26
marzo

ARROW: IL COCKTAIL PERFETTO DI UN’ANTICA RICETTA

Arrow

Dotato delle stesse fortune di Bruce Wayne, degli stessi addominali scolpiti di Taylor Lautner e della stessa abilità da arciere di Robin Hood, l’impavido Oliver Queen (Stephen Amell), alias Freccia Verde, ha conquistato tutti, dall’appassionato di telefilm d’azione alla ragazza colpita dalla sua avvenenza e dal suo sguardo enigmatico, dall’amante del thriller al nababbo che desidererebbe essere come lui. Ma Arrow, l’azzeccatissimo acquisto seriale di Italia1, non sembra possedere quell’inconfondibile gusto del già visto e del familiare?

Partiamo da un presupposto: almeno che la protagonista non porti l’apparecchio, inforchi un paio di pesanti occhiali da vista e si chiami Ugly Betty, quasi tutti gli eroi delle series americane hanno qualcosa in comune: un’intelligenza da far invidia a Isaac Newton e una bellezza che farebbe gola a Dorian Gray. La forsennata ricerca dell’edonismo e del dandismo perseguita da Wilde rimane una costante di questo e quel tempo, ma, in un mondo dove la mente e il corpo incontrano rivali ben più temuti come la disoccupazione o la progressiva sconfitta della meritocrazia, sarebbe rincuorante vedere questi prodi guerrieri abbandonare quell’aura di semidei per indossare i panni di comuni everyman della porta accanto. Oliver Queen (il cui interprete è in trattativa per il ruolo di protagonista nell’adattamento di Cinquanta sfumature di grigio) ha tutto quello che un ragazzo sogna di possedere e che una ragazza vorrebbe incontrare: il successo, la fama, la ricchezza, la prestanza fisica, l’intuito e la sete di giustizia. Sarà per questa perfezione velata rivolta a qualunque facoltà umana che il magnate della Queen Consolidated ha così tanto successo.

Dalle avverse condizioni di vita affrontate su un’isola deserta per quasi cinque anni, dove i discorsi al pallone Wilson di Cast Away sono rimpiazzati da flessioni ed esercizi con l’arco; dalla fantomatica lista dei criminali da abbattere secondo il terribile Verbo alla Death Note promulgato dallo shinigami Ryuk; da quell’aria di playboy degna degli ultimi eredi dei Dallas fino alle risorse milionarie custodite dal Cavaliere Oscuro, Arrow sembra essere il cocktail perfetto di una ricetta tramandata da anni e perfezionata sempre più fino ad arrivare all’aitante Freccia Verde.

Malgrado si ricerchi sempre la novità, quel qualcosa di nuovo e avvincente che riscatti lo spettatore dalla tediosità di una programmazione televisiva monotona e stantia, alla fine ad avere la meglio è proprio la classica vecchia storia dell’eroe e del suo viaggio, spacciata per ricetta inedita con la stessa maestria sfoggiata dalle mamme nel camuffare le verdure nei piatti da servire ai propri figli. Perché Arrow, malgrado una fotografia eccellente e una tensione coinvolgente, non è altro che questo: la dimostrazione di come la gente sia affezionata alle stesse cose di cinquant’anni fa (con qualche iPhone ed effetto visivo in più).

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14 Commenti dei lettori »

1. federico ha scritto:

26 marzo 2013 alle 13:33

inspiegabile il successo tutto italiano di questo terribile telefilm, che va detto in america nessuno si è “inculato” di striscio.
dico io possibile che con tutte le straordinarie serie televisive americane qualitativamente molto superiori a Arrow solo questa sbobba sia salita alla ribalta nel nostro paese, in una tv in chiaro?
secondo me è solo l’ ennesima dimostrazione del sottosviluppo intellettuale dei nostri telespettatori … :S



2. Daniele Pasquini ha scritto:

26 marzo 2013 alle 13:58

federico
Arrow è la serie più seguita su TheCW insieme a The Vampire Diaries ed è praticamente l’unica novità proposta dal network americano andata ben al di sopra di ogni obiettivo. Quindi, semplicemente, ciò che hai scritto non risponde al vero.



3. PierVivaCanale5 ha scritto:

26 marzo 2013 alle 15:00

federico ma che dici? Arrow è straordinario,una delle mie serie preferite,coinvolgente,con molti colpi di scena,è bello bello bello
con modern family,fisica o chimica,ed ugly betty sono e mie serie americane preferite(foc spagnola naturamente)



4. zippy ha scritto:

26 marzo 2013 alle 15:18

forse il successo dipende dal fatto che si è voluto puntare sulla prima visione assoluta, senza nessun precedente passaggio su reti a pagamento.
il passaggio a pagamento ruba sia i telespettatori che hanno un abbonamento sia quelli che scaricano i telefilm in italiano con poca dimestichezza con l’inglese e intolleranti ai sottotitoli.



5. Aquilanti Paolo ha scritto:

26 marzo 2013 alle 16:30

Salve,
una domanda:
Cosa bisogna vedere in TV per essere intellettualmente sviluppati? Grazie! Paolo



6. pedro ha scritto:

26 marzo 2013 alle 18:19

@Aquilante Paolo.
Beh, se la tua domanda fosse sulla tv del mio paese (Spagna) questa sarebbe una domanda troppo difficile per me, ma visto che si tratta sulla tv italiana, per me questa è una domanda molto semplice.
Rispondo alla tua domanda: Per essere intellettualmente sviluppati bisogna guardare (e con molta attenzione) programmi tipo…vado!:

Piazzapulita
Le invasioni barbariche
Ballarò
7 e mezzo
Omnibus
Coffee Break
L’aria che tira
In onda
Servizio Pubblico
Agorà
Brontolo
L’infedele
etc…
Ma se gli guardi tutti, poi non voglio essere responsabile delle conseguenze.



7. PierVivaCanale5 ha scritto:

26 marzo 2013 alle 19:13

cmq io non mi sento sottosviluppato di cervello…sono giovane e cerco cose non da vecchio come le cose che ha citato pedro….(tranne le invasioni che con certi ospiti guardo)



8. tinina ha scritto:

26 marzo 2013 alle 21:07

Comunque con questa foto avete fatto 30 potevate fare 31 (capisciammé)!



9. max_86 ha scritto:

26 marzo 2013 alle 22:13

gente che dice che arrow in america nn se l’è filato nessuno è veramente ridicolo e nn sa quello che dice…è uno dei telefilm rivelazione della stagione tv americana ed è realizzato veramente bene…poi vabbè l’avvenenza del protagonista è un’altra cosa ma la storia è davvero coinvolgente!



10. pedro ha scritto:

26 marzo 2013 alle 23:34

Sono d’accordo con i commenti di PierVivaCanale5, Daniele Pasquini e di Max_86 su “Arrow”, ad eccezione di “poi vabbè l’avvenenza del protagonista è un’altra cosa”, perchè non so cosa vuol dire con esattezza.



11. Luna ha scritto:

27 marzo 2013 alle 08:02

Pedro com. N°6 Ahahahahahhahhhh io le ho guardate tutte quelle trasmissioni e ti posso assicurare che ora ne sono nauseata, parlano parlano parlano e non concludono niente.
Arrow invece mi pi



12. Luna ha scritto:

27 marzo 2013 alle 08:06

Scusate il commento é partito senza che abbia concluso il pensiero !
Arrow invece mi piace tantissimo, sin dai tempi di Smallville speravo tanto che dedicassero una serie a “Freccia verde”.



13. Stefano ha scritto:

21 maggio 2013 alle 23:37

Talmente poco visto in America che hanno appena confermato la seconda stagione visti gli eccellenti dati di audience!



14. Ed.Nygma ha scritto:

11 dicembre 2015 alle 14:52

Non capisco proprio il successo di questa serie. Orribile.
Colpi di scena? Dove? Mi sembra tutto prevedibilissimo e ridicolo. Fra questa serie e Flash non so quale sia la peggiore. I produttori si sono aggrappati al successo preesistente di Freccia verde e Flash sperando che gli appassionati accecati dal loro idolo non vedessero gli enormi errori fatti nelle serie.

Di serie decenti ce ne sono e non bisogna guardare “cose da vecchi”, ci sono serie interessanti e non stupide, molto ben fatte e piacevoli da vedere. Provate a guardarvi Breaking Bad ad esempio. Oppure Hannibal, Game of Thrones, Gotham. Sapendo cercare online se ne trovano molte altre.



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