Articoli per [isola dei famosi]

19
ottobre

LEONE DI LERNIA a BALZO: CUSS E’ RICCHIO’. UNA CH(I/E)CCA SFUGGITA AI PIU’?

Leone di Lernia - Isola dei Famosi @ Davide Maggio .it

Probabilmente presi dalla blasfema vicenda che ha caratterizzato la puntata di mercoledi scorso dell’Isola dei Famosi, la maggior parte dei telespettatori non ha captato una divertentissima frase pronunciata durante lo “show” che ha segnato l’esordio di Leone di Lernia a Cayo Cochinos.

Rivolgendosi a Raffaello Balzo, proprio durante i convenevoli che gli isolani stavano riservando ai nuovi arrivati, esclama :

EHHHH CUSS E’ RICCHIO’!”

La frase, probabilmente non capita dai più poichè in dialetto barese, vuol dire : “EHHHH QUESTO E’ GAY!”

La reazione di Raffaello Balzo, rimasto ovviamente senza parole, è stata favolosa : non sapeva se ridere, piangere o se… scappare 

Sono riuscito a trovare il video. Godetevelo




19
ottobre

L’ISOLA DEI BESTEMMIATORI SQUALIFICATI

Massimo Ceccherini @ Davide Maggio .it

Continuo a chiedermi come mai riesca ancora a suscitare stupore l’allontanamento dal video di un personaggio per il fatto d’esser “reo” d’aver pronunciato una bestemmia in pubblico.

Pensavo che episodi eccellenti come quelli accaduti a Mastelloni, Roberto da Crema, Guido del GF & Co c’avessero abituato a queste situazioni di bigottismo intrinseco di una TV che, pur tollerando situazioni di gran lunga più deplorevoli, di fronte a frasi come quelle pronunciate da Massimo Ceccherini, non può, anzi non deve rimanere inerte.

In un paese in cui una censura ufficiale non esiste, la bestemmia fa ergere direttori di rete e produttori a giudici censuratori che, in questa maniera, riescono a incidere su un diritto personalissimo di ogni cittadino, quello inerente la libertà religiosa. 

In uno stato laico, non è accettabile!

Badate bene, chi Vi scrive, oltre ad essere cattolico, prova una sorta di epidermico fastidio nei confronti di chi utilizza un vocabolario come quello “sfoggiato” nella scorsa puntata dell’Isola dei Famosi dal naufrago espulso ma, non per questo, è pronto a crocifiggere una persona per il sol fatto d’aver bestemmiato.

Mai come in questo caso, avrei ritenuto equo e giusto il ricorso ad uno strumento che si propone d’essere espressione di una democrazia televisiva diretta, il televoto.

Gli spettatori, in questo modo, avrebbero avuto la possibilità di giudicare (e forse sanzionare) un comportamento poco gradito senza dover subire passivamente, per l’ennesima volta, le scelte di coloro che si fanno interpreti, molto spesso sbagliando, dei gusti, delle abitudini e delle tendenze di chi la televisione la guarda.

Sarebbe stato di sicuro responsabile rimettere al pubblico la decisione della questione e, allo stesso tempo, un eventuale esclusione avrebbe sortito sicuramente maggiore  effetto sul blasfemo concorrente.   

Detto questo Vi lascio al video della tanto discussa bestemmia in attesa di ritornare a parlare dell’Isola. Questa volta, però, per una situazione ben diversa che è sfuggita ai più.

Buona Visione


Dai commenti…

Mary scrive :

Stato laico sì, ma pare che la Rai non lo sia. E nemmeno Mediaset, in passato. E allora la mia proposta per il cast dei nuovi concorrenti è l’inserimento di persone stimate come:

Suor Germana, Don Mazzi, Cardinal Ruini, Claudia Koll ( ora è stata beatificata ), Padre Fedele, Frate Indovino. I collegamenti anziché con i Parenti li faranno con la Santa Sede e il vantaggio sarà che ovunque potremo seguire le gesta dei nostri eroi su Radio Maria.

I telespettatori avranno uno sconto sui loro peccati se televoteranno.


15
ottobre

LATEST FROM HONDURAS : DEN HARROW LASCIA L’ISOLA DEI FAMOSI

Den Harrow, Catch the Fox @ Davide Maggio .it

Colui che s’autodichiarava il “guerriero di Cayo Cochinos” non ha resistito e alla fine ha ceduto.

Den Harrow ha abbandonato l’Isola dei Famosi Honduras lasciando i naufraghi in un clima di ritrovata serenità.

La Ventura sta già, presumibilmente, battendo i piedi per terra per aver perso la seconda occasione d’oro di poter fare il… botto (d’ascolti, s’intende).

Il cantante del quale nessuno ricorda la discografia, dietro le sembianze da macho, nascondeva, in realtà, un’insicurezza che, col passare dei giorni e probabilmente col venir meno del cibo, ha avuto il sopravvento sino a sfociare nell’odierno abbandono.

Il ritiro sarà costato non poco al cantante che, a quanto pare, aveva investito notevolemente nel reality di Mona Ventura come potrete capire dalle curiosità (punto 3) inserite a margine di questo post.

Per i lettori di davidemaggio.it, il video dell’abbandono!

CURIOSITA’

  1. Den Harrow si spacciava negli anni del successo come Manuel Stefano Carry e diceva d’essere nato a Boston.

  2. La canzone Future Brain estratta dal Suo primo album Overpower lo porta a vincere il Festivalbar e Vota la Voce.

  3. Il cantante ha, proprio nel 2006, cambiato casa discosgrafica. E’ passato infatti alla Move Records che ha prodotto il Suo nuovo singolo “Push Push” del quale potete ascoltare un’anteprima, in attesa del lancio, cliccando qui.

Enjoy!!!





5
ottobre

DATI AUDITEL PRIME TIME 4 OTTOBRE 2006

Credo possa interessarVi conoscere gli ascolti del prime time di ieri (4/10/2006), giornata, a detta di molti, decisiva per le sorti del concorrente dell’Isola, Reality Circus :

L’ANGOLO ROSSO (raiuno) : 3.368.000 ascoltatori (share 14,07%)

ISOLA DEI FAMOSI (raidue) : 5.026.000 ascoltatori (share 25.52%)

LA SQUADRA (raitre) : 2.348.000 ascoltatori (share 9.11%)

REALITY CIRCUS (canale5) : 2.904.000 ascoltatori (share 15.47%)

[sotto la soglia del 17% ritenuta necessaria per la prosecuzione del programma. Staremo a vedere]

Dr. HOUSE (italia1) :

1° episodio L’ANARCHIA DI HOUSE : 3.972.000 ascoltatori (share 14.65%)

2° episodio IMPOSSIBILITA’ DI COMUNICARE : 4.249.000 (share 17.00%)

RAMBO III (rete4) :

parziale 1 : 2.349.000 ascoltatori (share 8.90%)

parziale 2 : 2.213.000 ascoltatori (share 10.73%)


5
ottobre

L’ISOLA DEI SALACI SCORRETTI

Isola dei Famosi @ Davide Maggio .it

Credo che, questa mattina, siano d’obbligo alcune riflessioni sulla scorsa puntata de L’Isola dei Famosi.

Non è mia intenzione fare una trash-cronaca completa di quanto accaduto nella puntata moooolto calda, come presumevo, del reality della Ventura.

Vorrei prendere spunto da un momento particolarmente movimentato della trasmissione che la dice lunga sul tipo di conduzione della Ventura e, di riflesso, sul personaggio Simona Ventura.

Questo… 

[Per il video, clicca qui]

Ora, io non ho mai nascosto una simpatia nei confronti della Ventura che, seppur poco poliedrica, ha delle caratteristiche che, a mio parere, devono essere proprie di un bravo conduttore proprio per poter essere definito tale.

A dirla tutta, sarebbe il caso di passare l’imperfetto : Simona Ventura aveva delle caratteristiche che, a mio parere, devono essere proprie di un bravo conduttore, per essere tale.

Il carisma, la simpatia e l’euforia della regina dei reality, ben presto esasperate, hanno, a mio parere, trasformato una delle più gradevoli conduttrici nostrane in un personaggio fazioso, presuntuosoarrogante, a tratti insofferente e… “rumoroso“.

Una cornice che mette di sicuro in secondo piano la preparazione di Simona.

A segnare il “passaggio all’eccesso” sono stati, quanto meno televisivamente e secondo una mia personalissima idea, i successi degli ultimissimi anni che l’hanno resa un personaggio potente.

Sono del parere che la Radio Televisione Italiana mai avrebbe accettato da altri conduttori (meno potenti) una conduzione come quella che caratterizza, da un paio d’anni a questa parte, l’Isola dei Famosi, dominata da un’assoluta libertà di espressione e da toni eccessivi, per l’appunto, che normalmente non trovano spazio nella tv di Stato.

Nel caso specifico, ieri sera, abbiamo assistito alla manifestazione completa dell’eccesso di cui sopra con la lite tra Domiziana Giordano, la madre di quest’ultima e la conduttrice (per maggiori dettagli sui motivi dell’epico scontro, oltre al video, Vi suggerisco di dare un’occhiata ai link inseriti a fine post).

Al centro delle polemiche gli atteggiamenti di Massimo Ceccherini, difeso a spada tratta (e soprattutto aprioristicamente) dalla Ventura e accusato (se vogliamo anche pesantemente) dalla Giordano.

Per quanto, però, quest’ultima sia un personaggio decisamente particolare, tanto che definirla sui generis sarebbe di sicuro un eufemismo, questo non autorizza la Ventura ad imporre sempre e a tutti i costi la propria volontà dispensando lezioni di vita ed ergendosi a giudice naturale di qualsivoglia comportamento passi sotto i Suoi occhi.

La simpatia della conduttrice per Ceccherini era nota ai più sin dalla prima puntata ma, di fronte alle gravi dichiarazioni della naufraga rinunciataria, avrei evitato di colpevolizzarla così spudoratamente (da ricorrere addirittura, ad una sorta di sceneggiata napoletana) in favore di un apertura al dialogo che, nonostante sia tanto predicata dalla stessa Ventura, è, nella realtà, solo un miraggio.

Avrei evitato, ancor di più, di dire ad una signora di una certa età (la mamma della Giordano) –> “Non mi fate proprio paura se mi venite vicino perchè io le mazzate le so dare“, cosa che ha rappresentato, di sicuro, il momento più “basso” di tutto il programma.

La verità è che, “toccando” Ceccherini, l’ “artista di concetto” non ha “toccato” soltanto il “topolino” della Ventura (come la showgirl stessa definisce il Cecche) ma il punto di forza di un’isola che, comunque, non riesce a raggiungere i favolosi risultati della scorsa edizione. Trattandosi poi di dichiarazioni abbastanza pesanti, qualora corrispondenti a verità, metterebbero davvero a rischio la permanenza in gioco del naufrago. Sono state, infatti, in passato, difficilmente tollerate la violenza (la Domiziano parla di vera e propria aggressione fisica) e le bestemmie (che secondo la Giordano, Kris & Kris e la Lessa sarebbero il “fiore all’occhiello” del linguaggio del comico toscano).

Che non abbia ragione la mamma di Dominiziana definendo Simona Ventura una sagace scorretta?

In attesa di sapere come la pensiate al riguardo, una cosa è certa : quanto accaduto avrà pure “remunerato” in termini di ascolti (ormai conosciamo bene le feroci leggi dell’auditel) ma, di certo, non avrà ripagato in eleganza e stile.

Nella blogosfera c’è una nutrita blogografia. Per maggiori dettagli sull’accaduto, consiglio :

Se, invece, desideri leggere gli altri post di questo blog su L’Isola dei Famosi, clicca qui





4
ottobre

L’ISOLA DEI RIVOLTOSI : BOOM DI ASCOLTI IN VISTA…E’ SCOPPIATA LA RISSA!

Isola dei quasi Famosi Honduras @ Davide Maggio .it

Si preannuncia un puntata BOOM quella di questa sera per il reality di Simona Ventura.

Pare sia scoppiata una vera e propria rivolta tra i quasi famosi e la produzione dell’Isola.

Il motivo? La mancanza di adeguati mezzi per potersi riparare da un violento temporale che ha colpito, domenica notte, Cayo Cochinos.

Nelle dotazioni di base sono, assenti, infatti, i teli, utilissimi in situazioni del genere.

Pare che la rivoluzione hondurena sia guidata da Den Harrow e Massimo Ceccherini che sarebbero addirittura arrivati alle mani con un operatore.

Gli pseudo famosi minacciano un ritiro in blocco e la produzione annuncia sanzioni contro i rivoltosi!   

Sarà un caso che Simona Tagli si appresti a sbarcare, questa sera, sull’isola e che un’altra VIP (della quale non si conosce ancora il nome) stia già preparando le valigie?

La produzione può ritenersi soddisfatta.

L’obiettivo è stato, infatti, centrato : la rissa c’e’ stata (e prosegue) e gli ascolti sono, dunque, garantiti.

Se, però, all’Isola si esulta di gioia, al circo i cavalli si stanno imbizzarrendo. 

Il reality della D’Urso con quest’ultima “trovata” dello show di RaiDue avrà il definitivo (e probabilmente desiderato, non certo dalla produzione) colpo di grazia che ne sancirà la chiusura!

[Post segnalato su Libero.it]


1
ottobre

DISAFFEZIONE DAI REALITY?

Reality Collage @ Davide Maggio .it

Se dovessimo rispondere alla domanda oggetto del titolo di questo post, guardando esclusivamente i dati auditel delle produzioni di quest’inizio stagione, probabilmente la risposta sarebbe obbligata e dovremmo rispondere con un secco SI!

Io, tuttavia la penso diversamente.

Prima di procedere…una premessa.

Ho sempre ritenuto il reality show il genere televisivo che meglio soddisfa le “esigenze” del popolo televisivo italiano.

Esigenze fondamentalmente voyeuristiche grazie alle quali potersi, da un lato, confrontare con gente comune che vive situazioni reali, dall’altro curiosare nella quotidianità e nell’intimità altrui con la sperenza di poterci ridere su.

E’ naturale che quanto più questa realtà sia eccessiva, animata, accesa, tanto più crescerà l’interesse e la curiosità nel telespettatore.

Non è un caso che i momenti di maggior successo (o quanto meno quelli più seguiti e che rimangono ben impressi nella memoria dei “guardoni”) siano :

  1. lo scontro (sino ad arrivare a quello fisico)

  2. l’intimità spinta (fino ad arrivare al sesso)

Chi non ricorda l’accapigliamento tra Antonella Elia e Aida Yespica (Isola dei Famosi) o le notti infuocate di Pietro Taricone e Cristina Plevani (GF1)?

Naturalmente, trattandosi di reality –> show, la mediazione televisiva è implicita e, conseguentemente, la situazione ”reale” proposta è, a ben guardarla, artificiale poichè architettata, influenzata e dominata dalla tv stessa che in questo modo influisce sulla realtà, modificandola. –br[Continua a leggere DISAFFEZIONE DAI REALITY?]–

Proprio per questi motivi, è facile intuire e soprattutto constatare che il successo di uno show del genere sia condizionato da fattore fondamentali quali :

  1. la scelta dei personaggi che daranno vita al programma : quanto più forte è la personalità, il carattere e il carisma dei personaggi, tanto maggiore sarà il successo del programma;

  2. la suggestività della storia che i personaggi dovranno vivere;

  3. una conduzione carismatica che renda il presentatore anche (e soprattutto) un buon “macchinatore” della realtà proposta.

Un’integrazione si rende necessaria parlando dei reality show in cui i protagonisti non sono più persone “normali” ma celebrità.

Entra, infatti, in scena un altro fattore che s’aggiunge a quelli precedentemente citati e trova in questo particolare genere di reality la Sua massima espressione : la miseria umana. A farla da padrona, in questo caso, è, infatti, il desiderio di spogliare una celebrità dei panni da very important person e ”metterla alla prova” con le difficoltà della vita di tutti i giorni.

Tutto ciò che ho premesso è stato, come è naturalmente che sia, ben capito dalle emittenti e, ancor più, dalle case di produzione, tant’è che quest’anno si è deciso di strafare!

Ecco qual è il vero punto.

Il pubblico non s’è stufato dei reality.

Il pubblico ha semplicemente imparato a scegliere : non ci si trova più (fortunatamente) di fronte ad un pubblico che accetta passivamente ciò che la TV propina ma i telespettatori si pongono ormai in atteggiamento critico nei confronti del piccolo schermo e hanno imparato a meglio utilizzare il telecomando optando, in alcuni casi, per il tasto rosso pur di non sorbire uno spettacolo che non si gradisce.

Quello che si è bocciato in questo inizio stagione non è stato, quindi, il reality ma IL REALITY A TUTTI I COSTI che pur non soddisfando tutti i punti precedentemente analizzati ha invaso i palinsesti del tubo catodico nostrano nell’erronea convinzione (presto smentita dai dati auditel) di dover riscuotere, per il sol fatto d’essere un reality show, un immeritato successo.

Se così non fosse e ci si trovasse, dunque, di fronte ad una disaffezione nei confronti dell’intero genere dei reality show non si giustificherebbe il successo de La Pupa e il Secchione, andato ben oltre ogni più rosea aspettativa.

Volendo passare dal generale al particolare, lasciando da parte Wild West che, a dirla tutta non brilla in nessuno dei 3 “requisiti da reality”, mi piacerebbe soffermarmi su Reality Circus e cercare di capire le motivazioni alla base del calo d’ascolti de L’Isola dei Famosi Honduras.

Inutile negare che Reality Circus sia difficile, già di per sè, da “etichettare” come reality show : la puntata serale è condita da “semplici” esibizioni circensi che hanno per protagonisti degli pseudoVIP in cui la “realtà” (nel senso sopra spiegato) è assolutamente essente. In daytime la maggior parte dello spazio è dedicato alla preparazione atletica senza che le bramate quotidianità e intimità raggiungano il telespettatore. Già questo basterebbe a definire Reality Circus come VIPSHOW e NON come reality show.

Ma nemmeno questa definizione sembra calzare a pennello per il reality in questione.

Quelli che dovrebbero essere infatti dei reality show in cui ad essere protagonisti siano delle celebrità, si sono trasformati in veri e propri uffici di collocamento per sottospecie di artisti appena affacciatisi sul mondo dello spettacolo o l’ultima spiaggia per artisti in via d’estinzione.

Quest’anno, però, si è voluto proprio esagerare.

Si è passati a sponsorizzare e a regalare visibilità a personaggi del tutto sconosciuti e spacciati per vip.

Il pubblico è rimasto deluso da due trasmissioni (in particolare l’Isola) che, pur risultando interessanti, avrebbero dovuto vedere personaggi noti mettersi in discussione. Così non è stato e il telespettatore non è più disposto a farsi prendere in giro.

La conseguenza? 

In un caso si è bocciato in toto un reality di nuova creazione (Circus), nell’altro è stato punito un programma ormai storico qual è L’Isola dei Famosi.

Trovo a tal proposito interessanti, esemplificativi e divertenti due servizi realizzati da Matrix che hanno tradotto in video le parole (dure) di Nicoletti (critico televisivo e giurato a La Pupa e il Secchione) che hanno ad oggetto proprio quest’ultimo punto della discussione.

Probabilmente, proporVi il video, è la maniera migliore per concludere.

Buona Visione

[Clicca qui per il video]


29
settembre

LA SOAP OPERA DEI PALINSESTI IMPAZZITI

Non ho mai scritto un post che si limitasse a riportare pedissequamente gli scritti di qualche altro autore.

Avete presente, però, quando, leggendo un giornale, un blog o qualsiasi altra fonte di notizie condividi un articolo al punto tale da dire a Te stesso : “Ecco. Esattamente ciò che avrei scritto io“?

Aldo Grasso @ Davide Maggio .itUna sensazione grazie alla quale Ti sembra che ciò che stai leggendo sia la materializzazione dei Tuoi pensieri!

Bene! A me è capitato con l’articolo di Aldo Grasso (nella foto) che sto per riportarVi, pubblicato ieri sul Corriere della Sera.

Lungi da me il paragonare i semplici scritti di questo blog ad una penna elegante qual è quella del noto critico televisivo! Ci mancherebbe altro!

Parlo, fondamentalmente, dei contenuti, non della forma e non Vi nascondo che l’aver trovato, nell’articolo di Grasso, delle affinità di interpretazioni e di vedute con quanto ho scritto alcuni giorni fa e con ciò che penso su questa ”scostumata” questione, mi ha inorgoglito un po’! 

Oggetto di analisi è  l’ormai infinita “soap opera dei palinsesti impazziti”.

Buona Lettura 

Un sinistro scricchiolio sta allarmando i custodi del palazzo televisivo. Da dove proviene? Chi l’ha provocato? Lo scricchiolio è causato dalla follia dei palinsesti. Che ormai oscillano come trottole, mappe impazzite. Da tempo, sui giornali, l’inizio della prima serata di Canale 5 e Raiuno è segnalato alle 21. In realtà, non inizia mai prima delle 21.20.
Perché questo inganno? La seconda serata non esiste più, è slittata a mezzanotte. Gli show finiscono all’ una di notte, con buona pace di chi la mattina deve alzarsi. Un telefilm di successo come Dr. House viene brutalmente spostato causando la ribellione dei telespettatori; il programma di Bonolis va in prima serata, poi in seconda, poi viene collocato nella fascia preserale; Reality circus dal lunedì passa alla domenica, dalla domenica al mercoledì: una giostra. Le anomalie non finiscono qui, anzi paiono ben più profonde. Joe Petrosino vince ampiamente la serata di domenica 24 settembre con quasi sei milioni di spettatori, favorito dal clamoroso flop del reality di Canale 5 (3.104.000 spettatori, 16,38% di share, 5/6 punti sotto gli obiettivi della rete). Lunedì 25 Petrosino perde duecentomila spettatori e quasi il 5% di share, andando contro una logica sempre rispettata: ovvero che la seconda puntata di una fiction di successo va meglio della prima, per l’effetto valanga e per l’effetto persistenza, degli spettatori che hanno visto la prima. Ma qui entra in gioco la contro- programmazione de L’Onore e il rispetto, coi suoi 5.656.000 spettatori (22%), già accumulati nelle 4 puntate precedenti. Altri flop da palinsesto. Le quattro serate di Miss Italia, a dimostrazione di come ormai la manifestazione non sia più vissuta come evento. O l’inatteso insuccesso di Luca Barbareschi: Giorni da Leone 2, il seguito di una fiction in onda nel 2002. Allora fece il 20% di share, ma il seguito non funziona. La prima puntata (5 settembre) ha uno share di appena il 12,16 per cento, ridicolo per Raiuno. Tanto che si decide di sfilarla subito per sostituirla con una replica di Bartali.

Ma la situazione più clamorosa riguarda Paolo Bonolis. Fattore C, un format così collaudato e sperimentato da sembrare un plagio, floppa clamorosamente in prima serata: domenica 10 settembre supera il 23% di share ma la domenica successiva crolla al 17,61. Spostato nel preserale non fa di meglio, meno del 18% di share.

Programmi dislocati, orari oltraggiati, soppressioni improvvise, sforamenti abituali. Il palinsesto (dal greco palímpsèstos, «raschiato di nuovo», a significare l’originale programmazione trimestrale fatta di tanti fogli sovrapposti) è ormai inattendibile. Rispetto ai corrispettivi francesi (grille) e inglesi (schedule), il termine italiano sottolinea l’incessante lavoro di perfezionamento, ridefinizione, correzione cui è sottoposta la programmazione. Che può essere infatti continuamente rielaborata in rapporto agli obiettivi della rete (proprio come le antiche pergamene venivano continuamente corrette e riutilizzate). Ma la sensazione è che la nostra programmazione venga raschiata ogni giorno, senza sosta, da una mano insensata. Ciò che vediamo sul piccolo schermo corrisponde raramente a ciò che è riportato dalle guide ufficiali.

«Il palinsesto è matematica», sostiene Alba Parietti. Ha ragione. Ma il suo reality sa contare solo fino al 7 (di share). Gli esempi si sprecano, giusto per fornire una sismografia del terremoto in atto. Per Raiuno e Canale 5, come detto, il ritardo è cronico, e francamente anche un po’ ridicolo.

Non va molto meglio sulle altri reti, la litania dello sforamento si ripete. Il telefilm su Raidue e The Oc su Italia 1 iniziano con cinque minuti di ritardo, il film su Retequattro con quindici. Raitre è in orario, e anche La7 non sgarra. Però il programma di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni sfora volentieri. Nel maggio scorso ha ceduto la linea a Gad Lerner solo alle 21.43. Che non l’ha mollata prima delle 24.00. Per la disperazione di Piero Chiambretti, previsto con Markette alle 23.30. Siccome non è un caso isolato, il conduttore ha pensato di ribattezzare il suo programma Uno mattina Markette.
L’altra sera ha bevuto il calice amaro anche Bruno Vespa battuto da Enrico Mentana che aveva in studio Luciano Moggi (Moggi è la variabile impazzita del palinsesto: una volta era chiamato per rispetto adesso per alzare l’audience). Ma Vespa è stato costretto dal film di Raiuno a partire molto tardi. Da cosa dipende questa debolezza intrinseca della tv generalista, questa assurda partita a scacchi che denota mancanza di rispetto nei confronti dello spettatore? Alcuni impazzimenti sono dovuti alle logiche perverse dei palinsesti.

Il ritardo della prima serata è stato «inventato» da Striscia la notizia per fare il pieno d’ascolto. Da questo «male» ne discende un altro ancora più grosso. Per non avere concorrenza in quell’ ora topica, Mediaset è stata costretta a riportare Bonolis all’ovile, a peso d’oro. Ma Bonolis è tornato con tutto il clan di Lucio Presta (Paola Perego, Amadeus, Panicucci) imponendo alcuni programmi rivelatisi poi dei fallimenti (Amadeus è già sparito dal video).

Visto che parliamo di clan, la disarticolazione dei palinsesti dipende anche dal fatto che in troppi ci mettono le mani. Ormai personaggi come Lucio Presta, Bibi Ballandi, Lele Mora, Beppe Caschetto contano più dei direttori di rete. Non a caso a dirigere Raiuno c’è Fabrizio Del Noce, un giornalista che non si era mai occupato di programmazione. A dirigere Canale 5 ci sarà Massimo Donelli (tanti auguri!), la cui unica esperienza tv consiste nell’ aver diretto Sorrisi e canzoni (dove spesso si è lamentato dell’infedeltà dei palinsesti!). Qualcuno imputa la follia della programmazione alla crisi imprevista dei reality (difficoltà che coinvolge persino un campione d’ascolti come L’isola dei famosi) o all’esplosione del satellite, di Sky (è il caso di Lost, laserie di culto, che in onda il lunedì regala share record a Fox). Qualcun altro, più addentro, la spiega con la difficoltà delle reti ammiraglie (specie Canale 5) a raggiungere gli obbiettivi promessi agli investitori pubblicitari; di qui gli spostamenti, le protezioni, i traslochi, le cancellazioni apparentemente inspiegabili. Tutto questo mina due meccanismi su cui si fonda, o si dovrebbe fondare, il patto comunicativo della tv: l’abitudine e la fedeltà. Il pubblico è consuetudinario e affezionato ai programmi preferiti. Perché svilire così il palinsesto? Gli orari dei treni non sono sufficienti per garantire a un Paese una rete efficiente di trasporti, ma senza orario i treni non si muovono, e se si muovono creano solo caos.