5
settembre

TV EGIZIANA: FATMA NABIL E’ LA PRIMA CONDUTTRICE AD ANDARE IN ONDA CON IL VELO

Fatma Nabil

Era domenica quando sul Primo Canale della Tv di Stato egiziana Fatma Nabil si è presentata davanti alla telecamera con indosso l‘hijab, il velo che lascia scoperto solo il viso nascondendo capelli, orecchie e collo. E’ la prima volta dalla nascita dell’emittente che il network accorda la presenza dell’hijab sul piccolo schermo di una Nazione ancora scossa per la fine del regime di Mubarak.

Quest’ultimo, infatti, aveva proibito l’uso del velo in tv fino quando i Fratelli Musulmani saliti al potere hanno deciso di rivoluzionare il sistema. Sabato il ministro dell’Informazione egiziano Salah Abdel ha accordato il permesso di indossare in tv il velo per incoraggiare le donne musulmane a non avere più paura e a non temere di perdere il lavoro per questo. “Finalmente la Rivoluzione è arrivata anche nella Tv di Stato” ha affermato la Nabil, ormai pioniera della svolta televisiva del Paese delle Piramidi.

Ora, è indiscussa la fede che una conduttrice possa coltivare, ma sicuramente l’idea di indossare l’hijab anche sul piccolo schermo non può che confermare un ulteriore successo per la religione islamica, riuscita a conquistare non solo il controllo politico, ma anche quello della comunicazione. Mentre in Italia si fa a gara per sfoggiare gratuitamente porzioni di pelle nuda come dimostra l’imitazione di Belen Rodriguez da parte di Virginia Raffaele o, meglio ancora, Sara Tommasi e le sue performance, il Medio Oriente sceglie la via della discrezione.

E’ giusto assoggettare alla fede anche i volti dello spettacolo che hanno inevitabilmente una forte influenza sul pubblico che li segue e li venera? Ai lettori l’ardua sentenza.

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8 Commenti dei lettori »

1. Andrea ha scritto:

5 settembre 2012 alle 14:39

Eh sì, una bella vittoria. Un grande passo per la civiltà…



2. Luna ha scritto:

5 settembre 2012 alle 14:50

Per me il velo non c’entra nulla con la religione. Per me il velo non é un semplice invito alla modestia del vestire delle donne.
Per me il velo rappresenta la sconfitta della libertà della donna. Per me il velo rappresenta la donna che deve coprirsi per dimostrare di non essere una donna facile. La donna deve coprirsi perché é considerata un oggetto sessuale. il velo é il simbolo di subordinazione e di discriminazione della donna. Per me il velo rappresenta tutto quello per cui generazioni di donne hanno lottato contro.
Io non l’accettero’ mai !!!!!



3. luke ha scritto:

5 settembre 2012 alle 16:17

che palle! le nostre nonne portavano il fazzoletto in testa e nessuno ha mai detto niente!



4. Giuseppe ha scritto:

5 settembre 2012 alle 17:15

Sì, sì… vogliamo che si faccia così anche in Italia. Imbocchiamo anche noi la via della discrezione. Però il velo lo devono indossare anche gli uomini.



5. gio ha scritto:

5 settembre 2012 alle 18:01

Considerando che sara tommasi non mi sembra che sia comparsa così tanto spesso nuda in tv e che belen tuttosommato, ‘farfallina di sanremo’ a parte, non sia così nuda in tv come cercano di convincerci i moralisti non vedo proprio dove sia in italia tutta questa gara a mostrare porzioni di pelle nuda femminile. Semmai il problema ora sarebbe sulle porzioni di nudo maschile che imperversano a tutte le ore nella maggiorparte dei programmi di intrattenimento , creati per il solo pubblico femminile ma che non crea polemiche perchè a tuttoggi non esistono associazioni moralistiche contro l’immagine dell’uomo in tv.Se poi ci aggiungiamo la sparizione completa di showgirl, vallette e ballerine (considerate il “male” della tv) dalla televisione italiana, le stupide e ridicole polemiche su qualsiasi forma di bellezza femminile in tv mi chiedo come si faccia ancora a sentire stupidaggini su “tette e culi” in tv quando in realtà la “gnocca” in tv è gia sparita da almeno 3 anni (dall’inizio del rubygate ovviamente). E se poi aggiungiamo che per miss italia si è voluto tornare indietro di 60 anni perchè il bikini è diventato “scandaloso” direi che siamo nella strada giusta per cominciare a far indossare il velo anche alle nostre donne in tv anche se non per motivi religiosi, ma solo per motivi moralistici e politici soprattutto. Come si dice “siamo all’ammazza caffè”……..



6. Valerio ha scritto:

5 settembre 2012 alle 20:48

@ Gio: non credo proprio che le veline siano sparite dalla tv dello Stivale, non temere. Proprio adesso si sta concludendo l’edizione che ne decreterà altre due per la trasmissione di Antonio Ricci. Rimangono reality in cui il cui alto tasso di pornografia è all’ordine del giorno (vedi i pezzi hot della Gialappa’s sul Gf), c’è Colorado Cafè su Italia1 da cui è stata catapultata in politica la “promettente” Nicole Minetti, senza contare tutti i varietà tra cui Ciao Darwin in cui la lussuria è l’elemento predominante (al maschile e al femminile). Insomma, non è cambiato proprio nulla. Solo è che quel modello di tv ora fa meno ascolti e legittimamente i telespettatori decidono cosa vedere e se c’è un’alternativa, dimostrano di premiarla, perché in molti hanno capito che il “moralismo” non c’entra nulla, l’erotismo c’è e rimane anche in chi critica una tv che un tempo era fatta anche per distogliere i giovani uomini che votano dagli affari della res publica (chi non preferirebbe vedere delle donne dal corpo perfetto ad una “racchia” di giornalista che ti spiega come vanno le cose in Italia?) e la dimostrazione è che Mediaset le donne-ornamento le metteva ovunque, nei programmi di calcio come nei programmi comici tipo Colorado dove la funzione delle come si chiamano non lo so (Coloradine??) la spiega solo un uso politico intelligente del corpo della donna che più o meno consapevolmente si presta a strumento di propaganda. Quando infatti riempi un palinsesto con almeno una trasmissione per sera con donne seminude, sfido io che i cultori del genere seguano poi la politica in maniera sufficiente da poter decidere cosa è meglio per il proprio futuro. In Italia nessuna donna porterà mai il velo, se non le donne che liberamente come alcune donne di religione musulmana dovesse decidere. Il nostro è un paese laico proprio perché rispetta le diverse scelte, o almeno ci prova. Se in Egitto lo spirito è quello di non discriminare le donne più tradizionaliste non ci vedo nulla di scandaloso, purché ad essere discriminate in tv poi non siano le donne che il velo non lo vogliono. A me non entusiasma, anche io lo vedo come un indumento di bigottismo religioso ed è irritante vedere anche alle olimpiadi le donne completamente coperte mentre gli uomini delle stesse nazioni coprono solo l’indispensabile, ma non è una questione di “differenza di civiltà” come tentano di far credere o giornali reazionari. Cinquant’anni fa anche in Italia la situazione era la medesima, le donne andavano al mare coi pantaloncini, molte usavano coprire il capo coi fazzoletti (non si sentivano più brutte? magari ai mariti gelosi faceva comodo così) e per la maggioranza molte attività erano precluse alle donne perché “non stava bene” (e credo che giocare a calcio fosse tra queste), per cui abbiamo poco da sentirci “superiori”. I paesi occidentali hanno la stessa subcultura maschilista. E anche l’eccesso opposto, ovvero le donne nude in tv mentre i colleghi maschi al loro fianco sono vestiti può essere un elemento della stessa mentalità perché ovviamente una valletta nuda risulterà meno credibile agli occhi dei telespettatori quando interloquisce su qualcosa di serio (ma accade mai in questo genere di trasmissioni?) con il conduttore in smoking.



7. Mario Manca ha scritto:

5 settembre 2012 alle 23:38

Siamo quotidianamente bombardati, in tv come in rete, dalle nudità, più o meno prorompenti, proposte dalle soubrette di turno o da star in declino con lo scopo di ottenere visibilità e promettenti contratti per il nuovo calendario della stagione. La discrezione nel vestire del popolo musulmano è dettata da vincoli religiosi,da principi dottrinali arcaici e retrogradi. Sono dell’opinione che ognuno debba potersi esprimere liberamente assumendosi le conseguenze delle proprie scelte, a patto, però, che non si sottometta al rigidismo di una obbligo che, qualora non fosse ottemperato, potrebbe mettere al rischio il posto di lavoro di colei/colui che non l’accetti.



8. gio ha scritto:

6 settembre 2012 alle 13:50

A colorado quest’anno a parte belen (“il demonio”) non c’erano le coloradine per precisa imposizione di “se non ora quando” quindi non vedo tutta questa pornografia……E quali sarebbero i reality dove imperversano le nudità femminili? L’isola dei famosi? A già dimenticavo….le donne in costume da bagno sono diventate “irrispettose”…..chissà forse sarebbe ora di andare nelle spiagge italiane a predicare il pudore ahahahahaha…… Inoltre ciao darwin è una replica (probabilmente per dare sempre nuova linfa vitale a queste associazioni farlocche che se no non troverebbero cose “scandalose” a cui attaccarsi)….si sa che se lo rifacessero non sarebbe così “lussurioso”…Se poi si giudica pornografico un programma come veline siamo veramente arrivati ai tempi dell’inquisizione. E’ tutto questo dovrebbe avere a che fare con il rispetto e la libertà delle donne? Forse sarebbe il caso di smettere di guardare la tv e di farsi menare il cervello con queste propagande femministe e moraliste che ci fanno tornare indietro di 50 anni…..



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