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agosto

RAI: PER CATRICALA’ IL CANONE RESTA, MAGARI SI TRASFORMA, E LA CONCESSIONE NON E’ A RISCHIO

Il cavallo della sede Rai di Viale Mazzini

Il cavallo della sede Rai di Viale Mazzini

E’ un po’ come in Lascia o Raddoppia. Solo che non si lascia mai e, se non si raddoppia, si aumenta un po’ per volta. Parliamo del canone Rai, tassa che in Italia tutti coloro che posseggono un apparecchio televisivo devono versare allo Stato entro la fine di ogni anno solare. Eppure in molti non lo fanno perché non credono la Rai lo meriti, perché i programmi sono comunque interrotti da spot pubblicitari, o perché di fatto non esistono sanzioni per chi si esime.

L’azienda pubblica deve dunque correre ai ripari per sanare questa forma di evasione che, come leggiamo su Il Sole 24 ore, secondo il viceministro dello sviluppo economico Antonio Catricalà, “ha raggiunto livelli insopportabili”. E l’argomento è stato affrontato ieri in un’audizione difronte alla commissione di Vigilanza, durante la quale lo stesso Catricalà avrebbe ipotizzato l’eliminazione del canone a favore di un’imposta generale sui media come accaduto in Francia.

Il che, paradossalmente, avrebbe dato un minimo di senso al discorso Rai. Che, allo stato attuale delle cose, pretende il pagamento in presenza di un televisore ma di fatto trasmette anche in diretta web gran parte dei suoi canali e, dunque, visibili attraverso pc o smartphone senza alcuna necessità di antenna e apparecchio televisivo. Ma, davanti ad un cambiamento così epocale, il passo indietro è d’obbligo e difatti il viceministro ha chiarito la propria posizione riformulandola, come riporta Libero.

“Non è vero che io abbia dichiarato una preferenza verso alcune delle forme di pagamento del servizio pubblico radiotelevisivo tra quelle vigenti in Europa. [...] In Italia esiste il canone e non sono in vista sistemi di finanziamento diversi, dobbiamo fare in modo che tutti lo paghino per rendere la Rai migliore.”

Il che, secondo il Governo, porterebbe ad una riduzione della spesa singola. E i mezzi per ottenere il risultato sarebbero due: o far pagare la tassa ad ogni nucleo familiare a prescindere dal possesso o meno di un televisore come accade già in Germania, Austria e Irlanda oppure facendo addebitare il canone direttamente sulla bolletta elettrica come accade(va) in Grecia. Per il momento comunque la preoccupazione principale della Rai è il rinnovo della concessione per il 2016 da parte del Parlamento che, secondo Catricalà (che dunque è solito cambiare versione), non sarebbe a rischio.

“Nessuna intenzione di togliere la concessione alla Rai che per competenze, risorse, capacità trasmissive è certamente la società più titolata a svolgere il servizio pubblico.”

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6 Commenti dei lettori »

1. filomena ha scritto:

2 agosto 2013 alle 17:42

guarda che ti dico: soffro di meno quando pago una multa, con le dovute maledizioni, ma pensando che il canone e’ molto peggio.
da aprile a settembre poi dovrebbero vergognarsi x quello che trasmettono.



2. lele ha scritto:

2 agosto 2013 alle 18:31

wquesto “dietrofront” non mi piace per nulla



3. Alessandro ha scritto:

2 agosto 2013 alle 18:58

Il canone? Ma scherziamo, sentite questa: sto guardando i mondiali di nuoto (raisport1 e, occhio RAI2) bene domani e domenica rai2 non trasmetterà nulla lasciando tutto in mano a raisport1, ma come si fa a fare una cosa del genere, e risaputo che la ricezione dei canali generalisti rai e totale mentre i tematici non sono in tutta italia, io,ho il decider sky quindi vedo,con la parabolica, ma a me questo sembra un disservizio,’cosa dite? P.S: evidentemente in nome dell’auditel si rovini a anche una manifestazione di altissima rilevanza come un mondiale.



4. pollon87 ha scritto:

2 agosto 2013 alle 19:33

Il “partito RAI” ha vinto ancora una volta e, in fondo, è giusto così: hanno vinto il referendum del 1995 contro la sinistra (distruggendo Mediaset, poi ci sarebbe stata la privatizzazione e demolizione della RAI, con notevole danno del “partito RAI”) e quindi era ovvio che vincessero pure la “guerra della concessione”.



5. Alex ha scritto:

2 agosto 2013 alle 19:38

Perchè non modificano il canone in modo che i soldi non finiscano direttamente nelle tasche della RAI ma vengano erogati alla stessa solo in base ai programmi offerti? Mi spiego meglio, se la RAI realizza un programma da servizio pubblico riceve una quota del canone, se realizza un reality/talent o trasmette programmi che non sono da servizio pubblico non si intasca nulla e deve sovvenzionarsi con le entrate pubblicitarie. Forse si risparmierebbero parecchi soldi e si smetterebbe di dire che i debiti della RAI sono dovuti agli evasori del canone!



6. Giuseppe ha scritto:

2 agosto 2013 alle 19:43

Quando si parla di evasione fiscale in Italia solitamente si tiene conto solo dell’aspetto fraudolento in sé ma si tralasciano le cause dando per scontato che siamo un popolo di mascalzoni.

Ogni tassa, canone Rai compreso, dovrebbe essere proporzionale ai redditi effettivi e ai servizi usufruiti. Pura utopia.



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