14
luglio

DMAX: IN APOCALYPSE, DERREN BROWN FA COSE (DISUMANE) CHE VOI UMANI…

Derren Brown Apocalypse (Steven)

DMAX ci ha abituato alle follie più incredibili, nei suoi due anni e poco più di vita. Abbiamo visto uomini mangiare fino allo sfinimento senza battere ciglio, disastri naturali mai visti prima e ogni genere di sfida, ma quello che ci è stato proposto venerdì scorso nel primo appuntamento con Derren Brown, illusionista e scrittore inglese che accompagnerà i venerdì del canale 52 del digitale terrestre per alcune settimane, sfiora l’assurdo.

Nelle due puntate dello speciale Apocalypse, andate in onda su Channel 4 il 26 ottobre e il 2 novembre 2012 e proposte il 12 luglio in Italia una dopo l’altra, Brown ha voluto dimostrare come, lavorando sulla mente umana e sulle informazioni che un uomo ottiene dal mondo esterno, si possa far credere qualunque cosa e cambiare in questo modo l’approccio stesso alla vita di una persona. Per riuscire nello scopo, il mentalista ha fatto un’accurata selezione su circa ottomila persone facendola passare per quella di un programma televisivo decisamente più easy e tra tutti ha scelto Steven, un ventenne svogliato che passava la maggior parte del suo tempo sul divano a farsi servire dalla madre, senza particolare passioni.

Lo scopo di Brown era fargli credere che la fine del mondo era vicina e che una pioggia di asteroidi fosse sul punto di distruggere la terra. Per questo gli ha fatto sapere che la selezione non era andata a buon fine e, dopo quattro settimane di osservazione serrata e segreta della sua quotidianità, ha cominciato a pilotare le informazioni che gli arrivavano manipolando il suo cellulare. Poi, quando lo ha ritenuto abbastanza pronto, ha dato il via allo show: il povero Steven si è ritrovato nel bel mezzo dell’Apocalisse con tanto di scoppi e incendi dappertutto e, dopo essere stato “addormentato”, si è risvegliato in un letto d’ospedale in cui gli hanno fatto credere di essere uno dei pochi sopravvissuti e che, se voleva salvare la pelle e ritrovare la sua famiglia, doveva evitare di farsi contaminare dai malati, una sorta di zombie urlanti che volevano attaccarlo. Ora, evitando di porsi domande sulla veridicità o meno di tutta l’operazione e credendo all’universo filmico che ci è stato proposto, la legge della morale prende il sopravvento.

E ci si chiede come possa essere lecito giocare con la vita di un ragazzo, proprio a detta dell’illusionista molto suggestionabile, facendogli vivere uno shock del genere che di sicuro gli ha cambiato la vita. Forse in bene, tirando fuori il meglio di lui, ma chi poteva esserne certo? E anche se, come veniva ripetuto in continuazione, c’erano dei medici a tenere sotto controllo la situazione, la “vittima” non è stata sottoposta ad uno stress eccessivo in nome di uno show? Forse, ma evidentemente Brown era troppo sicuro di sé e del fatto che il modo in cui lui intende cambiare le persone sia giusto. Sul che ci sarebbe parecchio da riflettere.

Colpisce che la famiglia di Steven fosse più che d’accordo con Brown, tanto da averlo aiutato nella fase iniziale del programma. Forse volevano a tutti i costi cambiare la natura egoista del ragazzo e spingerlo a crescere, ma possibile che non ci fossero mezzi meno invasivi e soprattutto più personali per farlo? In ogni caso, Apocalypse in patria è stato un grande successo e fa discutere anche qui da noi. Ma cosa accadrà nei prossimi appuntamenti con Brown? L’”artista” tenterà di sradicare l’esperienza della paura attraverso l’uso di una nuova potente droga, cercherà di trasformare un ateo in un credente e spingerà un uomo a pilotare un Boeing 737 pieno di passeggeri da salvare prima che l’aereo precipiti.

Il peggio, forse, non è passato.

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7 Commenti dei lettori »

1. morgatta ha scritto:

14 luglio 2013 alle 11:15

documentandosi su Derren Brown i dubbi sulla veridicità non dovrebbero proprio esserci. un esperimento veramente coinvolgente.
Mi fa stano questo rigurgito di moralismo circa la moralità o meno, in blog nei quali si campa mesi se non anni sui reality, che al contrario sono l’apoteosi della falsità, ma che vi fanno aumentare a dismisura i contatti…



2. Pippi ha scritto:

14 luglio 2013 alle 12:07

Vado OT. Questo tizio dovrebbe essere anche quello di I trucchi della Mente, programma che era abbinato a un altro che si chiama Percezioni. Sicuramente ne avrete parlato a suo tempo, ma a me evidentemente era sfuggito il dettaglio che uno dei due ragazzi assoldati per questi pseudo esperimenti medianici era la nostra vecchia conoscenza ed ex amico Michele Maddaloni. Quindi per caso mi sono trovata a girare canale domenica mattina e inciampare nell’ex (?) ballerino con caschetto da pioniere ed attrezzatura da ghostbuster. Della serie “Balla coi Morti”.

Riguardo a Darren Brown, sottolineando che i trucchi che i mentalisti e gli illusionisti usano sono appunto trucchi e basati sull’osservazione psicologica e sulla velocità, nemmeno ci si dovrebbe chiedere per un nano secondo se quello che si vede in tv sia vero. Non esiste niente di vero in questi programmi di DMAX, come in nessun altro. Nel momento stesso in cui si accende una telecamera ci troviamo davanti a finzione. Invece indagando proprio su Brown e sui suoi programmi scopriamo che ci troviamo davanti a copioni ben scritti e ben confezionati e contratti firmati da parte dei partecipanti e dell’assicurazione del programma.
La suggestione vera in questo caso, non la subisce la vittima dell’esperimento, ma il pubblico da casa. Obiettivo raggiunto.



3. Stefania Stefanelli ha scritto:

15 luglio 2013 alle 08:46

Il punto del discorso, come è stato chiarito, non è la veridicità o meno dell’esperimento, ma la legittimità di quello che è stato fatto ad un ragazzo di vent’anni. Da parte di Brown, che ha creduto fosse giusto cambiarlo ad ogni costo e se n’è arrogato il diritto come se oltre ad illusionista, mentalista e scrittore fosse anche un po’ Dio e della sua famiglia che ha acconsentito. Quanto alla morale, per fortuna o per sfortuna non ne esiste una sola, ognuno ha la sua e c’è chi trova più indecente un esperimento in cui la vittima non è consenziente (avrà firmato un contratto per il casting iniziale ma non sapeva di che si trattava) piuttosto che un reality in cui i concorrenti sono i primi a volersi mettere in gioco in ogni (discutibile?) modo.



4. Pippi ha scritto:

15 luglio 2013 alle 11:34

Stefania: sono d’accordo, ma non sarei così sicura come te che la vittima non fosse consenziente e non sapesse di cosa si trattava. Non posso esserne sicura al 100%, ma ho lavorato in questo tipo di produzioni e posso dirti che al 90% sanno esattamente ogni singola riga del copione.



5. Stefania Stefanelli ha scritto:

15 luglio 2013 alle 11:57

Forse non riesco a spiegarmi come vorrei: io non sono affatto sicura che non si tratti di uno show interamente costruito ad hoc. Dico solo che, mettendo da parte il dubbio che sia tutto falso e volendo credere alla realtà filminca che ci è stata proposta, l’esperimento è eccessivo.



6. Pippi ha scritto:

15 luglio 2013 alle 12:13

Stefania: ok! :-) Chiaro! Adesso ho capito cosa intendi.
ma io dando per scontato che sia tutta finzione, automaticamente non mi pongo il problema della morale :-)



7. TheCrash ha scritto:

18 agosto 2013 alle 21:36

*Pippi : “Posso dire che sei una persona che in alcuni momenti non coglie le occasioni ed altre volte hai paura ad affrontare situazioni nuove ma altre volte sei avventurosa e cogli qualche occasione… e questo avviene quando ti senti bene perché ti senti te stessa”

“Sai una cosa? Tu mostri all’esterno questo tuo lato duro ma dentro di te sei molto sensibile a questo tipo di situazione”

“Molte persone pensano che tu sia una persona matura ma so anche che guardandoti dritta negli occhi ti senti ancora una bambina”

Non tutto é come credi.

Saluti



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