30
dicembre

METTIAMOCI ALL’OPERA: PROGRAMMA RAFFAZZONATO, CONDUZIONE IMPACCIATA

Pupo

Non è stato un gran bell’esordio quello di Pupo nel talent dedicato alla lirica Mettiamoci all’opera, capace di far sciogliere la glassa che cola abbondante su tutte le parole che si spendono nei giorni di festa. E’ sembrato l’ennesimo errore dei palinsesti del 2012, lenti a metabolizzare i segni del cambiamento di gusto e più inclini a incaponirsi sulla diabolica perseveranza nella superficialità.

Difficile poter negare che la soglia di saturazione del talent sia colma: fin che i marchi rodati riescono più o meno a tirare avanti bene, per il resto è meglio pensare ad altro. Gli strali più duri contro l’idea portata in scena da Pupo e Nina Senicar arrivano direttamente dalle pagine di Avvenire e Corriere della Sera:

Il giornale dei Vescovi ci va giù pesante, già dal titolo Raiuno, il varietà svilisce la lirica, affidando a Mirella Poggialini il commento:

“mescolare volenterosi talenti canori di varia origine all’intrattenimento forzatamente giocoso del varietà ha impoverito e non arricchito un programma che è apparso comunque raffazzonato e confuso, con intervalli, colori e piglio non adatti a sostenere le prove dei cantanti in gara, che un agitato Pupo presentava, insieme a Nina Senicar, con scarsa convinzione. [...] Ha sottolineato una volta di più l’ossessione della gara e dell’eliminazione che ha inquinato tante proposte televisive, con l’illusione di aumentare la tensione e l’attenzione del pubblico con risorse da patiti del videpoker”.

Critiche anche alla scelta dei giurati. Più in generale a destare i dubbi è la miscellanea tra lirica e varietà, come se fossero due atmosfere di ambienti troppo inconciliabili per incontrarsi (anche se forse la danza classica ad Amici ha, talvolta, dimostrato il contrario).

Non meno graffiante il giambo di Aldo Grasso contro Ghinazzi and company:

“Mettiamoci all’opera ha perpetuato il mistero di Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, in prima serata: protagonista di una conduzione impacciata, sembra che legga male il gobbo, sbaglia spesso le pronunce, fornisce spiegazioni e commenti al limite del didascalico. [...] Quando le idee sono stiracchiate la parvenza di una missione pedagogica non basta”.

Lapidaria sentenza, quest’ultima, grandemente veritiera: già da alcuni elementi il pout-pourri appare come uno zibaldone che annaspa cercando di tirar dentro elementi classici, per ammiccare al tema alto, e fenomeni più di costume, per acchiappare l’italiano medio, leggendaria entità dai contorni poco chiari. Il talent, la scelta di tenere in giuria Enzo Miccio accanto al soprano Chiara Bigi, il miscuglio tra arie e canzonette: si denuncia già da sé la percezione di accozzaglia.

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9 Commenti dei lettori »

1. Matteo ha scritto:

30 dicembre 2011 alle 16:17

ma che ci azzecca il giornale dei vescovi con mettiamoci all’ opera?? ora sindacano su tutte le trasmissioni tv??



2. Giuseppe ha scritto:

30 dicembre 2011 alle 16:20

Pur non avendo visto il programma immagino di quale schifezza si trattasse. Per accostare lirica e varietà televisivo (e la cosa di per sé già sembra di dubbio gusto) ci vogliono ben altre professionalità. Sarebbe certamente interessante un programma che avvicinasse il grande pubblico televisivo al mondo della lirica in modo serio ma accattivante. Mi viene in mente solo un nome tra gli autori televisiv in grado di affrontare simile compito: l’ottentenne Ugo Gregoretti, eroe di una televisione di altri tempi, in pensione non solo per raggiunti limiti d’età.



3. La Zanzara ha scritto:

30 dicembre 2011 alle 19:09

Ho visto il programma perchè ero a casa! Mio fratello detesta Pupo e quindi non è oggettivo nella critica, comunque devo ammettere che ha ragione quando afferma che gli sembra uno spettacolo da dopolavoro ferroviario dove uno si alza e spara… e poi la scenografia era molto discutibile, non rendeva proprio l’idea! Non mi piace la giuria, poi la valletta, che è bellissima, deve sempre marcare ogni esibizione con commenti imparati a memoria e poco pertinenti: diventa stucchevole… comunque è molto bella e la bellezza è un talento da non sottovalutare! Mi dispiace per Pupo che non è il peggio della televisione ma mi sembrava un po’ giù di corda e non coinvolgeva… il gruppo Luzi, Principe e Marini per paradosso funzionava di più! La squadra conta, infatti la Luzi mi ha molto delusa anche se è una ragazza pulita e comunque ha un suo perchè! Ritornando al programma Frizzi lo faceva con più amore, ci credeva e ti convinceva anche se non masticavi quel genere musicale per formazione o per gusto personale…mi dispiace per Attenti a quei due: era molto bello, spero che floppi! Mi piaceva il modo in cui ciascun artista rispettava lo spazio dell’altro: accade solo tra grandi! La rivalità è una cosa da mediocri!



4. pippo ha scritto:

30 dicembre 2011 alle 20:23

un consiglio a mazza: lo sposti la settimana prossima altrimenti rischia di far decollare (una volta che si decolla è difficile farla scendere) la nuova fiction di canale 5.



5. pippo ha scritto:

30 dicembre 2011 alle 20:24

magari potrebbe mette al posto di pupo la fiction di suor elena sofia ricci.



6. cCBO ha scritto:

30 dicembre 2011 alle 20:28

Piccola correzione. Il soprano si chiama Chiara TAIGI non Bigi. Condivisibili tutte le critiche al programma, un “talent” dove i voti erano così motivati “Per me X ha cantato meglio, ma Y è più bella/o: voto Y”.VERGOGNA



7. marcko ha scritto:

30 dicembre 2011 alle 21:55

pupo è un “presentatore”di m,
quindi a prescindere mi rifiuto di guardare qualsiasi suo programma.



8. biacoargento ha scritto:

30 dicembre 2011 alle 23:15

Pupo è un presentatore e io sono Garibaldi. A Matteo: tutti criticano quello che succede nella Chiesa, la Chiesa non può criticare un programma tv?



9. leonardo ha scritto:

6 gennaio 2012 alle 13:20

si puo criticare qualsiasi cosa e qualsiasi persona ma una volta tanto che la televisione da’ un po’ di visibilita’ a chi il mazzo se lo fa veramente nella musica cerchiamo di non affossare subito tutto,la nuova generazione a momenti non conosce neanche certi capolavori della musica lirica,ce ne fossero di piu’ di sti programmi invece di certe boiate tipo grande fratello,poi e’ovvio che tutto si puo criticare del programma,certi accostamenti,la scelta dei giurati ecc.,ma e’gia’buono che passi ancora la grande musica ormai ascoltata solo dalle signore…firmato da pianista pluridiplomato accompagnatore di cantanti lirici e professore



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