Soap Opera


20
gennaio

MAURIZIO AIELLO RITROVA UN POSTO AL SOLE

Maurizio Aiello

Se per i Sentieri di Rete4 si prevede una brusca interruzione e di Agrodolce, tra scandali vari e budget milionari buttati al vento, si sono perse le tracce, fa eccezione nel nero panorama delle soap l’inossidabile Un posto al sole. La produzione di Rai3, dal titolo profetico e di buon auspicio (nomen omen?), continua con successo un percorso lungo 16 anni e più di 3.400 puntate, nelle quali non sono mai mancate sorprese e colpi di scena.

Nelle prossime settimane, tante novità attendono i numerosi fans della storica soap partenopea, prodotta da Rai Fiction e FremantleMedia. Dal 3 febbraio ritornerà nel cast Maurizio Aiello, ovvero il celebre Conte Alberto Palladini. Il controverso uomo d’affari tornerà per sconvolgere la vita di suo figlio Gianluca (Flavio Gismondi) con cui ha un rapporto piuttosto conflittuale, e si ritroverà a fare i conti con la giustizia, a causa delle sue tante malefatte legate allo scarico di rifiuti tossici.

Per Aiello, volto storico delle prime stagioni, non si tratta del primo ritorno nel cast della soap. Già lo scorso anno il suo personaggio tornò per qualche mese ad animare le già movimentate vite degli abitanti di Palazzo Palladini. Il ritorno dell’attore sul set non sarà però l’unico: direttamente dallo spin-off Un posto al sole d’estate del 2009, approderà nella serie madre, nei riconfermati panni dell’avvocato Margherita Giorgi, anche Stefania Barca. Il suo personaggio, sconosciuto ai tanti spettatori che preferirono non seguire la versione estiva di Upas, tornerà in quel di Napoli, nelle vesti di consulente legale del centro di ascolto di Giulia (Marina Tagliaferri).




20
gennaio

CENTOVETRINE CONTINUA PER ALMENO UN ANNO. RITA DALLA CHIESA COMUNICA LA NOTIZIA A FORUM

Centovetrine

Non fosse il “rosa” il tipico colore delle soap opera potremmo tranquillamente affermare che ci troviamo dinnanzi a un “giallo”. I rumors su Centovetrine si susseguono a velocità sostenutissime. Chiude, non chiude, esperimento in prima serata, interessamento personale di Piersilvio… ogni giorno c’è qualche novità sulla questione.

Le ultime notizie che provengono dal quotidiano La Stampa, secondo il quale mesi e mesi di trattative avrebbero portato a una soluzione positiva, sono state confermate pochi minuti fa da un’ANSA secondo la quale la contrattazione tra Mediaset e Mediavere, società produttrice di Centovetrine, ha portato a un accordo che prevede la continuazione della soap per almeno un anno. Salvi i telespettatori, felici anche le maestranze che continueranno a lavorare alla realizzazione del prodotto: ai tagli nei costi di produzione non corrisponde alcuna riduzione dei 150 posti di lavoro previsti.

A dare la notizia in diretta ai diretti interessati Rita Dalla Chiesa, grande appassionata di Centovetrine, che nella puntata odierna di Forum aveva in studio ospiti come gli attori Pietro Genuardi e Michele D’Anca ai quali ha comunicato che:

L’azienda riconosce a Centovetrine un ruolo assolutamente primario nei nostri palinsesti e vi dico questo perché mi è stato detto di farlo, non perché sono impazzita. Centovetrine non si tocca, andate avanti!

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17
gennaio

CENTOVETRINE IN PRIMA SERATA SOLO IL 22 GENNAIO

CentoVetrine

Tre serate e 21 episodi rimontati per decidere il destino di Centovetrine? No, Mediaset ci ripensa e decide che per la soap ambientata sotto la Mole basterà un solo appuntamento in prime time, quello di domenica prossima, per valutare il da farsi. Ebbene - a dispetto dalle dichiarazioni di Piersilvio Berlusconi che ieri faceva sapere le sue buone intenzioni di salvare la soap – l’azienda di Cologno, come riportato da Publitalia, riduce drasticamente le opportunità di riconquistare un posto al sole per il programma leader del daytime della rete.

Un solo appuntamento, infatti, potrebbe non essere sufficiente sia per cambiare le abitudini dei telespettatori (verso la soap e sul sintonizzarsi su Canale 5 nella serata festiva) che per valutare la bontà dell’esperimento in sè. Ed anche se andasse bene, siamo sicuri che una sola serata “evento” possa essere rivelatrice delle future scelte del pubblico? La decisione appare ancora meno spiegabile se  si considera che dal 29 gennaio Canale 5 punterà su Dr House che non promette, ad occhio e croce, ascolti più alti di quelli della soap.

Va detto comunque che per Centovetrine l’obiettivo di mantenere gli oltre 3,5 milioni di spettatori - ascolto che con ogni probabilità garantirà la salvezza – non sembra difficilmente raggiungibile. Le soap hanno, infatti, un pubblico ben fidelizzato e la stessa Beautiful  quando è andata in prime time ha pressochè mantenuto inalterato il suo bacino di spettatori. A ciò si aggiunge che, se è vero che la domenica è una giornata nera per Canale 5, i competitor di domenica 22 non sembrano irresistibili.

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21
dicembre

CENTOVETRINE, GENUARDI CONFERMA LO STOP: “DAL 9 GENNAIO LA TROUPE E’ A CASA, POSSIBILE UN TEST IN PRIME TIME”

Pietro Genuardi

Indiscrezione confermata! Non più di qualche ora fa vi abbiamo anticipato che Centovetrine si avviava al capolinea e che i vertici di Canale5 avevano preso questa (immaginiamo sofferta) decisione nel pomeriggio di ieri.

Ad avallare la nostra anteprima ci ha pensato uno dei pochissimi attori a poter vantare la partecipazione alla soap opera tutta italiana sin dalla prima puntata. Dal suo profilo twitter ufficiale, infatti, Pietro Genuardi (alias Ivan Bettini) ha cinguettato:

Centovetrine Off! La soap opera è stata sospesa. Stop. Dal giorno 9 gennaio la troupe è a casa. Stop. le puntante continueranno ad andare in onda alle 14.10 in attesa di un test in prima serata“.

Il tweet dell’attore, che proprio grazie al ruolo ricoperto in Centovetrine ha vinto una Telegrolla nel 2004, lascia aperto un piccolissimo spiraglio per i numerosissimi fan (circa 3,5mln di spettatori giornalieri per uno share che supera il 20%) e l’altrettanto importante complesso di risorse umane che lavorano intorno a questo prodotto, accennando a un possibile esperimento in prima serata.


21
dicembre

BOOM! CENTOVETRINE CHIUDE

Centovetrine

Sino a qualche settimana fa era un rumor che aveva il sapore della possibilità. Adesso, invece, sembra (e sottolineamo, sembra) sia stata presa quella decisione che personalmente ci aspettavamo ma che in tanti scongiuravano.

Nel pomeriggio di ieri sarebbe stata sancita la chiusura della soap tutta italiana Centovetrine che, conseguentemente, non avrebbe una tredicesima stagione. Una scelta ricollegabile a questioni squisitamente economiche visti i buoni riscontri dal punto di vista Auditel.

Il nostro disappunto lo avevamo espresso qui, e tale rimane. Ora resta da vedere se e come lo slot verrà rimpiazzato (la soap rappresentava un ottimo traino per Uomini e Donne di Maria De Filippi). Tra i lavoratori di Telecittà, ‘teatro’ delle gesta dei protagonisti del Centro Commerciale di San Giusto Canavese, aleggia il malcontento, già manifestato con una missiva indirizzata al Vice Presidente di Mediaset che, tramite Mediavivere, produce la soap.

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15
dicembre

SCANDALO AGRODOLCE. LA RAI TRAMITE MINOLI INCASSA DALLA REGIONE 12 MILIONI DI EURO PER LA CREAZIONE DI UN CPTV A TERMINI IMERESE. MA QUEL CPTV LO HA COSTRUITO EINSTEIN, SENZA VEDERE UN EURO

Scandalo Agrodolce, il CPTV costruito da Einstein

Scandalo Agrodolce, il CPTV costruito da Einstein

Continuiamo a seguire l’inchiesta de Il Fatto Quotidiano sulla soap siciliana Agrodolce, misteriosamente scomparsa dai palinsesti della terza rete pubblica. Un piccolo sunto: eravamo rimasti ai costi della soap, vertiginosamente saliti dopo le prime settimane con una perdita per Einstein di 2.7 milioni di euro. L’intento di Giovanni Minoli era di dar vita ad una produzione cinematografica con il budget di una soap opera, tanto da “strigliare” Josi di Einstein sul contratto tra lo stesso e la Rai, che stando alle parole di Minoli non prevedeva affatto la produzione di una soap: “Io faccio quello che voglio, non si farà una soap”. Ma Minoli viene smentito dallo stesso contratto. Le ombre che governano questa vicenda però non si fermano ai costi.

Partiamo da un presupposto: in Sicilia non esistono degli studi di produzione televisiva e ne consegue che per girare la nuova “soap opera cinematografica” urge trovare presto un rimedio. A metterci una pezza ci pensa Einstein che investe a Termini Imerese 2 milioni di euro e trasforma l’istituto Socio Scolastico in un centro di produzione. Un investimento lecito e sensato: una soap garantisce solitamente diversi anni di messa in onda, tanto da permettere di rientrare “presto” dei costi e guadagnare. Pensate un po’, nel 2008 Luca Josi aveva chiesto alla Rai di versare un importo aggiuntivo “una tantum” quale parziale contributo rispetto agli investimenti sostenuti per la creazione del centro di produzione. La risposta del Direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce non si è fatto attendere e ha rispedito al mittente la richiesta: “Non vi è ragione per cui noi dobbiamo sostenere ulteriori costi”. E fin qui, nulla da ribattere.

C’è però un importante dettaglio che in Rai è sfuggito, ma alla Einstein manco per niente. L’articolo 4 della convenzione tra Rai e Regione Sicilia: “La Rai ha già determinato la creazione del centro di produzione in Contrada Impalastro. La Rai assume l’obbligo al completamento delle azioni necessarie per l’adeguamento strutturale e tecnologico del predetto edificio che dovrà ospitare stabilmente anche gli uffici amministrativi e i locali destinati ai set della fiction Agrodolce”. La convenzione, firmata da Giovanni Minoli, prevede un finanziamento alla Rai dalla Regione di 12 milioni di euro (di fondi fas). Quindi in sostanza la Rai vende alla Regione la costruzione di un centro di produzione tv e incassa 12 milioni di euro totali. Peccato che quel centro lo abbia costruito… Einstein, che invece non ha visto manco un euro. L’azienda pubblica nella persona di Giovanni Minoli ha quindi venduto un bene che non è di sua proprietà incassando denaro? La risposta sembrerebbe essere affermativa. Ma non è finita qua.

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14
dicembre

CENTOVETRINE A RISCHIO CHIUSURA: I LAVORATORI SCRIVONO A PIERSILVIO BERLUSCONI

Centovetrine cast

La notizia della possibile chiusura di CentoVetrine, il prodotto di punta del pomeriggio di Canale 5, aveva colto di sorpresa  un pò tutti. Non capita tutti i giorni, infatti, che si metta in discussione la riproposizione di un programma di successo che ha peraltro un pubblico ben fidelizzato. Non solo, quel che ha stupito poi è che, malgrado l’infittirsi di tali allarmanti voci, Mediaset non abbia mai provveduto a zittirle o al contrario confermarle. Una situazione poco chiara sulla quale i tanti lavoratori della soap vogliono vederci meglio. Per farlo hanno scritto una lettera a Piersilvio Berlusconi, colui che solo pochi mesi fa aveva definito CentoVetrine un caposaldo dell’industria televisiva italiana (per maggiori info clicca qui) ma che ora potrebbe decidere (o avrebbe già deciso) di mettere la parola fine alle vicende del centro commerciale più famoso di Italia.

Di seguito ecco il testo integrale della lettera al Vicepresidente Mediaset:

Egregio Dott. Piersilvio Berlusconi,

abbiamo appreso, lo scorso 2 dicembre dal quotidiano La Stampa di Torino che la soap opera Centovetrine, da lei definita in occasione del decennale della soap stessa “Un caposaldo dell’industria televisiva italiana…”. (Ansa 30.01.11).è a rischio chiusura. Da oltre dodici anni lavoriamo con grande professionalità e passione alla realizzazione di questa soap che, fin dal suo esordio, ha ottenuto sempre ottimi risultati in termini di ascolti e che, ancora oggi, appassiona più di 3.500.000 telespettatori. In questi anni, Centovetrine, è riuscita a imporsi come la soap italiana più vista nel nostro Paese, leader nella sua fascia oraria, affermandosi come un’importante fonte di occupazione per migliaia di persone, creando a San Giusto Canavese, alle porte di Torino, uno dei poli produttivi più importanti in Italia, dove ogni giorno lavorano 2 e a volte anche 3 troupe contemporaneamente. Fino ad oggi, 13 dicembre 2011, a soli 10 giorni dalla scadenza del nostro contratto non abbiamo ricevuto, nessun tipo di comunicazione ufficiale: né di smentita, né di conferma, solo un lungo silenzio. Siamo sorpresi per questa mancanza di comunicazione da parte sua e di Mediaset e vorremmo che ci fosse, da parte Vostra, la stessa correttezza che abbiamo garantito in tutti questi anni. Crediamo ci sia dovuta. Consapevoli di aver lavorato e di continuare a lavorare ad un prodotto efficace, sano e di indiscutibile successo. Pertanto chiediamo una smentita o una conferma alle voci di chiusura di Centovetrine che si sono susseguite sui giornali.


14
dicembre

LO SCANDALO AGRODOLCE E L’ASSORDANTE SILENZIO DELLA RAI

Agrodolce

Agrodolce

C’è una domanda che più di qualche telespettatore si sarà posto in passato: che fine ha fatto Agrodolce? La soap opera che doveva “rilanciare” Termini Imerese, dopo una prima stagione con ascolti tutto sommato buoni per lo slot delle 20 – orario in cui il pubblico è in gran parte sintonizzato sui tg nazionali – è misteriosamente scomparsa dagli schermi della terza rete pubblica. Il progetto era stato fortemente voluto da Giovanni Minoli, allora Direttore di Rai Educational e anche ideatore di Un Posto al Sole, e l’intenzione era chiara: sviluppare un prodotto cinematografico con un budget ristretto. Una missione forse un po’ troppo avventata, come sottolineato da più parti, e troppo coraggiosa.

A metter luce su una situazione piuttosto curiosa è una lunga inchiesta de Il Fatto Quotidiano che ha cercato di ricostruire tassello per tassello tutte le vicende che hanno caratterizzato la produzione Rai e Einstein dall’avvio del progetto alla sua misteriosa conclusione, con l’aiuto di fonti ufficiali e di registrazioni ambientali ad opera del Presidente di Einstein Luca Josi che, dopo i primi problemi riscontrati, ha registrato tutte le conversazioni con le figure chiave della produzione, tra cui Giovanni Minoli. Visto l’assordante silenzio che ha fatto seguito all’inchiesta del quotidiano di Padellaro, abbiamo pensato di ‘rilanciare’ anche noi la questione Agrodolce, così come analizzata dal Fatto.

Partiamo dai costi. L’intenzione di Giovanni Minoli era chiara: mettere in piedi una produzione cinematografica con il budget di una soap opera. Una missione impossibile per Luca Josi, proprio per una questione di costi. Se una fiction come Capri è costata 12 mila euro a minuto e un film per il grande schermo come Baaria è costato 166 mila euro a minuto, come si può pensare di avviare una produzione cinematografica per il piccolo schermo con il budget di una soap opera? Per Minoli era un’assoluta priorità, ma il contratto tra Rai e Einstein poneva dei limiti chiari.