come lavoriamo in azienda e quali sono i criteri delle nostre decisioni.  (…) Non mi sarei stupito se lui avesse dato il suo via libera perchè lui ha sempre approvato le decisioni che puntano a valorizzare e acquisire le risorse del mercato“.

Invece l’ha spuntata ancora mamma Rai, anche se adesso per la conferma ufficiale dei contratti manca l’ok supremo dei piani alti di Viale Mazzini. Attriti invece sul rinnovo delle c0ndizioni lavorative di Milena Gabanelli, che ha definito “irricevibile” la bozza inviatale dall’azienda pubblica. Dunque Fazio e Floris saranno in onda sulla Rai anche nella prossima stagione. Sembrano perciò confermati Che tempo che fa e Ballarò, anche se - stando ai rumors – il talk del martedì avrebbe dovuto essere ‘ridimensionato’  dal DG Lorenza Lei. Il procuratore Beppe Caschetto, che ieri ha confermato l’avvenuto accordo, ha però puntualizzato che ora “l’efficacia dei contratti è sottoposta all’approvazione degli organi competenti: il consiglio di amministrazione per Fazio, la direzione generale per Floris“. Manca il nulla osta dei ‘capoccia’, insomma. Dovremo dunque aspettare qualche giorno per sapere se i palinsesti autunnali vedranno confermata la messa in onda di Vieni via con me, lo show del lunedì sera con Roberto Saviano.





3
maggio

ENRICO MENTANA: HO DETTO NO A BERLUSCONI E RIFIUTATO IL TG1. MINZOLINI? FILOGOVERNATIVO

Enrico Mentana

La storia non va mai all’indietro“. La chicca di Chicco Mentana è una come una formula magica, come un mantra che il direttore del Tg La7 si sarà ripetuto chissà quante volte. Di sicuro ne ha fatto prezioso uso quando Silvio Berlusconi, il sciùr padrun in persona, gli disse: “Preferirei che tornasse a Mediaset. Non ho avuto nulla a che fare con il suo allontanamento e credo sarebbe giusto chiudere quella ferita. La chiamerà mio figlio“. Di lì a poco Piersilvio, nelle vesti di re Mida del Biscione, gli avrebbe offerto “tutto quello che c’era da offrire” pur di riportarlo a Mediaset. Ma niente da fare, Mentana rifiutò: ”la storia non va mai all’indietro“, appunto.

A raccontare l’espisodio è il giornalista stesso, in un’intervista a Vanity Fair di domani. E’ un Mitraglia battagliero e con tanti colpi in canna quello che si racconta al settimanale, consapevole di aver messo in piedi un telegiornale  più unico che raro nel panorama informativo italiano. “Chi mi ferma per strada dice sempre la stessa frase: grazie, perché mi ha restituito il gusto di vedere un vero telegiornale racconta. E i dati parlano da soli: da quando Mentana è a La7, il notiziario della rete ha quadruplicato gli ascolti, a colpi di politica, analisi e commenti. Al bando, invece, la cronaca guardona e gli avvenimenti fru fru (il matrimonio di William e Kate, per intenderci, è finito in chiusura di tg). “Significa che ci sono più pubblici. C’è ancora chi segue Avetrana, ma c’è una fetta, neanche marginale, che vuole altro“.

Che cosa pensa, allora, Mentana del vituperato Tg1 di Minzolini? Che è “orgogliosamente filogovernativo“, e che  a Saxa Rubra lui non ci tornerebbe così volentieri. Andrebbe mai a dirigere il Tg1? “Me l’hanno offerto due volte, in passato, e ho rifiutato (…) Ci ho lavorato nove anni, so come funziona. In Rai tornerei solo se mi venisse garantita la libertà di non rispondere al telefono ai politici“. Campa cavallo, dunque. Dalla tv pubblica lo cercò anche il direttore di rete Paolo Ruffini, per il Tg3: ”per accettare gli posi due condizioni che sapevo impossibili: la mia nomina avrebbe dovuto essere votata all’unanimità del Cda Rai e ricevere il voto positivo e pieno dell’Assemblea dei Giornalisti. Che fossero impossibili era chiaro perché Rai3 è sempre stato l’unica rete sotto il controllo della sinistra e il Pd aveva già fatto il nome di Bianca Berlinguer“.


25
aprile

MEDIASET: L’AZIONISTA MARCO BAVA ATTACCA L’AZIENDA.”PIERSILVIO BERLUSCONI E’ CONTRO FEDELE CONFALONIERI, HA IDEE INNOVATIVE MA LE MANI BLOCCATE”

Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri

Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri

Volano stracci a Cologno Monzese. Se pensavate che le riunioni di fuoco fossero una prerogativa di Viale Mazzini, avete sbagliato di grosso. L’ultima assemblea Mediaset sul bilancio 2010 pare infatti sia stata la più “frizzante” degli ultimi anni. Fuoco e fiamme grazie al Presidente Fedele Confalonieri che per la prima volta in 16 anni ha posto un limite di tempo sugli interventi degli azionisti, e a Marco Bava, socio dell’azienda di Cologno, che si è scagliato contro i suoi amministratori e contro il suo Presidente.

Partiamo dall’inizio. Marco Bava ha chiesto al gup Maria Vicidomini l’accesso agli atti del Processo Mediatrade, richiesta però non concessa non essendo socio di Mediatrade o RTI nonostante, stando a quanto dichiarato nell’intervista al Riformista, “l’unica parte lesa è Mediaset, direttamente danneggiata in quanto azionista di Mediatrade e RTI”. Per questo durante l’assemblea sul bilancio ha letto la sua richiesta di costituzione in giudizio, scaldando gli animi in aula, soprattutto quelli di Confalonieri che avrebbe risposto togliendogli la parola.

Uno scontro che non si è limitato però al Processo Mediatrade. Bava ha infatti chiesto un’azione di responsabilità nei confronti dei consiglieri: “C’è un articolo del codice che dice che qualsiasi socio quando è in discussione il bilancio può chiedere l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori.”. Ma Confalonieri non avrebbe messo in votazione la sua richiesta, violando la legge. Una battaglia, quella di Bava, che pare sia condivisa anche da altri soci: “Continuo a chiedere ai fondi e ai soci presenti di dare voto negativo nei confronti del management. Contro Confalonieri ci sono stati 73 milioni di voti.” Intanto per farsi sentire ha deciso di sporgere querela: “Penso di querelare Mediaset per falso in bilancio. Il falso in bilancio è un reato perseguibile solo su querela.”


20
aprile

GRANDE FRATELLO, SECONDO PIERSILVIO BERLUSCONI IL ROMANZO POPOLARE DI ALESSIA MARCUZZI PUO’ CONTINUARE

Alessia Marcuzzi

Alessia Marcuzzi non sei stata nominata. O perlomeno sei stata confermata come volto del Grande Fratello. A ribadire per l’ennesima volta fiducia alla signora Facchinetti è proprio il grande capo Piersilvio Berlusconi:

Dipenderà da lei. Ma per noi resta la conduttrice. Siamo pronti anche ad aspettarla.’ Più di questo la cara Alessia non poteva proprio pretendere dai vertici che mostrano nei suoi confronti stima e fiducia incondizionata. La dodicesima edizione si farà. Stessa storia, stesso posto, stesso bar insomma, e anche un po’ di volemose bene tutti.

La Marcuzzi, dal canto suo, oltre che a garantire sui suoi  concorrenti va oltre e si proclama pronta a continuare salda al timone del programma. Al Corriere della Sera dichiara infatti:

Il GF è un grande romanzo popolare pieno di storie d’amore normali, di ragazzi normali. La prossima edizione? Ci sarò.

Sulla finale del suo reality aggiunge:

Andrea e Ferdinando sono la dimostrazione che non è vero che il GF è trash e che litigare non paga. Sono due ragazzi sensibili, rispettosi delle donne, galanti. E questo è un bellissimo messaggio per i giovani.

D’un tratto però sta maturando un’evoluzione del Gf come nuovo romanzo popolare italiano (cosa che non avviene altrove!), alla faccia del reality. L’ultima volta che si era pensato con Agrodolce a parlare di novelle per il popolo non era andata molto bene però.