Serie TV


15
dicembre

SU FOX ARRIVA “TAGLIA E CUCI”, SITCOM IRONICA E DISSACRANTE SULLA CHIRURGIA ESTETICA

Taglia e Cuci @ Davide Maggio .itChi, almeno una volta nella vita, non ha desiderato avere labbra carnose, addominali scolpiti, zigomi alti, pelle liscia, gambe affusolate e senza traccia di cellulite?

La tv, che da sempre è lo specchio della società nella quale viviamo, ci ha abituato alla perfezione di veline, letterine, tronisti e troniste e così anche la gente cosiddetta “comune”, che nulla ha a che fare col mondo dello spettacolo, si è progressivamente adeguata frequentando sempre più assiduamente palestre, centri e chirurghi estetici. Il desiderio di migliorarsi , la voglia di combattere per sempre alcuni complessi fisici e la frustrazione che ne deriva dal fatto di non riuscire in ogni caso a raggiungere i tanto agognati obiettivi hanno datto vita in passato a programmi come “Il brutto anatroccolo”, il tanto contestato “Bisturi, nessuno è perfetto” e i più recenti “Cambio vita, torno in forma” e “10 anni più giovane in 10 giorni” in onda su Sky Vivo. Ora la televisione ha deciso di prendersi gioco dei suoi stessi mostri e per farlo ha scelto di dare vita ad una nuova sitcom che prenderà il via martedi 23 dicembre alle 21,15 su Fox, canale 110 della piattorma di Sky.

Taglia e cuci”, questo il titolo del format originale creato da Roberta Mirra e prodotto da Einstein Multimedia Group in collaborazione con ADR Spettacoli, è una caricatura ironica e dissacrante sul mondo della chirurgia estetica che vede protagonisti Michele Foresta, più noto come Mago Forest e Giovanni Cacioppo.




15
dicembre

CARNERA, UN PUGILE DIVENUTO LEGGENDA

Carnera @ Davide Maggio .it

Debutta questa sera, in prima serata, su Canale 5, “Carnera, il campione più grande”, “film evento” volto a ricostruire la straordinaria parabola esistenziale di un uomo che ha indelebilmente segnato la storia sportiva, e non solo, del nostro Paese. Un uomo esemplare, Primo Carnera, campione nello sport così come nella vita, un uomo che non si è mai arreso di fronte agli ostacoli, numerosi e insidiosi, che la vita ha seminato sul suo cammino. Chiunque, al suo posto, sarebbe uscito irrimediabilmente provato e privo di forze da un’infanzia segnata da stenti e privazioni, non lui, però, che, al contrario, seppe trasformare quella sofferenza in ostinata caparbietà e insopprimibile desiderio di ottenere, presto o tardi, l’agognato riscatto.

Il film, diretto dall’ottimo Renzo Martinelli, mette in luce oltre che le indubbie qualità atletiche di un colosso alto due metri (che meritò, proprio in virtù della sua monumentale fisicità, l’appellativo di “la montagna che cammina”), anche e soprattutto l’elevata statura morale di un combattente, profondamente legato ai suoi affetti, di un gigante che, animato da uno spirito di sacrificio fuori dal comune, si fece fiero sostenitore di antichi e nobili valori. Non a caso, infatti, la sua gloriosa figura fu, astutamente, sfruttata da Mussolini, che ne fece un vero e proprio modello antropologico, un potente strumento di propaganda, un motivo di vanto per il suo regime.

Un film intenso, questo, in cui Martinelli non nasconde di aver riposto importanti finalità etiche (così come nelle sue precedenti opere “Piazza delle cinque lune” e “Vajont”) che spera possano toccare soprattutto le corde dei cuori dei giovani di oggi affinché essi, dal racconto della vita di un uomo divenuto leggenda, comprendano la vacuità di una morale, quella moderna, sempre più, egoisticamente, improntata all’hic et nunc.


15
dicembre

ARTEMISIA SANCHEZ: UNA CORAGGIOSA EROINA DELL’ITALIA DI FINE ‘700

Artemisia Sanchez - Michelle Bonev @ Davide Maggio .it

Artemisia Sanchez”, in onda su Raiuno, a partire da questa sera alle 21.10, è una raffinata fiction in costume, tratta dall’omonimo romanzo di Santo Gioffrè. Ambientata nella Calabria di fine ‘700, la serie racconta la vita movimentata e coraggiosa di una nobildonna di origine spagnola che lotta, con convinzione e caparbietà, per la modernizzazione della sua terra, sfidando antichi e iniqui privilegi, imposti da un secolare immobilismo politico e sociale.

Accanto e parallelamente all’ostinata battaglia per lo sviluppo della sfortunata e martoriata terra di Calabria, vessata da latifondisti avidi e senza scrupoli, si sviluppa un’avvincente storia d’amore che vede protagonisti la stessa Artemisia, interpretata da Michelle Bonev, e il rampollo di una famiglia di proprietari terrieri, Angelo Falvetti, impersonato dall’affascinante Fabio Fulco. Un’unione, la loro, che, sebbene sembri scritta dal destino (i due, infatti, sono nati, persino, nello stesso giorno) viene continuamente osteggiata e impedita da una sorte malevola e ingrata che separerà, per lungo tempo, le loro vite.

Il giovane Angelo, infatti, a seguito dell’omicidio del padre, maturato all’interno di una sanguinosa faida locale, sarà costretto ad abbandonare la natia Seminara e una volta tornato percepirà, pur amando ancora, in cuor suo, la bella Artemisia, più forte e pressante il desiderio di consacrare la propria vita al Signore. La giovane, delusa, andrà in sposa ad un nobile illuminato e progressista, il marchese Monizio, incoraggerà e sosterrà il clima di fecondo fermento culturale proveniente dalla Francia dei lumi e si impegnerà, a fianco del rivoluzionario marchese Grimaldi, nella valorizzazione di una delle maggiori risorse naturali del luogo, l’olio, sottraendola al giogo dello sfruttamento esclusivo dei signorotti del luogo.





11
dicembre

LUCA BARBARESCHI PUGNALATO DAL CDA RAI. NEBBIE E DELITTI 3 NON SI FARA’

Nebbie e Delitti @ Davide Maggio .it

Decisione sofferta ma, al momento, definitiva: la terza serie della fiction Nebbie e Delitti, interpretata da Luca Barbareschi e prodotta dalla Casanova Entertainment fondata dallo stesso attore, non verrà girata. Lo ha deciso ieri il Consiglio d’Amministrazione della Rai con quattro voti contrari (quelli di Angelo Maria Petroni, Marco Staderini, Carlo Rognoni e Nino Rizzo Nervo) e tre favorevoli (Giovanna Bianchi Clerici, Claudio Petruccioli e Giuliano Urbani).

La discussione del CdA è stata incentrata sull’opportunità di mandare in onda un prodotto televisivo con protagonista un parlamentare. Infatti, secondo la maggioranza, si sarebbe creato un “conflitto di interessi” tra il ruolo istituzionale di deputato del Popolo della libertà e quello di attore, entrambi sostenuti al momento da Barbareschi.

Conoscendo il carattere irruento dell’attore, sicuramente non l’avrà presa bene, dato che è stato sempre entusiasta di questa fiction arrivando a criticare pesantemente, prima della messa in onda della seconda serie, i dirigenti di rete e le case di produzione “forti” che decidono la programmazione dei loro prodotti, costringendo gli altri ad adeguarsi ai loro voleri (in quel caso, la sua serie fu relegata al venerdì, giorno difficile e ad alto rischio ascolti). Un vero peccato, dunque, per gli appassionati della fiction, che non potranno gustarsi, almeno per i prossimi anni, le avventure del commissario Soneri. Tutto era pronto: un set ad Otranto, la sceneggiatura delle quattro nuove puntate, persino il nome della nuova protagonista era stato deciso. Sarebbe stata la bella Anna Valle a prendere il posto di Natasha Stefanenko.


9
dicembre

SANDRA MONDAINI ABBANDONA LE SCENE CON “CROCIERA VIANELLO”

Crociera Vianello @ Davide Maggio .it

Si tratta di un addio annunciato da tempo, ma “Crociera Vianello”, questo il titolo della fiction in onda sabato 13 dicembre in prima serata su Canale 5, segnerebbe il saluto definitivo alle scene di Sandra Mondaini.

La notizia è di pochi giorni fa, ma già da diverso tempo si riconcorrevano alcuni rumors, di fatto attendibili, sullo stato di salute di Sandra Mondaini, causa principale della sua scelta. Come la stessa attrice ha dichiarato mezzo stampa, ormai ha una certa età e la sua malattia non le permette di proseguire la carriera iniziata ben cinquant’anni fa. Purtroppo, sembrerebbe che già quest’estate la Mondaini sia stata ricoverata d’urgenza all’ospedale San Raffaele di Milano, adiacente alla sua residenza di Milano 2 e che durante la registrazione della prima puntata di “Paperissima” sia stata portata in studio addirittura in carrozzina e fatta accomodare successivamente sulla poltrona di scena.

Sandra conosce bene il mondo dello spettacolo e probabilmente sa che è crudele e che il pubblico con tutta l’ammirazione possibile, più o meno inconsciamente, non accetta che i propri beniamini invecchino, come se paradossalmente venisse spaventato dal fatto che anche le stelle siano umane. E allora la Mondaini preferisce dire “basta” e rimanere nel ricordo dei telespettatori che la amano e che le vogliono bene.





7
dicembre

TRA CUPIDI DISPETTOSI, CUORI PALPITANTI E FARFALLE ALLO STOMACO ARRIVA “TUTTI PAZZI PER AMORE”

Tutti Pazzi per Amore @ Davide Maggio .it

Debutta questa sera, domenica 7 dicembre, in prima serata, su Raiuno, Tutti pazzi per amore, esilarante fiction “sentimental-pop” che, per 13 settimane, racconterà ansie, gioie e imprevedibili conseguenze di un sentimento, l’amore, alla cui forza travolgente e inarrestabile nessuno è in grado di resistere. Protagonisti della storia sono Paolo (Emilio Solfrizzi), timido e goffo vedovo alle prese con una figlia adolescente e Laura (Stefania Rocca), mamma separata dall’indole introversa e sognatrice, i quali, affamati d’amore, finiranno per sconvolgere l’uno la vita dell’altra.

Un prodotto tutto italiano, questo, coprodotto da Publispei e Rai Fiction e diretto da Riccardo Milani, che esula e si distingue, però, dalla tradizionale fiction italiana la quale, negli ultimi anni, ha sofferto di una eccessiva ripetitività e omologazione in termini di contenuti, schemi narrativi e scelte stilistiche. “Tutti pazzi per amore”, infatti, si presenta decisamente innovativo mescolando ai buoni sentimenti una comicità brillante e surreale, che arricchisce il racconto, senza comprometterne coerenza e comprensione, con divertenti numeri musicali e suggestive citazioni cinematografiche.

Una graziosa commedia degli equivoci, insomma, dove sogno e realtà si fondono e si confondono fino a saldarsi inscindibilmente l’uno con l’altra. Ve la immaginate Stefania Rocca che canta, con incontenibile trasporto, “Come saprei” di Giorgia aggrappata alle ringhiere di un balcone, o Emilio Solfrizzi che, per la strada, accompagnato da corpulente ballerine africane, interpreta “Ragazzo fortunato” di Jovanotti? Beh se la vostra immaginazione non vi consente acrobazie mentali così ardite questa fiction non fa per voi, in caso contrario ne resterete talmente estasiati  e coinvolti che, così come successo a noi e ai colleghi presenti all’anteprima, non potrete far altro che scatenarvi sulla loro scia.


3
dicembre

LA PRESSEMEDIA PRONTA A SFORNARE NUOVI FORMAT “ALL’ITALIANA”

La Press Media @ Davide Maggio .it

Chi ha detto che la creatività italiana in tv è morta? Non sono di questo avviso i fondatori di LaPresseMedia, società di produzione nata sul finire dell’estate e controllata da LaPresse Spa. Per ribadire questo concetto Marco Durante, amministratore delegato della società, e Roberto Quintini, direttore e responsabile dei progetti, hanno deciso di puntare tutto sul made in Italy e di sfornare nuovi format originali “all’italiana”, partoriti dalle menti di giovani autori, con l’aiuto di veterani del settore.

Questa operazione coraggiosa porterà alla luce sei numeri zero entro Natale, più altri due nei prossimi mesi. Si tratterà prevalentemente di programmi di intrattenimento, il tutto a costi ridotti rispetto alla concorrenza e destinati ad un mercato solo italiano. Per concorrenza LaPresseMedia si riferisce a Endemol, colosso internazionale del format televisivo, che dopo essere stato comprato da Mediaset, vuole produrre almeno trenta nuovi programmi all’anno, soprattutto numeri zero.

In cosa consisteranno questi nuovi prodotti di LaPresseMedia? Roberto Quintini parla di “programmi che anche noi guarderemmo volentieri e con il sorriso sulle labbra”. Nello specifico saranno:


27
novembre

PAOLO VI, UOMO DEL DIALOGO E DI LIBERTA’

Paolo VI - Fabrizio Gifuni @ Davide Maggio .it“Paolo VI, il Papa nella tempesta”, tv-movie in due puntate in onda, in prima serata, su Raiuno domenica 30 novembre e lunedì 1° dicembre, è l’avvincente ricostruzione della vita di un Pontefice chiamato alla difficile missione di traghettare il nostro Paese e la cristianità tutta nella modernità. “Nel 30° anniversario della sua morte”, ha detto questa mattina, in conferenza stampa, Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno e di Rai Fiction, “ho voluto fortemente e sostenuto, con convinzione, questa fiction, al fine di rendere omaggio a un uomo chiamato a guidare la Chiesa in un momento storico di difficile transizione, un uomo consapevole del fatto che si può scendere da un trono, ma non da una croce”.

Interpretato da Fabrizio Gifuni, attore poliedrico che già abbiamo avuto modo di apprezzare in “La meglio gioventù”, “Il partigiano Johnny” e “Hannibal”, Paolo VI appare, agli occhi dello spettatore, come un Papa dotto, ma non saccente, riflessivo, ma non inerte, profondamente dolente, ma mai rassegnato. “L’enorme responsabilità”, ha dichiarato Gifuni, “che mi sono caricato sulle spalle è stata quella di affrontare un personaggio, che pur avendo rappresentato una figura centrale del ‘900, è sprofondato in un cono d’ombra, schiacciato dal suo predecessore e dai suoi successori assurti a vere e proprie icone mediatiche”. Papa Montini non è affatto un uomo dubbioso, amletico e tormentato, secondo quell’erroneo e stantio clichè, ancora oggi così diffuso e condiviso, ma, è piuttosto, per Gifuni, un mistico, un intellettuale, proprio come Amleto e, soprattutto, un uomo dalla personalità complessa e sfaccettata capace, durante il quindicennio del suo Pontificato, di aperture sconvolgenti e di improvvisi irrigidimenti.

Fondamentalmente conservatore, in materia dottrinaria, PaoloVI fu, però, sostenitore ed esecutore materiale di un processo di radicale rinnovamento di Santa Romana Chiesa, in un periodo, è bene ricordarlo, caratterizzato da una dilagante secolarizzazione e da un’inarrestabile deriva laicista. Fu il primo Papa a mettere piede su un aereo, a visitare una fabbrica, a parlare alle Nazioni Unite e, coraggiosamente, a scrivere una lettera a una banda di criminali, appellandoli come “uomini” e supplicandoli “in ginocchio” di risparmiare la vita del suo amico Aldo Moro.