Politica in TV


29
gennaio

ELEZIONI 2013, BERLUSCONI DICE NO AL CONFRONTO A SEI IN RAI PREVISTO PER SABATO. BERSANI: “ALLORA VADO A SKY”

Pierluigi Bersani

Contrordine! Sembrava tutto pronto per il duello finale annunciato ieri sera da un tweet di Enrico Mentana, ovvero il confronto a 6 tra gli aspiranti Premier, ma il ribaltone delle ultime ore ha scombussolato i piani in quel di Viale Mazzini. La Rai, destinata a ospitare l’evento televisivo, aveva anche già fissato il giorno –  questo sabato – ma all’ultimo momento è arrivato il veto definitivo. Uno dei candidati si rifiuta di partecipare, il suo nome è Silvio Berlusconi.

L’ammutinamento del boss del PdL è dovuto a un’eventuale violazione di una norma del regolamento della Commissione di Vigilanza Rai che prevede che sia riservato uno spazio solo a chi sia leader di una coalizione con la conseguenza che Antonio Ingroia, Beppe Grillo e Oscar Giannino non avrebbero diritto a partecipare al confronto. Il problema è che Pierluigi Bersani aveva posto come condizione imprescindibile che venisse garantita la presenza di tutti e 6 i leader. Questa la dichiarazione del segretario del PD che sarebbe disponibile a spostare il confronto su una rete privata, dove non varrebbe il regolamento della Vigilanza Rai:

“Non si può fare? Vado a Sky! Per quale diavolo di motivo non si può fare il confronto a sei? Escludiamo Grillo, escludiamo Ingroia, escludiamo Giannino? Dite alla vigilanza Rai che io, quando c’era da fare le primarie, non l’ho fatto fra i favoriti perché un conto sono i sondaggi e uno sono i voti. Io mi chiamo partito democratico e partecipo solo a cose dove tutti hanno uguali condizioni. Non intendo partecipare a cose dove ci sono condizioni diverse, questo lo lascio fare a Berlusconi”.




28
gennaio

ELEZIONI 2013: PER ENRICO MENTANA SI VA VERSO IL CONFRONTO TRA I 6 LEADER SULLA RAI

Enrico Mentana

Confronti tv che passione! I pessimi ascolti di Italia Domanda (ma anche gli ordinari risultati de Lo Spoglio con Ilaria D’Amico) dimostrano come l’interesse del pubblico televisivo alle vecchie tribune politiche scemi quando vengono trasmessi monologhi assimilabili a spottoni elettorali senza contraddittorio mentre il gradimento si infiammi nel momento in cui la messa in onda riguardi faccia a faccia, duelli rusticani, sulla falsariga di quello tra i candidati alle Primarie del PD trasmesso da Sky Tg24 o la battaglia finale moderata dalla Maggioni tra Renzi e Bersani.

Ed invero, proprio Sky Tg24 stava lavorando al faccia a faccia a tre tra Berlusconi, Bersani e Monti indicando anche una probabile data (quella dell’8 febbraio) un tweet di qualche ora fa cinguettato dal Direttore del Tg La7 Enrico Mentana, sempre in prima linea sulle questioni politico-televisive, svela:

“Si va al confronto a 6 (Berlusconi Bersani Giannino Grillo- ?- Ingroia Monti) settimana prossima in Rai. Credo che i cittadini vogliano altro”

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10
gennaio

BERLUSCONI, BERSANI E MONTI VERSO UN CONFRONTO SU SKY TG24 L’8 FEBBRAIO

Berlusconi e Monti

Alle Elezioni Politiche più litigiose di sempre manca poco (24 febbraio) e il clima della campagna elettorale si fa sempre più incandescente. Tutti i leader sono alla ricerca del proprio spazio televisivo, della propria vetrina e il rigore della par condicio permetterà ai candidati la medesima visibilità. Il colpaccio di questo inizio delle ostilità – oltre, ovviamente all’ospitata di Berlusconi negli studi di Servizio Pubblico – l’ha messo a segno Sky Tg24.

Pochi minuti fa, infatti, Sarah Varetto, direttrice del canale 500 della piattaforma satellitare, ha annunciato che l’8 febbraio è stato individuato da Sky come data probabile per un confronto a tre tra i leader dei principali schieramenti Silvio Berlusconi, Mario Monti e Pierluigi Bersani. La stessa moglie di Salvo Sottile ha spiegato che dopo aver ricevuto la disponibilità dei tre leader, attende adesso una risposta definitiva.

Per quel che attiene lo stile del confronto, ancora la Varetto specifica:

Sarà un confronto con regole condivise e domande a tempo sui programmi di ciascuno e sui temi caldi che interessano la gente





24
dicembre

BERLUSCONI, LA TV E LA SPETTACOLARIZZAZIONE DELLA POLITICA

Silvio Berlusconi VS Massimo Giletti all'Arena

Silvio Berlusconi VS Massimo Giletti all'Arena

Qualcuno mi chiede come mai si dia poco spazio in questo blog alla valutazione delle interviste tv che Silvio Berlusconi sta rilasciando con straordinaria frequenza sulle emittenti nostrane, a due mesi dalle prossime competizioni elettorali. E la domanda un po’ mi fa storcere il naso.

A farmi storcere il naso non è la richiesta, più che legittima ad un blog tv, di una critica ad un momento televisivo, quanto, piuttosto, il fatto che la stessa richiesta sia sintomo di come in politica prevalga (ancora) l’aspetto spettacolare rispetto a quello politico stricto sensu. Preferiremmo, in sostanza, che si privilegiassero le valutazioni politiche (che non ci competono e per le quali non ci sentiamo preparati) rispetto alla resa televisiva dell’ex Presidente del Consiglio e, ancor di più, del suo intervistatore di turno.

Negli ultimi anni, infatti, ci si è lamentati della spettacolarizzazione della politica e, adesso, cosa si fa?! Viene chiesta una valutazione televisiva di un intervento politico? Ci potrebbe stare, ma nel caso specifico cosa dovremmo valutare?! L’intervista di Barbara D’urso a Berlusconi? Ovvero l’intervista della conduttrice di un contenitore come Pomeriggio Cinque che pone domande al titolare del gruppo che è a capo dell’emittente dove va in onda l’intervista? Ma di che cosa stiamo parlando?!

Oppure preferireste leggere un commento alle performance successive di Vespa e Giletti?! Ma, secondo voi, cosa avrebbe fatto un qualunque conduttore, dopo aver preso contezza della valanga di polemiche piovute addosso alla conduttrice di Domenica Live, per il siparietto di due domeniche fa? E, invece, ci si aspetta ancora la critica aprioristica a Berlusconi e l’elogio di chi si permette, pensate di un po, di dire semplicemente “si deve fare il match, si devono fare anche le domande [...] è giusto dialogare“.

Ma non sono fatti che si commentano da soli? Non dovrebbe essere mica la corretta prassi che qualunque giornalista dovrebbe seguire? Non dovrebbe essere, più semplicemente, la normalità?

Un qualunque esperto di comunicazione darebbe 10 punti a Berlusconi e 0 punti a chi solleva le polemiche. Perchè sappiate che polemiche come quelle sollevate dopo gli ultimi interventi di Berlusconi, quanto meno a parere di chi vi scrive, altro non fanno che accrescerne il consenso, allontanando la discussione da ciò che, invece, dovrebbe tener banco.

Berlusconi dice di avere 124 ore di arretrato da recuperare in televisione? E che ci andasse se ciò è consentito dalla par condicio. Personalmente sono favorevole all’ascolto, purchè in presenza di un valido contraddittorio (sino ad ora, a mio parere, l’unica parvenza di contraddittorio c’è stata da Vespa con il direttore de L’Unità). E sarei ancora più favorevole ai confronti elettorali. Potrebbero farne anche 1000. Li seguirei tutti e 1000.

O forse siamo convinti di non riuscire più a valutare criticamente ciò che ci viene detto e siamo condannati a dover bere qualunque cosa venga detta, prendendola per buona? Il vero, e forse l’unico, strumento valido con cui ‘polemizzare’ è il voto.

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22
dicembre

IN MEZZ’ORA: MARIO MONTI DA LUCIA ANNUNZIATA NEL GIORNO DECISIVO PER IL SUO FUTURO

Mario Monti

Lucia Annunziata sarà la prima a intervistare Mario Monti, dopo le dimissioni e la comunicazione al Paese sul suo futuro di uomo politico e delle istituzioni. A In mezz’ora, nell’appuntamento post caffè della domenica, alle 14,30, il dimissionario Presidente del Consiglio giungerà, con buona dose di verosimiglianza, direttamente dalla Conferenza di fine anno, prevista invece per le 11,00. La direttrice dell’Huffington Post potrà avere il privilegio di essere la prima.

Nel caso in cui il Tecnico decidesse di rimanere al di sopra della contesa non è detto che si concederà a molti salotti politici, in caso contrario il tour sarebbe necessario e ci potremo abituare ad un suo confronto con i giornalisti delle varie trasmissioni di Rai e Mediaset, se non anche di Sky e La 7. Ci sono 401 giorni di governo da raccontare, ora forse con minore ansia da prestazione diplomatica.

Anche per la conduttrice potrà essere un’ottima occasione per indagare al meglio sulle manovre centriste e sul possibile disturbo a sinistra, con più spregiudicatezza di quanto fosse possibile finora in una situazione di maggioranza complessa e con una benedizione abbastanza convinta di un partito d’opinione così influente per il popolo di centrosinistra come Repubblica e i circuiti culturali che vi gravitano attorno.

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16
dicembre

BOOM! SILVIO BERLUSCONI OSPITE DI DOMENICA LIVE

Silvio Berlusconi

Barbara d’Urso ieri scriveva su Twitter di una puntata piena di cose che non si potrebbero immaginare. E aveva ragione. La puntata odierna di Domenica Live promette di rimanere nella storia del programma. DM è in grado di rivelarvi in anteprima che la conduttrice oggi ospiterà niente meno che Silvio Berlusconi.

Ebbene sì l’ex Premier ha scelto la vetrina televisiva festiva di Maria Carmela, e il suo pubblico di casalinghe, per la sua prima comparsata televisiva che segue l’annuncio della sua nuova discesa in campo. La presenza del Cavaliere è attesa intorno alle 17.40 e si protrarrà fino al termine della trasmissione che poche settimane fa – quando alla conduzione c’era Alessio Vinci – aveva ospitato la discussa Nicole Minetti.

Il colpaccio per Domenica Live si tradurrà anche in un’ottima mossa elettorale per Berlusconi? Staremo a vedere…


3
dicembre

BERSANI VINCE LE PRIMARIE. IMPACCIATO IN TV MA FORTE ALLE URNE: ECCO COME HA ‘ROTTAMATO’ RENZI

Pierluigi Bersani

Tre passi avanti e uno indietro. Una bella giravolta e oplà: il centrosinistra si è ritrovato al punto di partenza. Un classico. Con il 61% dei voti, Pierluigi Bersani ha vinto le primarie di coalizione e ha rottamato il competitor Matteo Renzi, che ha ottenuto solo il 38,8% delle preferenze. Dopo un mese e mezzo di campagna elettorale e dibattiti tv sull’argomento, la compagine democratica ha quindi scelto di confermare un esponente dell’establishment alla guida della propria corazzata, nonostante si facesse un gran parlare di rinnovamento e di sol dell’avvenire.

Cambiamo, facciamo, disfiamo. Rottamiamo. Ad ascoltare i talk show e a leggere i social network, sembrava che il popolo del centrosinistra fosse pronto a chissà quale rivoluzione. Invece, dati alla mano, a spuntarla è stato ancora il compagno Bersani, forte di un consenso che sembra essersi addirittura consolidato. Nell’era della comunicazione e dei Tweet, gli elettori democratici hanno preferito il leader televisivamente più impacciato, quello con meno followers. Quello che su Rai1, alla vigilia del ballottaggio, ha parlato di passerotti, tacchini e scioperi dei chierichetti. Ma anche di equità e solidarietà.

Il suo rivale Matteo Renzi, molto abile a gestire le sue apparizioni mediatiche, è invece rimasto scornato. La sua strategia virale e aggressiva ha difettato in qualcosa, ma è pur vero che nulla è perduto e che il tempo gli darà delle soddisfazioni politiche. Vedrete… Oggi, però, a cantare vittoria è Bersani e, come osservatori, proviamo anche a capire cosa non abbia funzionato nella tattica televisiva del rottamatore. La risposta è semplice.


18
novembre

LO SPOT ELETTORALE DI ROCCO CASALINO: NON PARTECIPERO’ AD ALCUN DIBATTITO POLITICO TELEVISIVO SE IL MOVIMENTO NON ACCONSENTE (VIDEO)

Rocco Casalino

Rocco Casalino grillino senza macchia e senza paura. Sembra il titolo di un film di Lina Wertmuller ma è solo il commento alla discesa in campo dell’ex concorrente della prima edizione del Grande Fratello, uno di quelli della covata migliore, fosse solo per la novità dell’evento, seguito senza remore a destra e a sinistra ai suoi esordi. Strana l’associazione tra un ex partecipante al programma più autoreferenziale a livello di televisione e il Movimento Cinque stelle, da tempo rinchiuso dietro al rifiuto delle logiche del tubo catodico e del talk show, paragonati alla pericolosissima tentazione legata al piacere del punto G.

Rocco si mette a disposizione della neoformazione che promette faville anche alla prossima tornata elettorale, si faccia o meno l’election day, e giura obbedienza ai ‘dettami’ di Beppe Grillo e alla filosofia rivoluzionaria delle Stelle. Ecco i punti più salienti della sua videocandidatura:

”Sono Rocco Casalino, ingegnere elettronico e giornalista professionista. Ho lavorato per tanti anni a Telelombardia occupandomi dei problemi della gente e della regione. E’ da un anno che sono iscritto al Movimento Cinque Stelle, ma è da dieci anni che seguo Beppe Grillo nel suo percorso. [...] Ora non è più il momento di stare a guardare e criticare senza fare nulla. Penso di poter essere molto utile al Movimento.”


Non parteciperò a nessun dibattito politico televisivo se il movimento non acconsente. [...] Vi chiedo di giudicarmi per quello che sono realmente e di evitare i pregiudizi che, secondo me, mi accompagnano anche ingiustamente da tempo. Non vado da molto tempo né in Mediaset né in Rai. E’ vero ho partecipato ad un reality, ma è stato 13 anni fa…”