30
settembre

ILARIA CAVO E COLLEGHI TORNERANNO IN ITALIA DOMANI. LA GIORNALISTA: SIAMO STATI TRATTATI CON DIGNITA’

Ilaria Cavo

Ilaria Cavo e i tre colleghi fermati l’altro ieri a Cuba, dove erano impegnati in un reportage sull’omicidio di Lignano, torneranno in Italia nel primo pomeriggio di domani. Lo ha annunciato la stessa giornalista di Videonews, in collegamento con Tgcom24, spiegando come in queste ore si stiano redigendo le pratiche che ne permetteranno il rimpatrio.

Stiamo facendo le ultime pratiche per riuscire ad entrare, siamo all’ambasciata italiana perché abbiamo dovuto fare nuovi biglietti. Non c’è stato alcun decreto di espulsione. Abbiamo ancora un visto valido fino alla data dei nostri voli normali ma abbiamo deciso di anticipare il nostro rientro, saremo domani in Italia nel primo pomeriggio”.

Ha raccontato Ilaria Cavo. La giornalista era stata fermata assieme ad alcuni colleghi con l’accusa di “violazione dello status migratorio“, dopo aver realizzato un’intervista a Reiver Laborde Rico, il fratello di Lisandra accusato di aver ucciso i due coniugi Burgato a Lignano Sabbiadoro. Il materiale giornalistico è stato sequestrato dalle autorità locali, che hanno poi sottoposto i cronisti ad interrogatorio.

“L’iter burocratico è lunghissimo, speriamo di finire tutto in un paio d’ore. E’ stato faticoso, tante ore di interrogatorio. Forse eravate più informati voi dall’Italia che noi lì” ha aggiunto l’inviata di Domenica Live.

Parole, le sue, che descrivono l’atmosfera concitata nella quale ieri si sono svolti gli accertamenti per la risoluzione del caso. Sull’episodio è intervenuta anche l’ambasciata italiana a Cuba, dalla quale si è appreso che in passato già si fossero verificati episodi analoghi.

“Sono state ore complicate con la possibilità di non pernottare in caserma o in cella ma in una casa, dalla quale però noi non potevamo uscire, quindi, di fatto, in uno stato di libertà ridotta. Loro dovevano seguire l’iter previsto, non c’è stata alcuna udienza o processo per direttissima, solo uno stato di fermo con pratica avviata che è terminato quando siamo poi arrivati a l’Avana, presso l’ufficio immigrazione, dove ci hanno interrogati di nuovo. Non sono state 48 ore facili ma siamo stati trattati con dignità, seppur nella difficoltà di non capire come sarebbe andata a finire la vicenda”.

ha testimoniato Ilaria Cavo in collegamento telefonico con Tgcom24. Domani la giornalista dovrebbe far ritorno in Italia assieme ai colleghi e compagni di disavventura Fabio Tricarico, Domenico Pecile e Stefano Cavicchi.

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5 Commenti dei lettori »

1. Giuseppe ha scritto:

30 settembre 2012 alle 17:55

Potevano fare le cose secondo le regole, chiedendo prima le autorizzazioni necessarie come avviene in tutte le nazioni. O avevano timore che le autorità cubane non concedessero i permessi? Mah…



2. Pippo76 ha scritto:

30 settembre 2012 alle 18:06

Giuseppe..appoggio la prima parte del tuo commento.
Come era la canzone di Manu Chao?
Italiano clandestino. Giornalista clandestino :-D



3. tinina ha scritto:

30 settembre 2012 alle 18:27

Giovanni, Pippo

Ma loro sono italiani! Che non lo sanno le autorità cubane che noi italiani ce ne stra-sbattiamo delle regole?



4. Valerio ha scritto:

30 settembre 2012 alle 23:02

Stamattina ho dato un’occhiata in tv al rullo informativo di TgCom24: nel corso di ogni edizione, la Cavo interveniva in collegamento telefonico con la conduttrice (praticamente in più edizioni consecutive del notiziario) sostenendo che avevano ottenuto il passaporto e che avrebbero alloggiato in albergo. Poi le autorità li avrebbero riaccompagnati in aeroporto in tempo per il primo volo di ritorno. Certo è che se fosse questo regime inenarrabile come molti credono, non avrebbero avuto.tutti questi confort, tra pernottamento e possibilità di parlare al telefono.
La notizia del loro fermo è stata talmente presa in considerazione dai giornali italiani che neppure Libero e Il Giornale ci hanno fatto l’apertura. La notizia occupava il taglio basso delle prime pagine, spesso confuso tra gli altri titoli di secondaria importanza. Questo per dire che ai giornalisti della carta stampata deve essere stato evidente che la vicenda è stata un po’ gonfiata nei toni e nei termini dai notiziari Mediaset. Sicuramente sarà una buona pubblicità per le prossima tradmissioni Mediaset sul tema.



5. Nina ha scritto:

1 ottobre 2012 alle 11:08

Qui in Friuli il Messaggero Veneto, gruppo l’Espresso è il giornale più letto. Non vi dico i fiumi di retorica, il trionfalismo con cui viene trattata questa notizia. Stanno anche cercando di far credere che la gente sia dalla loro parte con un reportage ridicolo di “ciò che si dice nelle osterie”, quando tanti dicono che sono dispiaciuti per l’accaduto ma bisogna ammettere che hanno voluto fare i furbetti.



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