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ottobre

MENTANA: LE IMMAGINI DI GHEDDAFI UCCISO MI FANNO SCHIFO. MA LE TRASMETTE (E POI SI PENTE?)

Gheddafi morto, Tg La7

Muammar Gheddafi nelle mani dei miliziani, col volto atterrito e scioccato dell’animale in trappola. Spintoni, urla e percosse. Poi gli spari dei kalashnikov: “Allah akbar“. E il Rais è una maschera di sangue esanime. Le immagini degli ultimi istanti di vita dell’ex dittatore libico, catturato e morto l’altro ieri a Sirte, hanno fatto il giro del mondo. In diretta tv abbiamo visto l’esecuzione del Colonnello, senza filtri né censure. Il crudo reality della morte. Guardando quella sequenza, in molti hanno provato un moto di fastidio e si sono chiesti se fosse necessaria e umanamente accettabile.

Anche Enrico Mentana ha espresso il proprio disappunto di fronte al filmato che documenta la morte di Gheddafi. All’indomani della divulgazione di quel video shock, il direttore del Tg La7 ha manifestato la propria condanna sulla sua pagina Facebook.

A me le immagini di Gheddafi catturato, poi ferito e ucciso hanno fatto davvero schifo. E non credo proprio che la giornata di ieri sia stata bella per la democrazia. Di più: finchè non vedo almeno uno dei paesi della “primavera nordafricana” stabilmente libero e democratico continuo a temere per il futuro di quei popoli“. Ha scritto ieri il giornalista.

Parole che hanno sintetizzato il pensiero di molte persone che, in rete, si sono affrettate ad applaudirlo: troppo bravo ’sto Mitraglietta. Il video di Gheddafi insanguinato e in fin di vita ha suscitato anche in noi ribrezzo: i fautori delle democrazie (mediatiche) non dovrebbero ballare sui cadaveri. Una convinzione che anche Mentana sembra condividere. Ma a scoppio ritardato, quando l’indignazione è ormai fine a se stessa.

Infatti, visitando il sito Internet del Tg La7 fino al tardo pomeriggio di ieri, si poteva guardare il video dell’esecuzione con estrema facilità. Il filmato campeggiava in apertura e bastava un clic per avviare lo ’show’. Le stesse immagini avevano trovato ampio spazio anche nel notiziario di giovedì, edizione delle 20. E solo ieri sera, quando il pubblico di La7 le conosceva ormai a memoria, è cambiato qualcosa.

Durante il tg, Mentana ha precisato che la sua redazione si era premurata di “isolare tutte le immagini più gravi e raccapriccianti, per rispetto…“. Alla buonora! Ci domandiamo se lo sdegno del direttore non avesse potuto trovare applicazione prima, in modo da risultare più logico e credibile. Alla fine sarebbe bastato davvero poco: una selezione dei fotogrammi meno crudi e un apposito ‘disclaimer alla versione web.

Intervenire dopo 24 ore suona quasi come un inutile pentimento. Va bene indignarsi di fronte alle immagini di Gheddafi morente, ma è troppo tardi farlo quando esse sono già state esposte a lungo dalla macelleria mediatica. E pure in vetrina.

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14 Commenti dei lettori »

1. giudy ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 05:20

Dai, questa è una cosa sottigliezza su cui si può sorvolare, considerando che quello di Mentana, insieme a Skytg24, sono gli unici tg ancora guardabili. Io comunque promuovo Enrico a pieni voti che, nello squallido panorama dei giornalistipoliticizzati, è in grado di andare controcorrente…



2. Giuseppe ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 05:28

Ho il dubbio che Mentana più che alle immagini facesse riferimento ai fatti come si sono svolti, cioè al linciaggio di Gheddafi. Ma forse ho capito male. Secondo me è giusto che questi filmati siano messi a disposizione del più vasto pubblico perchè riguardano qualcosa di fondamentale su cui riflettere. E cioè che spesso la fine dei dittatori è cruenta e determinata da atti che niente hanno a che fare con la giustizia (noi italiani dovremmo sempre avere bene in mente la fine di Mussolini e lo scempio di piazzale Loreto). Gheddafi andava catturato vivo e sottoposto a regolare processo presso il tribunale dell’Aja. Ma, come è facile intuire, in quella sede Gheddafi avrebbe potuto rivelare verità imbarazzanti sia per coloro che hanno preso il potere in Libia, sia per i potenti della Terra. Non si dimentichi neppure che se non ci fosse stato l’intervento Nato contro il convoglio in cui si trovava Gheddafi in fuga, il Rais sarebbe ancora vivo. E, se non mi sbaglio, i bombarfamenti Nato non dovevano avere lo scopo di uccidere Gheddafi. Infine, condivido pienamente la preoccupazione di Mentana: “finchè non vedo almeno uno dei paesi della primavera nordafricana stabilmente libero e democratico continuo a temere per il futuro di quei popoli”. Perchè quello che s’è visto fino ad ora più che una rivoluzione sembra solo l’ennesima guerra per il petrolio. Iraq docet.



3. Giovanni ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 07:53

si riferiva a nuove immagini relative al linciaggio ed estrapolate da un video del global post che nemmeno il giorno prima erano state trasmesse neppure in parte, nè sul sito nè sul tg, anche perchè il video non era ancora comparso



4. Giuseppe ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 09:38

Tra l’altro queste immagini è bene che siano ben note a tutta l’opinione pubblica internazionale affinchè non ci siano dubbi sulla natura e la gravità dei fatti, e su chi li ha perpretati. Claudio Cordone, direttore generale di Amnesty International ha giustamente dichiarato ”Se il colonnello Gheddafi e’ stato ammazzato dopo averlo catturato questo costituira’ un crimine di guerra e i responsabili dovranno comparire davanti al giudice”.



5. pippo ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 09:55

complimenti all’autore del post, concordo in toto sulle parole e sul contenuto di questo articolo. non c’è niente di peggio che gettare il sasso e nascondere la mano, come ha fatto mentana; bisogna essere coerenti ed avere il coraggio di non rinnegare, ma portare avanti le proprie azioni. non c’è niente da vergognarsi, perché ogni tg ha il dovere di trasmettere la realtà (ci lamentiamo sempre che i tg occultano i fatti), anche se è cruda, dei fatti accaduti nel mondo. e poi comunque i telespettatori erano avvisati della crudezza delle immagini dei vari tg e quindi potevano scegliere se continuare a guardare o cambiare canale: questa è la democrazia. cosa diversa accadde, e concludo, quando lerner fu costretto a dimettersi dal tg1 perché mandò in onda un servizio molto forte sui minori, senza avvisare precedentemente i telespettatori!



6. Giovanni ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 10:21

francamente non vendo questa incorenza. A un giornalista possono far schifo determinate immagini (opinione personale) ma comunque sa di doverle trasmettere per dar conto della notizia (dovere professionale)



7. Marco Leardi ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 10:30

@Giuseppe. Concordo e ripeto: come sempre i ‘fautori’ della democrazia ballano sui cadaveri. Da rifletterci..
Comunque, mettiamo il caso che lo sfogo di Mentana si riferisse al linciaggio in sé… questo non giustifica il fatto che il direttore si sia premurato solo ieri sera di “isolare le immagini più gravi”.
@Giovanni. Il principio non cambia: le immagini ‘vecchie’ andavano bene (tanto da spararle in apertura al tg e per ore sul sito) e quelle ‘nuove’ no? In fatto a crudità non ci trovo molta differenza.



8. Marco Leardi ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 10:44

Le immagini andavano comunque trasmesse per dovere di cronaca? Benissimo, allora la cernita aveva poco senso. Sarebbe stato meglio avvisare il pubblico: il filmato che stiamo per trasmettere è shock… Come ha fatto il Tg3, ad esempio.



9. MisterGrr ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 10:47

non è la prima volta che cade su una buccia di banana del genere o sbaglio? Diceva, come al TG5 “queste immagini possono urtare la sensibilità di qualcuno, nel caso blablabla…”.



10. luigino ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 11:53

caro Pippo, le cose si possono dire anche senza certe immagini. Chiedo piuttosto al signor mentana: lei ha parlato del caso islandese e della nazionalizzazione delle banche? Forse,a me è sfuggito. Un fatto così importante che non viene nemmeno menzionato dai tg mi fa capire che l’informazione nel nostro paese è alla frutta. E Mentana è nella stessa barca insieme a tutti gli altri, secondo me.



11. Claudio ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 13:32

Io non ci trovo niente di male. Ha riconosciuto un proprio errore e capisco che in Italia fa specie una cosa del genere. Piuttosto che criticare il Tg de La7, perchè non si scrive qualcosa contro quegli inutili programmi-sciacalli di Matrix e Porta a porta? Se La7 facesse una seconda serata diretta da Mentana, potrebbero chiudere baracca e plastici



12. Marco Leardi ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 14:12

@Claudio. Sui tele-sciacalli, sulle interviste a Misseri e sui plastici abbiamo abbondantemente scritto (e torneremo a farlo, se necessario). Penso sia piuttosto chiaro come la pensiamo a riguardo…
E su Mentana ripeto: intervenire dopo 24 ore mi sembra inutile. La scelta di isolare le immagini crude poteva essere presa prima (in alternativa a quella – altrettando rispettabile – di mandare in onda il tutto avvertendo il pubblico dei contenuti shock).



13. lucio voreno ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 20:02

Interessante lo spunto che l’articolo di Marco Leardi implica sulla natura delle democrazie che si “cibano” di cadaveri, ma qui il discorso si sposta sul piano della filosofia politica. Nel caso del ribrezzo postumo di mentana che dire, anche i più bravi qualche volta toppano.



14. Giuseppe ha scritto:

22 ottobre 2011 alle 21:37

Enrico Mentana intervistato stasera da Fabio Fazio (Che tempo che fa) ha precisato: “A farmi schifo è il fatto in sé”. Avevo capito bene, oppure Mentana aveva letto questo articolo.



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