2
marzo

LA TV GENERALISTA NON E’ MORTA E FA ANCORA OTTIMI ASCOLTI

Alessandra Mastronardi e Piera Degli Esposti in Atelier Fontana

La tv generalista è morta, si è letto più volte su giornali e blog. La nascita del digitale terrestre, la moltiplicazione dell’offerta dei canali e i modesti risultati di alcuni programmi, un tempo di successo, lo hanno fatto pensare a più di qualcuno. Ma ci sono serate in cui tutto questo passa in secondo piano, quando gli ascolti prendono il volo e l’asticella della qualità torna a livelli più che buoni.

I risultati delle ultime settimane ci fanno capire come il pubblico abbia ancora voglia di riunirsi davanti alla tv e il fatto di considerare il 18-20% di share come un grande successo è una scusa che non regge più di tanto di fronte a errori di produzione, conduzione o programmazione. E’ un esempio lampante lo straordinario successo della miniserie Atelier Fontana – Le sorelle della moda, arrivata lunedì sera a sfiorare i 9 milioni di spettatori (8.894.000 – 29.92%), con una media delle due puntate pari a 7.973.000 spettatori con il 28% di share. Una fiction di qualità con ottimi interpeti (su tutti una bravissima Alessandra Mastronardi) e una storia familiare in grado di coinvolgere gli animi dei telespettatori, soprattutto donne (lo share tra il pubblico femminile è volato al 35.5%), che ha portato Rai1 a livelli record.

Rimanendo sulle reti Rai, in tutta la stagione non si erano visti 6 milioni di telespettatori al sabato sera. La prima puntata di Ballando con le stelle è riuscita a catalizzare l’attenzione di 5.994.000 spettatori e il 27.6% di share (profilo donne al 33.9%), battendo nettamente la concorrenza. Milly Carlucci e i suoi ballerini fanno rivivere il sapore del varietà di un tempo, quando tutta la famiglia si riuniva davanti al televisore. Ballando è un esempio di show elegante e appassionante, che si è saputo adattare ai ritmi dei talent show senza sfociare in risse da reality o distriscarsi in pruriginose indagini nel privato dei concorrenti.

Che le campane da morto aspettino a suonare: questi dati confortano la tesi che la tv generalista non è ancora defunta. A Cologno Monzese si starà brindando agli ascolti della prima parte della miniserie Come un delfino con protagonista Raoul Bova, seguita ieri sera da 6.046.000 spettatori e il 22.89% di share. Una fiction di qualità con un buon cast e una tematica orginale e attuale possono fare la differenza anche in un periodo non proprio florido per le fiction Mediaset.

E se ci fosse il bisogno di ulteriore conferma, prendete come esempio l’ultimo Festival di Sanremo: ottimi ascolti, pubblico ringiovanito e buon livello delle canzoni in gara hanno sfatato ancora una volta il mito dell’evento morto e sepolto, come in molti vanno in giro a dire da anni.

Lunga vita alla televisione generalista, se di qualità e con un pizzico di originalità.



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13 Commenti dei lettori »

1. Nicola ha scritto:

2 marzo 2011 alle 15:13

Il risultato ottenuto da Atelier Fontana è straordinario, meritatissimo per una miniserie eccellente dai toni delicati e commoventi. Credo che tra le tante belle fiction proposte da rai 1 negli ultimi anni questa sia in assoluto la migliore



2. pietrgaf ha scritto:

2 marzo 2011 alle 15:18

condivido il parere di Nicola e visto il finale… non ci penserei 2 volte che ipotizzino il seguito o fiction legate a questo genere di tematica o ambientazione.



3. Thomas Tonini ha scritto:

2 marzo 2011 alle 15:29

Dichiarazione Fabrizio Del Noce:

Ascolti record per la seconda puntata della fiction “Atelier Fontana”, trasmessa su Rai1 lunedi’ 28 febbraio: il secondo capitolo della miniserie dedicata all’ascesa nel mondo della moda delle sorelle Fontana, ha sfiorato i 9 milioni di spettatori con quasi il 30 di share. Un risultato che e’ il piu’ alto per una fiction negli ultimi due anni. “Lo straordinario successo della miniserie sulle sorelle Fontana -commenta Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction- dimostra che nonostante la moltiplicazione dei canali e una forte concorrenza, e’ possibile raccogliere una platea cosi’ vasta con un racconto che parla della storia del nostro paese, di persone e di valori come impegno, tenacia e capacita’, che lo hanno reso grande. La storia di tre donne che dalla provincia riescono a realizzare il proprio sogno e a rappresentare lo stile italiano nel mondo ha saputo coinvolgere il pubblico di tutte le eta’. Complimenti al regista Riccardo Milani, ad Alessandra Mastronardi, a tutto il cast e alla produzione Luxvide che insieme a Rai Fiction hanno reso possibile questo grande risultato”, conclude Del Noce.



4. Thomas Tonini ha scritto:

2 marzo 2011 alle 15:30

Dichiarazione Raoul Bova:

“Sono molto contento perché ho rischiato con il cuore”, dice l’attore.
“Sono felice – commenta l’attore – perché si tratta di un prodotto nuovo, che esce fuori dagli schemi classici della fiction ed è incentrata sul nuoto, uno sport considerato poco telegenico e invece capace di promuovere valori importanti”.



5. AleXander ha scritto:

2 marzo 2011 alle 15:50

Non credo proprio che Ballando faccia rivivere le emozioni dei varietà di un tempo…
Senza andare troppo lontani nel tempo basta confrontare ballando con i primi carràmba della carrà… non c’è confronto tra i due.
E poi l’anno scorso ci hanno marciato un po sul trash e le logiche da reality con la diatriba di Crespi..
Ballando è la versione 2.0 di Campioni di ballo della Cuccarini, versione corretta al ribasso perchè è meno elegante di campioni di ballo, con una giuria di inesperti e con aspiranti vip-ballerini a volte indecenti…

Parere mio



6. lillina ha scritto:

2 marzo 2011 alle 15:53

La fiction era splendida l’ho già detto ma che questo plateale successo sia dovuto anche al fatto che la gente ha bisogno di storie pulite con valori che ormai sono nel dimenticatoio totale?



7. aladino ha scritto:

2 marzo 2011 alle 15:54

Atelier Fontana è stato bellissimo, fiction che così intense e così magistralmente interpretate non se ne vedevano da tempo.
Il cast è stato eccezionale. Alessandra Mastronardi ha dato prova di una recitazione impeccabile; Anna Valle è stata come sempre straordinaria bellissima e intensa.

Forse si potrebbe dire che qualcuno ci ha davvero marciato sulla presunta “fine delle tv generaliste”.
La Rai è vincente nelle fiction e non ne sbaglia una, peccato però che abbiano abbandonato i varietà, quei varietà alla Panariello, alla Carrà, i varietà che il sabato sera ti trattenevano volentieri a casa.
Ogni anno si parla dello straordinario successo di Ce posta il sabato sera, ma non sarebbe giusto anche dire che “lo fanno vincere facile”???



8. Cristian Tracà ha scritto:

2 marzo 2011 alle 16:04

su Fontana, Ballando e sulla qualità che premia quando si lavora bene sono d’accordo

sulla fiction di Bova ho più dubbi…temo che il busto nudo di Bova abbia più o meno lo stesso effetto di quello di Garko…quindi starei più cauto.



9. Cristian Tracà ha scritto:

2 marzo 2011 alle 16:05

dimenticavo: sono molto felice per la bastonata che ha preso il Gf, orchestratore di una puntata veramente pessima dal punto di vista dei contenuti



10. Zoro ha scritto:

2 marzo 2011 alle 17:07

quotissimo con l’intero post, anche per me almeno per il momento la scusa del calo di ascolti per i canali del DTT, satellitari, ecc… è più che una scusa, perchè come dimostrato da questa fiction e da altri programmi, che ascolti alti e boom si possono ancora fare!!!



11. euforione ha scritto:

2 marzo 2011 alle 17:38

Le fiction, a mio avviso, raggiungono questi livelli d’ascolto quando raccontano storie vere e racchiudono una morale positiva.
La vicenda umana e professionale delle sorelle Fontana è una favola a lieto fine, che fa sognare chi oggi ha la sensazione di vivere in un Paese in cui talento e spirito di sacrificio non bastino per emergere.
Nella fiction in questione invece, chi ha delle idee originali e lavora sodo, può coltivare i suoi sogni e volare alto. A molti questo messaggio deve aver scaldato il cuore.
Non ho visto attori straodinari ( eccetto Pia Degli Esposti che aveva comunque un ruolo marginale ), la fortuna di questa fiction è, secondo me, tutta nella storia.



12. ANTONIO1972 ha scritto:

2 marzo 2011 alle 18:40

la tv generalista non è morata,ma schiava dell’auditel,dei prodotti realizzati in 10 giorni (let’s dance,stasera che sera) tenta spesso il suicidio. sono contento che il pubblico inizi finalmente ad apprezzare cose curate e fatte da professionisti. se le generaliste capiscono questo,potranno contenere l’emorraggia di pubblico verso sky e canali digitali,dove ci sono prodotti perlopiù importati,ma con appuntamenti certi e nel rispetto del pubblico. altrimenti questi successi potranno solo definirsi sporadici e non sintomatici di una agonia ormai avviata di mediaset e rai



13. Diana ha scritto:

2 marzo 2011 alle 22:01

Ho visto l’ultima puntata di Atelier Fontana e devo dire che è stata a tratti veramente commuovente, pensavo che avrebbe confermato i 7 milioni, ma quasi 9 milioni è un ascolto incredibile. La Mastronardi bravissima, la Valle ha una classe incredibile, il cast era ben assortito, la storia senza eccessi o volgarità. Secondo me è stato questo il motivo del successo, era una fiction che poteva guardare chiunque, bella, pulita e ben recitata. Bisogna dirlo Del Noce come direttore di Rai fiction miete solo successi. Questo significa che il pubblico vuole storie e personaggi di spessore e ha abbandonato il gusto per il trash e per i personaggi volgari.



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