Politica in TV


24
dicembre

BERLUSCONI, LA TV E LA SPETTACOLARIZZAZIONE DELLA POLITICA

Silvio Berlusconi VS Massimo Giletti all'Arena

Silvio Berlusconi VS Massimo Giletti all'Arena

Qualcuno mi chiede come mai si dia poco spazio in questo blog alla valutazione delle interviste tv che Silvio Berlusconi sta rilasciando con straordinaria frequenza sulle emittenti nostrane, a due mesi dalle prossime competizioni elettorali. E la domanda un po’ mi fa storcere il naso.

A farmi storcere il naso non è la richiesta, più che legittima ad un blog tv, di una critica ad un momento televisivo, quanto, piuttosto, il fatto che la stessa richiesta sia sintomo di come in politica prevalga (ancora) l’aspetto spettacolare rispetto a quello politico stricto sensu. Preferiremmo, in sostanza, che si privilegiassero le valutazioni politiche (che non ci competono e per le quali non ci sentiamo preparati) rispetto alla resa televisiva dell’ex Presidente del Consiglio e, ancor di più, del suo intervistatore di turno.

Negli ultimi anni, infatti, ci si è lamentati della spettacolarizzazione della politica e, adesso, cosa si fa?! Viene chiesta una valutazione televisiva di un intervento politico? Ci potrebbe stare, ma nel caso specifico cosa dovremmo valutare?! L’intervista di Barbara D’urso a Berlusconi? Ovvero l’intervista della conduttrice di un contenitore come Pomeriggio Cinque che pone domande al titolare del gruppo che è a capo dell’emittente dove va in onda l’intervista? Ma di che cosa stiamo parlando?!

Oppure preferireste leggere un commento alle performance successive di Vespa e Giletti?! Ma, secondo voi, cosa avrebbe fatto un qualunque conduttore, dopo aver preso contezza della valanga di polemiche piovute addosso alla conduttrice di Domenica Live, per il siparietto di due domeniche fa? E, invece, ci si aspetta ancora la critica aprioristica a Berlusconi e l’elogio di chi si permette, pensate di un po, di dire semplicemente “si deve fare il match, si devono fare anche le domande [...] è giusto dialogare“.

Ma non sono fatti che si commentano da soli? Non dovrebbe essere mica la corretta prassi che qualunque giornalista dovrebbe seguire? Non dovrebbe essere, più semplicemente, la normalità?

Un qualunque esperto di comunicazione darebbe 10 punti a Berlusconi e 0 punti a chi solleva le polemiche. Perchè sappiate che polemiche come quelle sollevate dopo gli ultimi interventi di Berlusconi, quanto meno a parere di chi vi scrive, altro non fanno che accrescerne il consenso, allontanando la discussione da ciò che, invece, dovrebbe tener banco.

Berlusconi dice di avere 124 ore di arretrato da recuperare in televisione? E che ci andasse se ciò è consentito dalla par condicio. Personalmente sono favorevole all’ascolto, purchè in presenza di un valido contraddittorio (sino ad ora, a mio parere, l’unica parvenza di contraddittorio c’è stata da Vespa con il direttore de L’Unità). E sarei ancora più favorevole ai confronti elettorali. Potrebbero farne anche 1000. Li seguirei tutti e 1000.

O forse siamo convinti di non riuscire più a valutare criticamente ciò che ci viene detto e siamo condannati a dover bere qualunque cosa venga detta, prendendola per buona? Il vero, e forse l’unico, strumento valido con cui ‘polemizzare’ è il voto.

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22
dicembre

IN MEZZ’ORA: MARIO MONTI DA LUCIA ANNUNZIATA NEL GIORNO DECISIVO PER IL SUO FUTURO

Mario Monti

Lucia Annunziata sarà la prima a intervistare Mario Monti, dopo le dimissioni e la comunicazione al Paese sul suo futuro di uomo politico e delle istituzioni. A In mezz’ora, nell’appuntamento post caffè della domenica, alle 14,30, il dimissionario Presidente del Consiglio giungerà, con buona dose di verosimiglianza, direttamente dalla Conferenza di fine anno, prevista invece per le 11,00. La direttrice dell’Huffington Post potrà avere il privilegio di essere la prima.

Nel caso in cui il Tecnico decidesse di rimanere al di sopra della contesa non è detto che si concederà a molti salotti politici, in caso contrario il tour sarebbe necessario e ci potremo abituare ad un suo confronto con i giornalisti delle varie trasmissioni di Rai e Mediaset, se non anche di Sky e La 7. Ci sono 401 giorni di governo da raccontare, ora forse con minore ansia da prestazione diplomatica.

Anche per la conduttrice potrà essere un’ottima occasione per indagare al meglio sulle manovre centriste e sul possibile disturbo a sinistra, con più spregiudicatezza di quanto fosse possibile finora in una situazione di maggioranza complessa e con una benedizione abbastanza convinta di un partito d’opinione così influente per il popolo di centrosinistra come Repubblica e i circuiti culturali che vi gravitano attorno.

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16
dicembre

BOOM! SILVIO BERLUSCONI OSPITE DI DOMENICA LIVE

Silvio Berlusconi

Barbara d’Urso ieri scriveva su Twitter di una puntata piena di cose che non si potrebbero immaginare. E aveva ragione. La puntata odierna di Domenica Live promette di rimanere nella storia del programma. DM è in grado di rivelarvi in anteprima che la conduttrice oggi ospiterà niente meno che Silvio Berlusconi.

Ebbene sì l’ex Premier ha scelto la vetrina televisiva festiva di Maria Carmela, e il suo pubblico di casalinghe, per la sua prima comparsata televisiva che segue l’annuncio della sua nuova discesa in campo. La presenza del Cavaliere è attesa intorno alle 17.40 e si protrarrà fino al termine della trasmissione che poche settimane fa – quando alla conduzione c’era Alessio Vinci – aveva ospitato la discussa Nicole Minetti.

Il colpaccio per Domenica Live si tradurrà anche in un’ottima mossa elettorale per Berlusconi? Staremo a vedere…





3
dicembre

BERSANI VINCE LE PRIMARIE. IMPACCIATO IN TV MA FORTE ALLE URNE: ECCO COME HA ‘ROTTAMATO’ RENZI

Pierluigi Bersani

Tre passi avanti e uno indietro. Una bella giravolta e oplà: il centrosinistra si è ritrovato al punto di partenza. Un classico. Con il 61% dei voti, Pierluigi Bersani ha vinto le primarie di coalizione e ha rottamato il competitor Matteo Renzi, che ha ottenuto solo il 38,8% delle preferenze. Dopo un mese e mezzo di campagna elettorale e dibattiti tv sull’argomento, la compagine democratica ha quindi scelto di confermare un esponente dell’establishment alla guida della propria corazzata, nonostante si facesse un gran parlare di rinnovamento e di sol dell’avvenire.

Cambiamo, facciamo, disfiamo. Rottamiamo. Ad ascoltare i talk show e a leggere i social network, sembrava che il popolo del centrosinistra fosse pronto a chissà quale rivoluzione. Invece, dati alla mano, a spuntarla è stato ancora il compagno Bersani, forte di un consenso che sembra essersi addirittura consolidato. Nell’era della comunicazione e dei Tweet, gli elettori democratici hanno preferito il leader televisivamente più impacciato, quello con meno followers. Quello che su Rai1, alla vigilia del ballottaggio, ha parlato di passerotti, tacchini e scioperi dei chierichetti. Ma anche di equità e solidarietà.

Il suo rivale Matteo Renzi, molto abile a gestire le sue apparizioni mediatiche, è invece rimasto scornato. La sua strategia virale e aggressiva ha difettato in qualcosa, ma è pur vero che nulla è perduto e che il tempo gli darà delle soddisfazioni politiche. Vedrete… Oggi, però, a cantare vittoria è Bersani e, come osservatori, proviamo anche a capire cosa non abbia funzionato nella tattica televisiva del rottamatore. La risposta è semplice.


18
novembre

LO SPOT ELETTORALE DI ROCCO CASALINO: NON PARTECIPERO’ AD ALCUN DIBATTITO POLITICO TELEVISIVO SE IL MOVIMENTO NON ACCONSENTE (VIDEO)

Rocco Casalino

Rocco Casalino grillino senza macchia e senza paura. Sembra il titolo di un film di Lina Wertmuller ma è solo il commento alla discesa in campo dell’ex concorrente della prima edizione del Grande Fratello, uno di quelli della covata migliore, fosse solo per la novità dell’evento, seguito senza remore a destra e a sinistra ai suoi esordi. Strana l’associazione tra un ex partecipante al programma più autoreferenziale a livello di televisione e il Movimento Cinque stelle, da tempo rinchiuso dietro al rifiuto delle logiche del tubo catodico e del talk show, paragonati alla pericolosissima tentazione legata al piacere del punto G.

Rocco si mette a disposizione della neoformazione che promette faville anche alla prossima tornata elettorale, si faccia o meno l’election day, e giura obbedienza ai ‘dettami’ di Beppe Grillo e alla filosofia rivoluzionaria delle Stelle. Ecco i punti più salienti della sua videocandidatura:

”Sono Rocco Casalino, ingegnere elettronico e giornalista professionista. Ho lavorato per tanti anni a Telelombardia occupandomi dei problemi della gente e della regione. E’ da un anno che sono iscritto al Movimento Cinque Stelle, ma è da dieci anni che seguo Beppe Grillo nel suo percorso. [...] Ora non è più il momento di stare a guardare e criticare senza fare nulla. Penso di poter essere molto utile al Movimento.”


Non parteciperò a nessun dibattito politico televisivo se il movimento non acconsente. [...] Vi chiedo di giudicarmi per quello che sono realmente e di evitare i pregiudizi che, secondo me, mi accompagnano anche ingiustamente da tempo. Non vado da molto tempo né in Mediaset né in Rai. E’ vero ho partecipato ad un reality, ma è stato 13 anni fa…”





16
novembre

ALDO BUSI A OTTO E MEZZO: ‘I CINQUE DEL PD MIA MAMMA LI AVREBBE DEFINITI SMORZAUCCELLO’

Aldo Busi

Incandescente, come e più di prima. La ‘scomunica’, a suo tempo, della Rai non ha nemmeno solleticato alcuna ipotesi di autocensura personale. E allora eccolo – mercoledì 14 novembre 2012 – gagliardamente irriverente nel salotto di Lilli Gruber a dire la sua sulla politica e sulla società, bastonando a destra e sinistra. E non è solo un modo di dire. E meno male che erano solo le Otto e mezzo.

Originale la teoria di Aldo Busi: colpevole in caso di mal governo non sarebbero tanto i politici incapaci o corrotti, ma il popolo bue (sic!) che, facendosi ammaliare da promesse stupide, ne ha decretato l’elezione. Per uscire dal teorichese…Berlusconi, secondo l’intellettuale, ha trattato l’Italia come un giochino ma ancor peggio sono i cittadini, che lo scrittore quantifica in 30 milioni, che gli hanno consegnato in mano la Res pubblica.

Il passaggio più divertente e la strigliata più forte la riserva però al Pd, dopo il confronto che Busi dice di aver seguito poco per sopraggiunta noia. Non riesce a trattenersi dal commento piccato sul passaggio più controverso del dibattito a cinque, quello legato alla scelta di un personaggio da inserire nel proprio Pantheon di sinistra; dichiarazioni troppo poco laiche, quelle dei candidati del centrosinistra che hanno destato già parecchia perplessità tra i commentatori. L’Aldo fustigatore del buon costume però ci mette del suo per dare il colpo di grazia:

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3
novembre

RIUSCIRA’ GRILLO A TENERE I SUOI GRILLINI LONTANI DAL PUNTO G?

Beppe Grillo

Federica Salsi va a Ballarò e apriti cielo nel mondo grillino. Nonostante le recenti faville provenienti da una regione così difficile polticamente come la Sicilia, Beppe Grillo non abbassa la guardia nemmeno un minuto e tiene d’occhio ogni singolo movimento degli eletti in quota Cinque Stelle, in vista del Grande Balzo a Roma, come suggello di questi anni di rivoluzione vincente nello scacchiere democratico del Belpaese.

La strigliata alla donna che in questo momento rappresenta i grillini a Palazzo D’Accursio è veemente, avvisaglia decisamente forte per chiunque altro decidesse di non turare i propri lobi dinanzi alle sirene del medium più potente, affascinante e pericoloso. Fuor di metafora Grillo non ha usato giri di parole per dire il suo no ai talk show per i suoi ragazzi semplici ma arrembanti.

”E’ il punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show. L’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol. A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità.”


27
ottobre

BERLUSCONI: TORNO IN CAMPO CONTRO QUESTA BARBARIE. COME LA PRENDERANNO GLI ITALIANI?

Silvio Berlusconi

È durato 48 ore l’assaggio di futuro cui la politica italiana era stata costretta dal ritiro di Silvio Berlusconi. Un ritiro che, da più parti, era stato letto subito come un’uscita di scena obbligata in previsione della sentenza che, rispettando di fatto le attese, ha finito per macchiare ulteriormente l’immagine dell’ex Premier, condannato in primo grado a 4 anni di reclusione per frode fiscale. Così, a sole 24 ore dalla condanna, ecco arrivare quello che potrebbe benissimo essere definito un annuncio ad “orologeria”: Berlusconi torna in campo.

Ad innescare la retromarcia di Berlusconi, stando alle dichiarazioni che l’ex Premier ha reso durante un’infuocata conferenza stampa trasmessa questo pomeriggio da Rete4 e da La7, è stata proprio la sentenza di condanna pronunciata ieri. Berlusconi ha affermato di sentirsi “obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia, e per reagire contro questa barbarie“, pur confermando di non volersi ricandidare alla Presidenza del Consiglio, assicurando che “il Pdl farà le primarie”.

Resta, così, tutto da decifrare il ruolo che Berlusconi si assegnerà per restare nell’agone politico, dando per scontato che una sua ricandidatura come deputato, certamente verrebbe considerata da molti come un tentativo di blindare la sua posizione giudiziaria, dietro l’immunità parlamentare. Ma durante la conferenza stampa tenutasi nella residenza di Villa Gernetto a Lesmo, in Brianza, Berlusconi ha anche attaccato pesantemente “la Germania egemone e poco solidale guidata dalla signora Angela Merkel“.

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