6
agosto

LA BRAMBILLA E LA TV CHE NON C’E’ PIU’

Michela Vittoria Brambilla @ Davide Maggio .it

Dalle stelle alle stalle. Dopo solo un anno di programmazione sul satellite e nel circuito di quaranta emittenti private, chiude la TV della Libertà, fondata da Michela Vittoria Brambilla, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo e pupilla del Premier, Silvio Berlusconi.

La tv aveva iniziato le proprie trasmissioni l’11 giugno 2007 e da allora aveva macinato consensi da parte degli spettatori (si parla di 700mila ascoltatori al giorno), forte del suo ruolo di “paladina” dei diritti dei cittadini. Un anno fa, l’ormai ex-direttore Giorgio Medail aveva dichiarato che la TV della Libertà avrebbe puntato a “creare una grande piazza mediatica fatta dalle persone comuni”. “Faremo sentire la voce di queste persone”, ribadiva Medail. E ora queste persone, questi cittadini dovranno accontentarsi di un segnale orario o del tg di Fede.

Ma quali sono state le cause di questo “flop mediatico”? Secondo Medail, lo studio da cui si trasmettevano i programmi era molto costoso, così come il circuito delle tv private Odeon, che mandava in onda le repliche. Il mistero, che avvolge questa vicenda, non si risolve certo con questa scarna dichiarazione e non convince del tutto.

Qualche mese prima della chiusura, aveva cessato la propria attività anche l’altro organo di informazione del Circolo della Libertà, il Giornale della libertà, che sicuramente non necessitava di grosse spese di gestione. E cosa dire della cessione della Vittoria Media Partners (Vmp), società editoriale dei circoli della libertà, rilevata interamente da Forza Italia lo scorso 22 maggio? La società di proprietà della Rossa e di Salvatore Sciascia è stata venduta al partito azzurro per la modica cifra di due euro.

Tentativo di bloccare le mire espansionistiche della Brambilla o necessità di creare una nuova tv di partito per fare concorrenza a Youdem, futura “appendice mediatica” del Partito democratico? Ai posteri l’ardua sentenza.

Intanto, l’ex-direttore Medail esprime preoccupazione per i tredici (numero non certo fortunato) giornalisti professionisti, che lavoravano con lui e per i tecnici, rimasti disoccupati, e rivolge anche un augurio e un consiglio a Veltroni per la neonata Youdem: “Fate una tv trasparente, senza preoccuparvi di altro. Il rischio è rimanere imbrigliati in logiche partitocratiche”.

Più che una chiusura, un mistero…



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2 Commenti dei lettori »

1. Lele ha scritto:

6 agosto 2008 alle 22:36

OT Solo a me il nome “”You-dem”" suona come unoffesa? ;)



2. Gerardo Larosa ha scritto:

7 agosto 2008 alle 11:42

@Lele: se ti riferisci ad una “”vaga”" somiglianza con Youtube , suona come unoffesa alloriginalit . Non so se poi ti riferisci a qualcosaltro…



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