Dietro le Quinte


11
novembre

L’ISOLA DELLE BUFALE

Isola dei Famosi 2015 - Nuovo logo

Isola dei Famosi 2015 - il logo 'work in progress'

Ormai non c’è che giorno che passa in cui non esca un’indiscrezione in esclusiva (!) sull’Isola dei Famosi 10, che si appresta a tornare sul piccolo schermo dal 26 gennaio su Canale5, come tra l’altro da noi anticipato nonostante qualcuno si sia ostinato a dire che era “più no che sì” alludendo alla rinuncia della produzione da parte del Biscione. Ebbene, noi di DM possiamo confermarvi che, a dispetto dei continui rumors spacciati senza vergogna, tutto ciò che fino ad ora avete letto (o quasi) sul futuro cast e sui concorrenti della decima edizione è solo una gigantesca bufala, atta solo a generare contatti e migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, o a vendere qualche copia in più nel caso della carta stampata.

E’ vero che Magnolia sta “tastando” il terreno alla ricerca dei concorrenti più idonei per regalare agli spettatori un’edizione dall’ “alto profilo” al fine di creare il giusto interesse tra gli spettatori, ma è altresì vero che non è stata posta alcuna firma dai personaggi contattati, né molti di loro – a dire il vero – sono mai stati lontanamente valutati per sbarcare sull’isola più famosa del Belpaese.

Insomma, non vedremo né l’ex Presidente della Camera Irene Pivetti (come vi abbiamo annunciato su Twitter) né tantomeno Tina Cipollari, che rimane ben salda sulla poltrona di Uomini e Donne tra una massima delle sue e un travestimento. Figuriamoci, poi, se Antonio Razzi possa rinunciare – come da lui stesso dichiarato – al lauto stipendio da senatore per lanciarsi in un’avventura che rappresenta più un’incognita che una certezza, così come è improbabile il nome dell’ex braccio destro di Fini ed ex parlamentare Italo Bocchino, che non si spiega per quale motivo dovrebbe intaccare la sua reputazione.




3
novembre

NUOVI DIRETTORI RETI MEDIASET: LAURA CASAROTTO A ITALIA 1, SEBASTIANO LOMBARDI A RETE4, MARCO COSTA AI CANALI TEMATICI

Direttori Reti Mediaset - da sx Sebastiano Lombardi, Giancarlo Scheri, Laura Casarotto, Marco Costa

Direttori Reti Mediaset - da sx Sebastiano Lombardi, Giancarlo Scheri, Laura Casarotto, Marco Costa

Adesso è ufficiale. Arrivano le nomine dei nuovi direttori delle reti Mediaset, come DavideMaggio.it vi aveva anticipato ad ottobre.

Nel quadro di continua innovazione dell’offerta televisiva Mediaset, viene varato oggi un nuovo assetto organizzativo delle reti gratuite alle dirette dipendenze di Marco Paolini, Direttore Generale Palinsesto e Distribuzione Mediaset. L’area si evolve con il coordinamento centralizzato della promozione televisiva di tutti i programmi Mediaset e soprattutto con nuovi incarichi ai vertici delle reti che valorizzano risorse di nuova generazione interne al Gruppo.

I nuovi Direttore delle Reti Mediaset

La direzione di Italia 1 viene affidata a Laura Casarotto, attuale responsabile Marketing tv Mediaset. E’ la prima volta che una professionista donna viene nominata al vertice di una rete generalista italiana.

L’incarico di direttore di Retequattro è assegnato a Sebastiano Lombardi, attuale direttore Marketing Informazione Mediaset.

Tutti i canali tematici gratuiti vengono riuniti sotto la responsabilità di Marco Costa, attuale vicedirettore di Canale 5.


30
ottobre

DISNEY CONTRO I CARTONI ITALIANI: SONO INADEGUATI E SCARSI. E AGCOM LA ESONERA DALLA PRODUZIONE

Disney

Disney

Nonostante in pochi ne siano a conoscenza, la normativa italiana sull’audiovisivo prevede anche l’obbligo per gli operatori televisivi del Belpaese di destinare il 10 per cento della programmazione e degli introiti netti a “opere europee di produttori indipendenti e opere cinematografiche di espressione originale italiana”. C’è però chi, come riportato da Repubblica, è riuscito grazie ad AGCOM a rientrare tra i “privilegiati”, con la possibilità di essere parzialmente esonerato.

Tra questi vi è Disney, la multinazionale americana che nel Belpaese è attiva con un’offerta piuttosto variegata su Sky e con Disney Channel e Disney Junior anche su Mediaset Premium. Disney, infatti, aveva sottolineato l’impossibilità di raggiungere l’obiettivo in quanto la qualità dei cartoni e produzioni italiane è inadeguata e non rispetta gli standard dei propri network. E AGCOM ha deliberato a suo favore per il biennio 2013 e 2014, esonerando anche Fox e Discovery Italia, e di questo passo non è detto che non possa intervenire anche per gli anni a venire.

Tra l’altro, tra le motivazioni che hanno spinto il produttore di Topolino e Paperino a presentare l’esposto vi è anche l’impossibilità di acquistare alcuni prodotti europei considerati in sintonia con la linea editoriale poichè i diritti sono già acquistati da altri operatori. Immancabili, comunque, le polemiche dei professionisti italiani del settore, che potrebbero a breve presentare un ricorso urgente al Tar del Lazio.





29
ottobre

GOMORRA IN ONDA SU RAI3. MA LA TARANTOLA DICHIARO’: E’ ECCESSIVA, NON DA’ SPERANZE E ALIMENTA LA FAME DI SANGUE E DOLORE

Gomorra su Rai3

Gomorra su Rai3

Lo scorso luglio Anna Maria Tarantola, Presidente della Rai, tuonò sulle pagine di Sette-Corriere della Sera contro Gomorra, la serie di Sky Atlantic ormai popolare in tutto il mondo, in difesa delle fiction dell’azienda pubblica, in apparenza “dolciastre” ma nei fatti attente ai problemi seri del Belpaese. La serie diretta da Stefano Sollima e scritta, tra gli altri, da Stefano Bises con la collaborazione di Roberto Saviano, fu invece etichettata senza se e senza come eccessiva per un servizio pubblico.

“Lo trovo eccessivo. Non dà speranze. È giusto invece che il servizio pubblico ti faccia vedere come attraverso un percorso o un rapporto umano si possa arrivare alla soluzione dei problemi. A me non piace l’abitudine italiana ad alimentare la fame di sangue e dolore”.

Gomorra in onda su Rai3

Fin qui nulla da obiettare. Se non fosse che, come riportato da Italia Oggi, proprio Rai3 sembrerebbe in pole position per trasmettere la prima stagione della serie tratta dall’omonimo libro scritto da Roberto Saviano. Ebbene sì, la serie “eccessiva” che non “dà speranze” ma anzi alimenta “la fame di sangue e dolore” sembrerebbe in dirittura sulla rete diretta da Andrea Vianello, che già in passato aveva ospitato un’altra produzione Sky, Boris. Insomma, un chiaro attestato di stima per la produzione dell’azienda satellitare, ma allo stesso tempo un’evidente dimostrazione di incoerenza da parte di viale Mazzini, che una ne pensa e cento ne combina.

Gomorra è co-prodotta da La7. Urbano Cairo rinuncia ai diritti in chiaro?

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29
ottobre

PAOLO BARNARD VS URBANO CAIRO: E’ L’IMPRENDTORE PIU’ STUPIDO D’ITALIA. GESTISCE UNA TV COME UNA SQUADRA DI CALCIO

Paolo Barnard

Paolo Barnard sembra non darsi pace. Dopo essere stato cacciato da La7 (ma egli dichiara di essersene andato spontaneamente), l’economista non perde occasione per sparare a zero contro l’emittente di Urbano Cairo e contro il conduttore de La Gabbia Gianluigi Paragone, reo di averlo bistrattato. E’ capitato anche ieri, in diretta su Radio24. Ospite de La Zanzara, Barnard non si è trattenuto ed ha esordito attaccando a testa bassa l’editore della rete terzopolista.

Paolo Barnard vs Urbano Cairo

L’imprenditore più stupido d’Italia in questo momento è il proprietario della esimia rete televisiva La7, che si chiama Cairo. E’ uno che gestisce una tv con la mentalità del proprietario di una squadra di calcio: la tv va di m*rda, fa schifo, ha dei programmi che non si vedono e lui acquista i campioni. Ma questo è proprio un fuso di testa. Ha una televisione che sta crollando, fa degli ascolti da ridere… Io spero, non per me che me ne sono andato sbattendo la porta in faccia a Gianluigi Paragone bugiardo, che per la pietà di questa televisione qualche imprenditore la compri. Ma Tronchetti Provera tornasse indietro! Questo era Leonardo Da Vinci confronto a Cairo

ha detto Barnard, ribadendo di essere stato lui stesso ad aver sancito il definitivo strappo con La7 e con Paragone. L’economista ha poi affermato che i suoi editoriali a La Gabbia non venivano pagati (“perché sono degli str*nzi“), né godevano di copertura legale. In seguito, ha lamentato di essere stato mandato in onda sempre più tardi, adducendo questa scelta a cause vagamente complottiste, che avrebbero coinvolto Urbano Cairo e persino Silvio Berlusconi.

La Gabbia: il complotto anti Paolo Barnard





28
ottobre

RAI, AUGUSTO MINZOLINI CONDANNATO IN APPELLO PER PECULATO. L’EX DIRETTORE: SONO ALLIBITO

Augusto Minzolini

I giudici hanno cambiato idea: ora Augusto Minzolini non è più innocente. L’ex direttore del Tg1, oggi senatore di Forza Italia, è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione per peculato continuato, nonostante lo scorso anno fosse stato assolto in primo grado per la medesima accusa. La Corte d’Appello di Roma ha ribaltato quella sentenza e ieri ha giudicato il giornalista colpevole di aver utilizzato in modo improprio la carta di credito della Rai durante la permanenza a Saxa Rubra. Per l’ex direttore, il tribunale ha anche disposto l’interdizione dai pubblici uffici per l’intera durata della pena.

Sono allibito, attonito” ha dichiarato il senatore su Twitter, chiedendosi dove fosse finita la certezza del diritto. Riguardo alla vicenda della carta di credito, a Minzolini era stato contestato di aver sforato, in quattordici mesi, il budget a sua disposizione nella misura di circa 65 mila euro. L’ex direttore – è doveroso precisarlo – aveva rimborsato a Viale Mazzini l’intera somma contestatagli. In primo grado i giudici avevano assolto il giornalista, riconoscendone la buona fede: a seguito di quel pronunciamento, il giornalista aveva chiesto il reintegro alla direzione del Tg1. Ora invece le toghe hanno gli hanno inflitto più di quanto l’accusa avesse richiesto (due anni).


20
ottobre

BALLANDO CON LE STELLE 2014: UFFICIALE L’ARRIVO DI TONY COLOMBO

Tony Colombo

Ballando con le stelle 2014: Milly Carlucci ufficializza l’arrivo di Tony Colombo

Aggiornamento del 20 ottobre ore 12:40 – Su Twitter Milly Carlucci ufficializza l’arrivo di Tony Colombo nel cast di Ballando con le stelle 2014, a partire dalla quarta puntata di sabato 24 ottobre. Ballerà con Anastasia Kuzmina.

Ballando con le stelle 2014: clamorose uscite di scena

Articolo del 18 ottobre ore 00:53 - Una tempesta tra le stelle. Clamorosi colpi di scena caratterizzeranno la puntata di domani sera del varietà danzante di Rai1. Nella terza puntata di Ballando con le stelle 2014 ci saranno ben due defezioni (all’inizio o alla fine della puntata?) e due nuove entrate. Teo Teocoli, che balla in coppia con Natalia Titova, ha deciso – per problemi fisici alla schiena – di lasciare anzitempo il gioco. Non si conoscono, invece, i motivi che hanno spinto l’altro dimissionario a dire addio al celebrity talent di Milly Carlucci.


20
ottobre

TALPA MEDIA (THE VOICE) DI JOHN DE MOL IN VENDITA: 21ST CENTURY FOX E FREMANTLE INTERESSATE

Talpa Media

Talpa Media

Dopo l’acquisizione di Endemol e la nascita di una joint venture con Shine e Core Media, non è affatto detto che Rupert Murdoch rimanga con le mani in mano. Perché a quanto pare 21st Century Fox è interessata ad espandersi ulteriormente, accaparrarsi il maggior numero di format e accrescere a dismisura la propria library. E nel mirino ci è finita anche Talpa Media: ebbene sì, la società fondata da John De Mol, produttrice di The Voice e del reality Utopia, è a tutti gli effetti in vendita.

Il famoso produttore e ideatore del Grande Fratello, già fondatore di Endemol venduta a suon di dollaroni a Telefonica anni fa e poi passata nelle mani di Mediaset e ora di Fox, vuole già disfarsi della sua nuova creatura – visto il rapido successo ottenuto – e dedicarsi ad altro. Già lo scorso anno, a dire il vero, la galassia News Corp. offrì tramite Shine Group la bellezza di 450 milioni di euro. La cifra però non fu ritenuta congrua e per questo convintamente respinta.

Tra i pretendenti, oggi, vi sono – oltre a 21st Century Fox – anche Fremantle, ben nota anch’essa in Italia – di proprietà del gruppo RTL. 600-700 milioni di euro la cifra che potrebbe essere valutata la società, anche se De Mol vorrebbe superare di nuovo il miliardo di euro gettandosi puntando su mercati che potrebbero rendere molto in termini economici, come quello cinese.