20
settembre

QUARTO GRADO, AMANDA KNOX: VORREI ANDARE SULLA TOMBA DI MEREDITH. IN CARCERE AVANCES SESSUALI

Amanda Knox, Quarto Grado

Gli occhi cerulei fissano la telecamera, poi si abbassano rapidi. E si riempiono di lacrime. Ma è difficile scrutarli a fondo: sembra ancora inaccessibile il mistero nascosto dietro allo sguardo di Amanda Knox, la ragazza di Seattle accusata di aver ucciso Meredith Kercher. Lei, l’americanina dissimulatrice ed astuta, è tornata a dichiarare la propria innocenza e lo ha fatto in un’intervista esclusiva a Quarto grado, la prima rilasciata ad un’emittente italiana. A dieci giorni dal nuovo processo d’Appello, previsto per il prossimo 30 settembre a Firenze, la ragazza si è confidata ai microfoni del programma di Rete4 condotto da Gianluigi Nuzzi. Lo scoop, messo a segno dal popolare giornalista, verrà trasmesso integralmente questa sera, in prime time.

Amanda Knox a Quarto Grado – Intervista e dichiarazioni

Se fossi condannata, sarebbe un’esistenza terribile e scappare non sarebbe vita (…) non voglio che qualcuno punti il dito indicandomi come un’assassina. Ma non temo la condanna: so che è possibile un verdetto giusto. Mi aspetto l’assoluzione” ha affermato Amanda a Quarto Grado.

Sono stata in carcere ingiustamente per quattro anni, non posso conciliare questo fatto con la scelta di tornare” ha poi aggiunto la ragazza, che non sarà presente alle udienze del nuovo processo. Davanti a Nuzzi, Amanda ha lamentato di essere già stata condannata dal giornalismo dei tabloid, che “ha focalizzato l’attenzione delle persone su cose irrilevanti e non vere. Mi hanno accusata di avere uno spirito maledetto e di essere posseduta…”. Secondo la Knox, questo sistema mediatico, sarebbe nato per giustificare il lavoro della giuria: “altrimenti, come si spiegherebbe che una ragazza normale uccida brutalmente un’amica?“.

Amanda Knox a Quarto Grado – Penso sempre a Meredith

In Italia ho imparato cose brutte: ad avere paura ed a non fidarmi delle persone” ha detto l’ex studentessa a Quarto Grado, rivelando che i quattro anni trascorsi in carcere le hanno procurato depressione, attacchi panico, e continui incubi. Nel documento televisivo, Amanda ha anche riservato un pensiero all’amica Meredith, che secondo l’accusa sarebbe morta sotto i colpi delle sue coltellate.

Penso sempre a Meredith: vorrei andare sulla sua tomba con la sua famiglia, ma non voglio invadere un posto intimo come quello, se loro non mi accolgono. Voglio che i Kercher capiscano che sono innocente

Amanda Knox a Quarto Grado – Il carcere e le avaces sessuali

Drammatico, e interrotto da ripetuti sospiri, il racconto che la ragazza ha fatto del periodo trascorso in carcere. “Un giorno ho chiamato l’agente per telefonare alla mia famiglia, ma nessuno mi ha risposto. Ho pianto e urlato per mezz’ora, sbattendo la testa contro le sbarre” ha ricordato Amanda, gettando poi ombre sulla condotta del dirigente carcerario:

Chiedeva di parlarmi in un ufficio, solo lui ed io. Gli argomenti erano il sesso e il mio fisico: mi domandava che tipo di biancheria intima indossassi, che posizioni preferissi, se avrei potuto fare sesso con uno come lui. Non sapevo cosa fare. Non l’ho denunciato perché pensavo: “Chi crederebbe ad una persona accusata di omicidio e calunnia

Davanti alle telecamere di Quarto Grado, la ragazza è apparsa con una catenina religiosa al collo: un regalo di don Saulo, il cappellano del carcere. Messa in scena o dramma vero? Le confessioni di Amanda verranno trasmesse stasera su Rete4, per approfondire e indagare la verità. Ma senza sostituirsi alla parola dei giudici.

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4 Commenti dei lettori »

1. Alessandro ha scritto:

20 settembre 2013 alle 16:19

Se nuzzi si azzarda a far passare questa maniaca sessuale psicotica per vittima innocente giuro che lo denucio al moige e gli faccio chiudere il programma, e un’assassina e come tale va trattata: con la pena di morte!!



2. Nina ha scritto:

20 settembre 2013 alle 16:50

Fa bene a non tornare in Italia dove si rischia di essere condannati senza prove.



3. Alessandro ha scritto:

20 settembre 2013 alle 17:05

@Nina, “rischia” di essere condannata? Ma lei DEVE essere condannata, tu gli assassini li lasci in libertà? E non dirmi che non ci sono le prove, chi altri incolpi oltre a lei e agli altri due deficienti?



4. elodie ha scritto:

20 settembre 2013 alle 20:03

@ redazione: potreste fornire a Nina l’indirizzo a cui scrivere per partecipare a “Io e la mia ossessione”?



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