15
novembre

Paramount + incensa Bosè

Bosè - Iván Sánchez

Bosè - Iván Sánchez

La vita di Miguel Bosè sembra nè più nè meno che una favola, nella serie originale Paramount + Bosè. Una lunga e fortunata scalata al successo che racconta la vita del cantate spagnolo in sei episodi, partendo dai suoi primi successi ed arrivando alla maturità, o forse alla consapevolezza di sé. Ma è stato davvero tutto rose e fiori come viene narrato? Questo può saperlo solo l’artista, che ha appoggiato e voluto questo progetto – prodotto da Paramount con Shine Iberia (Banijay Iberia), Elefantec Global e Legacy Rock per la regia di Miguel Bardem e Fernando Trullols – nel quale si è messo a nudo, svelando dettagli interessanti e scomodi (per gli altri).

Miguel viene raccontato in tutte le sue contraddizioni ma senza giudizio, come se l’incostanza, il tradimento e gli errori non gli appartenessero, ma fossero solo un inevitabile passaggio per arrivare alla meta. Così il giovane Bosè (José Pastor) sfida il volere paterno per dedicarsi allo spettacolo e quasi sposa una giovane donna che aspetta un figlio da lui, pur tradendola con uomini e donne e proponendole di abortire; da adulto, invece, Bosè (Iván Sánchez) trova la sua stabilità accanto ad un uomo che ama e vuole disperatamente quel figlio mai avuto.

Bosè - José Pastor

Bosè - José Pastor

La sua storia, nobilitata sull’altare della messa in scena, di risvolti ne ha tanti e bisognerà vedere se saranno raccontati nel prosieguo (con quel compagno, Nacho Palau, c’è stata poi una controversia legale molto dura). Ciò che è ben rappresentato nella sceneggiatura è il bisogno di libertà del cantante, la voglia di emergere, di diventare qualcuno, di non essere più considerato da nessuno un “figlio di”.

E infatti, ad uscire male nei primi episodi è la madre Lucia Bosè, portata in scena da Valeria Solarino. L’attrice, che in curriculum vanta circa cinquanta film ed è stata diretta da Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e Ferzan Özpetek tra gli altri, viene mostrata in una sbiadita versione di sé, ovvero solo come un’ex moglie ferita, che dipendeva economicamente dal figlio e della cui carriera non viene raccontato niente. Una scelta impietosa, se si considera che ormai non può più dire la sua.

Nei primi episodi c’è spazio anche per la relazione che il protagonista ebbe da giovanissimo con Marco Pannella (Roberto Zibetti), raccontato come un uomo libero, maturo e scaltro, che perora la causa dell’aborto – presente nel suo programma politico – con l’amante, affinchè non si rovini la vita diventando padre troppo presto. E non mancano, infine, il collega e “amico mentore “Julio Iglesias (Miguel Angel Munoz), descritto come un impenitente seduttore poco dedito alla famiglia al quale Miguel soffia una delle sue donne (Giannina Facio), nonché la breve apparizione di un’improbabile (nelle sembianze) Raffaella Carrà.

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