Articoli per [quattro grazie]

20
dicembre

AMARCORD, Che Fine Hanno Fatto…GLI INTERPRETI DI FANTASILANDIA?

Fantasilandia

A questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l’altra è ottenerlo. Questo potrebbe essere il leitmotiv di una serie che proprio giocando sulla forza del desiderio e su atmosfere da sogno, ha fondato il proprio successo: Fantasilandia.

La serie andata in onda in America dal 1978 al 1984 (7 stagioni – 157 episodi) e in Italia a partire dal 1981 ha avuto subito grande successo proprio per la funzione di evasione pura, non priva di spunti di riflessione che sapeva proporre.

Un telefilm “meno buonista” di quanto si potesse immaginare dal momento che le insidie del desiderio che facevano da colonne portanti ad ogni puntata, costituivano di fatto la sua forza sadica e a tratti perversa.

Fantasilandia ha chiuso i battenti, dopo sette stagioni, a causa di un crollo degli ascolti causato fondamentalmente dall’abbandono di Herve Villechaize (Tatoo). L’attore aveva spesso comportamenti violenti soprattutto nei confronti delle colleghe e per di più pretendeva che il suo stipendio fosse pari  a quello di Montalban. Questi continui contrasti con la produzione lo hanno portato a linceziarsi e a decretare la fine della serie da lì a poco.

Vediamo ora che fine hanno fatto i protagonisti.   

RICARDO MONTALBAN – MISTER ROARKE

Ricardo Montalban




3
dicembre

CHI SCALERA’ LA PIRAMIDE?

Pyramid (game show) @ Davide Maggio .it

Ho ricevuto una buona analisi di Pyramid, il game show che esordirà questa sera alle 20 su Raidue. Ad inviarmela è stato un lettore che di quiz ha… esperienza diretta. Si tratta del discusso campione di Azzardo, Ruben aka Banino, che scrive ciò che leggerete tra poco…

Partirà lunedì 3 dicembre dalle 20 alle 20,30 Pyramid – chi si capisce è bravo, il nuovo game show che Raidue proporrà fuori dal periodo di garanzia pubblicitaria, dopo i non felici esperimenti stagionali delle sitcom “Piloti” e “7 Vite”.
Alla conduzione è attesa, secondo una formula ben rodata – comico + starlette in rampa di lancio - l’inedita coppia composta da Enrico Brignano e Debora Salvalaggio.

La rete diretta da Antonio Marano sembra credere nel successo del programma visto che, a partire dal 16 gennaio, è attualmente prevista anche una versione in prime time al mercoledì che si differenzia dal preserale per la presenza di vip che affiancheranno i concorrenti e per un montepremi da 100 mila euro a puntata.

Il format non è di certo freschissimo. Nasce, infatti, negli Stati Uniti nel 1973 grazie all’intuizione di Bob Stewart della CBS, emittente sulla quale raggiunge un immediato successo che regala al programma ben 9 Emmy Awards.

Oltre alla versione a Stelle e Strisce, molti italiani potrebbero ricordare quella andata in onda in Francia attraverso France 2 (ex Antenne-2) che fino a pochi anni fa, con il suo segnale, irradiava gran parte della nostra penisola.

La versione andata in onda Oltralpe (dal 9 settembre 1991 al 5 luglio 2003) si collocava in daytime (prima alle 11.45 e poi alle 12.15) trainando l’edizione giornaliera del telegiornale pubblico.

Nelle varie manche, le coppie di concorrenti più che sulla propria cultura personale dovranno far affidamento su una forte intesa col proprio partner : dovranno infatti farsi capire attraverso gesti e parole, per individuare le risposte. Ad animare il gioco una serie di colpi di scena e incidenti che potrebbero mettere a rischio la conquista del montepremi finale di 20 mila euro che, ogni sera, potrà aumentare grazie al jackpot.

Lo scopo del gioco è conquistare i 10 mattoni della piramide finale per portarsi a casa l’intero montepremi.

Il format è stato riadattato nella versione Italiana da Furio Angiolella (già autore di Fantastico e dello Zecchino d’Oro)

Nella versione francese il gioco era composto da quattro fasi di gioco.

Per scoprire le fasi del gioco e guardare un video dell’edizione americana in cui vengono vinti i 100.000$ :


10
novembre

VENTI DI STRISCIA : UNA QUESTIONE PRIVATA

Striscia la Notizia (20 anni) @ Davide Maggio .it

Antonio Ricci non vuole festeggiare. O quanto meno ha deciso di non farlo insieme agli affezionati telespettatori che negli anni hanno decretato il successo di Striscia La Notizia.

Se, infatti, ho approvato in toto la scelta del patron del telegiornale più irriverente della nostra tv di rinunciare (intelligentemente) agli speciali in prima serata di Striscia, mi sarei aspettato i dovuti festeggiamenti in quella che è stata annunciata come una puntata-evento ma che in realtà si è rivelata una normalissima puntata di Striscia la Notizia.

Sto ancora cercando di capire il senso (televisivamente parlando) di questo trasferimento dagli studi di Palazzo dei Cigni per approdare alla Triennale di Milano e, ancor di più, la necessità di un così massiccio “bombardamento mediatico” sui ”Vent’anni di Striscia”.

Sarebbe stato comprensibile se il tutto avesse portato almeno ad una “puntata straordinaria” in cui ripercorrere i momenti salienti di un’avventura durata quattro lustri ma così non è stato.

L’aver messo in piedi quella che sarà senz’altro una bellissima mostra ha fatto assumere a un evento eccezionale le sembianze di una cerimonia privata, di una grande cerimonia privata, alla quale è stato consentito l’ingresso delle telecamere soltanto per mostrare al comune telespettatore i preparativi di un grande evento riservato a pochi.

Tutto questo in una puntata qualunque, quella di ieri venerdi 9 novembre.  

Ritengo che la condivisione col pubblico di una celebrazione come quella dei 20 anni del programma televisivo più seguito degli ultimi tempi non possa essere una scelta ma piuttosto un dovere nei confronti degli oltre 7 milioni di persone che ogni sera si sintonizzano alle 20.30 su Canale5. 

Ma evidentemente c’è chi la pensa diversamente da me. E allora facciamo anche noi i nostri festeggiamenti privati… con i primi minuti della primissima puntata di Striscia la Notizia.

Era il 7 novembre del 1988

[Grazie a Dario89 per il video]





4
novembre

LOST : TUTTI I SEGRETI (1^ PARTE)

Lost @ Davide Maggio .it

Quando un telefilm diventa un cult e più precisamente un fenomeno di costume di dimensioni a dir poco apocalittiche, cercare di svisceralo in ogni sua parte può rivelarsi un’impresa titanica. Se tutto questo risponde al nome di Lost, la questione si complica ulteriormente. Perchè Lost è molto più di una serie televisiva o di un semplice successo, Lost è una filosofia, una mania ed in una certa misura anche una “droga”.

Ed è da questo presupposto, assai impegnativo, che parte la prima di quattro parti del post evento dedicato ad una delle serie più discusse degli ultimi vent’anni. Preparatevi: state per atterrare sull’Isola, scoprendone tutti i segreti, o quasi.

Se n’è occupato Riccardo Ferri, uno dei DM Serial Killers.

Quando ogni cosa sembra persa e la vita non potrebbe dare peggiori aspettative, quando ogni cosa può solo essere migliore e niente potrebbe spaventarvi o mettervi in difficoltà; solo quando niente potrebbe più essere considerato negativo, quando la vita è salva per miracolo, neanche in quel momento nessuno desidererebbe schiantarsi con un aereo su un’isola deserta che poi tanto deserta non è, specialmente se l’isola in questione è quella di Lost!


25
ottobre

AMARCORD, Che Fine Hanno Fatto…GLI INTERPRETI DE…L’ALBERO DELLE MELE?

Albero delle Mele

Negli anni 80 la televisione americana, aveva l’ossessione di moralizzare e sensibilizzare il pubblico divertendo.  E così una dopo l’altra nascevano sit-com in grado di soddisfare queste due esigenze tanto diverse tra loro. Prodotti come I Robinson, I Jefferson e Arnold cercavano così di strappare risate ai telespettatori lanciando messaggi importanti e riguardanti quasi sempre il valore della famiglia, l’aborto, il divorzio e più in generale argomenti di grande interesse sociale.

E proprio grazie al grande successo di Arnold nel 1979 è nato uno spin-off destinato a diventare uno dei telefilm più amati e longevi della televisione americana: L’albero delle Mele. Come è noto infatti le storie dell’Eastland School, il collegio newyorkese dove era ambientata la sit-com, hanno preso vita grazie all’assunzione di Enda Garrett, fino a quel momento governante di casa Drummond.

La sit-com  che ha avuto fin da subito un successo inaspettato e travolgente, è andata in onda in America dal 1979 al 1988 (8 stagioni – 209 episodi) e in Italia a partire dal 1983, con un titolo ben lontano dall’originale che tentava in qualche maniera, di sfruttare il successo del film Il tempo delle mele.

Vediamo ora che fine hanno fatto alcuni dei protagonisti della sit-com.

CHARLOTTE RAE – EDNA GARRETT

Charlotte Rae

Al personaggio interpretato da quest’attrice e cantante molto popolare in America, è ispirata l’intera serie. Grazie al successo personale ottenuto nella sit-com Arnold i produttori hanno deciso di impiegare il personaggio di Edna Garrett nell’Albero delle Mele. L’attrice ha così lasciato Arnold, per diventare star assoluta della sit-com. Quest’interpretazione le è valsa anche un Emmy come Miglior Attrice Protagonista. E non solo. Charlotte ha vinto anche numerosi premi per la sua attività di cantante, iniziata già negli anni 50. Grandi riconoscimenti anche per la sua carriera teatrale e di interprete di musical. L’attrice nonostante il continuo impegno televisivo non ha mai abbandonato del tutto il teatro. In tv ha preso parte anche ad altre serie televisive come Good Times e Love Boat. Recentemente è comparsa in due serie televisive ma le sue apparizioni si sono fatte sempre più sporadiche a causa dell’avanzare dell’età. Oggi ha 81 anni.





18
ottobre

AMARCORD, Che Fine Hanno Fatto…GLI INTERPRETI DI NONNO FELICE?

Nonno Felice @ Davide Maggio .it

Negli anni 90, a differenza di quanto avviene in questo periodo, la televisione commerciale sapeva ancora proporre prodotti dal forte carattere sperimentale che si rifacessero in qualche maniera alla grande tradizione americana. E così anche in seguito al successo di sit-com come I Cinque del Quinto Piano e Casa Vianello, Canale 5 in collaborazione con Aran S.r.l. (oggi semplicemente Endemol Italia) ha dato il via ad una serie destinata a conquistare grandi e piccini per la sua semplicità: Nonno Felice.

La sit-com, andata in onda dal 1992 al 1994, ha avuto un grandissimo successo, dovuto alla carismatica interpretazione di Gino Bramieri che per la prima volta si misurava con un genere per lui del tutto nuovo.

Nel 1995 trovandosi nella necessità di apporre qualche cambiamento alla story line, gli autori hanno dato vita allo spin-off Norma e Felice che ha portato all’ingresso di Franca Valeri in qualità di coprotagonista. Di questa serie che ha avuto lo stesso successo della precedente, era prevista una seconda stagione, mai realizzata a causa della morte di Gino Bramieri.

Vediamo ora che fine hanno fatto i protagonisti.

GINO BRAMIERI – FELICE MALINVERNI

Gino Bramieri

Desideroso di lavorare in teatro, pur di stare a contatto con quell’ambiente accetta un lavoro come tecnico. Il debutto vero e proprio avviene nel 1943. Da lì in poi Gino collabora con i più grandi artisti del periodo: Macario, Tognazzi, Govi, Totò, Walter Chiari e Wanda Osiris. Grazie a queste sue fortunate performance fa la conoscenza di Garinei e Giovannini che lo portano al successo definitivo. Per lui inizia così una stagione ricca di successi televisivi, radiofonici e cinematografici. Tra i suoi lavori di maggior successo: Votate per Venere, rivista con Macario; Carosello; Davanti a lui TreNava tutta Roma; Controcorrente, con Walter Chiari; La granduchessa e i camerieri di Garinei e Giovannini, con Wanda Osiris, Mario Riva e Riccardo Billi; L’amico del Giaguaro, con Raffaele Pisu e Marisa del Frate. Non contento decide di partecipare al Festival di Sanremo con la canzone Lui andava a cavallo. Seguono Batto Quattro, programma radiofonico durato ben 11 anni, Felicita Colombo, commedia musicale con Franca Valeri e Don Lurio, Angeli in bandiera di Garinei e Giovannini con Milva, Milleluci, spettacolo televisivo condotto da Mina e Raffaella Carrà, Felicibumta, il G.B. Show, sette edizioni per Rai Uno, il musical Pardon, Monsieur Molière, Una zingara mi ha detto e naturalmente Nonno Felice nonchè lo spin-off Norma e Felice. Poco prima di spegnersi ha portato in scena la piece Riuscire a farvi ridere. Si è spento nel 1996, pochi giorni prima del suo settantottesimo compleanno.

Scopri che fine hanno fatto Franco Oppini, Paola Onofri ma soprattutto le gemelle Eva e Morena con foto e video mai visti :


11
ottobre

LE INTERVISTE DI DM : LORENZO PATANE’

Lorenzo Patanè @ Davide Maggio .it

Siamo andati virtualmente sul set di Tempesta d’Amore a Monaco di Baviera per fare qualche domanda al nuovo protagonista della soap tedesca che sta riscuotendo un notevole successo anche nel nostro paese.

Nato a Catania, da anni vive e lavora in Germania dove ha portato con sè tutta la sua italianità.

Felice della sua popolarità acquisita nel suo paese, Lorenzo Patanè ha fatto quattro chiacchiere con DM e ha scelto di prender parte alla TVina Commedia.

Eccolo tutto per Voi in attesa di una sorpresa che ha promesso ai lettori di questo blog nei prossimi giorni.

  • Caro Lorenzo, iniziamo con una domanda a bruciapelo. Cosa ci fa e soprattutto cosa fa in Germania Lorenzo Patanè?

Sono italianissimo ma scelte lavorative dei miei genitori mi hanno portato in Germania, paese in cui lavoro, vivo e cerco di mangiare bene.

  • Proprio a proposito di mangiar bene, sembra che il cibo sia una vera e propria passione.

Si, ritengo la cucina siciliana la migliore del mondo e questa passione ha portato me e mia mamma ad aprire un negozietto di prelibatezze culinarie a Stoccarda in cui vanno letteralmente a ruba i prodotti biologici di Marco Columbro.

  • Nonostante la lontananza, in Italia sei diventato in pochissimo tempo un vero divo grazie a Tempesta d’Amore . Ti saresti aspettato mai un riscontro del genere nel tuo paese?

Mai. Sono molto concentrato nel mio lavoro e molto spesso non mi rendo conto di ciò che accade intorno e della popolarità a cui può portare l’essere il protagonista di un soap opera così amata.

  • In Italia si sta aprendo la storia che ti incoronerà protagonista maschile di Tempesta D’Amore. Come è stato lavorare senza Gregory B. Waldis e Henriette Richter-Röhl (Alexander e Laura Saalfeld) con i quali sei molto amico? Ed è stato difficile raccoglierne il testimone?

Fortunatamente no. Il team e tutto l’ambiente lavorativo sono favolosi e mi hanno aiutato a superare ogni difficoltà.

  • Inutile negare che parte del tuo successo sia dovuto all’aspetto. Piaci molto alle donne ma sei anche un’icona gay. Come vivi quest’ultimo aspetto della tua popolarità?

Come io adoro guardare la gente che mi circonda e mi piace leggere biografie di personaggi che ritengo interessanti, mi fa piacere che la gente sia interessata a me e, perchè no, anche al mio aspetto. Vi assicuro però che se mi vedessero dopo una serata sballata o dopo 13 ore di lavoro magari cambierebbero idea, ne sono sicuro.

  • Nonostante tu viva da molto tempo in Germania non hai perso abitudini tutte italiane. Cos’è rimasto in te dell’Italia e che cosa invece ti ha regalato la Germania?

Di sicuro la gioia di vivere, l’umiltà e la passione per le cose semplici sono qualità tipiche italiane ma la disciplina, la serietà e il sapersi sacrificare per il lavoro sono doti tedesche. Quando ho iniziato a lavorare in Germania mi sono in un certo senso autodisciplinato soprattutto in relazione alla puntualità. Non voglio più sentire certe cose sul conto degli italiani.

  • Prima di entrare nel cast di Tempesta D’amore, hai sostenuto il provino per ottenere la parte di Dino nella soap Rai Sottocasa (ispirata al soap tedesca Marienhof). Visto e considerato lo scarso successo che ha avuto la soap sei contento che sia andata così?

Contentissimo

  • A proposito di progetti italiani, si vociferava di una tua partecipazione a Vivere. Purtroppo la soap è stata chiusa nei giorni scorsi. Possiamo svelare se si trattava di una bufala oppure la tua partecipazione era probabile?

Il tutto è iniziato per scherzo. Poi sembrava che qualcosa potesse realmente concretizzarsi ma è andata a finire così.

  • Altri progetti futuri nel belpaese?

Sarò in Italia dopo la fine delle registrazioni di Tempesta d’Amore e mi aspettano un paio di provini nel nostro paese.

  • In Italia tutti ti acclamano e hai addirittura un fans club a te dedicato. Secondo te a che cosa è dovuto il tuo successo presso il nostro pubblico?

Prendo sul serio il mio lavoro e cerco di trasmettere i valori di una persona difficile e divertente ma allo stesso tempo sempre sincera. Magari sono anche bravo ma la verità è che con il ruolo che interpreto tutti avrebbero potuto fare una buona figura.
E’ come una squadra di fuoriclasse. Se la sai mettere in campo e motivarla, ti saprà dare un sacco di soddisfazioni.

  • Ti sei mai innamorato sul set?

Succede spesso. Le donne con cui lavoro, per il ruolo che devono interpretare, sono “donne dei desideri”. Molto carine, sempre ben truccate e curatissime. Alla fine trascorri più tempo con loro che con la tua donna. Quando torni a casa, però, ti lavi la faccia e ti rendi conto che era una specie di innamoramento surreale dovuto alla confusione tra fiction e realtà. Un’eventuale storia d’amore con una mia partner sul lavoro sarebbe difficile per il lavoro stesso.

  • E la tua vita sentimentale come va? Le tua fans fremono…

Sono single da 5/6 mesi. Il momento più brutto, però, fortunatamente è passato.

  • Rivela il nome di un attore/attrice italiano che stimi profondamente ed uno/una che proprio non sopporti.

In realtà non riesco a rispondere alla seconda parte della domanda perché vivendo in Germania non riesco ad avere una conoscenza così ampia del settore relativamente all’Italia. Posso dirti che mi piace tantissimo Roberto Benigni e che adoro Vincenzo Salemme.
La commedia è infatti la mia passione. Anzi… VINCENZO CHIAMAMI PERCHE’ GLI INCASSI SARANNO INCREDIBILI!

  • Per concludere, Lorenzo Patanè vuole tornare a vivere e lavorare in Italia?

Certo. Lavorativamente non ho problemi a spostarmi. Ritengo di appartenere ad un’Europa unita e i confini non sono un problema. Ma il desiderio di una bella casetta in Sicilia con arancini e cannoli a volontà è forte. Le radici non le puoi mai dimenticare.


23
luglio

LE INTERVISTE DI DM : STEFANO JURGENS

Stefano Jurgens @ Davide Maggio .it

Nato a Roma 54 anni fa, ha da poco tagliato il ragguardevole traguardo dei 30 anni di onorata carriera. Originale ideatore e brillante autore di alcuni tra i più famosi programmi del panorama catodico nostrano, ha iniziato la sua “avventura televisiva” nel 1977 quando Corrado lo volle nella sua rosa di autori. Una carriera che è passata per Il Pranzo è ServitoLa Corrida, Tira & Molla, Ciao Darwin e l’Eredità solo per citarne alcuni. Attualmente impegnato con la nuova edizione di Buona Domenica, avremo modo di vederlo all’opera dal prossimo settembre nel contenitore domenicale di Paola Perego.

Tutto questo e molto altro è Stefano Jurgens che ha accettato il mio invito a prender parte alla TVina Commedia.

Buona Lettura


1. Ad aprire le porte della televisione a Stefano Jurgens è stato l’indimenticabile Corrado nel 1977. Quanto ha influito nella Tua carriera l’aver avuto alle spalle uno dei pilastri del piccolo schermo italiano?

Naturalmente aver avuto il privilegio di avere lavorato con Corrado per più di vent’anni, vivendogli accanto quasi come un parente, mi ha dato modo di carpire tutti i segreti del Corrado conduttore e autore.

2. A distanza di 30 anni, nella Tua biografia si possono contare 6 format da te ideati e firmati e 39 di cui ne sei stato l’autore. C’è tra questi 45 programmi uno al quale sei particolarmente legato?

Direi che sono due:  il primo è  Il Pranzo è servito  e il secondo è Tira e Molla,  sempre scritto con Corrado per Paolo Bonolis

3. Ti piacerebbe riportarlo in video?

Certo mi piacerebbe qualora  si trovassero i personaggi giusti , per questi due Format che hanno veramente fatto la storia della Tv italiana

4. Pensi quindi che programmi del passato possano essere ancora attuali e trovare larghi consensi tra il pubblico italiano?

Penso di si , naturalmente con un giusto Restyling, d’altro canto tutti i programmi acquistati all’estero e trasmessi ora dalla nostra Televisione, non sono certo nuovi, perché nel paese di origine sono sulla breccia  già da molti anni

5. La presenza di migliaia di fan agguerritissimi che chiedono a gran voce il ritorno di questi programmi cult è dunque sintomo della voglia di tornare alla tv genuina d’un tempo oppure è dovuta all’assenza di nuove idee nella televisione d’oggi?

Premesso che oggi non mancano le idee, ma mancano spazi per  sperimentare , credo che ci sia la voglia di rivedere programmi che hanno accompagnato la vita degli spettatori.

6. Proprio nelle ultime settimane si è parlato di un probabile ritorno de La Ruota della Fortuna e de Il Pranzo è Servito. Mentre nel primo caso l’acquisto da parte di Endemol dei diritti per l’Italia testimonia una precisa volontà in tal senso, nel secondo sembra che se ne parli per il sol gusto di fare del sensazionalismo forse eccessivo, forti del sostegno dei numerosi fans di cui abbiamo parlato prima.  Visto che di uno dei due programmi ne sei stato l’ideatore, hai voglia di chiarirci come stanno le cose?