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TESSA GELISIO A DM: MI PIACEREBBE ESSERE LA MILENA GABANELLI IN VERDE DI MEDIASET

Tessa Gelisio @foto Luigi Zomparelli

Occhi da cerbiatto ma tempra da lupo. Tessa Gelisio non fa fatica ad accostarsi all’animale selvatico per eccellenza; del resto, quella per la natura vera e incontaminata, è una passione che la accompagna sin da giovanissima e che pian piano è diventata un lavoro. E’ lei, infatti, il volto Mediaset che ogni martedì, al fianco del rugbista Martin Castrogiovanni, guida la nuova edizione de Lo Spettacolo della Natura, il programma documentaristico di Rete 4 che ci porta alla scoperta delle meraviglie del nostro Pianeta.

Tessa, parafrasando il titolo della tua trasmissione: cos’ha di spettacolare la natura?

Tutto, la sola esistenza umana è straordinaria. Dinanzi a qualsiasi forma di vita provo stupore così come mi meraviglio nel vedere le varie strategie di sopravvivenza e adattamento. Le creature viventi, poi, sono tutte abbastanza buffe e originali.

Cosa ti ha più affascinato nelle nuove puntate de Lo Spettacolo de La Natura?

Tante cose, devo ammettere che questa edizione è molto ricca. In esclusiva per l’Italia abbiamo visto e vedremo documentari che si pongono al vertice della documentaristica mondiale. Mi riferisco a Inside the Human Body della Bbc che ci fa scoprire il corpo umano da un punto di vista inedito, o a Earth Flight dove si racconta il mondo con lo sguardo dei grandi migratori grazie a nuove tecniche di ripresa che hanno permesso di “volare insieme agli uccelli”. E poi, bellissimo esteticamente, è Mega Hunters di National Geographic che narra le incredibili avventure dei più grandi predatori del Pianeta.

Quando ti hanno detto che avresti affiancato un rugbista, cosa hai pensato? Ti aspettavi il belloccio da calendario?

Non conoscevo Martin Castrogiovanni come sportivo perché sono ignorante in materia, ma l’avevo visto negli spot. Credo che coinvolgerlo sia stata un’ottima idea perché è un personaggio positivo e simpatico.

Se Tessa fosse un animale che animale sarebbe?

Fin da piccola mi sono sempre immaginata come un lupo. Non so bene il motivo, ma mi ha sempre affascinato tanto, forse perché dai lupi discendono i cani, i nostri migliori amici. E’ elegante e ha uno spirito sacro.

Quindi sei una predatrice selvatica e selvaggia?


Più selvatica che selvaggia, ma non particolarmente predatrice.

Se dovessi girare tu un documentario spettacolare dove ci porteresti?

Nelle foreste tropicali, l’ambiente più ricco di vita e di biodiversità che ci sia nel nostro Pianeta. Non sono facili da filmare ma sono estremamente suggestive. Cercherei di fare innamorare i telespettatori di questi luoghi per farne capire l’importanza per il nostro equilibrio ecologico e renderli consapevoli del fatto che la loro salvaguardia dipende anche dai nostri gesti e consumi quotidiani.

Le hai visitate?

Sì, soprattutto in Sudamerica dove peraltro porto avanti dei progetti di conservazione con l’associazione di cui sono presidente.

Tra Pianeta Mare, Lo Spettacolo della Natura, e la tua passione personale per i viaggi chissà quanti aneddoti avrai da raccontare

Il viaggio più bello l’ho fatto in Amazzonia dove mi sono recata per realizzare un reportage giornalistico. Ho visitato una delle ultime comunità Indios rimaste “intatte”, non avendo subìto troppe contaminazioni con la società moderna. Fanno la stessa vita da millenni, come se fossero rimasti all’età della pietra. La mia presenza è stato uno shock culturale, più per me che per loro. Incontrare queste ragazzine che prendono il mio marsupio e quello che c’è dentro è stato sorprendente. Per loro, infatti, non esiste la proprietà privata. La prima domanda che ti chiedono non riguarda il tuo lavoro ma la tua famiglia, del resto loro vivono solo di caccia, pesca e di un po’ di agricoltura. E’ stata un’esperienza forte e la consapevolezza che noi continuiamo ad ucciderli è sconvolgente. Si parla sempre della strage che gli europei hanno compiuto ai danni degli indiani d’America centinaia di anni fa, eppure ancora oggi, sebbene in maniera completamente diversa, li stiamo uccidendo portando via l’ambiente attraverso il quale sopravvivono.

Quando si fa un’esperienza del genere che ripercussioni si hanno nella vita di tutti i giorni?

Il bagaglio è enorme, ti rendi conto che siamo degli sciocchi senza proporzioni. Nella quotidianità diventi ancora più fautrice degli stili di vita ecocompatibili ed eviti ogni strappo alla regola. Se, ad esempio, vado al ristorante con gli amici scelgo di non ordinare più la carne proveniente dal Sud America perché per allevare gli animali distruggono la foresta uccidendo di conseguenza gli ultimi indios viventi.

Il Governo fa abbastanza per l’ambiente?

La politica non fa abbastanza in questo settore, come in tutti gli altri, purtroppo. E pensare che basterebbe a livello internazionale istituire una “carbon tax”, ossia inglobare nel costo del prodotto l’impatto ambientale. In un’economia corretta i prodotti sani, ottenuti rispettando l’ambiente, dovrebbero costare di meno di quelli che procurano danni.

E’ un’utopia pensare che ciò possa accadere?

E’ difficile che tutti i governi del mondo si mettano d’accordo ma non è irrealizzabile un semplice cambio di tassazione. Un’altra soluzione sarebbe quella di far diventare i consumatori più attenti e disposti anche a spendere di più per determinati prodotti, il cui consumo dovrebbe comunque essere incentivato dallo Stato.

Per il secondo anno consecutivo sei alla conduzione di Cotto e Mangiato. Ti piacerebbe ampliarlo dando origine ad uno spin off?

La forza del programma è la velocità che permette di differenziarlo dai tantissimi format di cucina esistenti. Uno stravolgimento sarebbe controproducente perché è quello il suo segreto. Inoltre, non so se c’è ancora spazio per un altro cooking show.

Quando hai capito – se lo hai capito – che la tua “gestione” di Cotto e Mangiato poteva far dimenticare la precedente?

Quando per la strada la gente ha iniziato a complimentarsi, a suggerirmi delle ricette e a raccontarmi di aver sperimentato i miei piatti.

Sei l’unico volto femminile di Mediaset ad essere in onda su due canali completamente diversi come Italia 1 e Rete 4. Prima o poi ti toccherà scegliere…

Le due reti hanno pubblici diversi ma i miei programmi hanno target trasversali: Pianeta Mare è seguito sia da bambini che da anziani, c’è una leggera prevalenza di pubblico maschile ma non dispiace neanche alle donne. Stesso dicasi per Cotto e Mangiato che è visto dalla signora appassionata, dalla giovane che non sa cucinare e dallo studente che vuole imparare.

Sei contenta della collocazione domenicale di Pianeta Mare che lo porta a scontrarsi con Melaverde?

Non è una collocazione molto felice e, per quanto riguarda lo share, ci ha penalizzato.

Cucina, natura, viaggi. Cosa ti manca?

Il varietà (ride, ndDM)! Scherzi a parte, sono soddisfatta così. Non ho velleità di tipo artistico tout court, voglio semplicemente continuare a fare quello che faccio. Forse mi piacerebbe condurre un programma di ecologia, battagliero. Una sorta di Report che, a differenza dell’originale, tratti anche altri argomenti.

Ti candidi come la “Milena Gabanelli in verde“ di Mediaset?

Sì, in verde, mi piacerebbe molto.

Facevi la modella eppure hai mosso i tuoi primi passi su La7 parlando di ecologia. Come sei arrivata in tv?

Ero modella e giornalista, una delle contraddizioni della mia vita. Mi occupo di questioni ambientali sin da piccola, sono una giornalista specializzata in tematiche ambientali e per questo ero stata scelta per un programma sugli animali e sul mare in onda negli “ultimi sei mesi di vita” di Telemontecarlo. Ero piaciuta e mi hanno portato a La7, poi in Rai e finalmente a Mediaset.

La tua passione per l’ambiente nasce da te o dalla tua famiglia?

Da entrambi. I miei genitori sono stati tra i primi ad aderire al movimento ambientalista e hanno dimostrato da sempre una grande sensibilità. Mi hanno parlato di problematiche ambientali e fatto girare il mondo sin da quando ero piccola. Sono cresciuta perciò in un ambiente che ha stimolato la mia passione che era innata.

Si parla spesso della necessità di condurre una dieta sana ed equilibrata sin da bambini. Se tu avessi un figlio verso che tipo di alimentazione lo indirizzeresti?

Farei quello che ha fatto mia madre che è stata da questo punto di vista eccezionale. Sono cresciuta mangiando tutta roba genuina, del nostro orto o fatta in casa. Una cucina semplice, con ingredienti di stagione e prodotti locali, che non prevedeva merendine. Mai entrate in casa mia.

Come si sopravvive ad un’infanzia senza merendine?

Benissimo, è una questione di abitudine. A scuola, durante la ricreazione, mangiavo frutta, yogurt o un panino fatto da mia madre mentre tutti gli altr mangiavano snack e “schifezzuole” varie. Poi negli anni si è vista la differenza.

Un consiglio per chi ha pochi soldi e vuole contribuire alla salvaguardia dell’ambiente?

Ecologia e economia vanno d’accordo generalmente. Bisogna risparmiare il più possibile sull’acqua, l’energia, i mezzi di trasporto, dovunque si possa ottenere un risparmio economico si salvaguarda anche l’ambiente. Inoltre consiglio di ridurre il consumo di carne e di nutrirsi con frutta di stagione comprata dal produttore. Si può mangiare benissimo spendendo poco, dipende chiaramente da dove si sceglie di fare la spesa. Ci sono supermercati biologici a Milano che hanno prezzi da gioielleria ma, ad esempio, quando sono in Toscana compro le carni bianche dal contadino a prezzi accessibilissimi. E’ anche bello, poi, passare il tempo libero nelle cascine a comprare prodotti tipici e di qualità. Meglio un week end enogastronomico, alla scoperta della nostra Italia e delle nostre tradizioni, piuttosto che la visita ad un centro commerciale.



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2 Commenti dei lettori »

1. pig ha scritto:

3 dicembre 2012 alle 15:09

Bell’intervista, complimenti.La Gelisio è una conduttrice coi piedi per terra che non cerca tanta notorietà ma fa semplicemente il suo compito senza sbraitare.
Però nell’intervista manca un accenno alla notizia del capodanno che farà su Italia 1.La notizia è vera?



2. Pincopallino84 ha scritto:

3 dicembre 2012 alle 17:00

Ecco la fanatica del biologico, che, per “risparmiare” va a comprare frutta e carne DIRETTAMENTE dal produttore, come gli ALTRI avessero tempo per andarci!

Sig.ra Gelisio, veda di ragionare, come pretende che quelli che lavorano tutto il giorno abbiano il tempo di andare in TOSCANA a comprare la carne?

MA PER FAVORE!



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