6
marzo

QUESTA E’ LA MIA VITA: I PROTAGONISTI DEL GRANDE TEATRO ITALIANO SI RACCONTANO IN TV

Questa è la mia vita- Gabriele Lavia

Grande teatro in tv. Stavolta di mezzo non c’è Raiuno e le riproposizioni di De Filippo interpretate da Massimo Ranieri. Solo una rubrica che grida a squarciagola la sua vocazione a restare prodotto di sottilissima nicchia. Basta vedere l’orario di programmazione e il taglio di Questa è la mia vita, programma che accompagnerà i telespettatori per ben quattordici puntate.

Gabriele Lavia apre questa trasmissione che consisterà in una galleria di ritratti dedicata alla nobile tradizione teatrale italiana, vista sotto le lenti della regia e della recitazione. La messa in onda coinvolgerà sia Rai Educational sia Rai Scuola: nel primo caso si tratta di un appuntamento che da stasera andrà in onda all’1.oo, nel secondo caso invece sarà una messa in onda più alla portata di tutti con la trasmissione in replica in diversi slot della giornata (prima programmazione 16 marzo alle ore 12,00).

Conversazioni che trasudano aneddoti e storia del costume italiano, inteso nel senso più ampio, ma anche nello specifico del gioco delle luci e della maschere a cavallo della ribalta. La firma su queste monografie teatrali è quella di Franco Scaglia, presidente del Teatro di Roma, che ha scelto una sede storica come quella del Teatro Argentina per ambientare questi dialoghi con l’arte.

Non sappiamo ancora con precisione quali decani delle tavole da palcoscenico saranno coinvolti in questa narrazione a ritroso. Tra i nomi che filtrano ci sono però quelli di Giulia Lazzarini, Glauco Mauri, Umberto Orsini. Non ci stupiremmo, e ci farebbe molto piacere, ritrovare le storie di Ugo Pagliai, Eros Pagni, Paolo Poli, Paola Gassman, quel meraviglioso Arlecchino chiamato Ferruccio Soleri.

Volti che non soffrono troppo per la fisiologica indifferenza della televisione, protagonisti che vivono con orgoglio e soddisfazione la propria vita, fatta di polvere da palcoscenico in giro per i teatri delle più disparate città italiane. Un racconto interessante che riporta il fascino del mestiere dell’attore, nonostante gli enormi e doverosi cambiamenti intercorsi rispetto all’archetipo del teatro all’antica italiana.

Una rubrica che ripercorre nelle rughe dei veterani dei sipari gli echi di una parte bellissima della storia italiana, immagini che non potranno non rimandare alle suggestioni della valigia dell’attore, simbolo di una condizione allo stesso tempo fragile e forte, meravigliosamente rappresentata dalla canzone omonima di Francesco De Gregori.



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2 Commenti dei lettori »

1. Giuseppe ha scritto:

6 marzo 2012 alle 23:34

Interessante. Peccato che tranne rarissime eccezioni (Massimo Ranieri) il teatro in tv non abbia molto seguito. Forse perchè i telespettatori lo trovano noioso. O forse perchè non è stato scoperta un formula nuova di riproposizione. O perchè è il teatro stesso inadatto alla televisione dei nostri giorni. Ho ricordi nostalgici di un teatro in tv per niente noioso (malgrado fossi un bimbo) dove si avvicendavano attori del calibro di Ernesto Calindri, Paolo Stoppa e Rina Morelli, Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice, Franco Volpi e così via.



2. giovanni ha scritto:

7 marzo 2012 alle 12:46

il teatro è la mia grande passione, ma non vivendo in italia ho perso contatto con la scena teatrale italiana, quindi la televisione è l’unico modo in cui io possa restare vagamente in contatto.

capisco che il pubblico per questo tipo di programma è ridottissimo, però si potrebbero trovare spazi più civili – o sulle generaliste in tarda mattinata, ad esempio – o in orari più di punta su una delle reti digitali



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