9
maggio

BERLUSCONI: LA TV PUBBLICA FA PUBBLICITA’ ALLA MAFIA, MEDIASET NO. AH, SI?

Manuela Arcuri e Pupetta Maresca

Pupetta – Il Coraggio e la passione. Il Capo dei capi. L’onore e il rispetto. Baciamo le mani. Sangue caldo. Il peccato e la vergogna. Tutte fiction che raccontano il crimine dal punto di vista dei criminali, che ne indagano le debolezze, ne mettono in scena le “ragioni”. Tutte fiction in cui lo sbirro è il nemico che pretende di fermare l’ascesa, la vendetta, il riscatto del protagonista. Tutte fiction Mediaset.

Berlusconi accusa la Rai di fare pubblicità alla Mafia

Eppure Silvio Berlusconi, che di Mediaset è fondatore, non lo sa. O forse non ci ha pensato quando, in occasione della conferenza stampa sulle politiche per la cultura svoltasi nella sede di FI mercoledì 7 maggio 2014, ha espresso il suo desiderio di veder detassate le imprese che si occupano di cultura affermando quanto segue.

“Non si tratta di fare pubblicità alla mafia come fa la tv pubblica, noi (di Mediaset, ndDM) questo non lo facciamo, noi facciamo fiction per promuovere l’Italia. Noi esportiamo i film”.

Le fiction sulla mafia targate Mediaset

Parole che sembrano dimenticare la storia recente di Canale 5, nella quale a farla da padrone nell’ambito della serialità sono state soprattutto le produzioni Ares Film e Taodue, nelle quali viene raccontata la malavita da angolazioni diverse ma sempre con la lente d’ingrandimento. E che hanno finito per innalzare ad icone personaggi violenti, come il Tonio Fortebracci interpretato ne L’Onore e il rispetto da Gabriel Garko, o la Rosy Abate cui presta il volto Giulia Michelini in Squadra Antimafia.

Un percorso netto, quello intrapreso dal Biscione, che nella scorsa stagione televisiva ha raggiunto una delle sue tappe più “alte” con la trasposizione in fiction di una vera storia di criminalità, quella che ha avuto per protagonista Assunta Maresca: con coraggio e con passione Teodosio Losito ha tirato fuori dai trascorsi della donna aneddoti e situazioni dipingendola in sceneggiatura quasi come un‘eroina d’altri tempi. Cosa che ha scatenato numerose polemiche e non è piaciuta neanche alla Maresca, coinvolta perfino nella conferenza stampa di presentazione della fiction.

Ora, lungi da noi voler difendere mamma Rai, ma a tanto non è mai arrivata. E la mafia l’ha raccontata, sì, ma dal punto di vista di chi ne è stato nemico o vittima, in una sorta di denuncia mediatica. Basti pensare a Giovanni Falcone – L’uomo che sfidò Cosa Nostra o al recentissimo Per amore del mio popolo – Don Diana. A cosa si riferiva allora Berlusconi con le sue parole? A quali titoli faceva riferimento? Se ne avete idea, o sospetto, fatecelo sapere.



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7 Commenti dei lettori »

1. Federico ha scritto:

9 maggio 2014 alle 13:52

“BERLUSCONI: LA TV PUBBLICA FA PUBBLICITA’ ALLA MAFIA, MEDIASET NO.”
ahaha secondo me ha i tasti invertiti sul telecomando non se ne accorto.?!!!? il nano è confuso
L’Onore e rispetto
Baciamo le mani
Squadra Antimafia
Pupetta
Il clan dei camorristi etc etc
La sua Mediaset è tutta sulla mafia e camorra qualcuno gli è lo dica



2. Marco89 ha scritto:

9 maggio 2014 alle 14:10

Tralasciando le parole di Berlusconi, che ha torto pieno, tra i titoli citati io ritengo solamente Il capo dei capi, Squadra Antimafia, Pupetta e L’onore e il rispetto come fiction da descrivere così, dove il mafioso viene umanizzato, compreso, giustificato e diventa pure un beniamino, vedi Rosy Abate che è un personaggio popolarissimo. Poi qui si può discutere sul percorso del personaggio, ma è un’altra storia.
Mi permetto però molto umilmente di fare un appunto che mi viene proprio spontaneo.
Io non credo sia il caso di generalizzare. Berlusconi parla di mafia, e la mafia è un aspetto della criminalità, che però è molto più estesa. Quindi seguendo le sue pur non condivisibili parole mi soffermeri sulla connotazione mafiosa delle fiction.
Infatti Il peccato e la vergogna così come Sangue caldo non parlavano di mafia. E in Baciamo le mani non è stato raccontato il crimine dal punto di vista dei criminali, così come in Sangue caldo da quel che mi ricordo.
Poi dipende pure dal pubblico: io il personaggio di Nito Valdi l’ho detestato sin da subito, e non ho avvertito che la fiction abbia cercato di renderlo umano, anzi. Quindi sono aspetti piuttosto slegati tra loro, conformarli non credo sia giusto, è un quadro un pò confuso, almeno io percepisco questo, senza polemizzare.



3. pig ha scritto:

9 maggio 2014 alle 14:29

Qui mi spiace ma non ha per nulla ragione. Mediaset è piena di fiction sulla mafia e quelle come l’onore e il rispetto non è nemmeno una trama tra bene contro male ma racconta proprio la mafia.
In Rai che fiction ci sono sulla mafia? Sinceramente non me ne viene in mente nemmeno una, oltre all’ultima fiction di Fiorello



4. Stefania Stefanelli ha scritto:

9 maggio 2014 alle 14:54

@ marco89: io ho citato fiction in cui il punto di vista del criminale viene raccontato in un modo tale da essere compreso, capito, “pubblicizzato” per dirla alla Beelusconi. Che ne Il peccato e la vergogna o Sangue caldo non si tratti specificamente di mafia è un dettaglio che non le rende meno gravi delle altre, perché la mentalità malavitosa è la stessa: Nito Valdi ha fior fior di fan. Quanto a Baciamo le mani, Agnese alla fine uccide, si porta sullo stesso piano del mafioso e fa sua (e del telespettatore) la legge dell’occhio per occhio, giustificandola. Io la vedo così…



5. Michele87 ha scritto:

9 maggio 2014 alle 16:55

Avete dimenticato di Canale 5 la recentissima ”Le mani dentro la città”, sulla ‘ndrangheta a Milano, per non parlare dei vari Ultimo….

Comunque si sa che il più delle volte Berlusconi apre la bocca e gli da fiato (fece una cosa del genere anche tre anni fa con Gomorra, che accusò di fare pubblicità alla camorra), sicuramente tra un po smentirà anche questa affermazione, dicendo che le sue parole ‘’sono state travisate da giornalisti comunisti” sono più di 10 anni che il Cavaliere spara baggianate stratosferiche che poi smentisce tre giorni dopo, non l’avete ancora capita la sua tattica? Dire tutto ed il contrario di tutto.

La Rai non fa una vera fiction sulla mafia dai tempi de ”La piovra”.



6. dumurin ha scritto:

9 maggio 2014 alle 18:47

Nell’articolo c’è un grande errore: all’inizio c’è scritto: “Pupetta – Il Coraggio e la passione. Il Capo dei capi. L’onore e il rispetto. Baciamo le mani. Sangue caldo. Il peccato e la vergogna. Tutte fiction che raccontano il crimine dal punto di vista dei criminali, che ne indagano le debolezze, ne mettono in scena le “ragioni”. Tutte fiction in cui lo sbirro è il nemico che pretende di fermare l’ascesa, la vendetta, il riscatto del protagonista.”

Ebbene ecco l’errore: Baciamo le mani non era dal punto di vista dei criminali, ma era una storia con protagoniste due donne che combattono contro la mafia di Little Italy, la Lisi e la Ferilli erano le buone, che lottavano contro la criminalità e la mafia e alla fine riuscivano a vincere sulla mafia.

Altro errore Sangue Caldo, in Sangue Caldo i protagonisti erano i buoni: ad Asia Argento prima e poi alla Arcuri, a Testi e a Raniero Lapio di Monaco gliene succedevano di tutti i colori a causa dei criminali, loro erano i buoni, e alla fine vinceva il bene, e in questa fiction niente mafia.



7. Stefania Stefanelli ha scritto:

9 maggio 2014 alle 19:25

@ dumurin: nei precedenti commenti ho già spiegato il mio punto di vista ma, riguardo a Sangue caldo: Gabriel Garko, l’idolo delle folle, non era forse un rapinatore?



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