Homeland


14
ottobre

HOMELAND 3: LA LATITANZA STA PER FINIRE

Homeland 3

Claire Danes

E’ un film lungo 12 puntate, straordinaria metafora dell’America contemporanea che continua a oscillare tra gli eccessi. Esaltazioni e gogne pubbliche in un paese che, per rimarginare le ferite dell’11 settembre, è alla perenne ricerca di un colpevole; un capro espiatorio di errori che hanno ben più profonde e diramate radici.

Homeland 3 al via su Fox

Tutto questo, e non solo, è Homeland – Caccia alla Spia, serie cult dove la tensione narrativa ed emotiva va di pari passo con una sceneggiatura-capolavoro e interpretazioni da brivido. Tra gli artefici del successo della spy story, impossibile non annoverare Claire Danes (vincitrice di 3 Emmy e di 4 Golden Globe), nei panni dell’agente dei servizi segreti Carrie Mathison, e Damian Lewis (vincitore di un Golden Globe e un Emmy) in quelli di Nicholas Brody, ex prigioniero di guerra ora braccato dalle forze dell’ordine con l’accusa di terrorismo. Homeland 3 prenderà il via stasera – 14 ottobre 2013 – con un doppio episodio in prima visione assoluta e in prime time su Fox (canale 111 di Sky) a poche settimane dalla messa in onda in USA. In America il terzo ciclo di episodi ha debuttato su Showtime lo scorso 29 settembre con la premiere più vista di sempre. Tuttavia la serie pluripremiata non ha mai potuto godere di ascolti plebiscitari nè in patria nè Italia dove è confinata su Fox.

Homeland – dove eravamo rimasti

La seconda stagione di Homeland si era chiusa con un attentato (l’esplosione della macchina di Brody) che, perpetrato durante la commemorazione del vice presidente Walden, aveva ucciso centinaia di persone, tra cui numerosi vertici dell’Agenzia. Brody  - che diventa il principale sospettato della strage – e Carrie si salvano per puro caso mentre Saul se la cava perché in quel momento si trova su una nave in alto mare, intento a presidiare il funerale di Abu Nazir. Aiutato da Carrie, Brody è costretto a fuggire e diventa il ricercato numero uno; Saul, suo malgrado, deve prendere il posto di Estes a capo della CIA.

Homeland 3 – Anticipazioni e Trama




25
agosto

HOMELAND 3: ECCO I TRAILER DELLA TERZA STAGIONE

Claire Danes e Mandy Patinkin - Homeland

Il 29 settembre su Showtime partirà la terza attesissima stagione di Homeland, lo spy drama pluripremiato (e che al momento della messa in onda avrà di certo portato a casa qualche altro Emmy, viste le nomination ricevute) capace di incollare allo schermo gli amanti delle storie thriller, ma anche quelli che di solito non sono molto curiosi di sapere chi è il colpevole. L’attesa per Homeland 3 è quella dei fan esigenti, che difficilmente perdoneranno agli sceneggiatori delle “cadute di tensione”.

Si tratta di quei fan che vogliono restare con il fiato così sospeso che è un attimo e gli viene un attacco d’asma. Il trailer diffuso da Showtime sembra rispettare le aspettative e sembra che ancora una volta la trama della terza stagione ruoti attorno all’ambiguità e alla suspense, con l’aggiunta del sentimento, visto che Brody e Carrie (Claire Danes) si sono finalmente dichiarati, anche se il loro amore sembra destinato a un precoce e triste epilogo. Non è ben chiaro se i due riusciranno a ritrovarsi e a superare ostacoli che vanno al di là della paura di impegnarsi in un rapporto ma coinvolgono invece la sicurezza nazionale. Ambiguo è il loro rapporto, ambiguo il personaggio di Saul (Mandy Patinkin) e anche quello dell’agente Quinn (Rupert Friend), che entrato nel cast nella seconda stagione si è guadagnato un posto di rilievo nella terza.

Homeland però non è solo thriller e caccia alla spia. E’ lo spaccato di una nazione, gli Stati Uniti, e del rapporto che i suoi abitanti hanno con il terrorismo da un lato e con la religione musulmana dall’altro. Quello della religione è un tema che viene trattato con particolare attenzione e delicatezza. La conversione di Brody che, durante la prima stagione, appare come un indizio della sua colpevolezza diventa poi ininfluente rispetto alle sue azioni. Nella terza stagione, ad approcciarsi alla religione musulmana sarà sua figlia maggiore, una di quelle adolescenti antipatiche e immature a cui qualunque adulto assesterebbe volentieri un paio di sberle educative.


18
aprile

HOMELAND 3: LA CACCIA PROSEGUIRA’. MA CHI E’ LA SPIA?

Claire Danes e Damian Lewis

Spy thriller, spy drama, chiamatela come volete, fatto sta che Homeland resta una delle serie tv più avvincenti degli ultimi anni. Appena finita, ieri su Fox, la seconda stagione, già si parla di Homeland 3 e del futuro di Carrie e Brody, interpretati dagli ottimi Claire Danes e Damian Lewis. Due personaggi controversi e complicati che rappresentano le debolezze di un paese, gli Stati Uniti, in cui la costante minaccia del terrorismo fa sì che la paura sia ormai nel Dna della popolazione. Non a torto. Come gli eventi degli ultimi giorni hanno dimostrato.

La seconda stagione, nonostante il “calo fisiologico” rispetto alla prima, è riuscita nel difficile compito di non deludere i fan, prendendo le giuste misure per non trasformare la storia in una sorta di fanta spy. La scelta di porre fine all’ambiguità del personaggio di Brody è stata fatta nei tempi giusti, evitando il rischio di forzare troppo la sceneggiatura su una dualità che era stata intrigante nella prima stagione ma che, portata per le lunghe, avrebbe finito con l’infastidire il telespettatore. Qualche cedimento al romanzato, in più di un’occasione, è stato probabilmente inevitabile, oltre che nella storia d’amore tra i due protagonisti, anche nel momento in cui Quinn decide di disobbedire agli ordini ricevuti e di non uccidere il suo bersaglio, Brody nel caso specifico. Niente però è mai risultato stucchevole, anche perché in Homeland la tensione rimane sempre alta, i colpi di scena si susseguono e il cedimento all’ottimismo dura solo il tempo di una scena.

Poi l’epilogo della seconda stagione. La happy end è rimandata. I dubbi restano irrisolti, i sospetti anche. La bomba, esplosa durante la commemorazione del vice presidente, era nella macchina di Brody. Depistaggio o no? E da parte di chi?  Saranno queste le domande che apriranno la terza stagione (a settembre negli Usa), in cui sarà in gioco anche il futuro sentimentale di Carrie e Brody, messo a dura prova nel finale. Damian Lewis è stato confermato nel cast, quindi il suo personaggio tornerà dai boschi in cui Carrie lo ha fatto scappare. Ma sarà di nuovo al suo fianco? A quanto dichiarato dall’attore, no. La loro storia è probabilmente conclusa.

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30
gennaio

HOMELAND 2: LA CACCIA ALLA SPIA CONTINUA

Homeland

Stasera parte su Fox la seconda stagione, ma se credete che tutte le vostre domande troveranno risposte, vi sbagliate. Homeland-Caccia alla spia è stata già rinnovata per un terzo ciclo di episodi, quindi supponiamo che nuove verità e nuove menzogne tormenteranno i protagonisti e, inevitabilmente, lo spettatore, completamente catturato da una storia di terrorismo raccontata da una prospettiva originale. Eh si, Homeland è una di quelle serie che, dopo aver visto la prima puntata, uno pensa che gli autori nella sceneggiatura ci abbiano messo l’ingrediente segreto del Big Mac, quello che sviluppa una inspiegabile dipendenza.

La prima stagione ci ha preso talmente tanto che, a un certo punto, ci è venuto il dubbio che la spia che Carrie Mathison (Claire Danes) cercava in modo così ossessivo fossimo proprio noi.  Ma poi, no. Passi essere tv addicted, ma terroristi per empatia con una serie tv sarebbe davvero troppo. E poi nessuno è venuto a prelevarci. Il titolo è esplicativo. C’è una spia. O meglio un soldato americano convertito in terrorista. Questo è quello che viene confidato all’agente Carrie Mathison nella prima puntata della prima stagione. Il confidente probabilmente non sapeva soffrisse di un disturbo bipolare, si imbottisse di psicofarmaci per tenerlo nascosto non all’oratorio non alla scuola di pilates ma bensì alla CIA e che avrebbe scatenato un’ossessione che al confronto quella di Carrie Bradshaw per le scarpe è un hobby.

Vittima dell’ossessione è Nicholas Brody (Damian Lewis), marine americano tornato in patria come eroe dopo essere stato prigioniero di Al-Qaeda per ben otto anni. Ed effettivamente, il personaggio è controverso fin dall’inizio. A parte il momento in cui abbiamo sospettato di Saul Berenson (Mandy Patinkin), mentore di Carrie, anche noi abbiamo sempre sospettato di lui. Qualche volta con dispiacere. Come d’altronde anche Carrie (Damian Lewis) che lo ha messo alla prova su più fronti, chiamiamoli così, per dare fondamento ai suoi sospetti.

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18
aprile

ALTRO CHE GIURASSICI REMAKE, E’ HOMELAND LA SERIE DELL’ANNO: TANTA SUSPENCE E ATTORI DI ALTO LIVELLO

Homeland

Nell’anno dei prequel, dei sequel, dei reboot e dei remake, mentre Spielberg riconverte il suo Jurassyc Park per la tv, J.J. Abrams vive il complesso delle isole misteriose e il ritorno delle Charlie’s Angels è un flop clamoroso (almeno negli Stati Uniti), c’è una serie che rischia di confondersi tra le tante che popolano il tubo catodico. Si tratta di Homeland, fiore all’occhiello di Showtime, un thriller psicologico che gioca a confondere e depistare i suoi telespettatori.

Non avrà gli effetti speciali di Terra Nova, ma può contare su un’importante sceneggiatura di ferro: una trama lineare, un punto di inizio (il ritorno del marine statunitense Nicholas Brody, detenuto per otto anni da Al-Qaeda e  riaccolto in patria come un eroe)  e un punto di arrivo chiaro fin dalla prima puntata (un nuovo terribile attentato che starebbe per colpire l’America). Nel mezzo c’è la disperata indagine di Carrie Mathison, agente della Cia, bipolare, sola, istintiva e a volte maniacale ma disposta a tutto pur di arrivare alla verità.

Lei è convinta fin dall’inizio che il sergente Brody si sia convertito e sia coinvolto nell’organizzazione dell’attentato. Peccato che quasi nessuno sia disposto a crederle. L’agente Mathison è anche maledettamente sfortunata: ogni volta che sembra sul punto della svolta decisiva, qualcosa la incastra. Ed è così che Homeland alterna la carota e il bastone: fornisce indizi, gioca sui sospetti, sembra voler dare delle risposte e intanto tiene il telespettatore col fiato sospeso in uno stato di continua incertezza, in attesa del prossimo colpo di scena.

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