13
settembre

UN GIORNO IN PRETURA: E’ IL MOMENTO DI WANNA MARCHI. ADESSO, SU RAITRE

Wanna Marchi e Stefania Nobile

Mentre scriviamo, è appena iniziata la nuova edizione di Un Giorno in Pretura, la trasmissione di RaiTre che entra nelle aule dei tribunali per assistere alla fase pubblica di un inchiesta giudiziaria, ovvero il processo. La prima puntata della stagione 2008/2009 sarà dedicata alla vicenda, ancora aperta, che vede protagoniste la teleimbonitrice Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile. La trasmissione della terza rete Rai farà il punto della situazione, in attesa del processo di terzo grado (Cassazione), che metterà definitivamente fine al processo.

Dal 2001, anno in cui Striscia la Notizia, attraverso un servizio che vedeva complice la signora Fosca Marcon, svelò agli italiani le presunte truffe della televenditrice, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia: una sentenza di primo grado, il processo d’appello e la carcerazione e la successiva scarcerazione delle due donne. Nel servizio della trasmissione satirica di Antonio Ricci, un’anziana donna, fingendosi interessata all’acquisto dei numeri fortunati del sedicente maestro di vita Do Nascimento (che altro non era che il cameriere “personale” di un altrettanto sedicente marchese di Via della Spiga), veniva coinvolta nella famosa truffa del “sale”.

Il piano (perché di questo sembra che si trattasse) prendeva il via quando il cliente ricontattava il centralino dell’Ascié (società che gestiva la telepromozione e la vendita dei “beni”) per lamentare la mancata vincita con i fortunati numeri del maestro. A quel punto le centraliniste, fingendo per qualche istante di parlare con il maestro, che con tutta probabilità in quel momento era intento a fare tutt’altro, dovevano chiedere al malcapitato di fare l’esperimento del sale.

Per conoscere l’esperimento del sale e guardare un video di una televendita di Wanna Marchi:

Il malcapitato cliente avrebbe dovuto mettere una determinata quantità di sale nell’acqua e doveva verificare che si sciogliesse totalmente. In caso contrario le addette della ditta, con una sceneggiata degna di Pupella Maggio (nessun riferimento al nostro Davide), avrebbero urlato al malocchio. Ma il malocchio era garantito per tutti: il comune sale da cucina, infatti, ha un limite di solubilità in acqua e conseguentemente, oltre un certo limite, l’acqua non è più in grado di sciogliere il sale, che rimane depositato sul fondo del recipiente. La pronta soluzione per allontanare le negatività consisteva nell’affidarsi al rito purificatore del maestro a fronte del pagamento, si intende, di grandi somme di denaro.

Scoperto il diabolico meccanismo, si scatenò lo scandalo noto a tutti e partirono le vicende giudiziarie che, ancora oggi, coinvolgono le due donne bolognesi, ma non il maestro che se l’è data a gambe levate in Brasile.

Il processo di appello si è concliso con condanne a dieci anni di reclusione per Wanna Marchi e Stefania Nobile, quattro anni per l’ex convivente dell’imbonitrice televisiva Francesco Campana, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Come pena accessoria i tre sono stati condannati a risarcire le vittime con 2,2 milioni di euro.

I guai giudiziari per Vanna Marchi non sono nuovi, visto che già nel 1990 fu arrestata per concorso in bancarotta. Fallita pochi mesi dopo anche come imprenditrice individuale, riprese successivamente l’attività televisiva come dipendente del Marchese Capra de Carré, dove incontra il cameriere che diventerà il famoso mago, ora shampista in Brasile.

Abbandonando per un attimo le vicende giudiziarie ancora in corso, c’è da dire che Wanna Marchi è a tutti gli effetti un personaggio che ha fatto “storia”, anche se sembrano cosi’ lontani i tempi in cui urlava i suoi “d’accordo”, “centoottantamila” e “veloci,dinamici,svelti” che, forse, non facevano male a nessuno.

Una parabola discendente quella della Marchi che però continua a riscuotere simpatia tra quelli che a tutti gli effetti sono suoi ammiratori e che fanno delle sue “esibizioni” reperibili su youtube, un vero e proprio motivo di culto. Alcune sono decisamente divertenti, gag degne di Zelig.

Meno divertenti per coloro che sono caduti nella trappola.

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11 Commenti dei lettori »

1. Ernesto F. ha scritto:

14 settembre 2008 alle 00:17

sono dei miti, dovrebbero mettere in galera quella vecchiaccia di Fosca



2. Nickmasies ha scritto:

14 settembre 2008 alle 00:31

Interdette dal fare televendite x 5 anni ;)…. E la vita è proprio dura, vero Wanna Marchi!! Datti una mossa!! Vero?!?! Quelli che lavorano in catena di montaggio..sono degli sciagurati, eh?!? E quale è il tuo interesse? Che la gente viva a lungo?!?! Certo!! Per essere tuoi clienti, dei tuoi potenziali clienti!! DAccordo!!!



3. sanjai ha scritto:

14 settembre 2008 alle 00:32

ecco queste mi sembrano adatte per viale abruzzi… :) io lavrei sbattute in galera senza appello…



4. Zoro ha scritto:

14 settembre 2008 alle 00:39

queste qua sono state condannate e stanno ancoira libere, bergogna e vergogna!



5. Andrea Ferrario ha scritto:

14 settembre 2008 alle 00:43

@Zoro Il giudizio si svolge in tre gradi: fino al definitivo (la cassazione) , sono libere.



6. LadyDietrich ha scritto:

14 settembre 2008 alle 01:29

Non mi esprimo sulla vicenda di queste due “”signore”" piuttosto vorrei spendere una parola sul programma..”"Un giorno in Pretura”",a mio parere,non va ad offrire un accesso immediato e diretto alle varie fasi del dibattimento (come molti pensano), non costituisce un resoconto fedele di tutto quello che avviene in un aula giudiziaria piuttosto costituisce la spettacolarizzazione delle diverse fasi che portano al giudizio,alla sentenza..Si tratta di un processo che non è più giudiziario ma nel momento in cui viene portato in onda diventa mediatico perchè si adegua alle regole televisive, allo “”spartito”" della scaletta,ai tagli e ai tentativi di vetrinizzare ogni singola frase..per esempio la telecamera può indugiare sullarringa violenta del pm,o sulle lacrime dei parenti della vittima mentre le reazioni del sospettato possono essere censurate e in taluni casi omesse…è la telecamera che manovra lazione. Quindi Il programma di per se non ha, e non può avere, una qualche finalit educativa o formativa,incr



7. LadyDietrich ha scritto:

14 settembre 2008 alle 01:45

Preferisco di gran lunga “”Storie Maledette”" perchè la citazione degli atti giudiziari qui non è altro che uno spunto per poter ricostruire la personalit di personaggi che il più delle volte si sono macchiati di reati gravissimi…è un profondo viaggio che parte dal parlatoio del carcere per ritornare al passato,alle confessioni dei detenuti che gettano aceto su ferite ancora aperte..è la bravissima Leosini a condurre il “”gioco”" e non la telecamera. Non si tratta di raccogliere indizi,formulare ipotesi, ascoltare i testimoni e scoprire il colpevole e il relativo movente (lhobby preferito di Bruno Vespa) ma qui il elespettatore si mantiene rigorosamente esterno ai fatti però rivive il dramma psicologico dell assassino scavando nel suo privato e ascoltando inerme le sue perversioni.



8. Davide Maggio ha scritto:

14 settembre 2008 alle 01:56

@ LadyDietrich: sai che ho fatto anche io lo stesso pensiero? Anni fa pero non era cos. Il programma mi sembrava (ma magari mi sbaglio) meno tagliato o comunque tagliato diversamente. E pur vero che un intero processo diventa davvero noioso da seguire in televisione e i tagli si rendono opportuni. Pero prima mi sembrava tagliato meglio.



9. vicio80 ha scritto:

14 settembre 2008 alle 02:07

Certo è che il loro mestiere lo sanno fare molto bene. Fanno paura.



10. LadyDietrich ha scritto:

14 settembre 2008 alle 14:35

Si Davide infatti io non discuto la necessit di dover rispettare una summa di “”regole televisive”" che per la riuscita del “”prodotto”" sono strumentali e quindi inderogabili (i tagli per ragioni di tempo sono necessari) mi limito solo a constatare che un qualunque processo giudiziario, se trasferito magicamnte nel tubo catodico, perde di “”credibilit o meglio edifica un meccanismo falsificatorio dove le ricostruzioni obbediscono solo a regole televisive e non legali…quindi il programma inevitabilmente può sortire immagini non veritiere



11. prostefi ha scritto:

26 settembre 2008 alle 01:04

Non ho visto la trasmissione, il mio giudizio sulle due Signore è che sono state prese di mira dai media e stanno pagando oltre il dovuto.



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