TG/Informazione


1
luglio

CITIZEN BERLUSCONI REGISTRA ASCOLTI RECORD: NUOVA SPINTA ALL’ASCESA DI CURRENT TV

Current Tv @ Davide Maggio .it

Quando il web incontra il satellite, e i contenuti prodotti in rete esplodono in tv, lo scambio di informazioni diventa Current Tv, piattaforma che è l’emblema del cross-over fra media diversi.

Documentari, inchieste, giornalismo a 360°, in un sistema peer-to-peer che vede analizzati ogni giorno politica, costume, cultura pop, cronaca; questi gli ingredienti del network, visibile in Italia al canale 130 di Sky. Current Tv è per molti un’oasi, in cui il giornalismo non è qualcosa da guardare con distacco, ma uno scopo comune a cui poter collaborare. Basta un video, un pod, un’inchiesta “fatta in casa”, per entrare nella grande community di Collective Journalism che caratterizza il canale. E Current, che l’8 maggio ha spento la prima candelina, si sta pian piano imponendo, con ascolti in crescita, un’eco notevole nei social network (facebook e twitter in testa), e una community di utenti sempre più numerosa e attiva.

A spingere il trend di costante crescita, che ha favorito il passaggio da un palinsesto shuffle (brevi video in sequenza casuale) ad uno più complesso e variegato, è stata sicuramente la messa in onda di un documentario controverso e tanto discusso. Stiamo parlando di Citizen Berlusconi, diretto da Andrea Cairola e Susan Gray e prodotto dall’italiana Stefilm nel 2003, fino al giugno scorso mai andato in onda in Italia, ma già visto da tantissimi italiani attraverso i più conosciuti software di peer-to-peer, Emule in testa. Current Tv è stata infatti la prima emittente del bel paese ad aver messo in onda Citizen Berlusconi in un’edizione rivista e corretta, contenente le aggiunte del caso, in vista degli anni passati dalle sua “prima edizione”. L’ascesa del nostro primo ministro, dunque, raccontata in collaborazione con giornalisti e politici di tutto il mondo, è stata l’occasione di un notevole rilancio per il Network fondato nel 2005 da Al Gore.

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26
giugno

“BUONGIORNO REGIONE”, QUANDO LA BUONA INFORMAZIONE VIENE PREMIATA DAL PUBBLICO

Buongiorno regione - News Raitre

In tempi di presunti scandali a sfondo sessuale, foto esclusive e notizie velate, l’informazione è sempre più spesso sotto accusa. Almeno un certo tipo di informazione. Se il Tg1 di Minzolini è stato criticato e ripreso dai vertici Rai, e il Tg2 chiede un rinnovamento al passo col digitale (leggi qui), i telegiornali regionali e le loro rubriche vanno a gonfie vele, garantendo qualità dell’informazione e un ottimo riscontro di pubblico. E’ il caso di Buongiorno regione, esperimento di prima mattina di Raitre (ore 7.30), confermato anche per la prossima stagione, a partire dal 28 settembre.

Il mix di rassegna stampa, ultim’ora, news su traffico e meteo, rigorosamente regione per regione, ha colpito nel segno. Partito inizialmente in quattro regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Lazio e Campania), Buongiorno regione è stato esteso a tutto il territorio nazionale dallo scorso gennaio, incrementando, di settimana in settimana, gli indici d’ascolto e il gradimento del pubblico. L’aproffondimento quotidiano del Tgr ha ottenuto una media del 12.77% di share, raddoppiando gli ascolti della fascia della terza rete Rai.

In alcune regioni si è rigistrato un vero boom di ascolti: in Piemonte si è arrivati a una media del 19.68% e in Basilicata addirittura al 73% di share. Questi dati, in alcuni casi eclatanti, dimostrano un interesse mai scemato degli italiani nei confronti dell’informazione, della buona informazione. E mentre Tg1 e Tg5 vedono gli ascolti in ribasso, i Tg regionali mantengono uno zoccolo duro di telespettatori, così come gli spazi news de La7 stanno dando i propri frutti.


23
giugno

DM LIVE24: 23 GIUGNO 2009 [SPECIALE "PAPI GATE" E L'INFORMAZIONE ITALIANA]


Live Comment on davidemaggio.it

Non sai cos’è DM Live24? Leggi qui

Dal Diario di ieri…

  • Papi Gate

Marco82 ha scritto alle 13:28

[Dicono che] oltre a Syria del Gf ci fossero anche [sul motoscafo del Berlusca] Marianne Puglia (La Fattoria) e Susanna Petrone (giornalista di Guida al Campionato);

Vince ha scritto alle 14:09

E’ stato calcolato che circa 15 milioni di Italiani, che si informano solo attraverso la televisione, non sanno ancora nulla del “Cime di rapa gate” che ha coinvolto Berlusconi… A causa dell’occultamento della notizia ad opera in particolar modo della RAI (di Mediaset non si è sorpreso nessuno!). Non sarà un regime… ma ci manca davvero poco!

giulia ha scritto alle 09:54

Ragionando per paradossi, se c’è qualcuno che diffonde strumentalmente (e bulimicamente) notizie sui vizi privati di Berlusconi è anche giusto che altri le occultino. Tanto La Repubblica, Santoro e Dagospia bastano ed avanzano (insieme a D’Avanzo…).

giulia ha scritto alle 14:48

Marianne Puglia ha un’espressione (se di espressività si può parlare) inequivocabile. Stupisce che sia arrivata fino alla Certosa, io pensavo che esercitasse in luoghi meno ameni. 

Mari 611 ha scritto alle 15:49

In effetti dei fatti privati di Berlusconi, con quanti euro paghi Miss Cime di Rapa e per quante serate recluti lei e le sue amichette non ne impippa niente a nessuno. Il dramma è trovarsi la suddetta Miss nelle liste elettorali della Puglia…

Continua nella seconda parte del post:





19
giugno

IL TG2 AL DIRETTORE CHE VERRA’: “VOGLIAMO ESSERE I PRIMI DELLA NUOVA TV”

Tg2

Il Tg2 vuole diventare il numero 1. Con lo sbarco sul digitale terrestre e consapevoli di una Raidue in cerca d’identità, il telegiornale del secondo canale mette le mani avanti e rivolge delle richieste ben precise al direttore che verrà (probabilmente Mario Orfeo del Mattino). “Eravamo il secondo telegiornale della vecchia televisione, la sfida e’ diventare il primo della nuova“, scrive l’assemblea dei giornalisti in un documento approvato all’unanimità nel quale si legge - ”Abbiamo perso nell’edizione principale fino a 7 punti di share in 7 anni. Abbiamo perso anche il Tg della notte e una collocazione idonea per una rubrica storica come ‘Tg2 Dossier’“.

Ed in effetti gli ascolti non sono più quelli di una volta: l’edizione delle 13 soccombe di fronte al Tg5 (ieri 2.535.000 spettatori e 16.5% di share contro i 3.834.000 e 24.59%) anche se il Tg2 rimane l’unico programma capace di alzare la media del day time della rete. E quando si parla di telegiornali, inevitabile il problema del traino: “chiediamo sia valorizzato il Tg2 delle 13 con adeguati traini, pensiamo sia utile un ripensamento del Tg delle 20,30 ed offrire a ‘Tg2 Dossier’ una seconda serata di pregio. Riteniamo, inoltre, che sia necessario ripristinare il Tg2 della notte”.

Il ritorno de I fatti vostri nella fascia meridiana potrebbe dare nuova linfa al tg, anche se è consigliabile un restyling allo studio e alla grafica, puntando sull’interattività per catturare il “nuovo” target di rete. Pensare, inoltre, ad una versione più leggera dell’edizione serale, schiacciata dagli access delle ammiraglie, sarebbe cosa buona e giusta. Anche se di fronte a tutte queste richieste, il telespettatore medio di Raidue ne avenzerebbe volentieri un’altra, e a gran voce: eliminare il tg di mezza sera e Punto di vista per evitare di spezzare la continuità del palinsesto tra prima e seconda serata.

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29
maggio

TERRORISM, LA STORIA DEL TERRORISMO RACCONTATA DA CLAUDIO BRACHINO NELLA SECONDA SERATA DI RETE4

Terrorism - Top Secret

Per ogni terrorista esiste un combattente per la libertà“: con questo slogan Top secret e Claudio Brachino presentanto Terrorism, nuovo programma di approfondimento in onda, in seconda serata su Rete4, a partire da lunedì 22 giugno. Sei appuntamenti per raccontare i principali eventi e personaggi della storia del terrorismo, dalla seconda guerra mondiale agli anni 2000.

Brachino, direttore di Videonews, introdurrà e commenterà alcuni documentari prodotti da Uktv History e distribuiti dalla BBC nei quali viene tracciata la storia e gli sviluppi delle organizzazioni terroristiche e dei boss più tristemente noti alle cronache mondiali: Al Qaida, Che Guevara, Eta, Fatah&Hamas, Ira, Ku Klux Klan.

Terrorism indagherà su ragioni, etica e metodi legati al fondamentalismo islamico, all’organizzazione armata di lotta per la liberazione del popolo basco, alla lotta armata palestinese, all’organizzazione militare nata per liberare l’Irlanda dall’autorità britannica, al movimento razzista, i cui adepti si nascondono dietro tuniche e cappucci. Un excursus che non mancherà di delineare figure come quella di Ernesto Guevara, assurta a mito, dopo essere diventa un’icona di livello internazionale per quella parte di persone che si riconoscono nei suoi ideali rivoluzionari. Un programma-verità, a volte scomodo, che va a scavare nelle pagine più dolorose della memoria, per raccontare come il mondo sia cambiato a causa di questa forma di guerra occulta.





7
maggio

SILVIO E VERONICA: ECCO PERCHE’ ALCUNI TACCIONO. STASERA SANTORO PREPARA UNA PUNTATA AL FULMICOTONE DI ANNOZERO

Veronica Lario, Noemi Letizia, Silvio Berlusconi, Bruno Vespa, Michele Santoro

Che l’annunciato divorzio di Veronica Lario da Silvio Berlusconi possa intaccare gli equilibri politici del belpaese è un dato di fatto. Che sia un questione privata, è relativamente vero. E la relatività sta nel fatto che una questione privata come quella di cui parliamo assurge inevitabilmente al rango di “res publica” non solo per la “pubblicità” dei protagonisti ma anche e soprattutto per le scontate, seppur indirette, implicazioni e ripercussioni che la faccenda può avere nel sistema politico italiano.

D’altro canto, è noto a tutti che le vicende private dei più celebri Presidenti Americani abbiano rappresentato un tassello importante nella storia politica statunitense e siano state oggetto di approfondite analisi atte, tra l’altro, a valutare a 360° l’inquilino di turno della Casa Bianca. Ma come mai in Italia tutto sembra tacere e persino quei programmi che vivono di gossip e che farebbero carte false pur di poter offrire in pasto al pubblico tradimenti, nascite di nuovi amori, divorzi eccellenti, assegni di mantenimento stratosferici sembrano, tutt’a un tratto, disinteressati alla liaison Silvio-Veronica?

Se i maligni sono pronti a parlare di “regime” e se, allo stesso tempo, viene facile pensare ad uno spontaneo silenzio da parte delle emittenti del Biscione, sembra quanto meno strano che anche la maggior parte delle reti della TV di Stato abbia preferito glissare sull’argomento. Situazione decisamente anomala che meritava di essere approfondita e trovare una spiegazione. Per questo motivo, DM è andato a spulciare nei resoconti delle sedute della ”Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi” (meglio nota come Vigilanza RAI) e, a quanto pare una spiegazione l’abbiamo trovata.


29
marzo

IL “CAPPIO AL COLLO” PASSA AI TELESPETTATORI: DANIELA MARTANI CONDURRA’ SIPARIO

Daniela Martani a Sipario @ Davide Maggio.it

Ho voluto risarcire, e non è la prima volta che lo faccio, una persona che ha avuto un passato difficile, fatto di sconfitte pesanti come macigni. Ebbene sì: Daniela Martani sarà la nuova conduttrice di Sipario“. Con queste parole Emilio Fede ha annunciato l’arrivo dell’ex-pasionaria dell’Alitalia al rotocalco del Tg4.

Parole forti come “risarcire” e “pesanti sconfitte” fanno un pò sorridere se pensiamo che sono associate ad un mondo, quello dei reality, in cui Daniela si è lanciata di sua spontanea volontà, come tanti altri ex-concorrenti finiti nel dimenticatoio. Ma a differenza di quelle degli altri quasi-vip che si fregiano del titolo di “eliminati”, le vicende della Martani costituiscono ormai una saga notissima al bel paese; abbandonata la casa del Grande Fratello per difendere il posto da hostess Alitalia-Cai, l’ex-gieffina si era vista arrivare a casa la tanto discussa lettera di licenziamento. E come se non bastasse, una volta fatto il suo ingresso nella Fattoria di Canale 5, era stata subito rispedita a casa dai telespettatori attraverso un voto plebiscitario, sintomo del bassissimo indice di gradimento che la pasionaria riscuote tra i telespettatori.

A pesare su di lei la discussione circa l’ormai famigerata aspettativa non retribuita, che l’hostess non era riuscita a chiedere alla CAI prima di entrare nella casa del GF. Ci aveva pensato Alfonso Signorini ad aprire le polemiche, ricordando al pubblico che la cassa integrazione è pagata dal contribuente, e definendo la sola eventualità che potesse esserle riconosciuta, una “vergogna nazionale“. E questa vergogna, fortunatamente mai arrivata, contribuì al successo del Grande Fratello, la cui impennata di ascolti fece ben sperare che la Martani potesse essere un valido acchiappa-share anche per la Fazenda di Paraty. Speranza presto disattesa. Il resto è storia.


21
marzo

ANCHE UMBERTO VERONESI SBARCA SUL SATELLITE

Umberto Veronesi

La campagna acquisti di Sky procede senza tregua, abbracciando anche quei settori lontani dai lustrini e paillettes dell’intrattenimento.

Se negli ultimi tempi non si è parlato che di Fiorello, Cuccarini e Panariello, non è meno sorprendente l’ultimo ingaggio del satellite di Murdoch: Umberto Veronesi. A partire da venerdi scorso, il rinomato oncologo, affiancato da Alessandro Cecchi Paone, animerà le dodici puntate di “Una vita dedicata alla scienza”.

La trasmissione, di divulgazione scientifica, è prodotta da Class Editori con la Fondazione Umberto Veronesi, per i tre canali televisivi della casa editrice. Appuntamenti della durata di mezz’ora che andranno in onda su Class Cnbc, il venerdì alle 19 e a mezzanotte; il sabato alle 12 e alle 22 e la domenica alle 15 e alle 23. La prima puntata è stata incentrata sulla lunga esperienza di Veronesi, oggi 83enne, che affronterà il tema della vocazione del medico. Successivamente, l’attenzione dell’oncologo si sposterà su temi a lui congeniali come la lotta al cancro, la ricerca e la divulgazione, l’impegno per le donne, l’invecchiamento e l’estendersi dell’aspettativa di vita, il sesso, l’amore e la rivoluzione del Dna. Insomma, ci sarà materiale pronto a soddisfare le curiosità dei più esigenti ma, fattore più importante, il tutto sarà contraddistinto dalla qualità e dalla franchezza dei servizi realizzati da chi nel proprio settore è all’avanguardia, contrariamente a quanto avviene su alcune emittenti, nazionali e locali, dove alcuni temi vengono trattati da chi non ne è all’altezza.