30
marzo

CAROSELLO RELOADED, EDIZIONE 2014: COSI’ NON PUO’ FUNZIONARE

Carosello Reloaded

Carosello Reloaded

In televisione è stato dimostrato, così come nei rapporti di coppia, che le pause di riflessione imposte dai Direttori di rete non portano a nulla di… nuovo. Ovvero, non servono semplicemente a nulla. Se dovessimo elencare i programmi tornati in pompa magna senza alcuna novità di rilievo faremmo notte, per questo vogliamo concentrarci per ora su Carosello Reloaded, che è fresco di ritorno sulla prima rete pubblica.

Lo storico contenitore pubblicitario di Mamma Rai è tornato da qualche giorno su Rai1, dopo mesi di stop affinché Rai Pubblicità lo ripensasse da zero per renderlo più conforme al formato storico. Affidarsi agli investitori a quanto pare è stato un errore, anche perché nessuno – nonostante gli sforzi della concessionaria dell’azienda pubblica, anche tramite degli sconti operati in corso d’opera – si è degnato di sviluppare un’idea diversa per gli spot destinati al Carosello, che ben presto si è trasformato in un mero raccoglitore di pubblicità classiche, semplicemente introdotte con le note della nota sigla del programma.

Per questa seconda edizione, invece, si è deciso di rivoluzionare il formato, con l’introduzione della sitcom Genitori – Istruzioni per l’uso intervallata dai classici spot degli investitori. Che è senza dubbio un passo avanti rispetto al raccoglitore di spot senza arte né parte, ma assolutamente perfettibile e ben lontano dall’essere appetibile, sia per gli investitori che per gli spettatori. Difficile infatti appassionarsi alle vicende della serie, non avendo manco il tempo di capirne qualcosa vista la durata di ogni scenetta (parliamo di qualche manciata di secondi).

L’idea, comunque, non sarebbe male, se solo si fosse deciso, invece di intervallare le scenette con gli spot, di puntare in modo originale sul product placement, integrando nella storia i prodotti degli investitori per dar vita ad una sorta di telepromozione sì , ma molto più raffinata e studiata. Che poi, ironia della sorte, era (in parte) ciò che già si faceva con il Carosello originario. Per Rai Pubblicità si tratta, di nuovo, di un’occasione mancata.

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9 Commenti dei lettori »

1. Giuseppe ha scritto:

30 marzo 2014 alle 16:15

Spero che alla fine desistano. Purtroppo, per ragioni anagrafiche, ricordo bene l’originale e posso testimoniare che certe riesumazioni sono perdenti in partenza perchè impossibili.

Tentare di sfruttare la platea dei vecchietti agitando la mera connotazione di un vecchio nome, o la sua semplice denotazione presso quella dei giovinetti per rivitalizzare la pubblicità televisiva, è partita persa perchè non sussistono più determinate situazioni materiali e culturali.

Meglio impegnarsi con idee nuove.



2. Daniele Pasquini ha scritto:

30 marzo 2014 alle 16:20

Secondo me si può anche riesumare, non è questo il problema. Se riguardiamo bene Carosello, era “molto avanti” come prodotto pubblicitario, soprattutto se pensiamo che era una forma artigianale (perchè i mezzi non lo permettevano) di product placement. E proprio per questo, il “pp” doveva essere la base da cui ripartire. Mi è venuto sostanzialmente in mente con lo sketch, credo nella prima puntata, della ragazza con il brufolo sul naso: ho pensato, perchè non è stato inserito un prodotto per la pelle?



3. Giuseppe ha scritto:

30 marzo 2014 alle 17:03

D’accordo. Però, prima di riesumarlo, meglio chiedersi perchè è morto. Magari si scopre che Carosello funzionava meglio come spettacolo che come veicolo promozionale. E doveva avere pure valenze educative.

Il messaggio pubblicitario vero e proprio lo si ritrovava solo nel ‘codino’ finale. Probabilmente, alla fine, per le aziende che investivano il gioco non valse più la candela e si passò al bombardamento a base di spot dove il prodotto da vendere è predominante rispetto allo show.



4. Andrew ha scritto:

30 marzo 2014 alle 20:30

La cosa tragicomica è che hanno messo nelle fiction spezzoni inutili per pubblicizzare prodotti, e poi non riescono a fare una cosa inversa per Carosello…



5. rara ha scritto:

30 marzo 2014 alle 21:13

Premesso che ho una laurea specifica nel settore giuridico sulla pubblicità ingannevole e che il p.p. (product placement) riveste una delle forme più pericolose per il consumatore di pubblicità [atteso che con la dicitura "pubblicità" vengono innalzati schemi mentali difensivi, al contrario nel pp il messaggio passa "non filtrato" e quindi è più persuasivo, e indi più pericoloso per i consumatori], ritengo che incentivare ancor di più l’uso del pp non sia una buona idea, neppure dal punto di vista televisivo. Innanzitutto perchè oramai ogni inquadratura di ogni programma tv ha prodotti di ogni genere ben in vista, pertinenti o meno e decisamente fastidiosi, che in ogni caso è un modo più efficace dell’inserimento in “Carosello” e quindi più appetibile; in secondo luogo perché utilizzare il nome “Carosello” per mandar in onda delle scenette rapide a quell’orario non attirerebbe spettatori, salvo la presenza di personaggi importanti..che costano..e quindi non si avrebbe un lauto incasso.
In sintesi secondo me andrebbe miseramente cancellato.



6. Giuseppe ha scritto:

30 marzo 2014 alle 21:20

Inoltre si consideri che secondo gli esperti è stato proprio la formula Carosello ad imbrigliare la creatività nella pubblicità televisiva in Italia.



7. elena ha scritto:

30 marzo 2014 alle 21:24

ma perche’ non ci lasciano il ricordo insostituibile del “nostro caro vecchio carosello”? questa riesumazione e’ un pugno nello stomaco…e mi fermo qui.



8. sona ha scritto:

31 marzo 2014 alle 21:25

Non si capisce perchè le fiction sono riempite di prodotti pubblicitari (Diavolina, Poste Italiane, roba per la cucina e chi più ne ha più ne metta) e poi il contenitore fatto apposta per fare questo tipo di scenette è riempito da quella roba che chiamare sitcom è insulto alla categoria IN PIU’ totalmente priva di pubblicità.
Dov’è il senso in tutto ciò, dove?



9. Cristiano ha scritto:

7 maggio 2014 alle 10:02

Personalmente trovo orribili le scenette… Un padre-amico incapace e mentalmente adolescente, una donna indaffarata, dei figli che si chiedono che razza di genitori gli siano capitati… Sembrano sbarcati da Marte. Appena li vedo cambio canale.



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