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29
marzo

ISOLA DEI FAMOSI 7, LOREDANA LECCISO A DM: APPARIVO ARROGANTE E SFRONTATA MA IN REALTA’ NASCONDEVO SOLO UNA GRANDE INSICUREZZA.

E’ il personaggio dal quale ci si aspettava di più da questa Isola dei Famosi numero 7, ma in Nicaragua il telespettatore ha avuto a che fare con una Loredana Lecciso differente da quella a cui era abituato. Meno incline allo spettacolo, meno avvezza a “pose da star”, l’ex Signora Carrisi è  naufragata su Raidue con un obiettivo, raggiunto, più personale che professionale. Una sorta di analisi introspettiva con la consapevolezza, però, di riaccendere – come dichiara lei stessa – un meccanismo televisivo che si era assopito. L’abbiamo incontrata ieri, a pochi giorni dal suo ritorno alla realtà.

Se Loredana Lecciso dovesse definirsi con tre aggettivi, quali userebbe?

Simpatica, paziente e un po’ umorale.

In realtà sull’Isola abbiamo visto una Loredana insofferente, come se non fosse a suo agio, desiderosa di tornare a casa.

La voglia di tornare a casa c’era, è una grande verità. Ma nello stesso tempo c’era anche una grande voglia di vivere quell’esperienza. Era una lotta interna abbastanza forte. Adesso credo di aver raggiunto il giusto equilibrio.

L’obiettivo della partecipazione all’Isola qual era?

L’obiettivo non te lo dico, però l’ho raggiunto (lo svelerà nel corso dell’intervista, ndDM).

Personale o professionale?

Personale. Quando raggiungi quelli personali, raggiungi conseguentemente quelli professionali. Credo che l’importante sia stare bene con se stessi. La vera sfida era quella personale.

Cioè?

Sono anche piccole stupidaggini, superare piccoli problemi. Se vuoi piccole banalità… 

Per esempio?

Per esempio affrontare la mancanza di uno specchio, il farsi vedere senza trucco, il vivere senza il telefonino. L’Isola ti rapisce dalla tua quotidianità, dalla tua vita, cose per me sacre e che non mollo. Riuscire a sopravvivere in una situazione non ottimale e conviverci dicretamente è stato un mio obiettivo.

In effetti ha prevalso il tuo aspetto intimistico mentre eravamo abituati al tuo lato più televisivo.

Allora vedi che l’obiettivo l’ho raggiunto?

Dunque l’obiettivo era farsi vedere in vesti nuove.




27
marzo

TI LASCIO UNA CANZONE: I BABY TALENTI DELL’ORIGINALE TORNANO STASERA CON ANTONELLA CLERICI TRA SUPER OSPITI E GIURATI D’ECCEZIONE.

E’ passato solo un mese, circa, da quando Antonella Clerici, luccicante come un Mirrorball nei suoi eccentrici abiti firmati Gai Mattiolo, ci salutò stringendoci in un grande abbraccio dal palco dell’Ariston con un arrivederci: “Vi do appuntamento a fine marzo con i miei bambini”.

Fine marzo è arrivato e con esso l’appuntamento in programma, a partire da stasera, alle 21.10 su Raiuno in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli conTi lascio una canzone”. Lei è già lì, puntualissima e carica, in attesa di aprire la prima di otto puntate. Ma in realtà Antonellona, carica lo è già da un pezzo, dato che per ben 9 settimane ha dovuto tenere a bada la rabbia che l’assaliva al solo guardare quello che lei (e non solo lei) ha chiamato la fotocopia del suo programma musicale, “Io canto”. Fatto sta che la polemica, per alcuni versi condivisibile, ha risvegliato l’interesse di un pubblico che rischiava di essere ormai assuefatto da tale format.

“Diffidate dalle imitazioni” (di grande successo, però) e sintonizzatevi su Raiuno per la terza edizione del varietà musicale che vede come protagonisti i bambini dai 7 e i 15 anni che, accompagnati dall’orchestra di 30 elementi diretta da Leonardo De Amicis, si sfideranno al suon dei brani che hanno segnato la storia della musica italiana. I giovanissimi talenti, provenienti dalle scuole di canto di tutt’Italia passeranno al vaglio della giuria composta da Barbara De Rossi e Stefano d’Orazio. Ad accompagnare i due giurati fissi in questa serata d’esordio ci saranno anche Claudia Gerini e Bud Spencer nelle vesti di giurati d’eccezione.


26
marzo

SGARBI SALVI L’ARTE: VITTORIO SGARBI IN COPPIA CON FRANCESCO SALVI NOVELLO SANTORO PER RETEQUATTRO

Prezzemolino di lusso, ospite irrinunciabile per ogni talk “passionale” che si rispetti, Vittorio Sgarbi è, da sempre, perennemente in bilico tra cultura e trash tv. Ora, però, c’è una novità, non di poco, che lo porterebbe ad abbandonare la sua carriera da guest ma non quella televisiva. Il critico d’arte più famoso del piccolo schermo è pronto a debuttare come conduttore, ad anni di distanza del celebre “Sgarbi quotidiani”, in un programma di informazione targato Retequattro.

Ma Sgarbi non sarà solo. Accanto a lui, sorprendentemente, ci sarà il comico Francesco Salvi, la cui ultima avventura televisiva risale alla Fattoria 3. Dai cognomi dei protagonisti, ecco, dunque, il titolo del programma: Sgarbi Salvi l’arte. Un titolo curioso e che spicca per originalità ma che poco sembrerebbe adatto ad una trasmissione che si pone l’ambizioso obiettivo di fare da contraltare all’Annozero di Michele Santoro.

Ebbene si, è questa l’ardua missione che i vertici di Cologno avrebbero affidato all’ex assessore del Comune di Milano e che, probabilmente per l’alto “volume” che accompagna le apparizioni di Sgarbi,  vedrà il programma testato a breve per poi essere eventualmente riproposto in autunno. Da sottolineare, infatti, che non è la prima volta che in casa Mediaset si pensa ad un talk d’informazione sul modello Santoro e che tutti i tentavi sono falliti miseramente.





23
marzo

INTERVISTA A MILO INFANTE E LORENA BIANCHETTI. IL CONDUTTORE A DM: “MARANO HA PROVATO A DARE UNA SVOLTA GIOVANILISTICA AL POMERIGGIO DI RAI2 MA L’HA QUASI UCCISA”. E SULLA SENETTE…

Non si può certo dire che non ti diano soddisfazioni. Milo Infante e Lorena Bianchetti ci hanno accolto nei loro camerini di Corso Sempione a Milano e, tra un pasticcino e un caffè, si sono raccontati senza maschera alcuna. Dalle esprienze professionali pregresse alla attuale conduzione dell’Italia sul 2, i padroni di casa del talk pomeridiano di Raidue non si sono tirati indietro di fronte a nessuna delle nostre domande. Da Francesca Senette ad Antonio Marano, da Marco Castoro a Monica Setta, da Pippo Baudo a Michele Cucuzza, Milo e Lorena, per dirla come la collega che li precede in palinsesto, ci hanno raccontato tutto, ma proprio tutto dei dietro le quinte della seconda rete della TV di Stato. Partiamo proprio dalle loro “origini”…

Milo viene dal giornalismo, Lorena dal varietà. Il primo è figlio d’arte, la seconda, invece, è figlia di pasticceri (figlia d’arte bianca). Cosa avranno mai in comune Milo Infante e Lorena Bianchetti?

Milo: La sensibilità. Abbiamo una sensibilità che è comune, abbiamo una veduta di intenti e una visione dei valori della vita comune. Sembra una ragazza dissoluta ma è una ragazza che ha dei principi.

Non cominciamo parlando di valori altrimenti devo fare la classica domanda su quest’alone clericale che pervade la Bianchetti. Anzi Lorena, lo confermiamo o lo smentiamo?

Lorena: Dipende da cosa intendi per alone clericale. Se intendi il vestirsi di bianco, mi è capitato di farlo solo col camice di papà! Scherzi a parte, credente lo sono sempre stata, poi la vita e la professione mi hanno portato a fare quest’esperienza, umanamente e professionalmente importantissima, che porto nel cuore e nella quale sono rimasta Lorena. Un‘esperienza che mi ha permesso di fare determinati studi e di crescere. Quindi la conservo gelosamente.

Sei spalleggiata da un determinato ambiente?

L: Cosa significa essere spalleggiati?

Significa essere “aiutati” da qualcuno, cosa che capita spesso quando si fa parte di determinati ambienti.

L: Non ho mai fatto parte di gruppi particolari per mia scelta, se poi parli di fare bene il proprio lavoro e di essere apprezzati il discorso è diverso. Il mio percorso è stato lineare ma capisco possa aver suscitato delle invidie. Finita l’esperienza della Corrida, l’ultima di Corrado che ebbe uno straordinario record d’ascolto, ho cominciato a lavorare per Rai International con un contratto di tutto rispetto. Allo stesso tempo  è arrivato A sua Immagine, che in tanti mi sconsigliarono ma che, invece, mi è stato utile. Era tra l’altro l’anno del Giubileo. È stato bello, ho potuto anche fare interviste in lingue straniere sfruttando così la mia laurea.

Quanto conta la politica in RAI?

M: Tanto. La politica è insita nella RAI, anche se credo che sia la TV di Stato ad aver bisogno della politica più che il contrario. Molte persone che lavorano nell’azienda non sono adeguate alla posizione ricoperta, per cui se non ci fosse la politica “a sostenerle” avrebbero ben più di un problema.

Dei talk show politici che ne pensi?

M: Io sono un consumatore di talk show politici, seguo e mi piace Santoro. E’ un istrione della notizia,  che fa un tipo di programma particolare perchè la sua non è informazione pura, nel senso che segue un percorso definito: sa dove inizia e dove “andare a parare”. Per questo è molto diverso, ad esempio, da Vespa, che seguo allo stesso modo. Non mi piace invece Floris, ha sempre quel sorrisino che ti viene da dire “ma che cazzo c’hai da ridere”.

Su Raidue oltre a Santoro c’è Paragone. Tra i due chi preferisci?


22
marzo

ANTONELLA CLERICI AL FULMICOTONE: SPARA A ZERO SU IO CANTO E RIVUOLE LA PROVA DEL CUOCO.

E’ stato un incontro riservato a pochi. Una dozzina di giornalisti delle principali testate nazionali che si sono recati alla corte di Antonella Clerici, riunitasi per l’occasione al Circolo Sportivo della RAI per presentare, nella Capitale, la nuova edizione di Ti Lascio una Canzone. Edizione che, ai comuni mortali dell’informazione, verrà presentata venerdi prossimo al CPTV Napoletano della RAI da cui andrà in onda lo show.

E Antonella non le ha di certo mandate a dire nei confronti dell’ “amato” dirimpettaio, colpevole di averle copiato il format:

Ci sono rimasta malissimo. Se guardavo ‘Io canto‘ mi sentivo male dalla rabbia. Era come avere le ‘traveggole’ e vedere il proprio programma su un’altra rete. E d’altronde l’ha detto anche Gerry Scotti che non era una copia ma era proprio lo stesso programma“. Al tempo stesso, però, non nasconde di temere ”il rischio usura, venendo dopo 9 settimane di una gara analoga, con l’unica differenza dello stile di conduzione. Confido che la gente aspetti il nostro programma nonostante sia andata in onda fino alla settimana prima una copia“. Ma il capostruttura Michele Bovi la rassicura: “Il format di questo programma e’ la conduzione di Antonella“. “Non e’ un caso se su Canale 5 non ha ottenuto il successo sperato ed e’ stato costantemente sconfitto da ‘Ballando con le stelle’“, gli fa eco Mazza.

Non solo Ti Lascio una Canzone. Reduce dai successi sanremesi, la procace conduttrice fa la voce grossa e non esita a dichiarare di volersi riappropriare della sua amata Prova del Cuoco, preferendola a Domenica In e a La Vita in Diretta.





22
marzo

TI LASCIO UNA CANZONE, AL VIA SABATO: BAGLIONI, SCANU e VARTAN OSPITI DELLA PRIMA PUNTATA. DE ROSSI, D’ORAZIO E GERINI GIURATI.

Dopo il grande successo delle prime due edizioni, sabato 27 Marzo in prima serata torna Ti lascio una canzone”, il varietà musicale di RaiUno condotto da Antonella Clerici, in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli.

Per 8 puntate i protagonisti assoluti saranno 35 giovani interpreti di età compresa tra i 7 e i 15 anni, provenienti dalle scuole e accademie di canto di tutte le regioni d’Italia, che canteranno le canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana accompagnati da un’orchestra dal vivo di  30 elementi, diretta dal maestro Leonardo De Amicis.

La giuria interverrà esprimendo il proprio parere sull’esibizione e conferendo il premio di qualità alla migliore interpretazione. Sarà poi il pubblico da casa, tramite il televoto, a decretare la canzone vincitrice che passerà direttamente in finale. Oltre alla presenza fissa di Barbara De Rossi e Stefano D’Orazio, la prima puntata vedrà Claudia Gerini in veste di giurata d’eccezione. Ospiti della prima puntata saranno Claudio Baglioni, il vincitore del Festival di Sanremo Valerio Scanu, la cantante Sylvie Vartan e i tre tenorini Gianluca, Ignazio e Piero che tanto successo hanno ottenuto la scorsa edizione.


21
marzo

TUTTI PAZZI PER AMORE 2: TORNA LA FICTION CAMPIONE D’ASCOLTI DELLA SCORSA STAGIONE

C’è una casa di produzione che, oltre a creare dei fenomeni di costume, riesce a dar vita a prodotti divertenti, gradevoli ed innovativi: ci riferiamo ovviamente alla Publispei. Fondata nel lontano 1974 e attualmente presieduta da Carlo Bixio, la famosa società non ha mai sbagliato un colpo: Un medico in famiglia, Lo Zio d’America, I Cesaroni e, dulcis in fundo, Tutti pazzi per amore – tutte serie che, volenti o nolenti, sono entrate nell’immaginario collettivo.

E questa sera alle 21.30 parte su RaiUno l’attesa seconda stagione di Tutti pazzi per amore, come sempre diretta da Riccardo Milani. Nata dalle menti di tre italiani (Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Stefano Bises) la serie coprodotta da RaiFiction si è fatta apprezzare per la sua sceneggiatura irriverente ma, allo stesso tempo, capace di trattare argomenti “importanti” riuscendo nel suo piccolo ad animare le coscienze dei telespettatori. A far da cornice alle varie vincende che mano a mano si intrecciano, le più belle canzoni italiane, dagli anni ‘50 ai giorni nostri, talmente ben integrate nella struttura narrativa da rendere la serie altamente innovativa.

Dopo i successi della prima stagione, soprattutto tra il pubblico giovane, solitamente lontano dalla prima rete Rai, ritroveremo quindi tutti i protagonisti, da Paolo (Emilio Solfrizzi) a Monica (Carlotta Natoli) e a Michele (Neri Marcorè) – novelli sposi dal destino infame -, da Stefania (Marina Rocca) a Giulio (Luca Angeletti) – con ben 3 bambini da gestire – senza dimenticare i tre “piccolini” della famiglia Cristina (Nicole Murgia), Emanuele (Brenno Placido) e Nina (Laura Calgani). New entry della serie, invece, sarà Laura (Antonia Liskova), nuova vicina di casa di Paolo, che come il protagonista sarà alle prese con un lavoro nuovo.

Tante le novità che ci attendono dopo il salto:


20
marzo

MILLY CARLUCCI A DM: CON BALLANDO CON LE STELLE ABBIAMO VINTO PUR NON AVENDO 200.000 EURO PER UN OSPITE COME LA CARRA’. E A DM ANNUNCIA: “PER L’ESTATE UN NUOVO FORMAT”.

Ha trionfato al Premio Regia Televisiva, dove per il secondo anno consecutivo, oltre alle 6 statuette già incassate nelle scorse edizioni, ha vinto l’Oscar TV come Miglior Programma dell’Anno per Ballando con le Stelle. E’ con ogni probabilità la conduttrice italiana che sbaglia meno di tutte e, da brava atleta, se si prefigge un obiettivo deve raggiungerlo a tutti i costi. L’ultima delle sue mission catodiche era quella di battere la nuova e temibile concorrenza di Io Canto che minava gli ascolti stratosferici registrati dal suo talent show nelle precedenti stagioni. Obiettivo raggiunto, grazie alla sua determinazione e alla sua sicurezza. Posata ma grintosa, seria ma sorridente, Milly Carlucci ha chiacchierato con DM in quel di Sanremo, proprio dove si celebrava il successo del suo programma, rivelando, tra l’altro, dei particolari interessanti inerenti Ballando con le Stelle e il suo futuro professionale. Iniziamo proprio dallo spettacolo del sabato sera di Raiuno.

Ballando con le Stelle. 6 edizioni, un successo crescente. Pensavi che potesse arrivare ai livelli di notorietà che ha raggiunto?

Assolutamente no, era un tentativo. Pensa che quando cominciammo a gennaio del 2005 dovevamo fare quattro puntate. Era un periodo in cui il ballo in televisione non si vedeva neanche più nei programmi ed il balletto era una specie di pausa pubblicitaria in cui far rifocillare il conduttore; era balletto di gruppo, stile Fantastico. Ballando era invece un’altra cosa ed ero convinta che fosse affascinante e mi dicevo: “In Italia esistono una quantità di scuole di ballo per cui almeno i ballerini ci guarderanno”. Ma certo non potevo immagiare che la prima puntata facesse quasi il 32%. Fu un botto, rimanenno tutti di stucco.

In termini di risonanza mediatica, però, è cambiato qualcosa. Nonostante il 32% iniziale, sono state le ultime edizioni a far parlare del programma, vuoi per la conquista del sabato sera, vuoi per la concorrenza spietata.

Certo, la concorrenza non può che far bene. Se due corridori sono sulla pista e uno è un corridore fiacco, l’altro non ha bisogno di spremersi fino in fondo per vincere. Quando ci sono due corridori forti, dello stesso livello…

A quale programma ti riferisci?

Mi riferisco a Io Canto. Ti Lascio una Canzone fece il 39% in finale. Parliamo quindi di una concorrenza che ha spinto noi a correre ancora più forte.  A doverci inventare ogni volta una puntata diversa, a non poterci mai ripetere, cosa che invece nei programmi, una volta trovato un assetto, si tende a fare. Si tende a riproporre in maniera rassicurante un modello non tanto per questioni di risparmio sulle tue energie ma per l’affezione del pubblico.

La trovi corretta come concorrenza?

Intendi come confezione di prodotto?

No, mi riferisco al fatto che lo show riecheggi o si ispiri a Ti Lascio una Canzone.

Dal mio punto di vista non è un fatto che incide. Mi trovo davanti un corridore, se poi quello sia l’originale o una copia, poco importa. Se corre, corre. E’ stato un testa a testa di dimensioni notevoli. Hanno portato Raffaella Carrà, Renato Zero…

Tu hai portato Valerio Scanu…