18
febbraio

ROBERTO GIACOBBO A DM: LE CRITICHE A VOYAGER LE ACCETTO MA OFFENDONO I PROFESSORI UNIVERSITARI AI QUALI CHIEDIAMO CONSULENZA

Roberto Giacobbo

Dalla profezia dei Maya agli avvistamenti extraterrestri, passando per i cerchi nel grano e le orme dello Yeti. Non c’è mistero che Roberto Giacobbo non abbia indagato, accompagnando il pubblico di Rai2 alla scoperta di fenomeni intriganti e talvolta inspiegabili. Il suo programma, Voyager (in onda ogni lunedì alle 21.05) è ormai diventato un vero cult capace di suscitare “passione ed interesse”, anche quando non viene trasmesso. L’abbiamo intervistato, proprio alla vigilia del suo arrivo al Festival di Sanremo 2013 dove ha “proclamato” la canzone, che passa il turno, di Elio e le storie Tese.

Roberto, cosa si spiega il riscontro che ha Voyager?

Perché cerchiamo di capire quello che ancora deve essere scoperto, muovendoci su un terreno insidioso. Con impegno mettiamo a confronto le varie posizioni e proviamo a fare un’indagine corretta, così che alla fine ciascuno possa trarre le sue conclusioni. Non offriamo mai qualcosa di preconfezionato.

A cosa si riferisce il sottotitolo di questa 23esima edizione, “La nuova era”?

Ad un desiderio di innovazione. Dalla sua prima puntata, trasmessa nel 2003, Voyager è molto cambiato, così come è cambiato il linguaggio televisivo. Il nostro prodotto è nato per completare un’offerta, visto che in Rai mancava un programma di divulgazione che viaggiasse più sulle domande che sulle risposte.

Qualcuno, tuttavia, vi rimprovera una presunta mancanza di rigore scientifico…

Voyager non è un programma scientifico ma un magazine in cui si parla di storia, di scienza, di leggende… E non si può trovare la scientificità in una leggenda! D’altra parte, siamo molto rigorosi quando invece facciamo servizi di informazione scientifica. Le critiche che ci rivolgono rimangono sempre sul generico e spesso si fermano di fronte alla richiesta di esporre un esempio specifico.

Cosa risponde a chi vi accusa di fare del sensazionalismo?

Che vuol dire sensazionalismo? Che c’è una musica coinvolgente? Io non ho mai promesso scoperte eclatanti, e non vorrei essere confuso con altre fonti del genere. Quando si fa una critica nei miei confronti la accetto, ma in questi anni abbiamo chiesto consulenza a più di trecento professori universitari e quindi l’offesa è rivolta queste persone. Inoltre, qualche mese fa, sono stato invitato dalla Sorbona a tenere una lezione davanti ai professori ed ai dottorandi. Questo rende onore non tanto a me, quanto alla Rai e alla divulgazione in Italia.

Maurizio Crozza fa una sua imitazione molto riuscita. Le dà fastidio?

L’imitazione di Crozza è la più famosa ma ne hanno fatte anche altre, che giocano sull’estremizzazione di misteri impossibili. Un po’ fa parte del gioco, mi diverte vederle e mi faccio una sana risata.

Come’è arrivato a Sanremo?

Fabio Fazio, che è una persona squisita, mi ha chiamato per questo piccolo ruolo ed io ho accettato con piacere di andare ad annunciare, un po’ nello stile dei Grammy Awards, quale delle due canzoni portate in gara da un artista (gli Elio e Le Storie Tese, ndDM) ha proseguito il concorso.

In tv si vedono sempre più spesso programmi che parlano di storia, scienza e misteri. Vi sentite imitati?

Noi siamo stati i primi. Io stesso sono stato autore di Misteri, su Rai3, che era stato un precursore del genere. Oggi, rispetto a qualche anno fa, anche il palinsesto di un canale come History Channel riguarda per la metà misteri, scoperte, ufo… perché l’indagine è più affascinante dei classici documentari. Il nostro è un programma molto imitato. L’innovazione portata è stata quella di creare qualcosa di coinvolgente dal punto di vista formale che trasmettesse dei contenuti in maniera dinamica.

Voyager è passato dalla prima serata del venerdì a quella del lunedì. Dal punto di vista degli ascolti, è cambiato qualcosa…

Il primo semestre del 2012 lo abbiamo chiuso con una media di 2milioni e 250mila telespettatori: eravamo il primo tra i programmi di divulgazione. Poi, per una scelta legata all’equilibrio dei palinsesti, si è deciso di spostarci al venerdì e questo cambiamento non ci ha aiutati, soprattutto nelle prime puntate. Adesso siamo stati ricollocati al lunedì e stiamo lentamente recuperando il nostro pubblico. Intanto, abbiamo raggiunto l’obiettivo di target prefissato dal direttore di rete e su Facebook siamo il quarto programma Rai per apprezzamenti.

In qualità di vicedirettore di Rai2, di cosa si sta occupando?

Su questo mio incarico si è molto ricamato sopra. Rai2 ha cinque vicedirettori, io ho una delega per i programmi di divulgazione e per ragazzi. La struttura di mia competenza è quella più piccola. In passato molti miei colleghi si sono licenziati per poi rientrare come collaboratori esterni; io invece ho preferito rimanere come dipendente, rinunciando a trattamenti economici riservati. Mi considero un autore prestato alla conduzione, e un domani potrei anche non esserlo più.

Dunque, quali progetti ha per il futuro?

Il mio lavoro principale è quello di autore, intanto faccio il dirigente in Azienda e il conduttore. Ma nella mia vita è già successo che cambiassi: per dodici anni ho fatto lo speaker radiofonico, poi ho capito che non potevo fare quello per tutta la vita e mi sono inventato un modo diverso di lavorare. Così ho iniziato a studiare, a scrivere programmi e libri…

In una recente intervista a DM, Piero Angela ha dichiarato che la profezia dei Maya è “una cosa per fare libri e programmi tv”. Cosa ne pensa, lei che ha scritto un libro proprio sull’argomento?

Quel libro era dedicato ad un fenomeno di livello mondiale che non ho né inventato, né inaugurato o concluso io. In esso non ho previsto nessuna fine catastrofica del mondo e dirò di più: a Voyager ho fatto una prima serata con un titolo fisso che diceva “2012, perché il mondo non finirà”, mettendo a confronto le varie posizioni e smentendo le meno attendibili. Se poi uno vuol capire male e fare lo scettico per mettersi in mostra, che lo faccia pure. Ma non mi riferisco a Piero Angela.

Voyager ha parlato diffusamente dei Maya, mentre SuperQuark ha tenuto un basso profilo: c’è una differenza di approccio…

Sì, perché sono programmi che parlano in due contesti diversi e che si completano nell’offerta. Per me è più difficile parlare di natura e di animali, a meno che non ci sia un’occasione particolare, come per Piero Angela è molto più raro trattare di miti e di leggende, salvo eccezioni come la profezia Maya.

Una curiosità: ma è vero che lei e sua moglie vi siete conosciuti proprio durante la realizzazione di un programma di divulgazione?

Sì. Ci siamo conosciuti sul lavoro, ci siamo innamorati e sposati. Mia moglie ha scritto con me Stargate, su Telemontecarlo, poi, quando io sono entrato in Rai come dipendente, abbiamo ritenuto opportuno che lei non mi aiutasse più. Ho dedicato talmente anima e corpo a questo lavoro che ho incontrato la donna della mia vita mentre lo facevo. Forse al di fuori non avrei avuto tempo.

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3 Commenti dei lettori »

1. amazing1972 ha scritto:

18 febbraio 2013 alle 13:12

si vabbeh!



2. Luna ha scritto:

18 febbraio 2013 alle 21:17

Kazzenger ahahahhahahahahahhahahahhhh
Ma quali professori ahahahahahahhh I documentari di Kazzenger sono documentari di serie B comprati al MIPCom di Cannes da qualche casa di produzione di serie C. :D



3. tinina ha scritto:

18 febbraio 2013 alle 21:21

Io non seguo ne’ Voyager ne’ Mistero (nel senso che a volte mi capita di vedere qualcosa sia dell’uno che dell’altro ma senza soffermarmi più di tanto), su questo blog ho letto critiche feroci sul programma di Giacobbo ma di Mistero ne vogliamo parlare? Ho letto di servizi allucinanti!



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