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dicembre

RIPRENDIAMOCI LA RAI: A TORINO A DIFESA DEL SERVIZIO PUBBLICO ANCHE ANTONIO ALBANESE E LUCIANA LITTIZZETTO

Riprendiamoci La Rai- Luciana Littizzetto ospite dell'evento a Torino

Nei giorni in cui Fiorello sembra aver dimostrato che il varietà non è morto se si fanno gli investimenti giusti e si arruolano i veri professionisti dello spettacolo, nel momento in cui l’approfondimento sembra interessare più dell’evasione da fiction, sembra scoccata l’ora x per il se non ora quando degli inguaribili sostenitori della Rai come servizio pubblico.

Con l’emblematico slogan Riprendiamoci la Rai va in scena stasera alle ore 21 nell’Aula Magna del Politecnico di Torino un dibattito evento sulle prospettive del sistema radiotelevisivo italiano in questa fase di transizione e di revisione economica e strutturale.

La RAI è cresciuta accanto alla nostra Democrazia, ha perseguito, attraverso i suoi professionisti, il diritto-dovere ad un’informazione indipendente e plurale, originale nelle sue forme e fedele allo spirito del dettato costituzionale.

La RAI è anche per queste ragioni un bene comune degli italiani, un patrimonio senza il quale l’Italia sarebbe più povera.

La RAI è ora in crisi. Una crisi che non è solo di conti ma anche di contenuti, di credibilità, di capacità di rappresentare la maggioranza degli Italiani.

Ma la RAI ha ancora al suo interno forze sane, professionalità e competenze umane, tecniche e industriali in grado di far tornare questa Azienda alla sua naturale vocazione di garantire il servizio pubblico radiotelevisivo.

Rivendicazioni chiare e dirette, almeno quanto il sottotilo eloquente che sta facendo da fil rouge alle varie iniziative di chi sollecita una riforma culturale: ‘L’informazione è come l’acqua, deve essere di tutti’. Tra i partecipanti alla serata anche il tandem di comici che per lungo tempo ha fatto da colonna portante a Che tempo che fa, Luciana Littizzetto e Antonio Albanese, oltre che a presenze di rilevanza simbolica quali l’emerito Gustavo Zagrebelski e i professori dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai.

La critica allo status quo si muove anche attraverso un manifesto, ben presente nel sito collegato al movimento, che delinea per il futuro del servizio pubblico una serie di priorità e di diritti per l’utente non più negoziabili. Si ribadisce in prima istanza il diritto-dovere all’informazione e alla cultura nell’interesse della collettività. Forte è il richiamo alla prospettiva su cui tarare l’offerta: bisogna credere nell’intelligenza del pubblico e nella sua capacità di riconoscere la qualità stimolando il dialogo tra le generazioni e tra le diversità penetrando in maniera acuta nelle mille piccole realtà che la geografia dello stivale separa.

Indicazioni anche di gestione però: più società civile e meno spartizione lottizzata affidata alla politica, risorse equilibrate e degne della grande tradizione di maestranze Rai italiane. Niente sprechi e giornalismo con la schiena dritta, assoluto divieto di inseguire le dinamiche della televisione commerciale con il contemporaneo sforzo di essere promotori di sperimentazioni e di progetti editoriali autonomi e originali.



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9 Commenti dei lettori »

1. pig ha scritto:

12 dicembre 2011 alle 20:24

Va benissimo fare questa “manifestazione” a difesa della RAI però non confondiamo il servizio pubblico come una cosa che solo gli artisti dichiarati a sinistra sanno fare.La Rai dev’essere di tutti i più grandi professionisti che siano di destra o di sinistra però spazio uguale ad entrambe le parti



2. ANTONIO1972 ha scritto:

12 dicembre 2011 alle 20:48

la rai deve essere in mano a grandi professionisti,cosa votano,deve essere del tutto irrilevante (vedi un mentana). il suo potenziale enorme viene continuamente soffocato dall’alto. se su raiuno ci fossero davvero dei numeri uno,come fazio,gabanelli,con programmi che danno davvero ragioni per pagare il canone,la musica cambierebbe e non di poco



3. Giuseppe ha scritto:

12 dicembre 2011 alle 22:27

Rivendicazioni condivisibili ma ancora un po’ generiche. Infatti sono vaghe le proposte avanzate relativamente a una riforma del rapporto tra Parlamento e Rai e ancor più oscure quelle relative all’eventualità della privatizzazione di una parte del pubblico servizio. Anche “l’assoluto divieto di inseguire le dinamiche della televisione commerciale” meriterebbe una buona dose di argomentazioni per essere digerito. Fatto sta che sono decenni che si parla tanto di queste problemi e alla fine non cambia niente tranne le situazioni debitorie, l’assottigliamento delle risorse e la disaffezione di parte degli utenti molti dei quali in tutto ciò trovano anche una motivazione per non pagare il canone.



4. davide ha scritto:

12 dicembre 2011 alle 22:31

Mi fate per favore i nomi di uomini di spettacolo di destra con talento? Non mi viene in mente nessuno per ora!



5. Cristian Tracà ha scritto:

12 dicembre 2011 alle 23:31

Davide,

veniamo da un periodo così buio che le categorie sono pure loro in crisi. Il normale è diventato sublime, fare reportage significa essere comunisti, si mette alla berlina l’avversario con argomentazioni del peggior stile reazionario…



6. ales79 ha scritto:

13 dicembre 2011 alle 02:57

@pig, quoto!
@Davide, ce ne sono ma si vergognano di dirlo perchè, non so come mai, dire di essere di destra non suona mai bene, comunque se vuoi te ne dico qualcuno che non c’è più: Totò, Vianello, Bongiorno, Mondaini etc…

Il punto è ben detto quando si parla della folle rincorsa della rai verso televisione commerciale… la rai non deve farlo perchè 1) è pubblica 2) ha il canone, deve esulare dalle logiche meramente commerciali e finchè lo farà avremo delle porcate immani come si sono viste in questi anni!



7. Giuseppe ha scritto:

13 dicembre 2011 alle 07:53

Non sono riuscito a capire due cose: 1) perchè non si possa fare un prodotto televisivo allo stesso tempo di qualità e “commerciale”; 2) perchè si contestano le lotizzazioni partitiche della Rai e poi si fanno gli elenchi degli aritisti aderenti a questa o a quell’altra parte.



8. WHITE-difensore-di-vieniviaconme ha scritto:

13 dicembre 2011 alle 10:42

sgarbi
bwhauhau



9. Nina ha scritto:

13 dicembre 2011 alle 11:24

Prima di tutto se hai talento e sei di destra non è che ti convenga molto dirlo, secondo chi gliel’ha mai tolta la rai? Ma chi credono di prendere in giro? Ciò che vogliono è un repulisti generale in cui rimarranno solo i lecchini come Fazio e tutta la compagnia cantante.



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