21
agosto

ANNA KARENINA: L’EROINA DI TOLSTOJ RIVIVE SU RAI1 CON IL VOLTO DI VITTORIA PUCCINI

Vittoria Puccini in Anna Karenina

Un 2013 nel segno di Anna Karenina. Dopo il film con Keira Knightley e Jude Law, uscito al cinema lo scorso mese di febbraio, l’eroina nata dalla penna di Lev Tolstoj rivive nella miniserie di Rai1 con protagonista Vittoria Puccini. La fiction in due parti, intitolata per l’appunto Anna Karenina, è prodotta da Lux Vide e vede nel cast anche l’attore cileno Santiago Cabrera, nei panni di Aleksej Kirillovič Vronskij, e Benjamin Sadler, in quelli di Karenin. Lou De Laage e Max Von Thun daranno invece il volto rispettivamente ai personaggi di Kitty e Levin.

Sceneggiatura e regia dell’attesa miniserie sono rispettivamente a firma di Francesco Arlanch e Christian Duguay, due nomi molto noti al pubblico amante delle fiction prodotte dalla famiglia Bernabei. Il primo ha infatti firmato successi come Don Matteo, Che Dio ci Aiuti e Un Passo dal cielo, mentre il secondo ha diretto miniserie campioni d’ascolto come Coco Chanel e Cenerentola. La fiction, una coproduzione internazionale che oltre all’Italia vede coinvolte anche Francia, Spagna e inevitabilmente la Russia, si manterrà piuttosto fedele al celebre romanzo di Tolstoj, raccontando la storia tragica ma allo stesso tempo piena di speranza di Anna Karenina, mostrando le tante sfaccettature che solo l’amore può avere.

Nonostante il passare del tempo, le vicende della celebre eroina letteraria si rivelano sempre attuali e ricche di spunti d’ispirazione per tanti sceneggiatori e registi. Il romanzo dello scrittore russo è approdato nel corso degli anni al cinema con ben 12 adattamenti. La versione più apprezzata e conosciuta è senza dubbio quella del 1935, diretta da Clarence Brown, con protagonista Greta Garbo.

Per Vittoria Puccini, abituata a recitare in fiction in costume sin dai tempi di Elisa di Rivombrosa, si tratta di un importante banco di prova, al quale si aggiungerà sempre in autunno un altro ruolo da protagonista nella miniserie Altri Tempi. La fiction, anche in questo caso trasmessa da Rai1, è ambientata tra gli anni 40 e 50, e racconta la lotta per abolire la prostituzione legalizzata in Italia e la conseguente chiusura delle case di tolleranza a seguito delle legge Merlin, legge che prese il nome della senatrice socialista prima firmataria dello storico provvedimento.



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3 Commenti dei lettori »

1. Michele ha scritto:

21 agosto 2013 alle 12:17

Ma Eleonora Andreatta non aveva detto che avrebbe detto stop alle fiction in costume stile Orgoglio, per favorire fiction ambientate ai giorni nostri ed incentrate su temi di stretta attualità? Ha già cambiato idea? Oppure questa è una produzione realizzata durante l’era Del Noce? Comunque l’Andreatta mi sta deludendo alla grande, aveva promesso grandi cambiamenti ed invece si è subito piegata alle solite cinque case di produzione che producono le fiction Rai tutte santi, papi, preti e suore detective, melodrammi polpettoni strappalacrime ed anacronistici e le solite miniserie in due puntate tutte uguali tra loro… VOGLIO CARLO FRECCERO DIRETTORE DI RAI FICTION!!!!!!!!

tra l’altro fare queste opere che sono già state trasposte in tv negli anni ‘60-’70 (l’epoca d’oro degli sceneggiati Rai) è ancora peggio in quanto il confronto tra le fiction odierne e gli sceneggiati di quarant’anni prima è impietoso (per le fiction odierne) mi ricordo ad esempio a proposito di Vittoria Puccini quando nel 2007 fu protagonista con Luca Argentero della orribile miniserie di Rai 1 ”La baronessa di Carini” pietoso rifacimento dello sceneggiato del 1975 ”L’amaro caso della baronessa di Carini” con Ugo Pagliai ed Enrica Bonnacorti (uno dei più bei sceneggiati Rai di sempre); invece di sprecare soldi per fare queste boiate ritrasmettessero gli sceneggiati originali, sarebbero molto più apprezzati



2. dumurin ha scritto:

21 agosto 2013 alle 22:39

Questa fiction è dell’era Del Noce.
Comunque sia Eleonora Andreatta non ha detto che non vuole più fare le fiction in costume, le farà ancora ma avranno un tocco differente, più moderno, le vuole più in stile Downton Abbey. Quindi ci saranno sì fiction in costume, ma raccontate con uno stile differente da come si è fatto finora.
Poi non trovo giusto smettere con la produzione di fiction in costume, che solitamente sono sempre le migliori, semmai mi hanno stufato le fiction tutte uguali su poliziotti, medici, infermieri e compagnia varia. L’attualità va bene, ma non è giusto che per l’attualità si sacrifichino fiction belle e interessanti in costume.
Cioè che facciano entrambe le cose: fiction moderne e attuali e fiction in costume, una scelta non esclude l’altra e si fa contenti tutti.
Non capisco come mai la gente spara sempre a zero sulle fiction in costume, quando invece sarebbe ora di finirla con i medical drama e compagnia varia.

La Andreatta ora come ora si sta dimostrando una brava direttrice, è lei che ha rivoluto le fiabe in tv con Cenerentola e Le Mille e Una Notte – Aladino e Sherazade, genere che era pressochè inesistente sulla tv italiana e gli ultimi esempi risalgono agli anni ‘90 di Mediaset come Fantaghirò, Desideria, Sorellina, La Principessa e il Povero ecc. Poi sta dando spazio anche alle webseries che forse saranno il futuro della fiction.
Insomma la Andreatta per ora sta facendo buone scelte.



3. SALVATORE ha scritto:

4 settembre 2013 alle 09:26

Che un artista dichiari che non farà più fiction e la stagione successiva ne fa addirittura due, non mi sorprende, cioè non credo che si tratti solo di una questione di ingaggi allettanti, ma anche di una occasione per l’artista di provarsi in personaggi che diversamente non gli capiterebbe di interpretare. A meno che, a Vittoria Puccini non arrivi presto un successo internazionale che la liberi dal piccolo schermo. A mio, non insindacabile, parere penso che la Puccini sia attualmente tra le più belle e brave e promettenti attrici italiane.



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