19
maggio

PAOLA FERRARI A DM: “NON CREDO CHE MIO SUOCERO ACQUISTERA’ LA7. LA RAI POTREBBE TROVARE I SOLDI PER IL CALCIO TAGLIANDO I CACHET DELLE STAR”

Paola Ferrari

Il “calcio spezzatino” e l’avanzare di Sky e Mediaset Premium non hanno scalfito la sua Domenica Sportiva. Paola Ferrari può dirsi soddisfatta: lo storico talk show domenicale, nella stagione appena conclusa, è addirittura cresciuto negli ascolti con un picco record che ha sfiorato il 18% di share. Proprio un bilancio sulla DS dà il la ad una chiacchierata a tutto tondo con la giornalista che a DM non esita a rivelare la sua massima ambizione professionale

E’ stata un’annata fortunata questa per La Domenica Sportiva…

Sì, abbiamo chiuso due punti sopra la media dell’anno scorso e con la puntata del 6 maggio abbiamo realizzato uno straordinario 17.91%. Un dato assai significativo perché non veniva raggiunto da anni dal programma e sappiamo come nelle ultime stagioni il calcio sulla tv generalista sia cambiato. Una grande soddisfazione, frutto di tanto lavoro, non solo mio ma di tutti noi che la creiamo lavorando e discutendo insieme attorno ad un tavolo. La nostra non è più una trasmissione sportiva, sarebbe riduttivo considerarla tale, ma un talk che dura più di due ore.

C’è qualcuno tra i tuoi ospiti fissi che ritieni indispensabile?

Non potrei fare a meno di Ivan Zazzaroni; con lui ho un rapporto particolare, anche nei momenti di difficoltà è pronto a darti una mano. Più in generale non lascerei andare via nessuno: con Marco Civoli e Fulvio Collovati siamo amici di lunga data, mentre con Gene siamo diventati una coppia non dico comica ma quasi. Baconi ci dà una chiave tecnica-tattica fondamentale perché la trasmissione, pur avendo dei momenti più leggeri, deve avere la sua autorevolezza. L’obiettivo che ci siamo posti, quando abbiamo tolto la moviola, era di spiegare il calcio agli italiani e credo che siamo riusciti a raggiungerlo avendo offerto un prodotto molto credibile dal punto di vista tecnico ma anche un prodotto che permette di passare del tempo divertendosi. C’è stata anche una fascia di pubblico non proprio calciofila che ci ha seguito.

Malgrado il successo la Domenica Sportiva potrebbe esser messa in discussione dal mancato acquisto dei diritti tv in chiaro della Serie A da parte della Rai.

Mi auguro fortemente, al di là del lavoro che svolgo, che la Rai riesca a trovare un accordo. La Lega deve capire che il prodotto calcio spacchettato non ha lo stesso valore di un tempo ed è cambiato anche il mercato. La Rai, nel suo ruolo di servizio pubblico in questo particolare momento sociale, deve offrire il calcio in chiaro alle famiglie che non possono abbonarsi alla pay tv. Inoltre i programmi calcistici Rai sono andati molto bene, cominciando dalla Domenica Sportiva e passando per Novantesimo Minuto e Stadio Sprint che hanno registrato sempre ascolti a due cifre in una rete che, in questa stagione, ha abbastanza sofferto. Mi auguro che ci sia un lieto fine anche se ho paura che la trattativa si protrarrà fino a giugno-luglio.

In un momento di crisi però arrivare a spendere cifre come 26 milioni di euro per una televisione pubblica potrebbe essere discutibile.

26 milioni sono una richiesta inaccettabile che poteva esser avanzata qualche anno fa, quando il calcio non era spezzettato in questo modo. La Lega deve capire che non è più il prodotto di quando conducevo Novantesimo Minuto, con Tosatti, e facevamo il 32% pure se Sky già esisteva. Allo stesso tempo la Rai deve offrire il calcio in chiaro, malgrado il periodo di ristrettezza economica. Magari si potrebbero trovare le risorse riducendo i cachet milionari delle star, rendendoli così un po’ più umani.

A proposito in una recente intervista ti eri detta contraria allo strapotere dei manager degli artisti tv. Si potrebbe obiettare che fanno solo il loro lavoro…

Sono d’accordo su questo: i manager fanno benissimo il loro lavoro e abbiamo delle personalità validissime come Presta, Caschetto e Ballandi che peraltro è un mio amico. Quello che mi vede contraria sono i cachet degli artisti che arrivano a cifre spropositate sino a due milioni di euro. Sono compensi d’altra epoca. Io – al di là del mio stipendio da inviato speciale della Rai che percepisco da tanti anni – non guadagno assolutamente nulla di più per condurre la Domenica Sportiva. Ma va bene così ed è anche giusto in un’ottica aziendale; è chiaro, poi, che per un personaggio come Fiorello che riesce a portarti numeri altissimi si può fare un’eccezione. In definitiva, la Rai dovrebbe valorizzare le forze interne dell’azienda come ha fatto con Giletti e tanti altri.

Paradossalmente, però, se tu conducessi L’Arena guadagneresti molto meno di Giletti.

Sì, però lui è bravo perchè ha fatto crescere il format negli anni cucendoselo su misura e poi percepisce un cachet normale.

Sei stata la prima e unica donna a condurre le più celebri trasmissioni calcistiche nostrane, Novantesimo Minuto e Domenica Sportiva: cosa ha significato centrare tali traguardi?

All’inizio è stato complicato perché è sempre stato un mondo maschilista; credo che il vero cambiamento sociale lo si ha avuto non tanto con la Domenica Sportiva ma con la conduzione di Novantesimo minuto, l’ultimo baluardo maschile. Ero molto spaventata e invece quell’anno facemmo record d’ascolti: picchi del 37% e 4 punti di share in più dell’anno prima.

Di cosa ti occuperai per gli Europei?

Sono ancora dubbiosa. Il mio direttore mi aveva fatto una proposta molto interessante per la fascia che va dalle 17 alle 22,  in alternanza con Franco Lauro. Sto valutando perché non vorrei rischiare la sovraesposizione, considerati i dieci mesi di Domenica Sportiva e il fatto che se ricomincerò lo farò già a fine agosto. Non sono una che vuole apparire per forza, non vado quasi mai ospite in altri programmi, mi piace il mio di programma che amo e seguo e che quest’anno ho costruito a mia immagine.

Hai detto “se devo ricominciare”, non c’è ancora una riconferma ufficiale quindi?

Il direttore farà le sue scelte. Io mi diverto a farla, nonostante sia faticosa. Credo che la DS abbia instaurato un rapporto unico con il pubblico. Nononostante i grandi successi di Sky e Mediaset, rimane il Festival di Sanremo del calcio.

Non sei mai stata tentata dalla concorrenza?

No, io sono un’aziendalista. Sono una donna Rai, da 22 anni, mi piace la mia azienda e quando smetterò farò altro.

E se la tua famiglia comprasse La 7?

Darei magari qualche buon consiglio.

Non faresti il salto della barricata?

No, sarebbe inopportuno. Una delle cose che mi ha dato più fastidio è quando hanno scritto che conducevo la Domenica Sportiva perché mio marito era l’amministratore delegato di Tim, in realtà io lo conobbi quando già conducevo il programma da due anni. Non andrei mai a lavorare in un posto in cui sarei la moglie o la nuora del capo, e poi, al di là di questo, sto bene in Rai.

Quale consiglio daresti per La7?

Dopo tanti anni credo di intendermi un po’ di televisione. Percepisco abbastanza facilmente se un programma funziona. Ad esempio quando Milly Carlucci, nel 2006, mi fece vedere il format di Ballando con le stelle, io le dissi subito: “non ho mai fatto nessuna di queste cose ma vengo a farla”. Percepì che Ballando sarebbe stato un successo popolare ma elegante e di classe.

Non ti piacerebbe fare in Rai qualcosa che non abbia a che fare con il calcio?

Le proposte ci sono, in realtà mi piacerebbe fare il consigliere d’amministrazione. Se dobbiamo puntare in alto facciamolo, visto che si sono proposti in tanti per fare i presidenti. Lo farei comunque tra qualche anno.

Cosa ne pensi della proposta Freccero-Santoro?

La trovo un po’ azzardata, tra l’altro io sono contenta di questo direttore generale. Lorenza Lei, che ho la fortuna di conoscere da tanti anni, è un’aziendalista che conosce bene la Rai e sta facendo quadrare i conti. Mi piace che ci sia una donna a capo dell’azienda e quindi mi auguro che possa restare.

Ma se tu fossi nel Consiglio di amministrazione Rai rischieresti il conflitto di interessi con un’ipotetica La7 targata De Benedetti.

Io non sono assolutamente in conflitto d’interessi, ho le mie idee indipendenti e l’ho sempre dimostrato. E poi io non credo che mio suocero acquisterà La7.

Quale collega ruberesti alla concorrenza e inseriresti nella squadra della DS?

Monica Vanali, che è una mia amica ed è brava. Come giornalista non sportivo Mediaset mi piace molto Sottile, e colei che cura Quarto Grado, Siria Magri. Io e lei abbiamo cominciato insieme sui campi di calcio, andavamo a seguire l’Atalanta, lei per Mediaset, io per la Rai. Bravissima anche la Gasparini, una dei volti femminili migliori a Mediaset.

Hai progetti o particolari auspici per il futuro?

A parte La Domenica Sportiva, mi piacerebbe cimentarmi con una nuova sfida. Non sono una showgirl, quello che potrei fare è un programma che mescoli intrattenimento e informazione.

Condurresti, allora, un programma come Quelli che il Calcio?

Sì, mi piace molto. Lo farei, però, alla maniera di Bartoletti e Fazio, cioè sarei più legata alle partite.

Anche se forse col calcio spezzatino sarebbe un po’ complicato.

Ovviamente inserirei una giusta chiave comica, poi comunque sul calcio ci sono tanti spunti, Simona faceva anche delle belle interviste. Al di là di tutto sono contenta che non chiuda, è stato un programma che ha raggiunto ascolti a due cifre, divertente, ben condotto. Può pagare investire ancora su Quelli Che, come penso pagherebbe se Novantesimo Minuto tornasse su Raiuno nel suo orario canonico. Sono convinta che non scenderebbe al di sotto del 18%.

In seguito all’improvvisa scomparsa di tua madre, hai deciso di denunciare l’ospedale che l’aveva in cura per fare chiarezza su quello che potrebbe essere un caso di malasanità. Come procede la causa?

Siamo in una fase transitoria e di confronto tra le ragioni delle parti. Ci sono vari periti che stanno cercando di capire quello che è successo in quell’ora maledetta in cui mia madre è stata praticamente abbandonata. Sono assolutamente agguerrita, e pur ritenendo che in Italia ci sia una classe medica validissima, non credo si possa transigere su errori nelle strutture sanitarie dove noi affidiamo i nostri cari. Chi sbaglia deve prendersi la responsabilità.

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9 Commenti dei lettori »

1. Peppe93 ha scritto:

19 maggio 2012 alle 16:18

A me lei sta antipatica ma la sto rivalutando…



2. amazing1972 ha scritto:

19 maggio 2012 alle 16:25

per anni mediaset a fatto schizzare alle stelle i compensi delle star,visto che per accaparrarsi i vari bonolis/carrà ecc li ricopriva di milioni. ora che anche loro si ritrovano a dover tirare la cinghia,forse si riuscirà a ragionare in ottica di progetti validi e professionalità



3. Nina ha scritto:

19 maggio 2012 alle 16:38

E ti pareva che la colpa non fosse dell’impero del male Mediaset. Meno male che ci ha pensato il suocero della Ferrari a rimettere tutto a posto.



4. Giuseppe ha scritto:

19 maggio 2012 alle 16:59

Ottenere i soldi per trasmettere il calcio in chiaro “riducendo i cachet milionari delle star”. Come se il mondo del calcio fosse esente dal discorso dei costi eccessivi e dei compensi esagerati.



5. Mattia Buonocore ha scritto:

19 maggio 2012 alle 17:26

@giuseppe e lei mica fa la calciatrice :D



6. Giuseppe ha scritto:

19 maggio 2012 alle 17:54

Però non è neppure una star.



7. kalinda ha scritto:

19 maggio 2012 alle 19:47

se la vuole il suocere a lavorare da lui la prenda!!!!!!!!!!!!



8. maximo ha scritto:

19 maggio 2012 alle 22:59

L’ascolto che ha fatto e’ vero e sicuramente c’è del merito, ma forse non era il caso di vantarsene troppo, dato che questi numeri escono fuori perche’ la concorrenza ha alzato bandiera bianca e le ha lasciato libero il campo. Come direbbe la pubblicita’: ti piace vincere facile? ;-)



9. Francesco Amico ha scritto:

20 maggio 2012 alle 02:09

Concordo con la Ferrari.. 90° minuto alle 18.10 su Raiuno farebbe un ottimo risultato, magari non più il 30% come 10 anni fa, ma un buon 18-20% si…



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