TG/Informazione


4
marzo

TALK SHOW POLITICI VIETATI, LA RAI PERDE ASCOLTI E SPOT.

C’era da aspettarselo: La grande storia non è riuscita a trattenere il pubblico di Ballarò. E lo stesso è ipotizzabile che accada stasera con il film “La carica dei 101″ in sostituzione di Annozero su Raidue. In seguito allo stop ai programmi d’approfondimento Rai, gli ascolti ne risentiranno, così come gli introiti pubblicitari. Ma almeno la par condicio è salva.

Martedì sera il programma storico di Raitre, al posto del talk show di Giovanni Floris ha dimezzato l’ascolto della prima serata, fermandosi all’8% di share. E chissà cosa accadrà stasera quando i telespettatori di Santoro si troveranno di fronte all’enigma riguardo chi ha sequestrato i 101 cuccioli dalmata del celebre film, replicato più volte. Il conduttore di Annozero ironizza (“Siamo sul pezzo“) ma la polemica in Viale Mazzini rimane.

Addiruttura il serafico giornalista Bruno Vespa ha partecipato al sit in di protesta con Santoro, Floris, Annunziata contro le rigide restrizioni decise dalla Commissione di Vigilanza, ed ha affermato: “La coperta si è strappata e si è strappata in modo sbagliato, il silenzio dei talk show politici in campagna elettorale non si era mai visto e spero non succeda mai più“. Se la correttezza in ambito politico sembra essere sotto controllo, a perderci sono le tre reti Rai che per un mese saranno orfane di programmi di punta di prima e seconda serata. Secondo le ultime stime, la perdita pubblicitaria potrebbe arrivare attorno ai 4 milioni di euro.




28
febbraio

PRESA DIRETTA, ALLA RICERCA DELLA VERITA’ SULLA GIUSTIZIA ITALIANA

Nuovo appuntamento con le indagini di Riccardo Iacona e Presa diretta stasera alle ore 21.30 su Raitre. Dopo un tour nella disastrata situazione dell’abusivismo edilizio e del sistema d’istruzione, un altro viaggio nell’Italia più problematica, alla ricerca della verità nello scontro istituzionale che accende ormai da mesi il dibattito politico italiano. Tema caldo della puntata la giustizia, tra esigenza di rinnovamento e necessità di tutela, tra dati sconfortanti e utopie di cambiamento.

L’inchiesta parte in seguito all’approvazione in Senato di una legge che, contestualmente all’obiettivo del processo breve, cerca di sopperire alle mancanze di organico che rallentano l’efficacia e la velocità delle risposte ai cittadini. Il Sud sarà ancora una volta oggetto di disamina accurata per rendere chiara ai cittadini la difficoltà con cui lo Stato si trova a fronteggiare la criminalità.

Prima tappa: Marano, provincia di Napoli, zona socialmente complessa a causa delle profonde problematiche della camorra. A combattere il fronte dell’illegalità un palazzo di giustizia ospitato temporaneamente, e non è dato sapere fino a quando, nell’ex edificio degli uffici comunali, con tutto ciò che comporta una tale situazione di precarietà strutturale. I dati che arrivano da questa realtà sono eloquenti: dodicimila provvedimenti civili pendenti più circa tremila penali gestiti da un misero organico di 3 giudici e un cancelliere.


28
gennaio

IL TG1 APPRODA A MILANO E IL TGR INSORGE.

“Guerra civile” in casa Rai. Sembrano esserci, infatti, novità nella sede lombarda. E si sa, quando avvengono dei cambiamenti, non sempre sono tutti contenti. A generare la tensione è la creazione di una “succursale” milanese del Tg1 presso la sede regionale della TV di Stato. Tale decisione era già stata resta nota la scorsa estate alla presentazione del piano editoriale, approvato dal Cda e dalla redazione (con il tacito assenso della Commissione di vigilanza Rai), ed ora che sta diventando operativa con i primi incarichi affidati ai giornalisti inviati ad hoc a Milano (Elena Fusari scelta per seguire a Bologna il caso del sindaco dimissionario e Federica Balestrieri incaricata di curare un servizio sul Giorno della Memoria) l’insurrezione dei colleghi del Tgr non si è fatta attendere.

Questi ultimi, infatti, vedono la mossa come un atto di sfiducia nei loro confronti e di “valutazione negativa nei confronti della professionalità dei colleghi di Milano, che da anni, al contrario, hanno fornito una puntuale, rigorosa ed esaustiva copertura informativa”. Sospetto, questo, seguito dalle critiche al direttore del Tgr Alberto Maccari, colpevole a parer loro di aver tenuto “una posizione debole nella vicenda, pur avendo manifestato contrarietà al progetto”. La cosa che inasprito ulteriormente gli animi è stata la dinamica degli eventi: una stanza fatta sgomberare in fretta e all’improvviso, per cedere il posto ai colleghi del TG1. Afferma un comunicato (via La Stampa): 

È sconcertante innanzitutto che i colleghi della Tgr di Milano, caporedattore in testa, si siano trovati di fronte al fatto compiuto senza nessuna possibilità di confronto e che abbiano dovuto subire un’ennesima scelta che di fatto snatura e ridimensiona in maniera drastica il ruolo delle sedi regionali come terminali delle testate nazionali sul territorio”.

La ferma contrarietà della testata giornalistica regionale ha trovato la solidarietà di tutti i Cdr nazionali:

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15
gennaio

L’ULTIMA PAROLA SPETTA SOLO A GIANLUIGI PARAGONE. DA STASERA SU RAIDUE

Per entrare in Rai ben vengano i “padrini” politici. Questo sembra essere, in sintesi, il pensiero di Gianluigi Paragone, famoso giornalista in quota centrodestra (“In Rai mi hanno voluto Pdl e Lega. La cosa non mi imbarazza e non ho nulla di cui mi devo giustificare”, fonte Sorrisi) e attuale vicedirettore di RaiDue pronto a tornare in onda, dopo il flop di Malpensa, Italia, con L’Ultima Parola, nuovo talk di RaiDue che allieterà le nostre seconde serate del venerdì per 18 settimane.

Nonostante prometta di non fare il verso a Santoro (“Io non giggioneggio“), L’Ultima Parola sembra avere, dalle premesse, la stessa identica struttura di Annozero. Il programma verrà infatti aperto da un editoriale del padrone di casa a cui seguiranno il classico dibattito in studio, i servizi filmati e le inchieste. Presente anche una sorta di “nuovo” Marco Travaglio, Tommy Calabrese, dipendente delle Poste e  amico di Paragone, che avrà l’arduo compito di raccontare “le piccole storie ignobili di questa Italia”.

Vera novità riguarda invece lo studio che accoglierà (oltre che una passerella formata da 12 schermi al plasma e un grande ledwall) anche uno schermo touchscreen che permetterà al conduttore di scegliere simboli, grafiche e filmati in qualsiasi momento. E proprio questo schermo, definito addirittura magico, sarà protagonista della chiusura del programma: verrà infatti utilizzato per lanciare una sorta di “hit parade” con il meglio e il peggio della settimana televisiva su cui Paragone esprimerà la sua ultima parola.


15
gennaio

EMILIO FEDE FESTEGGIA I 19 ANNI DI INFORMAZIONE PER LE RETI MEDIASET

Sabato 16 gennaio 2010, si celebrano i 19 anni dell’informazione sulle reti Mediaset. Emilio Fede, con l’annuncio dello scoppio della Guerra del Golfo, nella notte tra il 16 ed il 17 gennaio 1991, tenne a battesimo su Italia 1 il primo telegiornale in diretta dell’allora Fininvest e diede per primo in Italia la notizia della guerra in Irak.

“Hanno attaccato! Il cielo di Bagdad e’ pieno di fuochi…”, fu la frase pronunciata in diretta da Emilio Fede – in collegamento con la giornalista Silvia Kramar da New York- con cui l’Italia venne a sapere che il conflitto era iniziato. La rapidità, la chiarezza e il ritmo con cui Emilio Fede condusse quel primo telegiornale, da lui chiamato “Studio Aperto“, è stato il primo significativo passo verso la nascita dell’informazione sulle reti Mediaset.

Emilio Fede ricorderà quella notte del ‘91, nel corso dell’edizione del Tg4 delle ore 19.00, riproponendo le immagini, le voci, i servizi e i collegamenti di allora, nonche’ le interviste e i commenti di giornalisti e inviati di guerra del tg4 che oggi, dopo 19 anni, sono fieri di affermare “io con Emilio Fede c’ero….”.





14
gennaio

TERRA!: I FATTI DI ROSARNO E LA CONVIVENZA CON GLI IMMIGRATI APRONO LA NUOVA STAGIONE DEL SETTIMANALE DEL TG5

Con la puntata di stasera prende il via la stagione 2010 di Terra!, il settimanale del Tg5 a cura di Toni Capuozzo e Sandro Provvisionato, in onda come di consueto in seconda serata sulla rete ammiraglia Mediaset, Canale 5. Sandro Provvisionato, dall’Arcivescovado di Milano, prende spunto dalla polemica innescata dalla Lega a proposito delle parole del cardinale Dionigi Tettamanzi su immigrazione e accoglienza, per dare il via al nuovo appuntamento dedicato alla convivenza possibile e impossibile tra comunità italiana e migranti.

Un argomento tornato prepotentemente alla ribalta dopo i recenti fatti di Rosarno, dove quasi 2 mila extracomunitari esasperati, in rivolta anche per le precarie condizioni di vita e di lavoro hanno, di fatto, bloccato l’intero paese facendo sfociare la protesta in svariati atti di vandalismo. Apre un servizio di Maria Grazia Loiero, che documenta la situazione di Rosarno ad una settimana dai disordini, sulla cui origine sembra più che realistico il coinvolgimento della ‘Ndrangheta.

A seguire, Marco Corrias, da Prato, accende l’attenzione sulla difficile convivenza tra italiani e cinesi. Una situazione esplosiva, dovuta soprattutto al numero di immigrati – 25 mila- che rende, quella pratese, una delle comunità cinesi più grandi d’Europa. Anna Migotto e Sabina Fedeli, infine, raccontano i problemi – ma anche gli sforzi tesi all’integrazione – di uno dei luoghi simbolo della multietnicità e multiculturalità milanese: Viale Padova. Una strada rettilinea, lunga circa quattro chilometri, in cui risiedono una cinquantina di comunità differenti, con due moschee e tre chiese. Un microcosmo difficile in cui è però possibile ravvisare, nelle storie comuni di molti dei suoi abitanti, la voglia di riuscire a convivere serenamente con il prossimo, qualunque sia il paese d’origine o il credo religioso.

Terra! è un programma del Tg5, a cura di Toni Capuozzo e Sandro Provvisionato. In redazione, Marco Corrias, Sabina Fedeli, Anna Migotto. Produzione esecutiva di Monica Ferraro.


11
gennaio

13 GENNAIO 2010: IL TG5 DIVENTA MAGGIORENNE E FESTEGGIA SUL WEB, IN ESCLUSIVA

E’ nato 18 anni fa, quando Enrica Bonaccorti alle 13 in punto, in diretta da Non è la Rai cedette la linea ad Enrico Mentana per il debutto del Tg5. Adesso, alle 15 del 13 gennaio, il Telegiornale dell’ammiraglia di Cologno festeggia la maggiore età in maniera singolare: per la prima volta, in diretta ed in esclusiva sul web, il Tg5 avrà un’edizione straordinaria su Mediaset.it. L’occasione è ghiotta: verrà infatti presentata la nuova area video del portale Mediaset e conduttori ed ospiti d’eccezione risponderanno in diretta alle domande degli spettatori e presenteranno in anteprima assoluta le novità agli internauti.

Ma vediamo cosa offrirà la catch up tv del Biscione:

FULL EPISODE IN FULL SCREEN

Si potrà rivedere la puntata intera a tutto schermo del programma preferito o la versione integrale di ogni edizione dei tg. In particolare saranno online:

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26
dicembre

STORIE DI CONFINE: DA STASERA UN NUOVO CICLO DI PUNTATE SU RETE4

Con il nuovo ciclo di Storie di confine – reportage prodotti da Videonews, realizzati in collaborazione con Retequattro e Mediafriends, che raccontano storie di dolore e di speranza in Nicaragua, Vietnam, Colombia, Nepal, Bolivia, Camerun, Albania e India – la rete diretta da Giuseppe Feyles torna ad accendere i riflettori sulla vita all’interno di alcune delle realtà più degradate del Terzo Mondo e sui progetti di aiuto e sostegno alle popolazioni bisognose, sostenute e promosse dalla Onlus creata da Mediaset, Medusa e Mondadori.

Si tratta di sei appuntamenti in onda da questa sera, 26 dicembre 2009, in seconda serata (con replica alla domenica mattina, prima della Santa Messa), dove vengono raccontate storie al limite dalle regioni più calde del globo, talvolta sconosciute alla maggior parte del mondo Occidentale .

Degrado, violenza minorile e povertà sono solo alcuni dei temi trattati. Dalle guerre tra bande minorili del Nicaragua alla ferita mai sanata del Vietnam, dai narcos ai desplacados della Colombia sino alla difficile ricostruzione di intere regioni dell’India dopo lo tsunami del 2004, Storie di Confine è un viaggio di denuncia alla ricerca della felicità nei luoghi più problematici del Pianeta.

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