25
agosto

X FACTOR UK CAMBIA PELLE: DALLA STANZA ROSSA AI PROVINI LIVE.

X Factor UK Live Casting

X Factor made in Uk cambia pelle, portando, all’interno di un talent dai meccanismi ben rodati e dalle caratteristiche piuttosto rigide, replicate ovunque nel mondo, un’importante novità nei casting. E chissà che anche quello made in Italy non segua l’esempio in futuro.

Se fino ad oggi i famigerati provini si svolgevano nella famosa “red room“, la stanza in cui l’aspirante popstar si confrontava direttamente con i giudici, fra i quali figura il temutissimo Simon Cowell, per la nuova edizione dello show si è deciso di far misurare da subito i giovani talenti con l’emozione del palco. E così X Factor Uk segue la scia di “Britain’s Got Talent”, il programma che ha consegnato alla storia della televisione il fenomeno Susan Boyle, brutto anatroccolo che ha meravigliato il pubblico in studio fin dalla primissima performance di fronte alla giuria del talent. Ed è proprio il pubblico una delle novità principali di questa fase di casting, chiamata appunto “fase live“.

La reazione della gente, gli applausi, così anche i fischi, daranno da subito la misura del gradimento dell’aspirante cantante, chiamato fin dalla prima canzone al confronto con la platea; confronto che, stando alla vecchia formula del format, quella utilizzata anche in Italia per intenderci, avviene soltanto quando il debuttante è stato selezionato ed è ormai nel cast, ufficialmente in gara e già sottoposto al giudizio del televoto. Altra novità sta nell’accompagnamento musicale. Se nel passato bisognava dare il massimo in pochi secondi “a cappella“, quindi senza base, con questa nuova formula i cantanti sperimentano un vero e proprio karaoke, in cui la musica è subito parte dei giochi.




25
agosto

VERSO IL GRANDE FRATELLO 10, TATI ALBERO A DM: MI SONO SENTITA COME SE AVESSI PROSTITUITO UNA PARTE DI ME

Amata Pasqua Albero Tati Grande Fratello

Amata Pasqua Albero, conosciuta da tutti come Tati, sarebbe dovuta entrare nella casa del Grande Fratello il 13 settembre del 2001. Vi entrerà una settimana dopo, dopo che la trasmissione sarà rimandata a causa degli attentati alle torri gemelle di New York. Il GF era alla sua seconda edizione, non c’erano ancora suite e tuguri ad attendere i concorrenti, e tutto era rimasto fedele a quanto visto un anno prima. Ma la popolarità ottenuta grazie al reality può essere violenta, e non tutti riescono a gestirla al meglio. Travolta dall’improvvisa celebrità regalatale dal GF ne è talmente sconvolta da dover migrare negli Stati Uniti (dove si sposa con Nathan, ragazzo conosciuto in Italia) per poter dimenticare e ricominciare. Tornata nella sua Monopoli (Bari) sceglie una vita più tranquilla: oggi è mamma di un bimbo e fa la receptionist in un albergo. Con Tati Albero proseguiamo il nostro viaggio tra le 9 edizioni del Grande Fratello (in attesa della decima edizione) in una delle interviste più profonde mai rilasciate da un concorrente del reality show più famoso. Un Grande Fratello visto davvero dietro le quinte, in cui ce n’è davvero per tutti.

  • Allora Tati che ricordo hai di quel periodo passato nella casa e che bilancio fai di quell’esperienza?

Devo dirti la verità, dopo otto anni i ricordi dei tre mesi della casa sono veramente sfumati. Ti giuro che se quest’anno per la prima volta non avessi rivisto qualche filmato su youtube davvero non avrei messo a fuoco tanti momenti. Mi rimane vivo il ricordo del dopo, il durante è rinfrescato da questi sprazzi che ancora circolano su internet, che prima non avevo mai avuto il coraggio di guardare, ma che quest’anno ho visto per la prima volta, con molta ilarità.

  • In effetti ricordiamo tutti i tuoi rapporti con Lorenzo. Che cosa si prova a sapere che l’intimità di quei momenti è, ancora oggi, alla mercè di tutti?

Sai per me quei momenti non erano molto legati all’intimità, piuttosto ad un discorso di ego, di orgoglio. Subito dopo, forse perchè ero ancora coinvolta in quelle dinamiche, mi sono vista molto patetica, soggiogata anche, e mi sentivo abbastanza stupida. Quest’anno però, rivedendoli, mi sono per prima scompisciata dal ridere. Per me il Grande Fratello è stata una sfida in questo senso, sapevo a cosa andavo incontro anche se non pensavo che quelle cose sarebbero rimaste così a lungo. Immaginavo che certe immagini sarebbero state succhiate fino al midollo per il periodo della tramissione però non potevo prevedere quello che è successo.


25
agosto

CHE BARBA, CHE NOIA LE SITUATION COMEDY ALL’ITALIANA: E SE CANALE 5 LE RILANCIASSE IN ACCESS?

Camerà Cafè (Italian Sitcom)

Che barba che noia, che noia che barba… Poche e lapidarie parole, pronunciate da Sandra Mondaini nel corso di Casa Vianello, che inevitabilmente rieccheggiano nella nostra mente quando si tratta di constatare lo stato di assoluto degrado in cui riversa la sitcom italiana, genere di cui proprio la serie interpretata dai Vianello ne è capostipite o quasi.

Nel Paese della commedia all’italiana, dell’ottimismo e della teledipendenza, paradosso vuole che la comicità seriale sia ridotta a mero tappabuchi, collocata in più o meno improbabili fasce orarie del palinsesto e caratterizzata da sceneggiature mediocri e interpretazioni frettolose. Come se non bastasse, per trovare illustri rappresentanti del genere bisogna andare sul satellite (Boris) o accontentarsi dei formati in pillole, alla Camera Cafè. Prima di scagliarsi in invettive, però, occorre fare una doverosa premessa: la mancata affermazione del genere di cui parliamo, rispetto ad altri paesi come gli Stati Uniti, si deve, in buona parte, ad un problema strutturale di organizzazione del prime time italiano che non prevede slot di breve durata. Questo ha fatto sì che la sitcom nascesse e si sviluppasse in daytime con un budget conseguentemente ridotto.

Ma ciò che è non è detto che sarà. Ecco perché chiediamo a Rai e Mediaset di rilanciare la situation comedy, ponendo fine ad un vuoto strutturale d’offerta che non ha ragione d’esistere, visti gli ascolti passati e presenti di repliche e nuovi prodotti, italiani e non. Inoltre, si tratta di un genere che, se ben fatto, può risultare in grado di generare fenomeni di costume e elevati ritorni d’immagine, senza contare l’alta sfruttabilità e duttilità del prodotto. Primo passo, per le reti, sarebbe dare un taglio al passato, facendo, al tempo stesso, tesoro di queste esperienze al fine di evitare la reiterazione di errori.





25
agosto

GERRY SCOTTY CI METTE IL FACCIONE. ED IL NOME: GERRY SCOTTI TALENT SHOW

Gerry Scotti ed Enrico Brignano (Gerry Scotti Talent Show)

Poche settimane fa, in piena stagione estiva, il caro zio Gerry si svestiva dei panni bonari che finora l’hanno sempre contraddistinto, per indossare una maschera più dura (qui tutti i passaggi di una pepata intervista). Alla base, l’illuminazione per i talent show, l’incontro fortunato con Maria De Filippi che ne ha benedetto la mutazione ed anche la conduzione, visto che è la sua Fascino a produrre il nuovo show, e la voglia di lasciare a se stessa una nave quasi alla deriva com’era quella de La Corrida.

Oggi, Gerry Scotti, dopo aver designato un suo possibile erede, Enrico Brignano, a capo dei dilettanti allo sbaraglio, si prepara a riprendersi lunedì 31 agosto le redini del preserale di Canale 5 con Chi Vuol Essere Milionario ma nel frattempo, dalle pagine di Tv Sorrisi e Canzoni, torna nuovamente a parlarci del talent show che lo vedrà protagonista solo a partire dal 2010. E ci annuncia la più grande novità: il titolo.

Eh sì, perchè se è appurato l’arrivo della versione italiana di America’s Got Talent, il dubbio più grosso da sciogliere rimaneva come tradurre il nome del format straniero. Tra un’americanata quale “Italy’s Got Talent” ed una traduzione pizza e mandolino ”Italiani che Talento“, lo zio Gerry, però, sembra preferire una terza via. Stupendoci ancora. E, allora, sarà per la trovata intesa con la Sanguinaria (“siamo due pavesi, testardi e perfezionisti“), sarà per una ritrovata fiducia nei suoi mezzi (“quando ti butti in un’avventura del genere sei in Formula 1“), ecco spuntare il titolo che mai ci saremmo aspettati: “Gerry Scotti Talent Show“.


25
agosto

ASCOLTI TV DI LUNEDI 24 AGOSTO 2009: NUOVA VITTORIA PER IL COMMISSARIO MONTALBANO. CELEBRITY BISTURI SUPERA L’11%. NEL PRESERALE REAZIONE A CATENA AL 26%, SARABANDA AL 15%

Il Commissario Montalbano

In prime time continua l’inarrestabile successo de Il commissario Montalbano e della sua calda estate in replica su Raiuno: il film Il gioco delle tre carte ottiene 4.345.000 spettatori e il 23.61% di share e vince la serata distanziando il film Mrs. Doubtfire su Canale5, fermatosi a 3.259.000 e il 19.30%. Il reality shock Celebrity Bisturi con Elisabetta Gregoraci davanti alle telecamere e Brigitte Nielsen sotto i ferri, dopo il crollo della seconda puntata, risale sopra i due milioni di spettatori (2.256.000; 11.64%). Buona performance per il film Passenger 57 – Terrore ad alta quota con 1.965.000 di ascoltatori e share del 10.44% che ha permesso a Rete4 di classificarsi al quarto posto tra le reti più viste della prima serata. Risultati modesti per Lost su Raidue (1.375.000; 7.52%) e il Circo del Domani su Raitre (1.495.000; 8.02%). Fanalino di coda La7 con il film Il sorpasso che raccoglie 634.000 spettatori e il 3.46% di share.

In access prime time Supervarietà supera Paperissima Sprint: 4.751.000 spettatori e il 25.23% di share per il collage di Raiuno, 4.376.000 e il 23.05% per le papere di Canale5.

Continua la supremazia di Reazione a catena nella sfida del preserale, che vedeva ieri sera il ritorno di Sarabanda con le puntate inedite del torneo dei campioni. Il quiz di Pupo ha raccolto 2.599.0000 ascoltatori e il 26.42% di share (con l’ultima parte a quota 3.548.000 e 26.77%), mentre il game della coppia Mammucari-Belen solo 1.733.000 spettatori e il 15.54% di share (ultima parte in salita al 18.98%).

Ascolti SKY – Ieri, lunedì 24 agosto, 6.350.800 spettatori unici hanno seguito i canali della piattaforma Sky. Nell’intera giornata i canali della piattaforma Sky hanno raccolto uno share medio del 10% (12,8% se si considera il target commerciale 15-54 anni).

In prime time l’audience media dei canali Sky è stata di 1.649.088 spettatori medi, con l’8,7% di share.





25
agosto

DEXTER: DAL 18 SETTEMBRE LA III STAGIONE SU FX. PER I FAN PIÙ AFFEZIONATI, IL PREAIR DELLA IV È SUL WEB

Dexter (Living the Dream, preair) Attenzione pericolo Spoiler: Aveva lasciato i suoi adepti con un bebè in cantiere, un trasloco a casa della mogliettina Rita e una vita da americano medio nel cassetto: così Dexter aveva salutato i suoi fan. Per gli addicted di una delle serie tv più amate, Dexter è tornato con un preair a dir poco rivoluzionario. Dotato della sua immancabile verve ironica, l’ematologo Morgan nella IV stagione si presenta come un provetto papà. Per evidenziare l’evoluzione del personaggio anche la sigla è stata leggermente rivisitata.

Il tema introduttivo in Dexter, infatti, ha sempre avuto la funzione di evidenziare il dualismo Dexter vs. Passeggero Oscuro: a livello tematico tale dualismo era marcato dall’opposizione Ordine vs. Disordine, a livello cromatico dal contrasto Bianco vs. Rosso. Proprio nel preair tale opposizione viene sconvolta su entrambi i livelli: una versione audacemente ironica della sigla viene riproposta poco dopo l’inizio dell’episodio, con il Dexter bravo paparino che cerca di ripetere il rituale dei suoi gesti quotidiani … con scarsi risultati.

Se la natura sociale e diurna di Dexter viene quanto mai accelerata, quella notturna e sociopatica non viene a morire: si riposa nel buio, anelando la soddisfazione del suo bisogno interiore. Indaga, verifica dati, analizza e con l’ausilio del suo amatissimo Mac, Dexter/Il Passeggero Oscuro pianifica il prossimo, purificante, omicidio. Il serial killer che è in lui non ha abbandonato i suoi fan.

Naturalmente nuove sfide lo attendono:


25
agosto

DM LIVE24: 25 AGOSTO 2009

DM Live24: 25 Agosto 2009
Live Comment on davidemaggio.it

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Dal Diario di ieri…

[Non ci sono segnalazioni]


24
agosto

DE GRANDE FRATELLO HISTORIA UNIVERSALE/ 4: IL CASO MEDIO-ORIENTE

Grande Fratello Arabia

Il nostro dito sul mappamondo mediatico del Grande Fratello oggi bacia le sacre sponde di quella terra, tanto suggestiva quanto problematica, chiamata Medio-Oriente. Per chi pensava che le continue faide interne alla regione impedissero all’aereo del reality globale di decollare anche qui deve in qualche modo ricredersi, o quanto meno deve prestare attenzione alle dinamiche sviluppate dal format all’interno di questi paesi.

Arab Big Brother, questo il nome della versione locale dello show, ha avuto vita brevissima sollevando un polverone culturale senza paragoni. L’idea originaria era di creare un reality seriale che avesse come riferimento l’essenza intercontinentale del Grande Fratello africano e del format Superstar, una sorta di American Idol asiatico in cui si erano trovati a gareggiare dodici concorrenti provenienti da sette paesi arabi diversi.

Il destino di durare in broadcasting quanto un gatto in tangenziale incombeva come la famosa spada di Damocle sulla testa della produzione. Proprio per questo le menti creative erano state molto attente a non innescare la miccia delle polemiche, studiando un contesto di azione per i concorrenti che non offendesse la sensibilità religiosa dei vari culti indigeni.


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