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febbraio

POVIA A DM: SE CANTASSI ‘LUCA E’ TORNATO GAY’ DIREBBERO CHE HO SCRITTO UNA CANZONE BELLISSIMA

Giuseppe Povia

Con le sue canzoni ha fatto parlare spesso di sè negli ultimi anni. Prima “I bambini fanno oh” poi “Luca era Gay”, passando per “Vorrei avere il becco”, Giuseppe Povia è un cantautore che sa come colpire l’opinione pubblica. In occasione del suo impegno a I Migliori Anni,  abbiamo fatto una lunga chiacchierata con lui e ne è uscita fuori l’immagine di un cantautore con le idee chiare, che crede molto nel suo lavoro, consapevole del fatto che le critiche siano parte del gioco. L’importante, dice, è essere intellettualmente onesti.

Stai ricevendo consensi di pubblico a I Migliori Anni. Essere popolare ti lusinga o ti infastidisce perché allontana la tua immagine da quella del cantautore di nicchia?

Quando hai qualcosa da dire devi essere popolare, perché a più persone arrivi e più puoi aiutare, altrimenti è inutile che fai arte, inutile che fai musica. Ci sono invece personaggi di nicchia che vogliono rimanere nella nicchia… ma se la raccontano. Io guardo fissa la telecamera perché la gente deve riconoscere in me uno che canta delle canzoni che possono aiutare a vivere meglio. La musica può cambiare tantissime cose. I bambini fanno oh ha aiutato dei bambini a uscire dal coma.

In Italia esistono dei cantautori di serie A e di serie B?

Sono gli addetti ai lavori che ti accreditano o screditano. Ogni artista ha un consenso da una parte e poco consenso dall’altra. Io, per esempio, vengo attaccato da varie fazioni per le tematiche che tocco, da altre invece vengo acclamato. E’ chiaro però che mi sento cantautore a 360 gradi e non posso parlare solo d’amore. De Gregori fu attaccato dalla critica velatamente perché lo accusarono di aver offeso le persone obese con La Donna Cannone, oppure De Andrè fu criticato perché istigava alla prostituzione con Bocca di Rosa. Non mi sto paragonando a loro, dico solo che la strada che seguo nella musica è quella del cantautore. Se scrivo “Luca era gay” o “La verità”, ispirata alla storia di Eluana Englaro, ci sono dei motivi che vanno oltre la furbizia per far parlare di me. Ma poi chi non è furbo in questo ambiente? (ride, ndDM) E meglio esserlo su argomenti intellettualmente onesti che per le movenze o per i vestiti.

Conosci Pierdavide Carone?

Si, l’ho sentito a Sanremo dove ha portato un pezzo che mi piaceva con Dalla e poi ha cantato “Di Notte”, una canzone che andava su parecchie radio. So che è un autore giovane e gli autori giovani servono in Italia. E poi è uno dei pochi che scrive pure per gli altri e non solo per sé.

Il tuo rapporto con i talent, dunque?

Non ce l’ho con i talent. Da una parte è positivo perché parla di musica e dall’altra parte è deleterio perchè  su 40 persone che partecipano non ce la possono fare tutti. Se hai una squadra di persone che ti stanno dietro e che fanno un progetto per te come è stato fatto per la Amoroso, Giusy Ferreri o Marco Mengoni può funzionare. Se fai il primo singolo che magari non va tanto bene e ti abbandonano, vai in crisi psicologica.

Sottolinei spesso l’importanza del cantautorato.

I cantautori, dal dopoguerra in poi, hanno fatto la storia della musica italiana attraverso filosofie di pensiero e emozioni nuove. Attraverso le loro canzoni hanno parlato di satira, di politica e di tante tematiche sociali. La figura del cantautore dovrebbe tornare a essere qualificata perché negli ultimi dieci anni è stata un po’ sorpassata.  Oggi si tende più ad omologare la musica a un unico genere, a un unico suono. Io ho la sensazione di sentire sempre la stessa canzone cantata da cantanti diversi. Il suono deve essere quello, altrimenti radiofonicamente sei penalizzato. Voglio togliermi dalla testa la parola radiofonico.

Hai inaugurato anche una scuola per cantautori.

Sì, la scuola è il CMM di Grosseto che è aperta dal 1994 e si occupa di musica a 360 gradi. Al suo interno ho aperto la sezione cantautori che non ha la presunzione di insegnare a scrivere le canzoni, perché le emozioni non si insegnano da nessuna parte. Arrivano molti ragazzi giovani che hanno del talento insegno loro quello che Giancarlo Bigazzi, che per tre anni è stato il mio maestro, ha insegnato a me.

Nel tuo inedito, Siamo Italiani, presentato a I Migliori Anni, avresti potuto essere più cattivo con la nostra descrizione. C’è una strofa che avresti voluto inserire ma poi hai preferito tagliare?

A essere cattivi ci pensano agli altri, io sono il buonista. Dicono che “siamo italiani è populista”.  Populista è un termine nobile, a parte che finisce per ista. Dovrebbe essere populesimo che è ancora più bello. E’ un termine patriottico, popolare e poi in questo caso è un termine che parla al cuore degli italiani. “Siamo italiani” è una canzone che parla dei nostri pregi e dei difetti. Siamo uno stivale al centro del mondo e tutti ci vogliono mettere i piedi dentro, anche se ci criticano.

Una strofa della tua canzone dice: “siamo italiani, ed è ora di cambiare questa storia. ci meritiamo di vivere in un mondo che abbiamo inventato noi”.

Gli italiani sono positivi, sono quelli che si rialzano. Non è una canzone cattiva, ma positiva.  Sono tutti bravi  a fare gli oratori, ma alla fine l’ipocrisia non paga. Se uno riesce a dire le cose che pensa veramente fa più bella figura anche se ci si brucia una parte di pubblico. Quindi “siamo italiani… su le mani”.

Su le mani, perché?

Qualcuno intende su le mani perché ci stanno puntando una pistola, invece qualcun altro intende su le mani perché possiamo conquistare pure il cielo. E questo è vero.

Già deciso per chi votare?

Non ancora, non c’è una faccia nuova. Mi piaceva molto Renzi, l’ho conosciuto e avrà tempo per farsi strada. Non è che io sia politicamente disilluso, perché un pensiero ce l’ho, che è quello che va a favore di famiglia, di ricerca, sanità, strutture, di cultura, però alla fine dentro un partito ci sono tre leader che litigano… ti sembra una cosa un po’ una comica e la prendi a ridere. Probabilmente, credo che non andrò a votare perché non mi sento stimolato.

Luca era gay è del 2009.  A cantarla oggi le polemiche sarebbero state le stesse di allora?

Si, certo. Se cantassi: “Luca non sta più con lei ed è tornato gay” tutti direbbero che ho scritto una canzone bellissima. Io ho cantato “Luca era gay e adesso sta con lei” e sono stato accusato di aver detto che un gay è malato. Io ho rispetto per la parola malattia che credo sia una parola con cui nessuno voglia avere a che fare: nella canzone c’è una strofa che dice “Questa è la mia storia, solo la mia storia, nessuna malattia, nessuna guarigione”. Parlavo della storia di una persona che se non si trova in una condizione può cambiare perché – al di là del fatto che la storia sia vera – è vero che si può.  Non ho cantato la parte che avrebbero voluto sentire quelli che fanno i finti paladini difensori. Ho raccontato una storia e non pensavo che succedesse tanto casino. La racconterò tutta la vita. Ad avercene di “Luca era gay”, anche perché è una canzone intellettualmente onesta.

Cosa ne pensi delle adozioni gay?

Secondo me, un bambino dovrebbe avere una figura paterna e una materna. Questa è pedagogia. Poi da una parte ci sarà la gente che ritiene che sia meglio affidare i bambini a una coppia omosessuale che si vuole bene piuttosto che abbandonarli in un bidone o affidarli ad una casa famiglia. Secondo il mio pensiero personale, e quindi condivisibile o meno, nelle case famiglia lavorano persone preparate e che conoscono i bambini e poi ci sono tantissime coppie eterosessuali in attesa inutilmente che gli venga affidato un bambino.

A differenza che in quello della musica, nel mondo del calcio, l’omosessualità è ancora un argomento tabù.

Si arriverà anche nel calcio a parlarne. perché il mondo sta andando in quella direzione. Bisogna riuscire ad accettare una persona nella condizione in cui sta bene. Io sono stato scambiato per quello che ce l’ha con i gay, e se fosse così  lo direi. Mi hanno dato dell’ omofobo e adesso quando faccio i concerti spiego cosa significa davvero omofobia. Io non ho paura degli omosessuali. Credo che nessuno ne abbia. Omofobia è un termine politicamente inventato negli ultimi anni. Forse il nuovo termine è “poviafobia.” A Firenze (dove vive, ndDM) non ho nessun problema a entrare in un locale gay, ma in quel momento sento di esser guardato male e allora chi è che discrimina?

Al posto di Morgan a XFactor o al posto di Grazia Di Michele ad Amici?

Morgan è uno che giudica e ha il suo carattere, è un cantautore e non ha mai scritto una canzone che ha scalato le classifiche. E’ molto stimato perché ha una grande cultura. Vorrei avere la cultura di Morgan e il buon senso di Grazia Di Michele.

Parliamo di televisione, qual è il programma che proprio non riesci a guardare?

La pubblicità (ride, ndDM). Non lo so, non c’è un programma. A parte il calcio, la televisione non la guardo tanto. Guardo Violetta, a cui mi ha fatto appassionare mia figlia Emma. E’ la storia di una ragazzina che canta. Quando verrà in Italia, le ho promesso che la porterò al concerto.

Vasco Rossi o Ligabue?

Io son cresciuto con Vasco Rossi, con i suoi testi, con il suo stile di vita. Sono stato due anni in comunità perché ho fatto delle cavolate ai tempi in cui avevo venti, ventidue anni. Vasco l’ho ascoltato perché le sue canzoni mi davano la speranza di vivere in una condizione migliore. Cosa che poi è accaduta. Ligabue è molto più preciso. Ha dei testi ultimamente molto più forti..Scrive cose tipo “l’amore conta – conosci un altro modo per fregar la morte” che è una cosa che avrei volto scrivere io.

Devi scegliere un cantante con cui fare un tour. Chi sceglieresti?

Non sopporto i duetti e queste operazioni discografiche. Forse con Baglioni, ma a cantare i suoi pezzi. Se dovessi  fargli da corista, allora sì.

Il prossimo brano che interpreterai a I Migliori Anni?

Tanta voglia di lei dei Pooh. E’ la prima canzone che ho cantato…e non è detto che la canti bene.

Sei nella condizione di poter invitare a cena fuori una tua collega de I Migliori Anni, chi scegli?

Alexia. Non che ci sia qualcosa, per carità (ride). E’ una ragazza intelligente, piacevole, con la quale puoi parlare di tantissime cose.  Ha un cervello, è mamma e a me piacciono le donne mature di testa.

Guarderesti Italia’s Got Talent se non fossi impegnato con I Migliori Anni?

A me di solito piacciono i programmi di cose inedite. Gli darei un’occhiata per curiosità, ma poi non so.
Hai mai detto in un’intervista qualcosa di cui poi ti sei pentito?
Si, ma alla fine bisogna dire quello che si pensa. Certo, un cantautore o un personaggio di spettacolo deve stare attento a pesare le parole. Qualunque cosa io dica vengo sempre catalogato in una casella politica. Non mi piace che ogni volta alcuni giornalisti facciano il gioco della collocazione politica dell’editore.

Quando uscirà il tuo disco?

Esce il 19 novembre che è il giorno del mio compleanno e si chiamerà Cantautore. E poi nel 2014 porterò in giro per i teatri uno spettacolo. Parlerà di tutto, d’amore, di politica, di ironia, di satira, tematiche sociali. Sono 90 minuti di chitarra e voce per rilanciare il concetto del cantautore, far capire, più a me stesso che alla gente, che una canzone resta in piedi anche se è solo chitarra e voce. Una volta fatto questo si può riarrangiarla come vuoi. Oggi invece si fa un po’ il contrario.

Guarderai Sanremo?

Si. Fazio, bisogna rendergliene merito, ha fatto un Sanremo rischioso, secondo i suoi gusti e con un cast apparentemente di nicchia Con un cast così il rischio è che anche questo Sanremo sarà costruito più sul contorno che  sulla musica. Sono curioso di sentire la canzone di Marco Mengoni che mi piace un sacco. Secondo me potrebbe vincere. E’ uno, che non so come faccia, ma canta come Freddy Mercury.

Hai un look ben distinguibile, all’apparenza sembri uno di quelli che non ci pensa tanto e invece…

L’abito fa il monaco (ride, ndDM). Non mi vesto mai in maniera distratta. Sabato scorso ai Miglior Anni ero vestito di bianco, che dà sempre l’idea di pulito… e poi bianco fuori un po’ sporco dentro. Quando mi vesto di nero, metto una collana che fa luce, mi piacciono gli accessori, i capelli lunghi e lo scegliere le scarpe intonate.
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61 Commenti dei lettori »

Pagine: [1] 2 » Mostra tutti i commenti

1. Morgana ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 12:02

No io direi sempre che è un cretino.



2. Rosy ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 12:10

No, nessuno direbbe che ha scritto una canzone bellissima; sarebbe sempre una schifezza di testo… Perchè la critica non è sul passare da etero a gay o da gay a etero, ma semplicemente sul fatto che non si possano cambiare gusti sessuali da un giorno all’altro… Con determinati gusti ci si nasce: se ne faccia una ragione il caro Povia.

E se il Luca della canzone prima andava con gli uomini e poi ad un certo punto è andato con le donne (nessuno mette in dubbio che sia una storia vera), non è perchè prima fosse gay e poi etero: semplicemente Luca non aveva capito nulla di se stesso;
è SEMPRE stato etero, ma PENSAVA di essere gay, semplice vero?! ;)

Au revoir.



3. enrico ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 12:18

secondo me i migliori anni vanno male per colpa sua.



4. Anon ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 12:25

“non ho nessun problema a entrare in un locale gay, ma in quel momento sento di esser guardato male e allora chi è che discrimina?”

Concordo in pieno con questa domanda.
La maggior parte delle volte sono gli stessi gay/disabili/stranieri/ecc. ad autodiscriminarsi con i loro atteggiamenti e modi di fare.



5. gaia ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 12:55

Che bella intervista e che belle domande!

Bravo Povia che rispodnde con sincerità senza il timore di mettersi contro qualcuno come fanno sempre troppo spesso gli altri artisti.
Come ha detto sono i suoi pensieri, condivisibili o meno.
Ti voterò per tutte le puntate :D



6. WHITE-difensore-di-vieniviaconme ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 13:14

ma perchè chiedete queste cose a una persona così incompetente ?
Solo perchè ha scritto una canzone su un gay? Mah. .
Ora mi aspetto un’intervista a giusy ferreri sul mare
e gli oceani.o alla amoroso sulle condizioni atmosferiche



7. Marco89 ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 13:19

@ Anon: a parte che paragonnare gay e disabili non credo sia corretto, ma in ogni caso se gli omosessuali si autodiscriminano coi loro modi di fare è una forma di difesa in quanto fanno parte di una società che li vede sempre come diversi. Poi molti strumentalizzano le battaglie gay solo per visibilità ma quest’ autodiscriminazione di cui parli è solo una forma di difesa.
Riguardo ” Luca era gay” , il testo e la concezione della canzone non erano da buttare. La storia poteva essere credibile, però:
1. Il titolo andava a mirare in quella direzione, ossia la provocazione. Poteva parlare di questo tema senza il becere ritornerllo ” Luca era gay e adesso sta con lei”.
2. Alla fine dice nessuna malattia nessuna guarigione…non c’ era bisogno di dirlo , forse aveva la coda di paglia.
Poteva benissimo essere che questo Luca avessecambiato idea, però bisognava trattare il tema con più delicatezza e non cercare la visibilità che lui ha cercato, ridicolizzando il tutto.
Riguardo l’ ultimo inedito…beh, Siamo italiano, su le mani…per carità. Una cosa orrenda, mi metterò pure io a fare il cantautore.
Riguardo le adozioni gay, beh, non è facile ma penso che il calore che due persone, uomini o donne, possano dare ad un bambino, non si possano trovare anche nella migliore della Case famiglia. L’ affetto è affetto e non ha sesso.
Un plauso a Valeria, veramente un’ intervista interessante, sei molto forte ragazza ( scusa per la confidenza).



8. elodie ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 13:20

“Se cantassi: “Luca non sta più con lei ed è tornato gay” tutti direbbero che ho scritto una canzone bellissima”: forse sì, ma c’è un motivo: in quel caso, passerebbe un messaggio positivo (immagino: il coraggio di ascoltare la propria natura omosessuale, rinunciando ad una vita etero di facciata), invece della provocazione alla base della canzone originale.
“nella canzone c’è una strofa che dice “Questa è la mia storia, solo la mia storia, nessuna malattia, nessuna guarigione”: la canzone si basa una provocazione (cioè sul messaggio che la sessualità possa essere “riconvertita”) e Povia ha volutamente giocato su questo per far parlare di sé. Non faccia la vittima.
“Poi ci sarà la gente che ritiene che sia meglio affidare i bambini a una coppia omosessuale che si vuole bene piuttosto che abbandonarli in un bidone”: spero sia tanta, questa gente!
“quando faccio i concerti spiego cosa significa davvero omofobia. Io non ho paura degli omosessuali. Credo che nessuno ne abbia. Omofobia è un termine politicamente inventato negli ultimi anni”: l’omofobia esiste ed è un problema sociale che va combattuto con la cultura. Negare che esista, fare della filosofia sui termini o fare della dietrologia politica è controproducente.



9. Mattia Buonocore ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 13:20

@white ma perchè se uno non è competente non può esprimere un’opinione? E poi chi sarebbe competente? Ha scritto una canzone sull’omosessualità che ha fatto molto discutere per cui le domande ci stanno tutti.



10. Nina ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 13:20

Scusa White ma chi sarebbero in questo “competenti”?



11. WHITE-difensore-di-vieniviaconme ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 13:26

Non lo so. Ma odio povia .Che cada nel dimenticatoio
. .. forse luca era un po bisessuale? No?
Questo ‘cantante’ si è fatto pubblicità cantando di categorie che odia ..e poi smentisce le interviste.



12. Nina ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 13:33

Ah scusate, sono d’accordo sul termine omofobia che trovo stupido, perchè paura degli omosessuali?



13. elodie ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 13:35

Non so cosa intendesse White, ma se voleva dire che Povia può giusto esprimere un parere (come ognuno di noi), senza però dare giudizi competenti in merito alle adozioni gay e alla natura dell’omosessualità (cioè sul fatto che sia una scelta), allora aveva ragione.
Povia spesso ama calarsi nelle vesti del provocatore e, per questo motivo, non sono d’accordo sul fatto che scriva canzoni intellettualmente oneste.



14. Nin ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 13:39

White: credo che odio non sia un termine adatto, magari non lo stimi.



15. Marco89 ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 14:10

Comunque non è vero che nessuno ha paura degli omosessuali. Ce ne sono ancora e parecchi. C’ è chi li schifa, chi non li rispetta, chi li trova malati e chi ha paura. A parole tutti sono aperti e di larghe vedute, poi però la realtà vera e propria è diversa.



16. Nina ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 14:14

Marco, spiegami allora cosa vuol dire aver paura degli omosessuali. Ti assicuro che io non ne ho mai trovato uno.



17. Valeria Carola ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 14:30

Marco, ti anticipo la risposta… credo sarà più o meno la stessa!!! Aver paura degli omosessuali significa aver paura della diversità, di confrontarsi con qualcosa che per molti non è comprensibile ed è visto come qualcosa di strano.



18. Anon ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 14:38

@Marco89: non è una forma di difesa, ma di ostentazione.
Quando incontro un eterosessuale, NON mi dice “Ciao, io sono etero”.
Quando incontro un gay, mi dice “Ciao, io sono gay”. Perché? Vuole mettersi in mostra…

Quando incontro una persona normale, NON mi dice “Ciao, io ho tutto che funziona: cervello, braccia e gambe”.
Quando incontro un disabile, mi dice “Ciao, io non muovo le gambe dalla nascita”. Perché? Vuole attirare l’attenzione su di sè…

Quando hai un brufolo sulla faccia, cerchi di nasconderlo il più possibile per evitare che gli altri ti prendano in giro.
Tutti siamo diversi e abbiamo dei difetti per cui possiamo essere presi in giro da qualcuno. Perché non cerchiamo di nascondere i difetti in modo da apparire normali agli occhi degli altri?

Per quanto riguarda la paura dei gay, ti dico che più che paura la maggior parte li schifa.
Ma anche in questo non credo ci sia nulla di male; quante volte hai incontrato una donna oggettivamente brutta e hai pensato: “Ma quella è proprio un cesso”?
Ognuno si fa delle idee sulle altre persone che vede. Ecco perché, ritornando al discorso di prima, la cosa più sensata da fare sarebbe non mettersi in mostra.



19. Nina ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 14:41

Insomma la stessa spiegazione che si usa per il razzismo. Mah, sono un po’ perplessa. Credo che se andiamo avanti così non andiamo da nessuna parte. Vogliamo parlare del bullismo omofobico? Altra invenzione dei “grandi” che non capiscono gli adolescenti.



20. Nina ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 14:44

Leggete bene il commento di Anon e vedrete che ho ragione io.



21. Valeria Carola ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 14:56

mi sembra che alla fine povia abbia stimolato una discussione tanto interessante, quanto raccapricciante. Si nina, discriminare gli omosessuali è una forma di razzismo. e che oggi si parli bullismo omofobico è terribile perchè vuol dire che ci sono genitori che crescono i figli con questo tipo di “cultura”.



22. Nina ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 15:19

Ovvio Valeria, che la cosa parte dai genitori ma nel senso che “si può” emarginare qualcuno per come è e non per quello che fa. Quindi esiste il bullismo in generale. Ti racconto una cosa molto esplicativa secondo me. Anni fa in una scuola elementare due bimbe provenienti dall’Africa, Sudafrica per la precisione, che venivano emarginate e chiamate “negre”. Peccato che fossero bianche.



23. Valeria Carola ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 15:30

si tende a emarginare per tutto, purtroppo. per quello che sei, per quello che fai o per quello che dici. purtroppo ho paura ci siano ragazzini o adulti che dicono gay o lesbiche come fossero delle offese. e a pensarci è vergognoso.



24. Nina ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 15:36

Magari ermarginare uno per quello che fa, tipo il bullo, non è mica tanto male, che ne dici?



25. lisa ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 15:38

Anon ma essere gay non e’ un difetto!
C’è chi magari e’ più consapevole di se’ e più sicuri vive il proprio orientamento e lo dice tranquillamente. Non credo lo faccia per mettersi in mostra. Comunque ti assicuro che tra coloro che non dicono ci sono tanti bisessuali, che magari sono sposati, fidanzati con ragazze, che saltuariamente o spesso hanno frequenze e rapporti sessuali con ragazzi come se nulla fosse, continuando indifferenti il loro rapporto con la donna/ragazza che hanno a fianco. E’ bello cosi? Ma garantisco che ce ne sono tantissimi, anche i più insospettabili…



26. Valeria Carola ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 15:41

emarginare non è mai bello. se un bullo viene emarginato non è che diventa meno bullo. i ragazzini andrebbero educati. dovrebbero esserlo anche gli adulti, ma con i più piccoli magari ci si riesce meglio.



27. tania ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 15:44

In passato ho subito omofobia e successivamente tranfobia da parte di individui che fino al giorno prima pensavo fossero miei amici,evidentemente sbagliavo.Chi non ci e’ passato puo’ immaginare,chi ha subito puo’ capire.La differenza e’ notevole.Povia?Vorrei ricordarti che esistono studi pedagogici molto diversi dal tuo pensiero.Thanks



28. Nina ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 15:54

Non sono d’accordo, chiarire il fatto che se uno ha certi comportamenti preferisco non frequentarlo mi pare più che giusto.



29. Valeria Carola ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 15:58

Nina tu da adulta decidi di non frequentare un altro adulto ed è sacrosanto. l’emarginazione però è un’altra cosa soprattutto quando si tratta di ragazzini.



30. Nina ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 16:01

No, Valeria, scusa se insisto. Ma se a scuola invece di fare i cretini dietro al bullo della situazione, perchè c’è sempre l’ispiratore, i ragazzini lo lasciano da solo a fare queste cose, voglio vedere io quanto coraggio ha ancora.



31. Valeria Carola ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 16:06

Ma parliamo di ragazzini. non puoi educare i bambini a emarginare. li dovresti educare semmai a parlare e a “denunciare” degli atteggiamenti. in realtà penso che questo sia un problema molto più grave di come lo stiamo affrontando noi qui. Il punto è che leggere alcuni commenti a me ha fatto vergognare.



32. marita ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 16:11

la parola “odio” mal si concilia con il sistema di valori evocato dal white, dal “vieni via con me” e dal vessillo pace. E poi la parola odio ha la sua completezza semantica solo se coniugata con l’amore (odi et amo) all’interno di passioni travolgenti e assolute. Per quanto riguarda il testo di cui si discute, credo che si tratti non di omosessualità, ma piuttosto della narrazione di un processo di crescita e di faticosa acquisizione della propria identità, nel caso specifico di ordine sessuale, ma sicuramente comune, pur nelle differenti manifestazioni, a tanti giovani del nostro difficile e incomprensibile mondo. Ciò detto, Povia pensa davvero che figure professionali (seppur efficienti) possano sostituire il calore di una vera famiglia e di vere figure genitoriali omo o etero ?



33. Nina ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 16:13

Valeria, bisogna educarli a valutare le situazioni e a comportarsi di conseguenza. Devono arrangiarsi da soli.



34. Marco89 ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 17:50

Scusate se non ho potuto rispondere subito ma non potevo.
@ Valeria: grazie per la risposta, è più o meno quella.
@ Nina: ti assicuro…c’ è gente che ha paura a come rivolgersi ad un omosessuale perchè non sa cosa potrà dire, come potrà parlare o quello che potrà fare. C’ è chi li evita proprio perchè ha paura, paura che deriva secondo me dall’ ignoranza. Mi è capitato di un uomo che non vuole inginoccharsi sapendo che dietro c’ è un ragazzo gay, la sia butta sulla battuta ma è così e non è per niente gradevole.
Esempio? A scuola con me, 7 maschi, un ragazzo visibilmente omosessuale. Siamo in gita a Sanremo. Gli altri 5 mi dicono in camera con lui ci stai tu, di notte sai, non è per niente ma meglio evitare. Lo hanno chiesto a me perchè io non ero un loro stretto amico, stavo con la mia ragazza e con le amiche della mia ragazza, mi son sempre trovato meglio…e sono tutti in teoria bravi ragazzi. Io mi sono trovato benissimo e siamo stati da Dio. Questa non è paura che questo ragazzo possa toccarli o fare chissà che roba?
Tu dici che questo è schifare ma è uno schifo che deriva dalla paura. Paura di qualcosa di diverso che se andasse conosciuto forse farebbe meno paura.



35. Marco89 ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 17:55

@ anon: scusa ma che discorso è ? Una ragazza brutta fa parte di una categoria più grande. Il gay, anche se non mi va di parlare così’, è un genere più vasto, quindi aver paura dei gay è come dire in modo frivolo e superficiale, aver paura delle ragazze.
Poi, io non conosco nessuno che si presenta come omosessuale, proprio no. Ce ne saranno e neanche a me piace, ma ti assicuro che anche questo mettersi in mostra per me deriva da un imbarazzo, da un disagio che ognuno affronta come può. Se la maggior parte è etero, ed essere gay si dice sia una diversità, ben vengano le diversità. Io non sono magro, sono diverso perchè la maggior parte è magra. Benissimo. Non è un problema. Non vedo perchè debba esserlo se uno è gay. Io preferisco essere diverso soprattutto se tutti quelli che sono uguali non sono poi migliori di me.



36. Marco89 ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 17:58

@ Valeria: sul discorso dei bulli però credo che Nina abbia ragione. Emarginare non è mai bello ma se uno è bullo e vede che è acclamato e seguito persiste. Se viene isolato capisce che forse non è giusto quello che fa. Non credo sia un atteggiamento sbagliato, soprattutto quando i bambini sbagliano e a volte sanno creare in altri bambini dei disagi che perdurano nel tempo.



37. WHITE-difensore-di-vieniviaconme ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 18:44

no proprio lo odio.



38. Anon ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 20:13

@Marco89:
Il disagio che ha il gay se lo crea lui stesso.
È lo stesso disagio che ha un ragazzo che vede una bellissima ragazza ma non la corteggia perché pensa che lei non si fidanzerà mai con lui.

Sono d’accordo che l’essere gay sia una diversità, ma non puoi obbligare qualcuno a non criticare questa diversità.
Molte persone schifano i gay (che sono diversi) così come molte altre schifano i ciccioni (che sono diversi).

Purtroppo la diversità esiste ed è anche ben propagandata dallo Stato. Vedi per esempio a scuola: esiste l’ora di religione. Che religione si studia? Quella cattolica. Perché, quando in Italia ci sono centinaia di altre religioni? Semplice. Perché è la più diffusa.
Tu che non sei cattolico, vieni visto come diverso così come un gay viene visto come diverso perché la maggioranza è etero.

Come ho già detto, tu che hai un difetto e sai che potresti essere criticato puoi evitare di metterlo in mostra, soprattutto quando non è indispensabile.



39. Marco89 ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 21:29

@ Anon: parliamo di due cose diverse. La diversità da quello che dovrebbe essere la maggioranza, che poi neanche quello è vero, non è un difetto, anzi. Finchè si vedrà la diversità con accezione negativa allora c’ è poco da sperare. Dobbiamo tornare al discorso di Darwin, che solo i più forti possono vivere e gli altri si spengono? Ci sarà una via di mezzo o no? E non capisco sinceramente cosa ci sia da criticare in una diversità se la persona in questione non fa del male a nessuno e si comporta come tutti. Una persona la si critica se fa qualcosa di male.
E’ deprimente giudicare o stabilire se una persona si può criticare o meno se è gay o no. Mi spaventano i tuoi discorsi, te lo dico senza offesa e senza malizia. Gay e ciccioni come li chiami saranno diversi dalla massa ma fosse per te andrebbero isolati e schifati da alcuni solo perchè sono tali.



40. marcko ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 22:52

sempre pessimo nelle risposte e nei suoi ragionamenti…
davvero una persona sgradevole e opportunista…
uno sciacallo mediatico direi



41. elodie ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 23:04

L’omofobia è l’avversione irrazionale nei confronti di persone gay, bisessuali e transessuali, basata sul pregiudizio. In greco, “fobia” significa “paura”, ma anche “avversione” e “intolleranza”. L’Unione Europea la considera una violazione della dignità umana, come il razzismo, la xenofobia, l’antisemitismo e il sessismo.
Dal sito dell’Unione Europea:
Homophobia is a mixture of negative attitudes and feelings towards lesbian, gay, bisexual and transgender (LGBT) people. It is an unacceptable violation of human dignity and it is incompatible with the founding values of the EU. The principle of equal treatment is a fundamental value for the EU, which is going to great lengths to combat homophobia and discrimination based on sexual orientation.



42. tania ha scritto:

1 febbraio 2013 alle 23:05

Sempre dire cio’ che si e’.Sempre!



43. beppe ha scritto:

2 febbraio 2013 alle 09:42

@Aron:criticare la diversità,schifare i gay,i ciccioni,chi ha difetto sa di poter essere criticato etc..ma tu non ci stai con la testa,hai il cervello fuso…x concludere hai domenticato di aggiungere che anke gli imbecilli sono diversi…tu dovresti saperlo!!!



44. beppe ha scritto:

2 febbraio 2013 alle 09:45

Correggo @Anon e non Aron…ma ero talmente inc……to nel leggere le sue boiate!!



45. marcko ha scritto:

2 febbraio 2013 alle 10:04

ho letto adesso tutti i commenti…
cavolo c’è un’ignoranza allucinante in giro….
e mi riferisco espressamente ai vari commentatori di questo blog, ognuno con una sua teoria alquanto strampalata….

ma ke persone credete sia i gay o le lesbiche???
avvolte è un fratello, altre un vicino di casa altre ancora un insegnante e via dicendo, xkè non esistono categorie precise,
di quale “fobia” parlate? sono pippe mentali ke solo persone sciocche possono avere..
basterebbe avere un pizzico di buon senso per far finire questi atteggiamenti assurdi e ormai ingiustificabili..



46. Nina ha scritto:

2 febbraio 2013 alle 11:09

Credo che ciò che scrive Aron sia dettato dall’ignoranza. Non parlo di mancanza di istruzione o di cose poco importanti come la conoscenza della grammatica. Ma evidentemente gli manca la cultura di vita.



47. Anon ha scritto:

2 febbraio 2013 alle 11:53

@Marco89: io non ho detto che vanno isolati.
Ti ho spiegato il mio punto di vista: uno può schifare un gay così come può schifare una persona brutta.
Sono sempre persone e come tali vanno rispettate, non vanno isolate e hanno i nostri stessi diritti. Io non ho mai scritto il contrario.

@beppe: quante volte hai incontrato una persona e hai pensato “ma quanto è brutto/a quello/a”? Non lo hai mai fatto?

@Nina: evidentemente non hai letto bene. E rivolgo anche a te la stessa domanda che ho fatto a beppe: quante volte hai incontrato una persona e hai pensato “ma quanto è brutto/a quello/a”? Non lo hai mai fatto?

Sinceramente non capisco il vostro modo di pensare: tutte le persone che incontrate sono simpatiche, belle, intelligenti, attraenti?



48. Marco89 ha scritto:

2 febbraio 2013 alle 12:11

Sì Aron ma schifare un gay in quanto tale non è una cosa intelligente e soprattutto decorosa. Dev’ essere valutata la persona. Un omosessuale può essere criticato se non è una persona valida non sicuramente perchè è gay. Poi ci sarà chi lo farà ma gli stupidi sono sempre esistiti e allora io mi fermo qua, non mi metto a cercare di capire gente così.



49. Marco89 ha scritto:

2 febbraio 2013 alle 12:14

@ Aron: non stavo parlando di te, o almeno spero che tu non rientra in questa categoria.



50. marcko ha scritto:

2 febbraio 2013 alle 12:14

tu invece anon sarai sicuramente bello intelligente e attaente e simpatico, ma quando parli e porti avanti un ragionamento le persone ke ti ascoltano ti skifano perkè dici troppe cazzate…



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