TG/Informazione


6
ottobre

TG5: QUANDO LA BELLEZZA E’ TALENTO, MA MANCANO LE QUOTE AZZURE

Tg5 Redazione

La nostra Milly Carlucci le prenderebbe al volo fra le sue apiranti Miss. Ma, per questioni anagrafiche, dovrà rinunciarvi. In compenso, sarà contenta che quel suo enigmatico motto, per cui “la bellezza è già talento“, decifrabile quanto un codice a barre e rilevatorio come il quarto segreto di Fatima, sia trasversale ed applicabile ad ogni campo televisivo. Anche al giornalismo. 

Parliamo dei mezzibusto rosa del Tg5, che, da pochi giorni, hanno preso possesso (come vi avevamo annuciato in anteprima) degli studi del Palatino di Roma, relegando nell’oblio - con riferimento alle lucette rosse delle telecamere – i colleghi uomini con cui condividevano la scrivania delle 13.

Le coppie di fatto alla guida del Tg5 Giorno sono, infatti, state sciolte, per cui dentro sono rimaste Simona Branchetti, Claudia Geronzi, Elena Guarnieri e Paola Rivetta e fuori i loro partner mediatici; e, cioè, rispettivamente: Giuseppe Brindisi, Fabrizio Summonte, Luca Rigoni e Salvo Sottile. Al poker di giornaliste, il direttore Clemente Mimun, artefice di questo “golpe” interno al suo telegiornale, ha aggiunto una quinta donna: Costanza Calabrese.




28
settembre

SETTE MORTI IN UN MESE: LA MALA SANITA’ IN CALABRIA SOTTO LA LENTE DI INGRANDIMENTO DI “REALITY”

Reality La7“Probabilmente sì” è la disarmante risposta (riportata su Il Giornale di mercoledì 26 agosto) che il primario dell’ospedale di Locri avrebbe dato alla signora Caterina Nicita; la domanda era se sua figlia Sara, cinque anni da compiere il prossimo novembre, sarebbe ancora viva se i sanitari del nosocomio calabrese non l’avessero rispedita a casa con i nonni dopo un frettoloso check up, evidentemente approssimativo, sicuramente insufficiente. Da quel “probabilmente sì” e dalle sette morti sospette collezionate dagli ospedali della regione Calabria nel giro di un mese - quello di agosto, appunto - prenderanno il via le inchieste di Reality, a mezzanotte su La7.

Il programma, nato sulle ceneri di Effetto Reale, primo approfondimento del Tg La7, è andato sul posto per cercare di scoprire perché, in una regione che spende l’80% del suo bilancio per la sanità, si può ancora morire per una banale appendicectomia – come capitò nel gennaio 2007 alla sedicenne Federica Monteleone –  o per un’ingessatura troppo stretta – come accadde al piccolo Andrea Bonanno, sette anni, morto nel 2005 nell’ospedale di Cosenza. Ai microfoni dell’inviata, Flavia Fratello, tutto lo sconcerto, il dolore e la rabbia dei calabresi, preoccupati da questa indegna escalation di morte.

Per passare da un estremo all’altro, stasera su Reality anche un servizio di Paola Mascioli dall’isola di Samso, in Danimarca, dove le emissioni di CO2 sono state azzerate grazie allo sfruttamento di ogni risorsa energetica e al passaggio all’energia eolica. Per finire, un reportage da Rochina, Brasile: qui Vincenzo Adornato è andato a indagare tra i turisti del crimine, disposti a sborsare una manciata di cruseiros per un tour impavido a tu per tu col narcotraffico – principale fonte di sostentamento per i 250 mila abitanti della favela – e per pernottare in fatiscenti baracche trasformate all’occorrenza in caratteristici bed&breakfats.

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27
settembre

PARTE DOMANI IL NUOVO TG2 DI MARIO ORFEO: CAMBIANO LA SIGLA, LO STUDIO E SARA’ SEMPRE PIU’ INTERATTIVO

Mario Orfeo (novità TG2)Non si può escludere a priori che il pensiero del neodirettore del Tg2 non sia tornato, almeno per un fuggevole istante, a quell’edizione delle 13.00 di metà settembre, quando un suo giornalista inviato all’Aquila, Fabrizio Frullani, fece in diretta una certa confusione tra la nostra Nancy Brilli (già Dea Bendata per spot, poi idolo diversamente tragico di fiction di successo, da Commesse a Il Bello delle donne et cetera) e la speaker della Camera U.S.A. Nancy Pelosi, in visita istituzionale in Abruzzo sui luoghi del terremoto insieme al Presidente Gianfranco Fini. Gaffe di respiro internazionale, d’accordo, ma pur sempre gaffe.

Che dietro l’arrivo della doppia conduzione alle news del secondo canale ci sia  la reale necessità di evitare altre clamorose incespicate? Vero è che la conduzione in coppia – ma fuor di routine e soltanto in casi particolari - è solo una delle tante novità previste per il nuovo Tg2 da Mario Orfeo, ex Il Mattino ed ex la Repubblica alla direzione della testata Rai da fine luglio. Da domani ci saranno una nuova sigla – della vecchia resteranno solo le ultime note -, una nuova veste grafica e un nuovo studio con grandi schermi in cui i conduttori torneranno seduti dietro la scrivania dopo sette anni passati in piedi. La rinnovata scenografia, studiata da Carlo Carrè, lascerà inoltre lo spazio per gli ospiti invitati di volta in volta a commentare a caldo le notizie del giorno (un pò come già accade da tempo nel telegiornale delle 20 su La7, però).

I primi risultati di questo restyling si vedranno domattina con il rinnovato tg2 punto.it: dalle 10 alle 11, un’ora di informazione nuda e cruda (non più mixata all’intrattenimento come visto finora, quindi) con rassegna stampa di quotidiani e settimanali, un quarto d’ora di telegiornale alle 10.30, rubriche e numerosi collegamenti con internet. “Credo molto all’interazione tra tv e web, ha detto Orfeo al Corriere della Sera cogliendo l’occasione per lanciare anche il nuovo sito del Tg2.

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24
settembre

TRA POLEMICHE E SFURIATE, RIPARTE ANNOZERO. CON TRAVAGLIO E IL DISACCORDO DEL DIRETTORE LIOFREDI

Michele Santoro - Marco Travaglio (Annozero)

Direttore Liofredi, ci sarà Travaglio ad Annozero? Durante la conferenza stampa di presentazione del “nuovo” day time di Raidue, all’inevitabile domanda posta da un giornalista, il neo direttore di Raiude Massimo Liofredi rispondeva così: “è una domanda alla quale non posso rispondere“. Da allora è trascorsa solo una settimana ma ne è passata di acqua sotto i ponti. Neanche stessimo assistendo ad una saga degna di Beautiful. Prima la polemica per gli spot mancati, poi il problema del contratto a Marco Travaglio (ancora da risolvere), poi le minacce di non partire con il programma e infine un bel botta e risposta tra Michele Stantoro e Liofredi durante la presentazione del nuovo ciclo di Annozero, al via questa sera alle 21 su Raidue.

Tra i due sono volate parole grosse: se da una parte Santoro si lamenta del fatto che la redazione ha dovuto lavorare senza le risorse neccessarie in termini di troupe e con i contratti firmati con forte ritardo, dando del “bugiardo” al direttore, quest’ultimo esprime poi la propria opinione ribadendo che della trasmissione di Santoro ne farebbe a meno, considerando il giornalista un ospite della rete. Una conferenza show ripresa da tutti i telegiornali, dalla quale si evince come Liofredi e Santoro siano su posizioni poco conciliabili.

Risulta eccessiva e difficilmente comprensibile sia  la reazione di Santoro che grida alla mancata libertà di stampa per dei contratti firmati in ritardo, sia la dichiarazione di Liofredi che al giornalismo graffiante di Santoro preferisce l’approfondimento per famiglie firmato Monica Setta (Il fatto del giorno). 

Mentre in Rai la bufera continua…


22
settembre

MATRIX RIPARTE DALLA LIBERTA’ DI STAMPA: DIBATTITO BUONO E GARBATO PER LA RIAPERTURA DEL SALOTTO DI VINCI

Matrix (Alessio Vinci e la redazione)

Studio e grafica più allettanti (tinte più chiare forse in ossequio a coloro che da tempo hanno dimostrato la maggiore capacità di mantenere viva l’attenzione da parte dei colori del salotto concorrente di Vespa) e un parterre di buon livello e più numeroso del solito: questo è il nuovo profilo con cui Matrix, e il suo conduttore Alessio Vinci, si ripresentano al pubblico della seconda serata.

Il tema scelto per aprire il ciclo degli approfondimenti è la questione spinosissima della libertà d’espressione in Italia. Il dibattito è ordinato ed enuclea contrapposizioni adeguate e mai volgarmente gridate. Spesso però il conduttore si trova in difficoltà a gestire gli aspetti più paradossali della querelle e deve persino chiedere all’onorevole Gasparri di evitare di complimentarsi sulla qualità dei servizi perchè scatena un effetto stile cane che si morde la coda.

Vinci deve infatti dividersi tra la condizione di moderatore superpartes e di difensore della propria attività editoriale. Lo scandaglio del pluralismo del paese è dapprima affidato ad alcuni servizi preparati dallo staff del programmma, i cui giornalisti  tentano di tracciare un bilancio oggettivo del panorama culturale italiano. Il contraddittorio è affidato alle riflessioni dell’onorevole Gentiloni, e a voci autorevoli come quella dell’ottima penna del Corriere della Sera Beppe Severgnini che rivendicando la neutralità della sua testata prova a palesarsi come se fosse un oracolo di verità imparziale.





21
settembre

BOOM! TG5 REVOLUTION: NIENTE PIU’ CONDUZIONE IN COPPIA, SOLO DONNE PER L’EDIZIONE DELLE 13.

TG5

Clemente Mimun avrebbe già comunicato la novella, mica tanto lieta, alla redazione del TG5: l’edizione delle 13 si dimezzerà. E certamente ad essere ridotta non sarà la durata ma, piuttosto, il numero di conduttori al timone del telegiornale dell’ora di pranzo. Se sino ad oggi, infatti, eravamo abituati ad una conduzione in coppia, pare che il Direttore abbia ”ordinato” un ritorno alle origini. Per la serie, “un giornalista basta e avanza“!

In verità dovremmo dire “una giornalista”, poichè sembrerebbe che il poco clemente Mimun abbia intenzione di mettere da parte i giornalisti uomini preferendo, alle 13, una conduzione “rosa”, tutta al femminile.

Ulteriori cambiamenti, relativi ai telegiornalisti, sembrerebbero arrivare per l’edizione notturna del tg. In questo caso si dice che tra i tanti volti avvicedatisi in questi ultimi mesi, soltanto Paolo di Mizio sarebbe stato riconfermato. 


20
settembre

LA STORIA SIAMO NOI, QUANDO LA TV FA CULTURA: DA DOMANI LE NUOVE PUNTATE

La Storia Siamo NoiPortare la “cultura” in televisione, soprattutto in quella generalista, è da sempre un compito arduo e ingrato. Le leggi dell’auditel e le esigenze degli inserzionisti pubblicitari, spingono le aziende televisive a prediligere “gli aspetti economici”  rispetto a quelli “pedagogici” e questo significa spesso sacrificare iniziative e format in spazi e orari di nicchia, ignorati dal grande pubblico.  Succede così che mentre le pubblicità e le promozioni tartassano i telespettatori sui programmi più popolari e blasonati, passa invece sotto silenzio la rimessa in onda di autentiche “perle” televisive, che possono regalare a chi le segue, insegnamenti e valori. Una di queste “perle” è il prodotto di punta di Rai Educational e si chiama: “La storia siamo noi“.

“La storia siamo noi”, diretta e condotta da Giovanni Minoli (probabile futuro direttore di Raitre), riparte domani su Raidue in seconda serata con i suoi nuovi reportage. Tra tanti programmi e personaggi che spesso abusano e si cuciono addosso il termine “cultura”, il format Rai tiene fede a tutte le premesse che possono scaturire da uno slogan (come il suo) “la televisione da conservare“. 

Un piccolo scrigno di storia, cultura, approfondimento, proprio lì a portata di mano in seconda serata , “La Storia siamo noi” è  un’indagine nella memoria, un progetto editoriale e produttivo unico in Europa, con 240 ore di Storia all’anno (in onda su Rai Educational) che attingono per lo più dal grande archivio Rai. La riproposizione dei grandi fatti della storia, della politica e dell’economia, i gialli mai risolti, la cronaca che ha segnato intere generazioni:  ogni puntata affronta una tematica legata a fatti del XX secolo mediante documentari, filmati, interviste dell’epoca a cui  vengono a volte abbinate ricostruzioni.


18
settembre

LA MINACCIA ARRIVA SU CURRENT: CONTINUA L’IMPEGNO DI PORTARE IN TV QUELLO CHE GLI ALTRI NON VI FANNO VEDERE.

CURRENT SKY LA MINACCIA

E’ cosa ormai nota che Current Tv si contraddistingua fin dalla sua nascita come un canale originale, dove è garantito l’approdo di prodotti snobbati, o peggio ancora temuti, da altri network. E Current, con ogni probabilità, punta proprio sul quel sensazionalismo generato dall’oscurazione di ciò che trasmettono, prescindendo, forse, da valutazioni che ineriscono il contenuto del prodotto che si sceglie di mandare in onda.

Dopo il successo ottenuto con Citizen Berlusconi, che ha dato una spinta fondamentale alla popolarità e agli ascolti del canale 130 di Sky (con superamento complessivo nel prime time di canali come Sky Uno e Fox Crime), l’impegno a portare in tv materiale inedito continua, col favore soprattutto degli spettatori più attenti e in cerca di informazione. E fra tutte le polemiche, più o meno recenti, che investono il mondo dell’informazione in Italia, Current appare sempre di più come un’oasi felice, in cui il cross-over fra media diversi, e l’apporto degli utenti più attivi, diventano l’emblema di un nuovo modo di fare tv. E così lunedì 21 settembre alle 22.30 arriva su Current La Minaccia, controverso documentario di Silvia Luzi e Luca Bellino sulla figura di Hugo Chavez, in anteprima assoluta per la tv italiana.

La Minaccia, girato con un budget di 5000 euro e arrivato nel 2008 fra i film finalisti al David Di Donatello, è un pluripremiato film che parte dalla figura di Hugo Chávez per raccontare in modo lucido e distaccato la realtà del socialismo bolivariano, regalando allo spettatore, come raccontano gli stessi autori “una lettura che certo non coincide con gli enormi interessi economici e politici che l’Italia ha in Venezuela“. Ma perchè un film così apprezzato dalla critica ha faticato ad arrivare al pubblico televisivo? “In Italia i diritti tv sono stati acquisiti da Raiuno che li ha fatti scadere senza mai trasmetterlo” – ha spiegato Silvia Luzi – “L’unica emittente che ci ha dato la possibilità di raccontare quello che abbiamo visto e vissuto, paradossalmente non è il servizio pubblico, ma un network internazionale come Current. Il servizio pubblico ci ha oscurato, bloccando il documentario ed impedendoci di utilizzare il nostro lavoro per un anno intero. E non ci ha mai dato spiegazioni“.