9
settembre

LA RAI CENSURA LE NOZZE GAY DI UN CICLONE IN CONVENTO E GLI OMOSESSUALI MINACCIANO DI NON PAGARE PIU’ IL CANONE

Un ciclone in convento, la Rai censura il matrimonio gay

La Rai ci ricasca e il ciclone (inevitabile) dal convento si trasferisce a Viale Mazzini. Dopo il taglio di una scena passionale gay tra i due protagonisti di Brokeback Mountain, film trasmesso con censura qualche stagione fa in seconda serata su Rai 2, la tv di Stato ne combina un’altra: questa settimana non è stata trasmessa su Rai 1 la puntata “Romeo e Romeo” della serie tv tedesca Un ciclone in convento, in cui vengono celebrate le nozze tra due omosessuali.

La puntata vede i due promessi sposi, uno vestito di bianco e l’altro di nero, giungere all’altare, accolti da parenti, amici, suore del convento e il sindaco, nel ruolo del sacerdote chiamato a celebrare la nuova unione. Il tutto termina come da tradizione, col bacio degli sposi, il lancio del bouquet, la pioggia di riso e via alla festa. Una festa che la Rai ha presto trasformato in una bufera mediatica, inasprita ancor di più dalla giustificazione ufficiale:

“La serie tedesca è molto lunga. In vista della partenza dei programmi della stagione, dovevamo tagliare un episodio. Abbiamo scelto, in maniera ponderata, di sacrificare questo, proprio per evitare polemiche in area cattolica: la scena delle nozze gay, benedette in chiesa davanti al crocifisso, poteva dar fastidio a qualcuno. Se fossero state celebrate in municipio, non ci sarebbero stati problemi” ha dichiarato il direttore di Rai 1 Mauro Mazza, che ha poi aggiunto: Non è che se non vedi quella puntata non capisci il resto del racconto.

Quando si dice buttare benzina sul fuoco. Apriti cielo: il mondo omosessuale è insorto e, tramite le parole del portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo, dichiara guerra alla tv di Stato, rea di aver messo in atto l’ennesima censura omofoba, e minaccia da parte di tutti i gay di non pagare più il canone. Intanto, l’esponente del PD Anna Paola Concia, che ha definito l’episodio inquietante, interpella la Commissione di vigilanza e chiede che Rai 1 trasmetta la puntata incriminata di Un ciclone in convento, una serie che in Germania fa il pieno di ascolti, grazie anche al tema dell’amore gay, nel nostro Paese affrontato troppo spesso con superficialità.

E il caso vuole che domani sera, proprio mentre la Rai viene accusata di censurare la realtà, al Gay Village di Roma l’attore Lino Banfi venga premiato con un riconoscimento speciale per l’impegno mostrato in un tema che ancora oggi divide e fa discutere. Anni fa, infatti, l’attore fu protagonista della fiction Il padre delle spose, nel ruolo del classico uomo del Sud che accetta l’amore lesbo della figlia. E pensare che si trattò di una produzione Rai, trasmessa in prima serata sull’ammiraglia. L’ennesima dimostrazione di come la tv di Stato sia ancora oggi un’azienda ricca di contraddizioni.



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11 Commenti dei lettori »

1. mocjso ha scritto:

9 settembre 2011 alle 15:30

ma ci si stupisce ancora delle censure fatte in italia? Questo sì che è strano.



2. ANNA ha scritto:

9 settembre 2011 alle 15:32

Veramente ce ne sarebbero di motivi per non pagare il canone e questo è solo uno dei tanti….



3. WHITE-difensore-di-vieniviaconme ha scritto:

9 settembre 2011 alle 15:47

“In questo messaggio sono presenti dei contenuti bloccati che sono già stati contrassegnati come offensivi o spam. Facci sapere se ritieni che si tratti di un errore.”
censura nella censura anche su facebook? non riesco a condividerlo nel mio profilo .mah



4. Giuseppe ha scritto:

9 settembre 2011 alle 16:01

La tv di Stato è ricca di contraddizioni perchè è lo specchio della nostra società. L’esigenza di “evitare polemiche in area cattolica” è dettata da dal desiderio di non urtare chi culturalmente e politicamente “pesa” nel nostro Paese. Certo ne parlano i media, sul web non si contano i commenti di indignazione, protestano le associazioni. Ma tutto ciò rimane ancora nel piatto alto della bilancia. Si pensi a quanto accaduto relativamente alla campagna dei radicali affinchè si faccia pagare ICI alla chiesa cattolica. Ne abbiamo discusso anche in questo blog. Decine di migliaia di adesioni registrate su FB, articoli sul web e la carta stampata. Ma nessun dibattito televisivo e, soprattutto, nessun intervento legislativo. Perchè nel nostro paese si preferiscono sacrificare all’altare 3 miliardi di euro di privilegi. Cioè si salvaguardano i privilegi ma non i pensionati, i disabili, i malati e i disoccupati. Figuriamoci se una certa ragion politica non sacrificherà sempre anche diritti civili fondamentali per “non dar fastidio a qualcuno”.



5. Markos ha scritto:

9 settembre 2011 alle 16:05

La Rai delude su tutti i fronti! Non solo “censura” perchè non è loro intenzione “banalizzare su un tema di grande attualità” (cit. Mauro Mazza) (ridicolo!!) ma poi non hanno proprio la cultura di trasmettere una serie tv! Che significa: “dovevamo tagliare un episodio”!?!? Che poi non è vero che la trama si capisce lo stesso! Per comprendere il continuo del telefilm ho dovuto leggere la trama dal sito tedesco! E mi chedo ancora perchè pago il canone…



6. beppe ha scritto:

9 settembre 2011 alle 16:39

Non mi sorprendo dell’ipocrisia della rai…è la stessa di alcuni esponenti politici che vivono in un’arretratezza culturale e uno squallore morale unico in Europa….ecco il Nostro Bel Paese!!



7. dert86 ha scritto:

9 settembre 2011 alle 16:55

MAZZA SEI UN BUGIARDO.
PERCHE’ E’ STATO CENSURATO ANCHE IL BACIO LESBO TRA DUE DONNE CHE E’ STATO DATO FUORI DA UNA CHIESA?



8. lele ha scritto:

9 settembre 2011 alle 18:36

ma che è sta scusa?? ah ah quant’è ridicolo mazza!!

@beppe
non sono solo i politici arretrati, ma anche la società italiana in genere (basta andare in un bar e sentire i discorsi che econo fuori)



9. iltascy ha scritto:

9 settembre 2011 alle 19:08

A me da fastidio vedere tutti i programmi religiosi pagati dal mio canone. Come la mettiamo?



10. lordchaotic ha scritto:

9 settembre 2011 alle 21:33

pure a me da fastidio, l’ho scrissi pure in un forum.. e mi hanno bannato a vita



11. ARA ha scritto:

9 settembre 2011 alle 22:44

Ancora siamo alle censure?!Ridicolo.Siamo tornati alla vecchia rai: ipocrita e bigotta. Però nel 2011 è assurdo e grave.



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