Sport in TV


9
dicembre

COLPACCIO SKY: CHAMPIONS LEAGUE IN ESCLUSIVA (ANCHE SUL DIGITALE TERRESTRE) FINO AL 2015. MEDIASET PREMIUM, ESCLUSA, PREPARA IL RICORSO.

Uefa Champions League

Naturalmente uno spot del genere non andrà mai in onda perchè toccherebbe vette di puro masochismo ma immaginate la faccia dell’ “uomo Mediaset Premium” (si, stiamo parlando di quello del famoso spot comparativo) che – dopo aver dileggiato “l’uomo pay tv satellitare” per l’assenza sulla piattaforma alla quale è abbonato di Europa League, Mondiale per club e persino del Grande Fratello – riceve dal “dirimpettaio” la notizia del giorno: Sky ha acquistato in esclusiva per 100 milioni di euro annui i diritti televisivi di tutti i match di Champions League per il triennio 2012-2015.

La parola più importante è proprio “esclusiva“: un termine che comprende anche (ed è questo il corollario clamoroso della notizia) i diritti per la trasmissione delle gare in digitale terrestre, con conseguente esclusione di Mediaset Premium dal novero dei soggetti legittimati a mandare in onda la competizione calcistica per club più importante.  E a questo punto la palla passa ai responsabili delle strategie di marketing di Sky, ai quali si palesa una duplice possibilità.

Infatti, da un lato, la pay tv satellitare potrebbe sub-cedere (probabilmente a caro prezzo) al concorrente i diritti delle gare di Champions League per la trasmissione in digitale terrestre, considerando anche il fatto che il team di Murdoch non può trasmettere sulle frequenze digitali fino al 2013 per una decisione dell’Unione Europea datata 2003 correlata alla situazione di monopolio che si era creata (e che perdura tuttora) sul mercato del satellite. In alternativa, Sky potrebbe (come ha già fatto in occasione dei Mondiali di Sud Africa 2010) decidere di trattenere la totalità dell’offerta, con la conseguenza che qualsiasi italiano che abbia voglia di vedere un incontro di Champions dovrà sottoscrivere un abbonamento e munirsi di parabola e decoder.




27
novembre

CHAMPIONS LEAGUE: LA RAI POTREBBE PRESENTARE UN’ OFFERTA (AL RIBASSO) PER I DIRITTI IN CHIARO. UNO SPIRAGLIO CONTRO L’EGEMONIA DELLE PAY TV?

L'ambita Uefa Champions League

Non raggiungerà più gli stratosferici ascolti di qualche anno fa (almeno nelle partite della fase a gironi) ma anche quest’anno i match della UEFA Champions League hanno permesso alla Rai di avere la meglio sulla concorrenza  nella serate del mercoledì. Il merito è anche di un intelligente programmazione, pensata per dirottare i calciofili su Rai2 e catalizzare sull’ammiraglia – dove impazzava il baby talent della Clerici – bambini, anziani e pubblico femminile. Così anche una partita importante ma non di cartello come Inter-Twente del 24 novembre ha ottenuto un ragguardevole 16,35% con quasi 5 milioni di spettatori a vedere le fatiche della squadra di Benitez.

Si è parlato in queste settimane dell’intenzione del Cda della Rai di rinunciare alla presentazione di un’offerta per l’acquisizione dei diritti televisivi in chiaro per il triennio 2012-2014. Per il periodo che si concluderà con l’edizione della Champions 2010/2011, i diritti free sono costati a Viale Mazzini 27,5 milioni di euro annui, ben ripagati anche dal fatto che nella scorsa stagione la finale tra Inter e Bayern Monaco ha raccolto davanti a Rai1 ben 11.509.000 spettatori. La notizia di queste ultime ore è il ripensamento dei vertici della tv pubblica che sembrano aver deciso di partecipare all’asta (da presentare entro martedì 30 novembre) offrendo una cifra più bassa rispetto a quella sborsata finora.

E non è detto che Viale Mazzini non ottenga i diritti risparmiando qualche milioncino: l’ Uefa, che vorrebbe mantenere lo “status quo”, spinge per la conferma della soluzione attuale (italiana, ma adottata anche in Inghilterra, Francia, Germania e Spagna) con 2/3 dei match riguardanti le squadre “indigene” a pagamento e 1/3 in chiaro. D’altronde, la messa in onda di una partita free contribuisce a dare visibilità agli sponsor del torneo e una connotazione non elitaria al prodotto ma le leggi di settore statuiscono che soltanto la finale – e le semifinali qualora dovessero vedere impegnata una squadra italiana – possano essere viste anche da chi non possiede un decoder satellitare o digitale terrestre.


21
ottobre

IL GIURI’ DEFINISCE ILLECITA LA PUBBLICITA’ COMPARATIVA MEDIASET PREMIUM, PROMOSSA INVECE LA TALPA DI SKY.

Fiorello, Talpa ugo

E’ un Giurì che si avventura nel campo della critica pubblicitaria quello che oggi ha diffuso le motivazioni della pronuncia con la quale è stata definita la querelle tra Sky e Mediaset Premium in relazione alle pubblicità comparative con le quali le due pay tv si sono date battaglia in queste settimane.

Dov’eravamo rimasti? Nella sentenza del 13 ottobre l’organo chiamato a decidere sulla questione aveva definito lo spot Mediaset in contrasto con l’articolo 15 del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale. Nella motivazione resa pubblica in data odierna, il Giurì ha spiegato la propria decisione motivando che “le offerte non sono omogenee in quanto l’offerta di Sky, quella disponibile a 29 euro al mese, è assai più ricca e varia della parallela offerta della parallela offerta di Premium”. E questo non autorizza la pay tv di Cologno “a fornire al consumatore notizie fuorvianti come indiscutibilmente se si pongono in comparazione prodotti o servizi fra loro disomogenei“. Il giudice per questo motivo ha disposto l’immediata sospensione dello spot in questione. Da registrare che Premium è già corsa ai ripari dal momento che è in onda, proprio in questi giorni, lo spot in cui le zebre “possono solo sognare” la Juventus in Europa League se non sono abbonate al Digitale Terrestre.

Sul fronte opposto, è stata riconosciuta la legittimità dell’utilizzo della talpa Ugo. Proprio in relazione agli spot che vedono protagonista l’animale insieme a Fiorello, il Giurì si traveste da critico pubblicitario definendo questa tipologia di spot “un’intelligente idea creativa volta ad esaltare la ricchezza dell’offerta Sky” che la pay tv può mettere in pratica “avvalendosi di una tecnica pubblicitaria così fine e brillante“.





29
settembre

90° MINUTO COMPIE QUARANT’ANNI. E SI VEDONO TUTTI.

90° minuto Paolo Valenti

C’è un po’ di tristezza a vederlo ridotto così: su una rete cadetta e non sull’ammiraglia, i servizi (i “riflessi filmati di una volta”) con i gol in prima visione di sole sei partite anziché nove, gli inviati così seriosi e impostati in luogo di quelli ruspanti e genuini che spopolavano negli anni ottanta, gli 8-9 milioni di spettatori dei bei tempi ridotti ai 2-2,5 milioni di oggi.

90° minuto ha compito 40 anni, prima puntata il 27 settembre 1970, e li dimostra tutti. E’ cambiata la televisione, è cambiato il calcio, è cambiato anche il modo di raccontare il gioco più bello del mondo. Si rischia di essere retorici ma la nostalgia per quello che era l’appuntamento domenicale più atteso dagli italiani è davvero tanta.

Spartiacque tra la prima e la seconda parte di “Domenica In” (ed oggi tristemente incastonato tra il “Tg2 Meteo” e “Numero uno”), era spasmodica l’ attesa per i racconti degli inviati dai campi e la mente non può non tornare al campano Luigi Necco sempre circondato da bambini, a Tonino Carino da Ascoli e la sua difficoltà a scandire cognomi di calciatori stranieri spesso impronunciabili, a Franco Strippoli ed i suoi capelli col riporto e tanti altri.

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17
settembre

SKY SPORT24, UN CANALE CHE FA LA DIFFERENZA.

Sky Sport24

Gene Gnocchi ironizzava su conduttori e spettatori di Sky Sport24 chiedendosi “Ma come fanno i primi a ripetere (e i secondi a guardare) sempre le stesse cose? Ma non vi scocciate?” e lanciando improbabili “Telethon” per sostenere i conduttori del tg sportivo all news “costretti a non avere una vita privata, dal momento che vivono perennemente in redazione“.

Sky Sport24, canale 200 della piattaforma di Murdoch, è uno dei canali più seguiti dell’intero bouquet: oltre un milione e mezzo di contatti unici giornalieri che diventano due milioni nei weekend calcistici. La forza del canale, oltre alla possibilità di disporre e trasmettere la quasi interezza degli highlights dei principali campionati e delle competizioni calcistiche, sta nel fatto di avere una redazione composta da giornalisti giovani e preparati. Una menzione va fatta per gli stakanovisti Fabio Tavelli, Leo Di Bello, Sandro Sabatini, Eleonora Cottarelli, Cristiana Buonamano e Sara Benci , i più presenti in video.

Alla conduzione c’è sempre una coppia uomo – donna che sembra divertirsi nel dare le notizie e risulta quasi sempre interessata agli argomenti trattati nonostante la diretta no-stop della quale sono protagonisti: la coppia di conduttori della prima edizione del tg (alle 6 di mattina) va avanti infatti ininterrottamente fino alle 13, per poi cedere il testimone ad una seconda coppia che condurrà fino alle 19. A quell’ora subentra poi l’ultimo duo che conclude la giornata, con l’ultima edizione in diretta (poi iniziano le repliche fino alle 6) che termina all’una della notte.

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12
settembre

TUTTI IN CAMPO, BUON ESORDIO PER BONAN SU SKY SPORT 1

Alessandro Bonan, conduttore di Tutti in Campo

Dopo l’antipasto fineagostano, in un’anomala giornata con le partite alle 20.45, da oggi il campionato (e con esso le trasmissioni sportive che lo accompagnano) è entrato “a pieno regime”. Come vi già avevamo annunciato Sky Sport ha cambiato il proprio palinsesto, affidando ad Ilaria D’Amico i commenti post partita dei match pomeridiani ed il prime time.

Il posto di Ilaria e del suo Sky Calcio Show, nel prestigioso slot delle 15, è stato preso dal nuovo di zecca Tutti in campo (su Sky Sport 1), in onda fino alle 17. Il padrone di casa è Alessandro Bonan affiancato dal compagno di avventure Fayna, (i due erano insieme anche in “Speciale Calciomercato”) che mostra i video più divertenti di youtube sul mondo del calcio.

C’era tanta curiosità: non era chiaro, infatti, quale impronta avrebbe avuto la trasmissione. Sarebbe stato dato maggior risalto alla parte tecnico-sportiva oppure avrebbe prevalso una formula più leggera (come nelle altre trasmissioni di Bonan) con collegamenti dai campi, comici e cazzeggio alla Quelli che?


11
settembre

QUELLI CHE IL CALCIO: DECIMA EDIZIONE AL VIA. ECCO LE NOVITA’ E LE CONFERME DELLO SHOW DI SIMONA VENTURA

Simona Ventura, presentazione Quelli che il Calcio 2010

E’ stata una Simona Ventura con un nuovo look anni 40 quella che ieri ha presentato la nuova edizione di Quelli che il calcio e, al via domenica prossima, stessa rete, stessa ora.

Il direttore di rete Massimo Liofredi ricordando anche i vecchi tempi, in cui era capostruttura della Domenica In “frammentata” di Raiuno, ha definito l’appuntamento calcistico (e non) la Mega Domenica In di Raidue. La conduttrice, dal canto suo, ha sottolineato ancora una volta come il programma vada ormai ben oltre il calcio, strizzando l’occhio al varietà e rivolgendosi a un pubblico trasversale. Non a caso andrà in onda tutte le domeniche, anche quelle in cui il campionato non è previsto, per fidelizzare il pubblico, mentre non ci sarà nessuna edizione straordinaria il mercoledì sera anche perchè il programma inizierebbe alle 21 per colpa del Santo tg2 come lo ha definito scherzosamente.

Tornano Massimo Caputi, al suo settimo anno, e Stefano Bettarini che si è dichiarato contento per aver vinto gli scetticismi di chi non vedeva di buon occhio il suo coinvolgimento l’anno scorso nel programma. Tante le new entry e le novità : entra nel cast, e sarà uno dei migliori acquisti indubbiamente, Virginia Raffaele direttamente da Victor Victoria; Francesca Macrì sarà invece al timone di un nuovo tg che fa il verso a Studio Aperto: Tg Stadio Aperto 1; direttamente dall’ultima edizione dell’Isola dei Famosi, poi, Daniele Battaglia si occuperà invece di animare le tifoserie. Ogni puntata infatti gli occhi saranno puntati su un incontro calcistico che verrà, per l’appunto, seguito da 2 gruppi popolari perchè l’idea è quella  di puntare sul folklore e sulle storie della gente comune. Confermato anche l’appuntamento con il Bar dello Sport. Non mancheranno le imitazioni come quella inevitabile di David Pratelli, che riproporrà Ibra, al suo rientro in Italia. 

“Idee low cost, che comunque arricchiranno la trasmissione, uno sforzo che la Rai ci ha chiesto in un momento di austerity, sfruttando risorse dell’azienda che vengono utilizzate poco”, ha sottolineato la Ventura. 


1
settembre

SKY SPORT E LE NUOVE DISCUTIBILI ESCLUSIVE: TANTO RUMORE PER NULLA!

Gabi Mudingayi, Spogliatorio Bologna

Una raggiante (e bellissima) Ilaria D’Amico annunciava negli spot che precedevano l’inizio del campionato “Solo su Sky, la Serie A è all access”. D’altronde, le novità presentate sembravano davvero succulente: oltre ad un maggior numero di telecamere, Sky Sport poteva fregiarsi di due servizi esclusivi: l’intervista ad un calciatore durante l’intervallo della partita e, sopratutto, le riprese negli spogliatoi prima dell’inizio della gara. L’attesa era dunque tutta per vedere se e come il team di Murdoch fosse in grado di valorizzare queste esclusive.

A dire la verità c’è tanto da migliorare: se infatti non si può chiedere ad un calciatore, appena terminato il primo tempo di una partita, di lasciarsi andare a dichiarazioni ad effetto (nessun calciatore lo è mai, figurarsi in questa circostanza) fa un po di tenerezza vedere il buon Angelo Mangiante sentirsi rispondere a caldo da De Rossi “Il Cesena è una bella squadra. Il mio tiro? Peccato era un po centrale”. Non esattamente lo scoop della vita!

La delusione aumenta ancora quando si vede come  il secondo “pezzo forte” del menù targato Sky: le telecamere negli spogliatoi. Qualcuno aveva parlato di “irruzione in sacrestia”, qualcun’altro di “Grande Fratello nel calcio”: ebbene, dov’è lo scoop, dov’è che viene appagata la curiosità dell’abbonato quando si vede palesemente che i giocatori si ammutoliscono quando si accorgono di essere ripresi?